Amici del Centro Aletti PASQUA2019 Cademario (Svizzera), Cappella del Monastero dei Santi Francesco e Chiara La morte ha il suo potere nello svuotare ogni senso. cioè un messaggero del Padre, per consolidarlo con la Riesce a relativizzare ogni bene, non solo il bene dell’a- consolazione che sta realizzando la volontà del Padre zione, dell’evento, ma anche dell’intenzione, della mo- come il dono di sé nell’amore. È proprio questo dono tivazione del pensiero e persino del desiderio. E c’è un di sé per amore che distruggerà la morte. Se infatti la che di morte in ogni fallimento, in ogni insuccesso, in vita è amore, vivere nell’altro e per l’altro – perché è ogni incomprensione, in ogni relazione incrinata. Lo si solo l’amore che fa esistere insieme comunione e alte- avverte ogni volta che proviamo un dolore, o anche la rità – la morte per amore è parte dell’arte di salvare la minima sofferenza. Il pensiero stesso della malattia fa vita. Si salva solo ciò che è vissuto nell’amore. Il dono di emergere un vuoto che può corrompere ogni esisten- sé passa attraverso il morire. Così è vinto colui che del- za felice. Perciò i grandi padri spirituali ci tramandano la paura della morte ha fatto la propria arma. Questo l’arte di essere immuni da questa corruzione: essere ci auguriamo a vicenda, nella profonda amicizia che incorruttibili significa posare nell’amore che viene da sentiamo da parte vostra già come espressione di una Dio, nella certezza dataci dallo Spirito Santo che l’amo- vita ormai partecipe del Cristo risorto. re è più forte della morte. L’evangelista Luca racconta che durante la passione apparve a Cristo un angelo, p. Marko I. Rupnik, con l’équipe del Centro Aletti TEL. +39 06 42990990 WWW.CENTROALETTI.COM W W W.YOU T UBE .COM/c/CENTROALE T TIEDIZIONILIPA W W W.FACEBOOK .COM/CENTROALE T TI
“FORT E COME L A MORTE È L’A MORE” Un’omelia di Pasqua di Sergej Bulgakov (1871-1944), uno dei teologi russi più significativi nel recupero della teologia del primo millennio in un dialogo esistenziale con l’uomo contemporaneo Bugakov con la moglie “Dio ha tanto amato il mondo, da dare il Figlio unigeni- non sarebbe mai stato possibile dare tutto. Ma il Figlio to... perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv doveva dare tutto. Il sacrificio dell’amore divino non tol- 3,16-17). Il Figlio ha tolto a sé stesso la gloria divina: Egli lera limiti: “Dio ha tanto amato il mondo...” Solo la morte “è sceso dal cielo”, si è fatto uomo, e ha portato tutto il poteva abbracciare questa pienezza del sacrificio; essa peso della vita del mondo peccaminoso. È rimasto ob- include tutto in sé, anche colui che si sacrifica. bediente alla volontà del Padre nella sua predicazione e Ma la morte non era forse innaturale per l’Unico senza nelle sue opere, nella sua sofferenza e nella sua pazien- peccato, dal momento che Dio non ha creato la morte za. “Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti” ed essa è entrata nel mondo con il peccato? La morte (Is 53,6). Spossato sotto il peso di questi peccati, Colui non aveva potere sull’Unico senza peccato, ma poteva che era senza peccato gridò: “La mia anima è triste fino essere accettata volontariamente, accettata come vio- alla morte”; “se è possibile, passi via da me questo calice” lenza del principe di questo mondo. E tanto più letale è (Mt 26,38,39). “Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolo- stata questa morte. Il suo dolore mortale – “La mia ani- ri” (Is 53,10). E questa era la coppa della morte. Il Padre ma è triste fino alla morte” – era il dolore di tutti i dolori ha mandato a morte il Figlio unigenito per il suo popolo, e il male di tutti i mali. Per ricevere la morte, Dio ha do- e il Figlio è andato a ricevere questa morte. Il Dio-Uomo vuto spogliarsi della propria divinità, come se smettesse è morto “per tutti e per tutto”. di essere Dio. “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abban- La morte di Dio non può essere compresa dal nostro donato?” (Mt 27,46) – questo è il grido dalla croce del pensiero, ma lo lacera. Perché Dio è Vita, e Cristo stesso Dio morente, del Dio abbandonato da Dio. È come se si è chiamato Vita; ma qui la Vita è nella tomba. “O Vita, lo Spirito Santo stesso, il Datore di Vita, avesse dovuto come muori?”