COMUNICARE, CONDIVIDERE, PARTECIPARE Piano Formativo Integrato sulla prevenzione ed il trattamento delle dipendenze Aggiornamenti informativi e buone praticheSeminario 27 febbraio 2015, Cinema MélièsEvoluzione dei comportamenti di consumo di sostanze e nuove dipendenze. Dimensioni etendenze dello spaccio
Felice Di Lernia - antropologo, Comunità Oasi2/Consorzio NovaFelice Di Lernia si occupa di antropologia medica, lavora sul tema delle dipendenze patologichedalla metà degli anni Ottanta. Il suo intervento vuole fungere da premessa culturale rispetto a untema così complesso come quello delle tossicodipendenze. Insiste infatti sul concetto di complessitàdel reale in contrapposizione alla linearità dei fenomeni, inesistente dal punto di vista dell’analisisociale, come premessa fondamentale per ogni approccio di studio e d’intervento, cercando dievitare ogni pretesa di verità assoluta.A partire da questa cornice introduttiva possiamo evidenziare alcuni punti focali attorno ai qualiruota l’analisi di Di Lernia. L’approccio interpretativo e il rischio clichéIn virtù di una certa impossibilità propria della natura umana nel distinguere tra l’atto del teorizzaree l’atto del visualizzare ci si serve, per avere una forma di riferimento, di cliché: anche nel casodelle dipendenze patologiche si pensa al problema facendo riferimento al consumatore finale, aigiovani, spesso utilizzati come capro espiatorio di un panorama molto più complesso. In realtàqualunque ricerca legata ai consumi mostra che non esisterebbe la massa del consumo se non cifosse anche una popolazione che tutto è tranne che giovane. Epistemologia e strategia nel lavoro di curaDifferenza tra epistemologia e strategia nel lavoro di cura: la strategia è il modo attraverso il qualesi organizza la realtà ed è ciò su cui ci si concentra più spesso; l’epistemologia fa invece riferimentoa come si legge e interpreta la realtà dei fenomeni, fornendo una cornice di significati.Epistemologie diverse rendono molto complicato un lavoro comune, con implicazioni sia a livellomicro che macro. L’eroina sì, l’alcol no. Gli equivoci e la mancanza di logicaRischio di stereotipi, fallacia logica: ci si accanisce su qualcosa perché lo si considera come unproblema per una collettività, nel mentre non si fa nulla per qualcosa che apparentemente nonprovocherebbe danni e invece ne fa moltissimi (es. eroina/consumo di alcol e tabacco). La difficoltà di separare il problema della malattia dal concetto di colpaMentre su un piano teorico è possibile distinguere tra salute e salvezza, su un piano operativo edepistemologico permane ancora oggi una certa difficoltà a separare le due questioni, sovrapponendo
morale e salute (causa/colpa di una malattia). Non a caso i primi a occuparsi di tossicodipendenze inItalia sono stati dei religiosi, e anche chi non lo era usava un approccio di tipo sacerdotaleapplicando a una questione di salute una politica di salvezza. La difficoltà di sdoganare il problemadella malattia dal concetto di colpa è dovuta anche al fatto che la malattia è intrinsecamente legataal comportamento e ciò impedisce di distinguere tra comportamento e funzionamento. Attenzione alla differenza tra realtà e sua narrazionePorre attenzione alla differenza tra realtà e narrazione della realtà: in un’epoca caratterizzatadall’ipercomunicazione spesso ci si approccia a una questione a partire da un dato di narrazione enon di realtà (es. dati dei telegiornali). Evitare un approccio iperteorico e riduttivoIn conclusione: la complessità ci espone a dei rischi, il primo fra tutti è quello di un approccioiperteorico e riduttivo. Bisogna perciò tenere conto almeno di due cose: a livello macro, non èpossibile studiare i fenomeni sociali a partire dal dato puntuale, ma bisogna porre attenzione aiprocessi e alle prospettive di osservazione, in quanto le rappresentazioni dei fenomeni sono sempreuna semplificazione. A livello micro è necessario ricordare che ciascuno di noi è sempre il prodottodi una rappresentazione corale.RISORSEImportanza di approcci multidisciplinari, valorizzando l’eterogeneità delle prospettive di analisi eoperatività. Molti passi avanti dal punto di vista della laicizzazione delle tossicodipendenze.Superamento dell’esasperazione moralistica.BISOGNI/PROBLEMATICITÀRischio di abuso del cliché nell’osservazione dei fenomeni (le dipendenze riguardano solo igiovani) e sottovalutazione delle altre dipendenze (alcol/tabacco). Problema di “ipertrofia dellacomunicazione”: eccesso e distorsione di dati da parte dei mass media, creazione di allarme sociale.SPUNTI/PROPOSTEÈ fondamentale che i vari soggetti coinvolti nei diversi aspetti del problema legato allatossicodipendenza e alla sicurezza urbana si confrontino insieme per trovare un linguaggio comune,creando un certo consenso anche da un punto di vista terminologico. Creazione di una rete disupporto.