. Nella morte di Cristo veneriamo il miste- “abbandonarlo”, perché questa morte fosse “portata a ro supremo dell’incarnazione divina, l’auto-svuotamen- termine”. to sacrificale della Divinità; e questo mistero è il potere Il peccato di Adamo procurò la morte al mondo intero, dell’amore di Dio per l’uomo. Questa morte è la pienez- di cui egli era il centro. E la morte del Dio-Uomo, che ha za completa, e quindi il limite per il sacrificio di amore, consegnato lo spirito sulla croce (Lc 23,46), è stata an- legato alla fine delle sofferenze dell’amore. Altrimenti, che una nuova morte per il mondo intero e un giudizio queste sofferenze diverrebbero “eterni” tormenti. Il sa- su questo mondo. È stata la pienezza della morte: il sole crificio di Cristo non conosce limiti. Il Figlio ha dato tutto si oscurò, la terra tremò, e le tenebre scesero sulla terra di sé, tutta la sua vita, all’obbedienza sacrificale; tutta- nell’ora della sua morte in croce. È stata, per così dire, via, una durata illimitata di questa obbedienza sarebbe la convulsione mortale del mondo intero. La morte del stata contraria alla sua pienezza, perché in questo caso vecchio Adamo fu il frutto del suo egoismo, che lo se-
Secondo lo Spirito “ FORTE COME LA MORTE È NOVITÀ L’AMORE. NO, L’AMORE È PIÙ Sebastian Brock FORTE... Lo Spirito Santo nella tradizione battesimale siriaca 312 pagine, 24€ Un’altra foto di Bugakov parava da Dio. Il vecchio Adamo non privata del suo potere, ma permessa Vjačeslav I. Ivanov poteva più mantenere la vita in sé solo dalla sua volontaria accettazio- «A realibus stesso con la propria forza; la morte ne, anche la discesa agli inferi è stata ad realiora» divenne per lui un’amara necessità. una continuazione del suo ministe- xxviii + 276 pagine, 25€ Ma il Figlio di Dio, che nella sua natu- ro. Il sole sorse nella terra di mez- ra umana aveva vinto l’egoismo por- zanotte, nel buio e nell’ombra della DI NUOVO DISPONIBILI tatore di morte, aveva potere sulla morte. “Quando discendesti nella vita: “Nessuno me la toglie: io la do morte, o vita immortale, allora met- Michelina Tenace da me stesso. Ho il potere di darla” testi a morte l’ade con la folgore del- Cristiani si diventa (Gv 10,18). Il Dio-Uomo stesso riceve la tua divinità”. La parola della Vita 264 pagine, 20€ volontariamente la morte nel sacrifi- risuonò negli inferi; le ombre senza cio di sé. In lui “è compiuto”; tutto è corpo udirono la buona novella di Tomáš Špidlík consegnato all’amore per il mondo, Cristo. Il sole segue il suo corso an- Noi nella Trinità e non c’è più niente da dare e niente che nella terra del tramonto. 144 pagine, 13€ più da fare. Questa morte volontaria Durante i suoi tre giorni di perma- è l’amore che ha sconfitto l’egoismo. nenza nella tomba, il Signore as- A. Schmemann – O. Clément Arriva il riposo solenne del Sabato sapora la morte insieme al genere Il mistero pasquale Santo. Il primo sabato di Dio corona umano, la condivide con lui. E questa 104 pagine, 12€ il compimento della creazione, men- morte non è un sonno di inattività; è tre il secondo sabato di Dio nella un ministero continuo, un’obbedien- G. Piovesana – M. Tenace tomba corona la morte sacrificale. La za ininterrotta alla volontà del Padre. Il racconto dell’Anticristo separazione dell’anima e del corpo Questa morte è amore. Nella tomba con il testo di Solov’ëv nella morte è innaturale alla natura di Cristo, l’egoismo è annientato, il 128 pagine, 15€ umana, è la negazione, l’insufficienza pungiglione della morte è abolito, la Tomáš Špidlík della vita – non solo nell’agonia della morte muore. Questa morte dell’Im- La Madre di Dio morte ma anche nel dolore del ripo- mortale è il superamento della mor- 80 pagine, 11€ so della morte. La vita nella morte è te, perché il potere della morte è “inferno”, e la morte del Dio-Uomo l’egoismo, mentre la morte di Cristo O. Clément - M.I. Rupnik fu anche una “discesa agli inferi”. Ma è amore. “Forte come la morte è l’a- Anche se muore vivrà per Colui sul quale la morte è stata more”. No, l’amore è più forte. 88 pagine + xvi a colori, 20€
Częstochowa (Polonia, Santuario della Divina Misericordia OLTRE IL “BANALE”... piani e i programmi, perché possia- mo rimanere sempre pronti al cam- Non troverei parole migliori in po’ banale? Ecco perché abbiamo biamento, preparati e sempre im- questo momento che quelle che bisogno degli altri, e perciò una preparati per saper cogliere ciò che uno dei nostri mi ha mandato al comunità come questa è il posto la vita propone, a prescindere da termine del cantiere di Często migliore. Parlo di comunità, ma ciò che noi disponiamo. A Często chowa. Non sapeva il poverino una comunità che vive, condivide, chowa abbiamo portato un Rupnik quale fine avrebbero fatto… Con non un gruppo di persone singo- mezzo infermo, reduce da un cor- il suo permesso lascio il testo così le, chiuse, individui, che vogliono so di esercizi che gli ha procurato com’è, senza troppe correzioni, e solo manifestare sé stessi, le loro la febbre e tolto la voce, così che solo togliendo i nomi, così tutti re- individualità e la loro bravura, ma- in cantiere il suo altoparlante era stano liberi e felici. nifestando così soltanto il loro “io” Renata, che trasformava in suono – che distrugge gli altri, il gruppo e il fiato che usciva appena dalla sua “Relazioni... infine noi stessi. bocca – un’altra specie di creazione Oggi dopo il cantiere posso dire Si impara molto, anche quando sia- insomma… qualcosa su ciò che è stato vissuto in mo certi di sapere già. Anche nel Da Mostar sono tornati senza con- questi giorni. Ma il più interessante mettere la colla, che sembra una cludere niente – a parte 4 apparen- è quello che consideriamo banale, e cosa banale, un principiante può temente inutili giorni di solo viaggio, capiamo solo dopo che un novellino avere un modo suo, una tecnica che perché a volte è l’unico modo per alla prima esperienza ne parla: allo- non avevamo mai provato o usato far riposare qualcuno. Il muro per ra noi veterani rimaniamo perplessi prima. E questo è uno scatto, tra la pittura era preparato in modo a vedere quanta grazia avremmo molti altri che possiamo imparare “diversamente buono”, così che per potuto lasciar passare. quando rispettiamo chi viene a lavo- non perdere tempo abbiamo antici- Ieri a cena l’amico…, che è andato rare con noi. pato il cantiere al Collegio del Gesù al suo primo cantiere, ha parlato In Polonia ho anche avuto l’onore e ritardato la partenza per la Spa- di come ha sentito in esso la pre- di lavorare con un nuovo team, che gna. A Santo Domingo de la Calzada senza di Dio. È stato molto inte- con me hanno fatto pochi cantieri. E la modalità primavera si è invertita ressante perché anche noi, gli al- sono felice, perché anche loro erano in modalità inverno – un freddo che tri, abbiamo cominciato a trovare felici per il lavoro fatto insieme. Che neanche i cantieri di inverno all’a- il sacro che avevamo vissuto lì. Ma Dio benedica la nostra missione.” perto ce li ricordavamo così. Ma, se lui non avesse parlato, sarebbe chissà perché, anche questo ci ha stato impossibile vederlo da soli, Sì, che Dio continui a benedire, così reso allegri. o per noi questo mistero è già un come continua a stravolgere tutti i Che Dio benedica noi, voi, e tutti quelli che in questi cantieri hanno fatto parte di questa allegria. Una Santa Pasqua a tutti voi. FONDAZIONE AGAPE – VIA PAOLINA 25 – 00184 ROMA – TEL. 06/42990990 – FAX 06/485876 – [email protected] – WWW.CENTRO- ALE T TI.COM BANCA POP. DI MILANO AGENZIA 1013 ESQUILINO CODICE IBAN IT73L0503403262000000093556 BIC BPMIITM1013 SWIFT BAPPIT22 DA 60 € QUOTA AMICO DEL CENTRO ALETTI, DA 300 € QUOTA SOSTENITORE – NELLA CAUSALE SPECIFICA SEMPRE IL TUO INDIRIZZO
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