Renato Bricolo – PsichiatraPsicoterapeuta in una comunità per tossicodipendenti di VeronaPartendo da una precisazione del significato di “droga” e da un inquadramento del suo usoall’interno di un mutato contesto sociale, il dottor Bricolo illustra le più stringenti problematicheinerenti al tema. Cos’è una droga? Definizione.Le droghe sono sostanze che agiscono a livello biologico e cerebrale producendo modificazionicognitive ed emozionali nel sistema nervoso. Sono agenti psicoattivi che operano sulla psichegenerando degli effetti (sonno, attacchi di panico, euforia, ecc.) successivamente tramutabili insintomi di una dipendenza. Uso e diffusione: l’illusoria ricerca del piacereL’uso di droga e la sua diffusione sono strettamente legati alla trasformazione culturale che haaccompagnato il passaggio da una società agricola e industriale a una, quella attuale, permeatadall’illusione dell’“ottenimento” attraverso l’eliminazione della fatica. Chi assume stupefacenti èmosso sia dal desiderio infantile di provare piacere senza effettuare sforzi, sia dalla mancataaccettazione di ciò che interferisce tra sé e la realizzazione di se stesso: è un tentativo di uscire dallarealtà e dalla dimensione di spazio e tempo che inevitabilmente imbriglia l’uomo.Sempre con riguardo all’evoluzione delle dinamiche sociali, si osserva che da 20 anni a questa parteè in atto una transizione dal consumo di “droghe di estraniazione” (l’eroina ne è un esempioclassico) a quello di “droghe di partecipazione” (come ecstasy e cocaina). Approccio terminologico e un necessario sdoppiamento concettualeÈ opportuno distinguere tre livelli di uso di stupefacenti, e col termine “dipendenza” intenderesoltanto il terzo di questi. Il primo grado è l’“intossicazione”; il secondo è l’“abuso”, chepresuppone assunzioni plurime di una sostanza; l’ultimo è lo stadio in cui un soggetto perde ilcontrollo dell’uso fino a un reiterarsi del bisogno di somministrazione.La dipendenza viene quasi sempre percepita come la più grave, se non la sola conseguenza legataall’uso di droga. In realtà non è così. Questo è semmai lo stato culminante del problema. Credereche soltanto la tossicodipendenza infligga danni biologici irreparabili a un organismo, senza metterein relazione alcun sintomo con l’eventuale singola assunzione di una sostanza, potrebbe portare apensare che chiunque faccia uso di droghe senza dipenderne sia al riparo da rischi. Concettualmente
e nell’impostazione attuale dei servizi sanitari di assistenza italiani, questa è tuttavia la tendenza neltrattamento dei casi.RISORSEPrevenzione: educazione al “non uso” e presa in carico precoce. Il sapere neuroscientifico comestrumento di comprensione della dimensione biologica dei disturbi.PROBLEMATICITÀAvvicinare chi fa uso di droghe o potrebbe potenzialmente farne: utilizzare termini corretti perdialogare. Saper distinguere tra dipendenza, abuso e intossicazione. Radicamento di una percezioneattutita degli stadi che precedono la tossicodipendenza.SPUNTI/PROPOSTEInformare giovani e adulti su tutti gli effetti che le sostanze possono causare: la dipendenza è solouna delle conseguenze.
Mirna Caradonna – Primo dirigente della Polizia di StatoMinistero dell’Interno – Direzione Centrale Servizi AntidrogaL’intervento è servito a fare chiarezza sia su alcuni tratti fondamentali del narcotraffico, sia sullanatura delle stesse sostanze trafficate. Questi i punti salienti. Quando si parla di droghe, in Italia, di quali sostanze si tratta? Due disambiguazioni.Le droghe non sono altro che prodotti che si trovano in natura o che derivano dalla lavorazione deisuddetti prodotti. Non sono qualcosa di esotico, o sconosciuto. La cannabis o le amfetamine, adesempio, si possono ottenere in qualsiasi parte del globo. Non c’è perciò ragione di pensare,dopotutto, che in Italia non possano esistere laboratori di produzione e sintesi.Quando ci si riferisce alle droghe, inoltre, bisogna tenere presente che il nostro Paese adotta, peridentificarle, un principio tabellare convenzionalmente mutuato dalla catalogazione dell’ONU. Al dilà delle sostanze comuni, tuttavia, ce ne sono altre, il cui effetto è altrettanto dannoso, cherimangono fuori dai sistemi internazionali di uniformazione. È il caso delle cosiddette sostanzed’abuso e di molti farmaci. Le rotte del narcotraffico planetario.Seppur i metodi di occultamento della droga siano raffinatissimi, analizzando le direttrici delnarcotraffico mondiale si può stabilire che le principali rotte della droga siano anche le classicherotte di scambio di ogni altro prodotto. La droga non è altro che una merce, di contrabbando. Puòessere perciò trasportata come tutte le altre, seguendo gli stessi percorsi e cercando di superare ivincoli doganali. Il canale di trasporto più utilizzato per muovere la droga è l’acqua.Per l’Italia, le rotte più battute sono quelle di collegamento con Spagna e Olanda, da un lato, e conl’Africa, dall’altro. Il mercato della drogaSe è vero che la droga è per certi versi assimilabile a qualsiasi altro prodotto, anche il suo scambiosegue le stesse dinamiche, per le quali chi vende mira a generare un’abitudine all’uso attraversomeccanismi di fidelizzazione. Quello della droga è un mercato globalizzato e c’è una talesovrapposizione e interazione tra i gruppi criminali, che a questi conviene collaborare e farecartello. Il paradosso dei dati: istruzioni per l’uso
I dati sul narcotraffico vanno sempre valutati con accuratezza, usati con responsabilità e integrati.Solo così maneggiati fungono da valido supporto decisionale. Eppure, spesso, si assiste ad interepolitiche d’intervento elaborate tout court sulla base di meri dati, senza tener conto che, tra l’altro,molti Paesi e organismi possono essere restii a diffondere statistiche veritiere su temi come quellodella droga.RISORSEMappe delle rotte del narcotraffico globale; tabelle di classificazione delle droghe.PROBLEMATICITÀReperire e interpretare dati con precisione; quali sostanze d’abuso annoverare fra gli stupefacenti?SPUNTI/PROPOSTEConsiderare la droga come un qualsiasi altro prodotto commerciale, contrabbandato.
Angela Bravi – Paolo EusebiRegione Umbria - Direzione Salute e coesione socialeOsservatorio epidemiologico per l’area delle dipendenzeIl 15 febbraio è stato pubblicato il rapporto epidemiologico 2014 sulle dipendenze della RegioneUmbria. Si tratta del primo rapporto completo sull’argomento in ambito regionale e vuole essere –nelle intenzioni degli autori – uno strumento fruibile, volto a stimolare il confronto tra i varisoggetti che si relazionano con il problema e a favorire, quindi, il miglioramento delle pratiche dirisposta.Di seguito gli aspetti più rilevanti che emergono dall’ultimo rapporto. Attenti agli adultiIl fenomeno delle dipendenze non va considerato come una problematica strettamente giovanile,anzi, tra gli adulti umbri si registrano negli ultimi anni segnali preoccupanti rispetto ai trend diconsumo problematico di sostanze. Per esempio, per quanto riguarda gli oppiacei (fonte rilevazioneESPAD e IPSAD), si registra un incremento significativo dei consumi rispetto alla rilevazioneprecedente per la popolazione generale (fasce di età 15-34 e 15-64), mentre nella popolazionestudentesca 15-19 anni i dati sono in linea con l’Italia e stabili rispetto alle rilevazioni precedenti.Anche per la cocaina si registra una tendenza all’incremento rispetto alla rilevazione precedente, piùmarcata nella popolazione 15-64 anni. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, infine, gli studentiumbri (15-19 anni) denotano livelli più bassi di problematicità rispetto alla media nazionale, mentrela popolazione generale (15-64 anni) è sostanzialmente in linea con il trend nazionale. Le illegali fanno clamore, le legali fanno più maleL’Umbria nel 2013 è tra le regioni con la quota più elevata di fumatori: il 23,1%. L’OMS attribuisceal tabacco il 12% (fino al 16%) di decessi over 30. In Umbria questo vuol dire oltre 1.000 mortil’anno. Il consumo problematico di alcol (anche in questo caso in aumento tra gli adulti, non tra lapopolazione giovanile) e quello di psicofarmaci sono altri fenomeni dagli effetti molto pesanti espesso sottovalutati. Gioco d’azzardo in calo tra i giovani: la prevenzione paga?In Umbria, come in Italia, si registra un accesso diffuso al gioco d’azzardo. I profili di giocoproblematico sono diffusi trasversalmente in tutte le classi d’età. Si registra però un calo delle
prevalenze nei giovani: effetto anche degli interventi preventivi realizzati?RISORSERete informativa regionale interistituzionale. Rapporto epidemiologico 2014 sulle dipendenze dellaRegione Umbria. Rilevazioni CNR su consumi tra popolazione generale e studentesca.BISOGNI/PROBLEMATICITÀMiglioramento della qualità dei dati. Uniformità dei metodi di rilevazione.SPUNTI/PROPOSTENon focalizzare l’attenzione esclusivamente sui giovani. Considerare in primo luogo gli effetti sullasalute delle dipendenze da sostanze legali. Puntare fortemente sulla prevenzione specifica eselettiva.
Fabrizio Ricci - Giornalista – Libera UmbriaCuratore del dossier La droga in UmbriaNel 2014 è stato pubblicato il dossier La droga in Umbria, un articolato lavoro di inchiesta eapprofondimento, frutto di una collaborazione tra la Regione Umbria e l’associazione LiberaUmbria. Uno “strumento di lavoro”, nelle intenzioni dei promotori, che tenta di offrire alcune chiavidi lettura del fenomeno sia sul versante della domanda (con particolare attenzione al dramma dellemorti per overdose) sia su quello dell’offerta. Uno degli interrogativi su cui il dossier si sofferma èquello del grado di organizzazione dei traffici di sostanze stupefacenti illegali che attraversanol’Umbria e del ruolo svolto dalle organizzazioni criminali, comprese quelle mafiose, in questitraffici.Di seguito alcuni spunti di riflessione. Narcotraffico e impresaIl narcotraffico è a tutti gli effetti una filiera commerciale e come tutte le filiere commerciali sicompone di diversi passaggi: investimento iniziale, produzione e importazione, traffico/spaccio,riciclaggio/reinvestimento e quindi radicamento sul territorio. Quest’ultimo passaggio è moltoimportante perché rappresenta il punto di connessione tra narcotraffico e impresa. Per questo ilsequestro, la confisca e il riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie e alla criminalità organizzatadevono rappresentare sempre di più un asse portante della strategia di contrasto. Caratteristiche del narcotraffico in UmbriaMentre da un punto di vista quantitativo, se si analizzano i dati su sequestri e operazioni di polizia,il mercato della droga dell’Umbria non sembra discostarsi in maniera significativa dalla media, unacaratteristica che emerge e può risultare significativa è quella dell’alta incidenza dei reati diassociazione finalizzata al traffico, che sottendono l’esistenza di reti e organizzazioni strutturateoperanti sul territorio. Il dato regionale e soprattutto quello della provincia di Perugia risultano negliultimi anni notevolmente al di sopra della media nazionale. A fare da contraltare a questo dato c’èperò un mercato di piazza molto frammentario e variabile, come testimoniano gli osservatoriprivilegiati (per esempio unità di strada e forze dell’ordine), che può essere anche una delle ragionidell’elevato numero di morti per overdose che si sono registrare negli ultimi 15/20 anni (variabilitàdella purezza delle sostanze, in particolare dell’eroina).
Incrociare i dati: un’ipotesi da approfondireNel dossier La droga in Umbria il giornalista Antioco Fois ha presentato un primo tentativo dianalisi incrociata dei dati sulla purezza dell’eroina sequestrata dalle forze dell’ordine con quellisull’andamento degli interventi per overdose da parte del 118. Ne emergono spunti interessanti, mache necessitano di un ulteriore approfondimento e affinamento. Una possibile chiave di letturaIl fatto che lo spaccio di strada in Umbria (e a Perugia in particolare) sia caratterizzato da unagrande frammentarietà/variabilità non significa necessariamente che non esistano, ai livelli più alti,network criminali organizzati con strategie ben precise e relazioni con la criminalità di più bassoprofilo che “opera sul terreno”, strategie sempre finalizzate alla massimizzazione dei profitti. Ariguardo, è interessante considerare ciò che viene scritto nella Relazione sulla politicadell’informazione per la sicurezza (a cura dei servizi di intelligence) del 2013, nella quale si legge:«Nelle aree di proiezione, le organizzazioni criminali sono apparse propense a conservare il loroprofilo identitario cercando tuttavia di “ibridarlo” nei mercati e contesti ospiti, perseguendo modellipiù integrati e cooperativi di gestione degli affari che potrebbero portare, in prospettiva, a forme diinterazione con emergenti realtà criminali straniere radicate in territorio nazionale».RISORSEDossier La droga in Umbria come strumento aperto e work in progress. Coinvolgimento dioperatori e addetti ai lavori per un costante aggiornamento di dati e informazioni. Inchiesta sociale,anche coinvolgendo associazionismo e società civile.BISOGNI/PROBLEMATICITÀApproccio al fenomeno droga spesso limitato allo spaccio, scollegato da fenomeni di criminalitàorganizzata e riciclaggio/reinvestimento nell’economia del territorio. Necessità di condividere i datie le informazioni a disposizione.SPUNTI/PROPOSTECondivisione di dati e informazioni in una “banca dati” regionale. Approfondire l’ipotesi di studiosull’incrocio dei dati su purezza sostanze e interventi 118. Grande sforzo sul recupero e riutilizzodei beni sottratti alla criminalità organizzata e alle mafie.
Search
Read the Text Version
- 1 - 12
Pages: