Important Announcement
PubHTML5 Scheduled Server Maintenance on (GMT) Sunday, June 26th, 2:00 am - 8:00 am.
PubHTML5 site will be inoperative during the times indicated!

Home Explore Martello 14

Martello 14

Published by Associazione culturale Zenit, 2015-11-05 08:07:23

Description: Martello numero 14 - maggio\giugno 2015

Search

Read the Text Version

CHI SIAMOL’Associazione Culturale Zenit nasce come comuni- senti il bisogno di un tangibile aiuto alla comunità età militante già nel 2003 costituendosi poi ufficial- verso tutti quei popoli che vedono stringersi intorno amente nel dicembre del 2005. Le nostre posizioni sè la morsa livellante dell’imperialismo e che lottanonon possono essere etichettate nelle classiche categorie per la propria sovranità.di destra o sinistra. Abbiamo radici culturali che si La nostra caratteristica principale è sicuramenterifanno al fascismo ma non per questo possiamo ac- quella di non voler essere il solito gruppo politico checettare di essere storicizzati o emarginati dalla storia. abbia obiettivi di egemonia o che abbia come scopoNoi vogliamo confrontarci con il presente, analizza- la sola mera aggregazione fine a se stessa. Noi vo-re i fatti e trarne da esse le indicazioni valide e neces- gliamo formare ragazzi e renderli liberi dalle logichesarie per costruire il futuro. Il nostro motto è sempre della democrazia occidentalista, noi vogliamo che istato Filtra la Verità e il nostro simbolo è una ma- ragazzi possano aspirare a trasformare la propriaschera antigas perchè crediamo che attraverso que- rabbia, la propria suggestione nei confronti di sim-ste categorie create ad arte e attraverso il caos creato boli e tradizioni in sentimenti costruttivi, perchè a noidalla modernità il sistema allontani l’uomo dal vero piace la sostanza e della superficialità non sappiamoe dal reale. Quindi il motto Filtra la Verità vuole che farne. Noi vogliamo che i ragazzi e gli uominiesprimere in modo diretto e provocatorio il nostro che si avvicinano abbiano voglia di sapere, appro-approccio critico verso i mass media ma il nostro fondire perchè solo respirando liberamente si puòpensiero politico non si ferma qui, ovviamente noi di diventare soldati addestrati, perchè per noi non esisteZenit non siamo solo una Associazione Culturale che l’agire senza il pensiero. Il nostro operato di mili-si occupa di controinformazione ma siamo soprat- tanti politici è quindi riscoprire la gioia di donarsi etutto una comunità militante e cioè un nucleo di per- di metterci a disposizione di tutti coloro che sono stufisone che persegue la formazione umana dei propri di accettare la realtà che ci viene preconfezionata dalmembri attraverso appunto l’impegno comunitario sistema attraverso la manipolazione delle informa-e militante che mostrando uno spiccato interesse ver- zioni e della cultura. Per questo motivo quindi il no-so i temi dell’approfondimento culturale e dell’infor- stro motto è FILTRA LA VERITA’ e invitiamomazione determina il proprio agire politico. anche voi ad indossare come noi le maschere antigasI nostri punti cardini sono i seguenti: per resistere ai gas omologanti di questa coatica so--noi crediamo che l’unità, l’indipendenza e l’integri- cietà moderna che sta allontanando sempre più l’uo-tà territoriale della Patria debbano risultare l’obiet- mo dal vero e dal reale.tivo essenziale della politica estera del nostro paese;-crediamo nella Tradizione, nella concreata rea-lizzazione di una comunità europea e rifiutiamo lasubordinazione di quest’ultima alle subculture disu-manizzanti quali mondialismo, plutocrazia e nichi-lismo;-crediamo nella solidarietà, ogni qual volta si pre-

IL MARTELLODopo una breve pausa di riflessione abbiamo deciso agente esterno, sempre avrà ragione di chi, sogget-di riprendere a martellare perchè Zenit senza il suo to al richiamo dell’istintività, tenterà di scalfirneMartello non poteva continuare la sua opera di con- la massiccia fermezza con un gesto estemporaneo,troinformazione, perchè Zenit senza il suo Martello violento e chiassoso. Gutta, la goccia, trova la suaera orfano di una parte importante del suo operato forza nella volontà di dominare ogni vezzo ad ab-che in passato lo aveva caratterizzato per la serietà e bandonarsi in un disordinato ed inconcludente getto.dedizione con cui chi prima di noi lo aveva ideato e Al contrario, a renderla efficace è la sua capacità dicurato rendendoci orgogliosi del nostro disinteressato riconoscere la ponderatezza e la costanza quali virtù.approccio alla militanza politica. Il Martello allora Il gesto ritmico, scandito dal suono basso e ripetiti-ritorna per fare da megafono alle nostre ambizioni e vo che ne sancisce la monotona caduta, è il simboloal nostro sano modo di fare politica e allora ecco che della sua vittoria su di un nemico che non può vin-ritorna forte in noi quel monito che abbiamo fatto cere in altro modo, se non col suo continuo stillicidio.nostro attraverso la locuzione latina Gutta cavat la- E’ dunque solo attraverso questa azione costante epidem. Questa frase latina resta sempre la più adat- perfettamente coerente che la goccia potrà perfo-ta per descrivere il nostro pensiero e agire politico, rare la pietra (gutta cavat lapidem, appunto). Illa paternità è da ricercare nel poeta Ovidio, sebbene tempo sarà garante della bontà della sua meticolosaripresa e riadattata anche in prosa da diversi autori azione, inosservata dallo sguardo distratto dei suoifino in età medievale, è la formula dialettica che ab- contemporanei, eppure fieramente implacabile nelbiamo designato ad emblema del nostro organo di perseguire il proprio obiettivo. Nella sensibilità deidiffusione. nostri avi, la dimostrazione che la natura custodisceTre parole che, nella loro inflessibile semplicità, pos- ancestrali riferimenti dai quali poter trarre ispira-siedono una forza intrinseca che può essere sprigio- zione. Le coscienze, oggi sopite dall’intossicazione enata solo attraverso la perseveranza della lotta, così dall’alienazione dei media di massa e della società deirendendo fede alla cultura delle idee che diventano consumi, potranno essere scavate per mezzo del la-azione. Lapidem, la pietra, dall’aspetto fermo, in- voro durevole dell’informazione libera e dall’esempiocrollabile, apparentemente insormontabile da ogni del sacrificio e della militanza.

Da Tripoli a Tobruk, lo Stato che non c’è lo scoppio della rivolta contro Gheddafi. Nel febbraio 2014, Haftar annunciò in un discorso televisivo che il Governo Libico era stato sospeso ma il suo proclama fu subito smentito dall’ex Primo ministro Alì Zaydan. Destinato a un evitabile declino, il generale libico tor- na ben presto agli onori delle cronache internazionali lanciando una vasta offensiva contro le milizie fonda- mentaliste a Bengasi.di Mattia de Persio La nuova avanzata militare da parte delle forze gover- native di Tobruk sta mettendo a dura prova i negoziati ancora in corso tra le due fazioni libiche in Marocco. L’ONU ha condannato la violazione del cessate il fuo- co che era in vigore tra le due parti ma il governo di Tripoli è sempre più messo alle strette, non soltanto militarmente dinanzi al più efficiente ed organizzato esercito governativo ma anche per la forte interferen- za internazionale.Lo scorso 5 marzo sono iniziati in Marocco, sotto Nel grande disegno di Haftar volto alla “liberazione di Tripoli” non si può trascurare il ruolo sempre piùl’egida delle Nazioni Unite, gli incontri tra governo decisivo di Egitto e Arabia Saudita nel delicato scac-ufficiale libico, con sede a Tobruk, riconosciuto dal- chiere libico.la comunità internazionale e quello auto-proclamato Il generale-presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisiguidato dai Fratelli Musulmani, con sede a Tripoli. L’o- non ha fatto mancare il proprio sostegno militare ebiettivo? Arrivare alla proclamazione di un governo di logistico al governo di Tobruk con numerosi raid ae-unità nazionale nel “non Stato” libico che riesca a fare rei sulle postazioni islamiste, ma ora può contare afronte all’avanzata dello Stato Islamico. Siamo quindi sua volta anche dell’appoggio politico ed economicodi fronte a uno Stato che non c’è, o per semplificare, dell’Arabia Saudita che attualmente guida la coalizio-uno Stato nello Stato, dove il vuoto politico lasciato ne anti- Isis impegnata tra Iraq e Siria.dalla caduta di Gheddafi ha lasciato spazio a traffican- In conseguenza di ciò, l’Egitto potrebbe guidare unati di uomini, gruppi armati filiali di al Qaeda e allo coalizione parallela anti-Isis ed estenderla alle areeStato Islamico, salafiti, mercenari ed ex generali pronti del Maghreb dove i jihadisti stanno intensificando ia vendersi al miglior offerente. E’ questo il più grande loro attacchi con l’intento di destabilizzare i precarifallimento democratico in salsa occidentale a poche governi tunisini e algerini. In questo scenario il go-miglia dalle nostre coste. verno illegittimo di Tripoli guidato da Omar al-HassiTuttavia, dove la diplomazia si arrende alla logica della potrebbe essere la vittima sacrificale in una prossimaforza e a una resa dei conti che non prevede compro- Libia stabilizzata e saldamente in mano a forze laiche.messi ma accetta solo vincitori e vinti, l’ago della bi-lancia sembra pendere dalla parte del governo di To-bruk soprattutto grazie alla rapida ascesa del generaleHaftar, nominato lo scorso 25 febbraio ministro dellaDifesa e Capo di Stato Maggiore del legittimo gover-no cirenaico. A detta di noti analisti, Haftar un perso-naggio dal passato poco trasparente ma che riveste adoggi un ruolo non di poco conto. Il generale, 71 anni,ha partecipato al colpo di Stato del 1969 che portòal potere Muammar Gheddafi. Durante la guerra fraLibia e Ciad Haftar viene sconfessato dal Colonnello.Liberato dagli Stati Uniti i quali gli concedono asilopolitico rientra in Libia nel marzo 2011, poco dopo

Yemen, crocevia di ambizioni espansionistiche ti, che hanno preso il controllo del palazzi governativi e Jihad nella capitale Sana’a. Tuttavia, non c’è stato alcun vero e proprio colpo di stato poiché si sono limitati a pretendere un radicale cambio della Costituzione per dare più diritti agli sci- iti nel paese. E’ indubbio che dietro gli Houti ci sia l’Iran e il re- cente rovesciamento dell’ex presidente yemenita Man- sour Hadi, ha consentito all’Iran di avere il controllo sull’entrata al Canale di Suez. Per Teheran significhe- rebbe avere uno Stato satellite alle spalle del rivale sau- dita, nell’epicentro del commercio globale, a ridosso delle città sante La Mecca e Medina.di Mattia de Persio Potrebbe essere un risultato di portata storica per l’I- ran che però implica uno strenuo sostegno agli alleatiAlla luce dei recenti accordi di Losanna sulla que- Houti. Uno scenario che però ha messo in allarme i principali paesi della Lega Araba (Arabia Saudita edstione del nucleare iraniano è ormai palese che la logi- Emirati Arabi in primis) che non possono tollerareca dello scontro di civiltà tra occidente e islam, tanto l’affermazione di un governo sciita e di uno stato satel-paventata dallo stesso occidente, se non esisteva pri- lite dell’Iran nella penisola araba. I piani d’interventoma ora non regge più. Bensì, esiste una lotta intestina in Yemen da parte dell’Arabia Saudita erano già prontireligiosa all’interno del mondo islamico contornata da da tempo. Gli scontri di frontiera tra esercito saudita einteressi globali e dove ognuno degli attori occupa un Houti si susseguono dal 2009, ma la recente e decisivaruolo chiave nello scacchiere. Per capire le delicate lo- offensiva sciita in Yemen ha dato il tanto atteso prete-giche mediorientali analizzare l’attuale caso yemenita sto al governo di Riyad di intervenire.può risultare importante. Lo scorso 26 marzo la coalizione araba ha dato il via all’operazione “Decisive Storm”, ma Arabia SauditaLa posizione strategica dello Yemen sul Golfo di Aden ed Emirati Arabi non sono gli unici due protagonistie a ridosso del Corno d’Africa è sempre stata di non della coalizione. Anche il governo de Il Cairo guidatopoco conto per le potenze straniere. Prima i turchi e dal generale-presidente al-Sisi ha offerto il sostegnopoi gli inglesi hanno sempre attribuito estrema impor- militare dell’Egitto alla coalizione. L’intento è duplice:tanza al piccolo paese posto all’estremità meridionale il rischio di compromettere la navigazione verso Suezdella Penisola araba. Paese povero e arcaico (il più po- e il controllo del Golfo di Aden è troppo grosso. Se l’E-vero di tutta l’area), poco sviluppato a livello sociale gitto non è rimasto a guardare, la Turchia di Erdogane rigidamente chiuso politicamente, dai primi anni ha prontamente garantito sostegno logistico alla co-2000 è continuamente posto sotto attacco da cellule alizione puntando ad assumere un ruolo importantejihadiste legate ad Al-Qaeda, e dal 2011 allo scoppio nello schieramento sunnita anti-Teheran ed estenderedella rivoluzione anti-governativa hanno intensificato la propria influenza in Medio Oriente. L’obiettivo dellagli attacchi. Oltre alla forte presenza jihadista, il go- coalizione araba da qui in poi sarà di re-insediare ilverno yemenita ha dovuto far fronte alle insurrezioni vecchio governo sunnita e filo-saudita ad Aden, nelsciite nel nord e a gruppi separatisti nel sud. sud del paese, ma ciò non esclude che nel nord possa formarsi un governo sciita e filo-iraniano.Il Paese, a maggioranza sunnita, lo scorso 19 gennaioè stato oggetto di un golpe da parte degli Houthi scii-

Le Pen, Sarkozy, Salvini, Berlusconi, il derby La Le Pen intanto, che ha affossato la sinistra storica si gioca a destra francese, si trova un nemico più duro da battere da- vanti. Infatti dopo aver liquidato Hollande, incapace di dare risposte sulla problematica sociale, temati- ca ormai di prima importanza a Parigi e dintorni, il Front National ha visto una fase di stallo nei consensi, dovuto al ritorno in politica di Nicolas Sarkozy, abile a trovare un accordo con i moderati dell’UDI, piccola forza politica di centro-destra, grazie alla quale da una parte ha battuto quasi ovunque la gauche, e dall’altra blocca i frontisti che comunque passano a cento rap- presentanti, mentre prima erano praticamente a zero.di Johannes Balzano Una vittoria a metà, una conferma senza rilancio, ma un tesoro di voti che sembra ormai saldato e bloccato,Ci si avvicina a colpi di Round al grande appunta- dal quale ripartire per sfondare nell’area dei modera- ti, che al contrario dell’Italia, è forte e sa difendersi,mento delle Presidenziali Francesi nel 2017 e dopo potendo puntare sul ritorno di “Super Sarko”. Non unil turno delle Europee nelle ultime due settimane si compito facile ma forse in Francia più fattibile che inè giocato quello delle amministrative, che ha sancito Italia, nonostante un rapporto di forze diverso, doveil tramonto del bipolarismo classico francese e l’affer- Marine Le Pen può contare sulla sua forte personalitàmazione, almeno in percentuale, del Front National. I e sulla stima che riscuote tra tutti i francesi.numeri la Marine Le Pen ce li ha tutti dalla sua parte, In Italia il ciclone Salviniano che aspira ad arrivare allema il sistema politico-elettorale le è avverso, plasmato percentuali del Fronte francese, ha altre gatte da pela-e costruito sulle esigenze dell’UMP e dei Socialisti. Ed re, in particolare due. Prima su tutte quella della tran-è per questo, che nonostante ancora una volta diventi sizione di un partito autonomista, federalista e a trattiprimo partito confermando su per giù le percentuali indipendentista, ad un soggetto nazionale forte e rico-di un anno fa, la dama della destra europea non ottie- nosciuto, magari non ad personam. Secondo la situa-ne neanche il governo di uno dei dipartimenti france- zione politica italiana è totalmente diversa da quellasi, neanche quello di Avignone in cui era candidata la francese: la sinistra ha percentuali che sfiorano il 40%,nipote Marion Marechal. mentre la destra moderata rischia di sparire nel nulla,A sorridere quindi è Sarkozy che strappa 28 diparti- causa un declino inesorabile da quando Renzi è Primomenti al sempre più cupo Holland che sembra aver Ministro. L’obiettivo di Salvini è quindi chiaro, pren-delegato le sue sconfitte elettorali al povero Valls, an- dersi il l’elettorato moderato, auspicando il tramontocora una volta costretto ad una conferenza stampa da definitivo di Silvio Berlusconi. Ma proprio questo tra-perdente dopo quella delle Europee e ancora una volta monto ancora non sembra arrivato, in molti invocanocostretto a giocare la parte del perdente felice, congra- il ritorno di Silvio sulle scene politiche, a partire dallatulandosi con Sarkozy e con tutto il fronte Repubbli- Sinistra, che vede in lui un argine al fenomeno Salvini,cano per aver impedito alla Marine Le Pen di ottenere argine che può rompersi nel caso Salvini stesso rima-un dipartimento. Anche il meno interessato alla vita nesse come unico punto di riferimento per la destrapolitica della Francia capisce che la tomba dei sociali- italiana. Tale pressione che potrebbe arrivare da For-sti è aperta e aspetta soltanto il funerale politico della za Italia si percepisce già in quelle regioni dove si stasinistra francese, che probabilmente avverrà proprio formando il cartello Lega-FI per le elezioni. Quantonel 2017. pesa Forza Italia nelle coalizioni elettorali? Quanto è indispensabile per giungere al governo delle regioni? Francia e Italia si trovano quindi in una situazione si- mile politicamente, con la forte differenza che la coali- zione Le Pen-Sarkozy è impossibile e anzi tra di loro si giocherà lo scontro per l’Eliseo, mentre in Italia la co- alizione di centro-destra sembra obbligata per la Lega

in molti territori, cosa che però, da qui al 2018, può ad altre zone romagnole, gli fece assumere posizionicambiare bruscamente. Destra contro Destra direbbe di critica nei confronti dell’operato degli allora leaderqualcuno, o Moderati contro Estremisti, intanto però riformisti Bissolati e Bonomi. Nel maggio del 1910, alsia in Francia che in Italia soprattutto, la sinistra go- suo ritorno in Romagna, cominciò a dirigere la Came-vernerà un altro po’ e le compagini a destra possono ra del lavoro di Cesena ed il periodico “Il Cuneo”. Neiprepararsi allo scontro elettorale. suoi articoli emerse una linea intransigente analoga a quella dell’allora Mussolini socialista. Nel 1911 vie- Nicola Bombacci: il Socialista intransigente ne eletto nel consiglio nazionale della CGDL ma solo l’anno dopo egli comincerà ad avere un ruolo di pri- ma piano nella scena politica e nazionale: occupando un ruolo di primo piano nella Federazione socialista provinciale modenese e direttore del periodico socia- lista “Il Domani”, Bombacci si contraddistinse per la fermezza e la tenacia con cui porta avanti le sue lot- te politiche e sociali facendo in modo che gli venisse attribuito il soprannome di “Kaiser di Modena”. Dal giornale “Il Domani” criticò apertamente la vecchia guardia riformista del Partito, portando avanti la sua linea politica che aveva sviluppato quando dirigeva il giornale di Cesena, tant’è vero che il 29 Agosto scris- se chiaramente sul “Domani”: “Meglio la solitudine ideale che fortifica, piuttosto che i connubi degenerati che sfibrano”.di Cristiano Ruzzi L’espulsione dei riformisti Bissolati e Bonomi segnò il successo delle forze estreme della sinistra, di cui Bom-Nato a Civitella di Romagna il 24 ottobre 1879, ro- bacci diventava lentamente una delle voci più autore- voli. Allo scoppio della Grande Guerra Bombacci simagnolo come Mussolini, all’età di sette anni Nicola allineò con quella del Partito Socialista riassunta dalloBombacci si trasferisce con la famiglia a Meldola dove slogan “né aderire, né sabotare” mantenendo tuttavia,entra in seminario ma ne esce nel 1900 per motivi di anche nel neutralismo, posizioni estremiste (vennesalute. Nel 1904 acquisisce la licenza per l’insegnamen- denunciato dai Carabinieri di Camposanto (Modena)to elementare, ottenendo l’incarico di maestro prima per aver insultato, in un discorso privato ma a vocein provincia di Udine, poi a Baricella di Bologna ed alta, il governo ed il Re). All’espulsione di Mussoliniinfine in provincia di Reggio Emilia. Il fatto di essere dal partito socialista e da direttore de “L’Avanti”, no-nato in una terra, la Romagna, dove molte famiglie vi- nostante le posizioni divergenti, solidarizzò con il suovevano in povertà, un tasso di criminalità molto alto, corregionale di Predappio mostrandosi contrario allaed il fatto che i ceti popolari venissero difesi da espo- decisione di rimuoverlo dal giornale socialista. L’en-nenti di spicco del Socialismo fece sicché nel 1903, an- trata in guerra dell’Italia, la crisi dei Partiti Socialisticora studente, Bombacci si iscrivesse al Partito Socia- Europei che, ad eccezione di quello Italiano, votaronolista. Nonostante la sua intenzione di educare le masse per la guerra provocando così la fine della II Interna-di lavoratori e di contadini attraverso l’insegnamento, zionale fa chiudere Bombacci in un lungo silenzio chenel 1909 abbandona il mestiere d’insegnante, avvian- farà sentire di nuovo la sua voce attraverso gli augurido così la sua carriera politica all’interno del PSI. Pri- di guarigione ad un Mussolini ferito da una scheggiama a Piacenza a capo della locale Camera del lavoro, di bomba a mano sul fronte, attraverso le pagine delfra il 1909 ed il 1910, poi l’incarico di segretario della “Domani”. Il 1917 è l’anno cruciale non solo perchéCamera del lavoro di Crema. Il contatto in tale città nello scacchiere della guerra entrano in campo gli Sta-con la realtà sociale Lombarda, più arretrata rispetto ti Uniti ma perché, dall’altra parte d’Europa, avviene la rivoluzione d’Ottobre di cui Bombacci ben presto se ne farà difensore. Allo stesso tempo, dopo aver par- tecipato al convegno nazionale del PSI, aderisce alla corrente “massimalista” divenne ben presto uno de-

gli interpreti più agguerriti. Nel luglio di quell’anno, mosso in maniera più avanzata rispetto agli altri Pae-a Firenze, Bombacci convocò una riunione segreta di si per ristabilire i rapporti diplomatici – commercialipochi massimalisti (fra i quali Armando Bordiga, Egi- con la Russia, ma che si riconoscesse lo Stato Sovieticodio Gennari ed Antonio Gramsci) nel corso della qua- da parte Italiana. Il suo discorso, sebbene puramentele, oltre a prendere decisioni che avrebbero portato economico, provocò dure critiche non solo dai fascistiBombacci a passare da posizioni socialiste a leniniste ma anche dai suoi compagni di partito che, pur non– rivoluzionarie, venne formato il gruppo che avrebbe espellendolo dal Partito, esclusero il suo nome dalledato vita, a Livorno, al Partito Comunista d’Italia. Du- liste elettorali per l’elezione del 1924. Bombacci, cherante gli anni che intercorrono tra il 1918 ed il 1919 era uno dei pochi a non aver una propria correnteBombacci si fece sempre più agguerrito difensore del- politica, rimase così sempre più isolato e ciò si espri-la rivoluzione d’Ottobre, cercando allo stesso di tem- me chiaramente in una lettera indirizzata a Zinov’ev,po di presentare tale visione al Partito e, addirittura, uno dei principali dirigenti bolscevichi: “Ancora oggiproponendo al Congresso di Bologna l’importazione il partito mi fa apparire agli occhi dell’opinione pub-del simbolo della falce e martello sulla sua bandiera. blica come uno dei massimi dirigenti mentre in realtàIl Biennio Rosso dovuto agli scioperi ed alle occupa- mi tiene all’oscuro di ogni decisione … E’ un tentativozioni delle fabbriche che imperversavano in tutta Italia di assassinio politico”. La diffidenza crescente nei con-sembrava che dessero ragione al romagnolo di Civitel- fronti dei dirigenti comunisti si tradusse, alla fine, conla tant’è vero che redasse i principi generali della co- l’espulsione dal Partito Comunista, quando ormai lastituzione dei Soviet, al congresso di Firenze del 1920. maggior parte dei dirigenti si trovava in prigione, alTali principi provocarono reazioni in maggior parte confino, od in esilio.scettiche e negative dagli esponenti di spicco del Par-tito. I tentativi di avvicinamento alla Russia Sovietica L’AVVICINAMENTO INESORABILE VERSO ILfatti da Bombacci non si placarono: a luglio partecipòaI II Congresso della Terza Internazionale fondata a FASCISMO – ALLA RICERCA DI UNA TERZAMosca un anno prima. Le decisioni prese durante i la- VIAvori (la modifica dei nomi dei partiti in quello comu- L’ascesa di Stalin alla morte di Lenin da un lato ed inista, la difesa in tutte le sedi possibili della causa della problemi di salute del figlio Vladimiro dall’altro fu-Russia Sovietica, l’ispirazione agli ideali bolscevichi) rono i due presupposti che fecero avvicinare gradual-provocò una frattura all’interno del Partito Socialista mente Bombacci al fascismo. Dopo aver chiesto aiutoItaliano che culminò con il congresso di Livorno che ai suoi ex compagni di lotta (dai quali ottenne soltantosi tenne dal 14 al 21 Gennaio del 1921 quando tutta un secco rifiuto) la moglie Erissene, al contrario, cer-l’ala comunista si scisse e fondò il Partito Comunista cò l’aiuto attraverso l’ex compagno di lotta Mussolinid’Italia. La creazione del PdCI fu però il finale di una il quale, prima attraverso il suo segretario personalescena teatrale che si stava concludendo, con la fine Di Feo e poi agendo direttamente di persona, permi-del Biennio Rosso e dell’impresa Fiumana operata da se che Vladimiro potesse essere curato all’ospedale did’Annunzio alla quale i comunisti non riuscirono ad Rizzoli e poi a Cortina a sue spese. Inoltre a ciò nelinglobare i legionari fiumani che guardarono invece corso degli anni Mussolini ed altri gerarchi che, comecon simpatia al nascente fascismo. L’immobilismo Bombacci, era originari dell’Emilia Romagna, aiuta-dei dirigenti, le lacune, la mancanza di leadership e rono il “comunista intransigente” non solo quando,di carisma provocò l’uscita di Bombacci dal Comitato nel 1931, egli si ammalò di Tisi, ma anche dal punto diCentrale di cui criticò l’astrattezza teorica che non te- vista economico facendo in modo che la sua famiglianeva conto della realtà. Tuttavia non smise di adope- uscisse dalla triste condizione economica in cui si erararsi per fare in modo che il governo Italiano avviasse ritrovato da quando era caduto in disgrazia. L’elimina-relazioni commerciali con la Russia, ed i suoi atti di zione politica e fisica della vecchia guardia Leninistamediazione tra i due Stati culminarono con il discorso e dei dirigenti Trozkisti, la trasformazione economicatenuto il 7 giugno 1922, direttamente al Ministro degli dell’URSS in una base capitalista tramite l’istituzioneEsteri. Fu proprio allora che le posizioni di Bombacci dei NEPA prima, e la collettivizzazione forzata cone di Mussolini, divenuto nel frattempo Capo del Go- l’uccisione dei Kulaki poi convinse Bombacci che gliverno, conversero per la prima volta dopo tanti anni in obiettivi che si era voluta prefiggere la rivoluzioneun discorso che tenne il 30 Novembre 1923 in cui non d’Ottobre erano ormai stati stravolti e che l’Unionesolo riconobbe al governo Fascista il merito di essersi Sovietica era diventata una brutta copia economica di Paesi come la Francia e l’Inghilterra. Il Fascismo inve-

ce, che aveva tanto ostracizzato, attraverso l’Autarchia, ULTIMO ATTO: LA REPUBBLICA SOCIALE ITA-il Corporativismo e la Carta del Lavoro aveva miglio- LIANArato la condizione dei lavoratori. La seduta del 25 Luglio 1943, l’arresto del Duce, l’ar-Il cambio di prospettiva di Bombacci, sebbene gra- mistizio dell’8 Settembre proclamato via radio da Ba-duale, era allo stesso modo chiaro e conciso: l’Italia doglio, la liberazione di Mussolini da parte dei paràFascista avrebbe portato a compimento quegli obietti- tedeschi al Gran Sasso capitanati da Otto Skorzeny evi di giustizia, socialità e difesa dei lavoratori che egli il compito datogli dai tedeschi di ricostruire uno Sta-aveva tanto aspirato. Fin da subito, attraverso delle to che riprendesse le armi a fianco dell’alleato, con l’i-lettere indirizzate al Duce, Bombacci esprimete la sua stituzione della Repubblica Sociale Italiana, permisecollaborazione a favore del Fascismo e alla fine l’occa- l’azzeramento di un certo ostracismo da parte dellasione venne quando, nel 1936, gli venne concesso di borghesia e della classe industriale che avevano osta-dirigere la rivista “Verità”, titolo analogo a quello del colato un’ampia socializzazione durante il ventennio egiornale russo “Pravda”. Il giornale, la cui direzione che meglio si può esprimere nelle parole di Pavolini:era formata da ex – socialisti come lui, dopo il pri- “Camerati si ricomincia. Siamo gli stessi del Ventuno”.mo numero del 6 Aprile uscì a cadenza non regolare Fu proprio attraverso quest’ottica che Bombacci si di-soprattutto a causa dell’ostracismo di alcuni gerarchi resse a nord partecipando, attraverso il congresso di(come Starace) che malvedevano il cambio di dire- Verona, alla creazione dell’omonimo Manifesto chezione del non più acerrimo nemico, tant’è vero che il diede alla neonata repubblica una costituzione e con-secondo numero apparve l’anno successivo. La rivista, tribuendo alla stesura della parte dedicata alla “socia-che rispecchiava il pensiero politico di Bombacci, si lizzazione delle imprese”. Tale progetto aveva lo scopoprefiggeva di difendere le conquiste politiche e sociali di far entrare il lavoratore, attraverso la partecipazionedel Fascismo soprattutto mettendole in confronto tra attiva, nella produzione dell’impresa facendo in modoquelle dei Paesi democratici e di quelle dell’URSS, che che la proprietà fosse collettiva e che tutti coloro al suoormai Bombacci criticava apertamente attraverso un interno partecipassero alla gestione e distribuzioneaperto anti – bolscevismo. del reddito. Sebbene la socializzazione delle impreseNon solo: la rivista salutava in maniera positiva ogni venne studiata nei minimi particolari dal punto di vi-azione intrapresa in politica estera dal Fascismo, a sta teorico, sul piano pratico ottenne l’ostilità dei tede-partire dalla Guerra di Spagna, l’avvicinamento sem- schi che boicottarono il progetto, e dei comunisti chepre più crescente con la Germania ed, infine, la di- all’indomani della promulgazione della legge indisse-chiarazione di guerra del 10 Giugno 1940, in cui l’I- ro uno sciopero per i primi di marzo del 1944. Tutta-talia scendeva a fianco del Reich Tedesco contro Gran via Bombacci continuò la sua attività di proselitismoBretagna e Francia. Per Bombacci, ormai diventato della socializzazione tra i lavoratori con dei discorsisempre più collaboratore della politica del regime, nelle varie città del Nord Italia, ottenendo vasti con-chiedendo addirittura nel 1939 la tessera del Partito sensi tra le folle che si erano radunate per ascoltarloNazionale Fascista, la guerra rappresentava il con- tant’è vero che a Genova, di fronte a piazza de Ferrari,fronto tra due civiltà: da un lato l’Italia proletaria e il 15 Marzo 1945, in uno dei suoi ultimi comizi espri-fascista che si ergeva a difesa dei lavoratori, dall’altro mete che:le potenze definite da Mussolini, quel giorno a Piaz- “Compagni! Guardatemi in faccia, compagni! Voi oraza Venezia, “demoplutocratiche e reazionarie” che si vi chiederete se io sia lo stesso agitatore socialista, ilrivelavano acerrimi nemici dell’Italia. Fu anche una fondatore del Partito comunista, l’amico di Lenin cheresa dei conti con l’Unione Sovietica: quando il 22 sono stato un tempo. Sissignori, sono sempre lo stes-giugno 1941 Hitler diede avvio all’operazione Bar- so! Io non ho mai rinnegato gli ideali per i quali hobarossa Bombacci accusò direttamente, attraverso le lottato e per i quali lotterò sempre. Ero accanto a Le-pagine della “Verità”, lo Stato Russo di aver infranto nin nei giorni radiosi della rivoluzione, credevo che ilil patto di non aggressione con la Germania da cui bolscevismo fosse all’avanguardia del trionfo operaio,ormai vedeva solo “una montagna di cadaveri e una ma poi mi sono accorto dell’inganno. Il Socialismorete di interessi capitalistici sviluppatasi in direzione non lo realizzerà Stalin ma Mussolini che è socialistadi Londra e di New York”. anche se per vent’anni è stato ostacolato dallo borghe- sia che poi lo ha tradito; ma ora Mussolini si è liberato

da tutti i traditori ed ha bisogno di voi lavoratori per Storia fantastica della mistica di un altrocreare il nuovo Stato proletario…”. mondo (II° parte)Si arriva così agli ultimi atti: con la ripresa delle ope-razioni alleate sulla linea Gotica viene proclamata di Sebastiano Maturil’insurrezione da parte del Comitato di Liberazionenazionale. Mussolini, dopo aver cercato invano di Si nota facilmente come tale dottrina, associandosiparlare con alcuni rappresentati antifascisti, decide dipartire via da Milano al seguito dei tedeschi e degli direttamente al pensiero del socialismo magico ed alleultimi che gli sono rimasti fedeli, tra cui Nicola Bom- tendenze mistiche del gruppo Thule, trovava inoltrebacci. A Musso la colonna venne fermata dai parti- corrispondenze con le visioni di Nietzsche e con lagiani della 52esima Brigata Garibaldi che catturarono mitologia wagneriana: le origini favolose della razzatutti gli italiani. Mussolini, invece, si travestì da mili- ariana, discesa dalle montagne abitate dai superuo-tare tedesco e ripartì assieme alla colonna, che ottenne mini di un’altra epoca erano stabilite. Le affinità delil lasciapassare, ma la sua fuga si concluse a Dongo, pensiero di Horbiger con i temi orientali delle epochedove venne riconosciuto dal partigiano Giuseppe Ne- antidiluviane, dei periodi di salvezza della specie e deigri. Trasferito, assieme agli altri catturati, a Germasi- periodi di punizione, affascinarono Himmler; la sto-no, Bombacci venne fucilato sul lungolago di Dongo ria dell’umanità con i grandi diluvi e le successive mi-assieme ad altri gerarchi come Pavolini, Mezzasoma, grazioni, con i suoi giganti ed i suoi schiavi, i sacrifici eLiverani. Secondo le testimonianze dei presenti, pri- le epopee, rispondeva alla teoria della razza elaboratama di essere fucilato si tolse le scarpe poiché, in que- da Hitler il quale ascoltava con deferenza lo scienziatosto modo, la sua anima sarebbe più facilmente salita visionario. Anche perché egli confermava la convin-in cielo secondo il rito dei nativi americani. Poco pri- zione del Fuhrer che il popolo tedesco fosse avvelena-ma che il plotone d’esecuzione aprisse il fuoco, gridò to dalla scienza occidentale, vista come angusta, de-“Viva Mussolini! Viva il Socialismo!”. bilitante e staccata dalla carne e dall’anima; creazioniIl suo corpo, assieme a quello degli altri fucilati, venne recenti come la psicanalisi, la sierologia e la relativitàcaricato su un autoblindo dove si trovavano già quel- erano armi da guerra puntate contro lo spirito di Par-lo della Mussolini e della Petacci e da lì, trasportati a sifal. Infine, questa dottrina distruggeva l’astronomiaMilano, vennero esposti al pubblico a Piazzale Loreto ammessa: il resto dell’edificio sarebbe crollato da solodove il partigiano e poi segretario del PCI Luigi Longo e doveva crollare perché rinascesse la magia, solo va-lo riconobbe, attribuendogli l’infamante soprannome lore dinamico.di “super – traditore”. Alla luce di quanto detto, appare chiaro come la visone di Hitler fosse quella di una missione che oltrepassas- se infinitamente il campo della politica e del patriot- tismo, la stessa idea di nazione diviene solo un mezzo utilizzato per ragioni di opportunità ma che avrebbe avuto unicamente valore provvisorio; sono da consi-

derarsi manifestazioni esterne, applicazioni pratiche e ed in tutti i paesi occupati. Le si leggevano nei gruppimomentanee di una visione religiosa delle leggi della di intellettuali mistici filotedeschi, durante la guerra,vita sulla terra e nel cosmo. Per l’umanità vi é un de- come si leggevano gli indiani, i tibetani e Nietzsche;stino che gli uomini comuni non potrebbero conce- sotto ogni riga di Plotino, ad esempio nella sua defi-pire e di cui non potrebbero sopportare la visione, la nizione dell’astrologia, si potrebbe collocare una frasequale é invece riservata unicamente ad alcuni iniziati di Horbiger.che si servono della “politica” come forma pratica e Inoltre, dal punto di vista religioso, ciò che noi vaga-frammentaria di quel destino: é l’aspetto esterno della mente chiamiamo anima sarebbe solamente un ri-dottrina, con i suoi slogans, i suoi fatti sociali, le sue cordo degenerato presente in tutte le nostre religioniguerre. di quella che invece era la sua funzione primordiale:Si tratta di uno straordinario tentativo di ricostruire, partecipare all’equlibrio delle energie cosmiche. Glipartendo dalla scienza o da una pseudoscienza, lo spi- uomini sarebbero dunque dotati di uno speciale orga-rito dei tempi antichi secondo cui l’uomo, la società e no che emette forze psichiche destinate a conservarel’universo ubbidiscono alle stesse leggi, secondo cui il tale equilibrio ed il re-gigante di Horbiger derivava lamovimento delle anime e quello delle stelle corrispon- sua regalità dal governare questa specie di centrale didono. energia psichica prodotta dalle civiltà degli uomini,Rileva giustamente a guerra finita lo scrittore tede- delle quali l’attività principale, se non l’unica, era ap-sco Elmar Brugg: “L’Universo, per Horbiger, non é un punto quella di sviluppare e concentrare tale energiameccanismo morto di cui una sola parte si deteriora a allo scopo di preservare l’armonia delle cose terrestri epoco a poco per infine soccombere, ma un organismo celesti; essi quindi non registravano il tempo ed i mo-vivo nel senso più prodigioso della parola, un essere vimenti degli astri ma li creavano e ne partecipavanovivente in cui tutto si ripercuote su tutto e che perpe- direttamente. L’uomo, e più paricolarmente il gigante,tua, di generazione in generazione, la sua forza arden- é responsabile dell’intero cosmo. C’é una singolare so-te. Il silenzio della scienza classica nei suoi riguardi miglianza tra questa visione e quella di Gurdjiev: l’o-non si spiega se non con la cospirazione dei mediocri.” rigine delle religioni più antiche sarebbe la necessitàVa da sé che, anche molto dopo il termine del con- di cui gli uomini di tali epoche erano coscienti, con-flitto bellico, molti cervelli restano sensibili ad una servare quello che egli chiama “il movimento cosmicoconcezione magica del mondo: lo dimostra il succes- generale”. Esempi di quella funzione primordiale per-so mondiale dell’opera di Velikovski Mondi in colli- si in leggende e superstizioni possono essere i farao-sione ma anche il forte collegamento ideologico che ni che facevano alzare il livello del Nilo, le preghierefacilmente si riscontra tra gli intellettuali influenzati dell’Occidente pagano per cambiare direzione ai ven-da René Guénon, i discepoli di Gurdjiev ed i seguaci ti o far cessare la grandine, le pratiche magiche deglidi Horbiger. stregoni polinesiani affinché cada la pioggia.In certa misura Horbiger e gli esoteristi nazisti cam- La stessa dottrina razziale nazionalsocialista sarebbebiano i metodi e gli indirizzi stessi della scienza: essi strettamente collegata alle teorie di Horbiger. C’era unla riconciliano a forza con l’astrologia tradizionale. razzismo di propaganda, quello di cui hanno parlatoTutto ciò che si farà in seguito, sul piano delle tecni- gli storici, i tribunali e la coscienza popolare; ma c’erache, nell’immenso sforzo di consolidamento del Reich un altro razzismo, più profondo, che é rimasto fuoripotrà sì apparire fuori da quello spirito, ma l’impul- dalla portata della comprensione dei giudici e dei po-so é stato dato, vi é una scienza segreta, una magia, poli perché non vi poteva essere linguaggio comunealla base di tutte le scienze: una scienza nordica e na- con essi. Come abbiamo visto, con la concezione cicli-zionalsocialista che si contrappone alla scienza giu- ca del mondo, coesistono specie provenienti da diver-deo-liberale. se fasi dovute alla vicinanza della Luna alla superficieQuesta “scienza nordica” é esoterismo, o meglio ha le terrestre, fasi di ascesa e di caduta: certe segnate dallasue radici in ciò che costituisce il fondo stesso di ogni decadenza, altre annunciatrici di futuro. Esiste quindiesoterismo; non é un caso che le Enneadi di Plotino un’umanità vera, chiamata a conoscere il prossimo ci-siano state accuratamente ripubblicate in Germania clo e dotata degli organi psichici necessari ad avere un ruolo nell’equilibrio delle forze cosmiche; esiste anche un’altra umanità che non é che un’apparenza, che non merita questo nome e che senza dubbio é nata in epo-

che basse ed oscure quando, appena caduto il satellite, in diciotto giorni e la Francia in un mese, le armateimmense parti del globo non erano che pantano de- di Guderian, Reinhardt e Hoeppner, questa formida-serto. Queste razze, non sono uomini nel senso reale bile legione di conquistatori spariva nel deserto deldel termine: nati appena dopo la caduta della luna ter- freddo perché la mistica fosse più vera della terra. Iziaria, per brusca mutazione e come per un disgrazia- resti di quella grande armata dovettero infine cedere eto balbettio della forza vitale mortificata, sono crea- piegare verso sud. Quando, nella primavera seguente,ture “recenti” che imitano e invidiano l’uomo ma non le truppe invasero il Caucaso, si svolse una singolarene appartengono alla stessa specie, estranei all’ordine cerimonia: tre alpinisti SS si arrampicarono sulla cimanaturale delle cose. dell’Elbruz, montagna sacra degli ariani ed alta sedeEcco perché certe sedute del processo di Norimberga di antiche civiltà, e vi piantarono la bandiera con laerano prive di senso, i giudici non potevano stabili- svastica, benedetta secondo il rito dell’Ordine Nero.re nessuna specie di dialogo con gli accusati; erano di La benedizione della bandiera sulla cima dell’Elbruzfronte due mondi ma non potevao comunicare, era doveva segnare l’inizio della nuova era: ormai le sta-come pretendere di giudicare dei marziani sul piano gioni avrebbero ubbidito ed il fuoco avrebbe vinto ildella civiltà degli uomini. Appartenevano ad un mon- ghiaccio per millenni. Così le truppe risalirono versodo separato dal nostro, da quello che noi conosciamo nord e Stalingrado, per tagliare in due la Russia. Mada sei o sette secoli, ovvero dall’ultima avanzata del furono i discepoli della ragione coi loro visi tenebrosifuoco coincidente all’apparizione dei cavalieri teuto- che vinsero, gli uomini materiali, “senza fuoco”, con lanici; una civiltà totalmente diversa da quella che s’é loro scienza “giudeo-liberale” e le loro tecniche senzaconvenuto di chiamare civiltà si era stabilita in Ger- appendici religiose; furono gli uomini senza la “sacramania nel giro di alcuni anni e nessuno se ne era reso dismisura” che, aiutati dal freddo e dal ghiaccio, trion-chiaramente conto. I suoi iniziatori non avevano più farono. Essi fecero fallire il patto, ebbero la meglio sul-in fondo alcuna similitudine di comunicazione intel- la magia.lettuale, morale o spirituale con i loro giudici, che si Stalingrado non é soltanto una disfatta militare e poli-sforzavano però di agire come se non urtassero contro tica, l’equilibrio delle forze spirituali ne esce modifica-questa sconcertante realtà. Perché questo? Entro certi to, la ruota gira; a Stalingrado non é il comunismo chelimiti si trattava proprio di gettarvi sopra un velo per trionfa sul fascismo, é la civiltà umanistica che arrestanasconderla, per conservare l’idea della permanenza lo slancio formidabile di un’altra civiltà, magica, nondella civiltà umanistica e cartesiana e bisognava che fatta per l’uomo ma per “qualche cosa di più che l’uo-gli accusati fossero, di buon grado o di forza, integrati mo”.nel sitema. Era necessario. Ci andava di mezzo l’equi- Non ci sono differenze essenziali tra le azioni civiliz-librio della coscienza occidentale e con il processo di zatrici dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti: l’Eu-Norimberga il fantastico è stato sepolto, affinché deci- ropa dei secoli XVIII e XIX ha fornito il motore chene di milioni di anime non fossero risvegliate. serve ad entrambe, a New York ed a Mosca non c’éSi deve quindi vedere in quest’ottica anche la disfatta esattamente lo stesso rumore, ecco tutto. In guerranella campagna di Russia e quindi nell’intera guerra: contro la Germania c’era un solo mondo e non unaHitler era persuaso che chi porta questa energia porta momentanea coalizione di nemici fondamentali; unil fuoco, di conseguenza il freddo sarebbe indietreg- solo mondo che ha la stessa visione del cosmo, la stes-giato dove egli fosse avanzato; era intimamente per- sa comprensione delle leggi universali e che assegnasuaso, come i discepoli della teoria del ghiaccio, di all’uomo lo stesso posto nell’universo, né troppo gran-aver fatto alleanza con il freddo e che quindi la neve de né troppo piccolo. Sarà quindi il piccolo uomo deldelle pianure russe non avrebbe rallentato la sua mar- “mondo libero”, il piccolo uomo positivo, razionalista,cia. La vera umanità, sotto la sua guida, stava per en- più moralista che religioso, sprovvisto del senso me-trare nel nuovo ciclo del fuoco. tafisico, senza sete di fantastico, quello che ZaratustraMa le previsioni si rivelarono false, le profezie non si considera un uomo-apparente, una caricatura, ad an-realizzarono, gli elementi insorgevano e le stelle, nel nientare la grande armata destinata ad aprire la via alloro corso, cessavano bruscamente di lavorare per superuomo, all’uomo-dio, signore degli elementi, deil’uomo giusto: era il ghiaccio che trionfava sul fuoco. climi e delle stelle. Sarà di nuovo il crepuscolo degliCosì le truppe blindate che avevano vinto la Polonia dei. Non sono i nemici della Germania a vincere, sono le forze universali che si mettono in moto per som- mergere la Terra, per punire l’umanità, perché l’uma-

nità ha permesso che il ghiaccio vincesse il fuoco, le lettricità, si può dire che, in un certo senso, l’hitleri-potenze della morte vincessero quelle della vita e della smo fu il guenonismo più le divisioni blindate.resurrezione. Prima di uccidere la moglie, i figli e se CONCLUSIONEstesso, Goebbles pubblica un ultimo editoriale d’addio Queste teorie, al pieno della loro affermazione, sonoche si intitola “E quand’anche ciò fosse” dove scrive state espresse con un imponente apparato politi-che il dramma non si svolge su scala terrestre ma co- co-scientifico, sono state sul punto di scacciare dallasmica, la nostra fine sarà la fine di tutto l’universo. Germania la scienza moderna quale noi la conoscia-La mente moderna rifiuta di ammettere che la Germa- mo; hanno determinato certe decisioni militari ed in-nia nazista incarnasse i concetti di una civiltà senza fluenzato l’andamento della guerra. Non é noto perchérapporto con quella attuale e tuttavia é proprio que- teorie tanto potentemente affermate ed a cui hannosto, e nient’altro, che spiega quella guerra; una delle aderito decine di uomini e grandi menti, per le qualisole della storia conosciuta la cui posta sia stata real- furono fatti grandi sacrifici umani e materiali, non si-mente essenziale: bisognava che una delle due visioni ano ancora state studiate e siano ai più perfino ignote.dell’uomo, del cielo e della terra trionfasse sull’altra, Non bisogna certo essere così folli da pretendere diquella umanistica o quella magica. Non ne era pos- spiegare la storia con le società iniziatiche, ma si vedesibile la coesistenza mentre volentieri riusciamo ad che il nazismo é “l’altro mondo” che ha regnato su diammettere coesistenti il marxismo ed il liberismo, noi per alcuni anni e che é stato vinto ma non é mortoessi poggiano sulla stessa base ed appartengono allo né oltre il Reno né altrove. E questo non é terribile,stesso universo. Ciò che ha ostacolato l’ammissione di terribile é la nostra ignoranza. Queste ed altre società,questa strana visione di una diversa civiltà stabilitasi grandi o piccole, ramificate o no, colegate o no, sonoper breve tempo al di là del Reno é l’idea puerile che le manifestazioni più o meno chiare, più o meno im-la modernità ha della distinzione tra “uomo civile” e portanti di un mondo diverso da quello in cui vivia-chi non lo é; la tecnica tedesca, la scienza tedesca, l’or- mo: il nazismo é stato uno di quei rari momenti, nellaganizzazione tedesca paragonabli se non superiori a storia della nostra civiltà, in cui si é aperta una portaquelle del resto del mondo occidentale, nascondeva- su un’altra cosa, in modo clamoroso e visibile. Ed éno questo punto di vista: la formidabile novità della molto singolare che gli uomini fingano di non aver vi-Germania nazista fu che il pensiero magico si unì alla sto e sentito niente, tranne gli spettacoli ed i rumoriscienza ed alla tecnica. Una nazione impegnata in una ordinari del disordine bellico e politico: questo aspet-guerra in cui la tecnica é sovrana chiede alla scienza di to non é stato mai ancora veramente studiato poichésostenere la mistica, alla mistica di arricchire la scien- né la Chiesa né il Razionalismo, altra chiesa, lo hannoza. A Londra o a Parigi, pensatori eccentrici, aberran- ancora permesso.ti scopritori di cosmogonie e profeti di ogni sorta di Ci si é accontentati di mettere l’accento sui soli aspettibizzarrie scrivono opuscoli, frequentano retrobottega esteriori, sulle formulazioni politiche, sulle forme eso-di vecchi librai, tengono conferenze ad Hyde Park o teriche; non si é realizzato che gli avvenimenti di quelne La Salle de Geographie; nella Germania hitleriana periodo storico sono comprensibili solo analizzando-vediamo uomini di questa specie mobilitare le forze li da questo nuovo punto di vista: in questo modo ladella nazione e l’apparato tecnico di un esercito in storia riprende una certa ampiezza e merita di essereguerra, li vediamo influenzare gli alti stati maggiori, i vissuta ricollocandosi al livello che le spetta, quellocapi politici, gli scienziati. In questa civiltà l’intuizio- spirituale.ne, la mistica, l’illuminazione poetica sono collocateesattamente sullo stesso piano della ricerca scientificae della conoscenza razionale.Gli intellettuali detrattori della civiltà moderna e vol- Bisogna comprendere come una civiltà completamen-ti verso la mentalità delle epoche antiche, come ad te diversa dalla nostra attuale é apparsa in Germaniaesempio Guénon, Gurdjiev o gli innumerevoli indu- ed é durata alcuni anni, a ben guardare non é pensa-isti, sono sempre stati nemici del progresso tecnico; bile che una civiltà così profondamente diversa abbiail nazismo invece fu il momento in cui lo spirito di potuto stabilirvisi in così brevissimo tempo. La civiltàmagia si impadronì delle leve del progresso materiale. umanistica odierna si basa anch’essa su un mistero: ilLenin diceva che il comunismo é il socialismo più l’e- fatto che tutte le idee coesistano e la conoscenza por- tata da un’idea finisce per giovare all’idea contraria;

inoltre, nella nostra civiltà tutto contribuisce a far ca- versi ma sono entrambi di matrice sia guerriera chepire allo spirito che esso non é tutto. Un’inconsape- filosofica e sono al tempo stesso ideali e pratici.vole cospirazione dei poteri materiali riduce i rischi, Per la valenza spirituale, per le concezioni della storia,mantiene l’intelletto in limiti in cui la fierezza non é della materia, della vita, Evola e Lenin rappresentanoesclusa ma in cui l’ambizione é fortemente moderata. due poli opposti, è vero. Entrambi però sono incon-Come scriveva giustamente Robert Musil, grande ro- ciliabili con il trasformismo, con il camaleontismo,manziere austriaco autore de L’uomo senza qualità, con il quieto vivere. Insegnano, su piani diversi, sia“basterebbe che si prendesse veramente sul serio una l’impersonalità che lo spirito di servizio. Evola lo faqualsiasi delle idee che influenzano la nostra vita, in sui piani alti, Lenin su quelli bassi. Personalmente mimodo tale che non sussista assolutamente niente al rifaccio ad Evola e non al bolscevico; però direi che isuo contrario, perché la nostra civiltà non fosse più la suoi insegnamenti operativi e metodologici e la suanostra civiltà”. formazione di quadri rivoluzionari sono esemplari eE questo é avvenuto in Germania, almeno nelle alte che dovremmo capitalizzarli anche noi per colmare ilsfere del socialismo magico. grosso gap che ci caratterizza che è rappresentato da un’improvvisazione continua su tutto.Zenit intervista Gabriele Adinolfi sul concet- All’estrema sinistra manca spesso la scintilla, lo spiri- to di Evola-Leninismo to, l’idea, la vertigine, l’altezza. Negli ambienti nazio- nalisti c’è però improvvisazione, soggettivismo, rap- presentazione superficiale della realtà. Questo va corretto. Che è come dire che a gente che gioca decentemente a pallone bisogna insegnare lo spirito di quadra, fornirla di schemi e di tattiche e dotarla di una buona preparazione fisica al fine di ren- derla competitiva ai massimi livelli. 2) Secondo te è possibile applicare tale termine per analizzare, spiegare e in qualche maniera prevenire la societa attuale? Perché no? Oltre a essere provocatorio rende l’idea e fornisce anche dei riferimenti concreti e precisi. Anche se non è questione di termini ma di contenuti. Tutte le rivoluzioni nazionali si realizzarono grazie alla psi- cologia popolare che sicuramente era reazionaria ma fu rettificata da capi rivoluzionari quasi tutti cresciuti a sinistra, a cominciare da Mussolini e Doriot, e co- munque mai a destra: neppure Franco proviene di là.Intervista a cura di Livio Basilico Attenzione però: non sto proponendo un innamora-1) Gabriele, ultimamente hai scritto una nota sull’e- mento della sinistra o il recupero di suoi temi, paro-volaleninismo, da dove ti è venuta l’idea di associare le, ragionamenti. Niente di tutto ciò: non ho nulla daEvola con Lenin, due personaggi che sono agli anti- copiare o da imitare. La mia provocazione che tira inpodi? ballo Lenin va in rotta di collisione con tutti gli in-Lo sono, è vero. Ma io non li ho confrontati tra loro, namoramenti e con tutti gli estetismi rossobruni, na-non li ho colti nella loro opposizione valoriale, mi zionalbolscevichi e via dicendo che non soltanto nonsono soffermato invece sui loro specifici modi di porsi sono evoliani ma non sono neppure leninisti: nonnei confronti della realtà. Sono due modi molto di- sono, infatti, mai realisti, oggettivi, intrisi di volontà di potenza ma puri soggettivismi astratti, un neofa- scismo terminale che volendosi negare e superare si consolida e si pietrifica in tutte le sue mancanze e nella

sua sterilità. 5) Per finire, è meglio cavalcare la tigre o affrontarla3) Evola parla di “agire senza desiderio”, la non azione. con spregiudicatezza?e? da intendersi piuttosto come azione disinteressata, Non so se si possa realmente cavalcare una tigre, manel senso che l’anima guerriera non è mai immobile di sicuro non lo si può fare se non la si affronta spre-anzi egli è sempre attiva, ma non è schiavo delle azioni giudicatamente e se non la si doma.e non si strugge per i risultati, ma agisce per l’amore Questo non vale solo per la politica ma per l’esistenza.dell’azione. Come possiamo applicare tale filosofia, Politicamente, la tigre che obbedisce al demone dinoi che siamo viziati dalla nostra cultura occidentale gravità nicciano, quella dell’utilitarismo economicistautilitaristica? e progressista, quella della Grande Madre che divoraEssendo padroni di se stessi. Un tempo si diceva che si uomini ed eroi, quella della Società che uccide la Li-dovesse fare innanzitutto formazione spirituale e poi bertà, quella dell’informe che uccide la personalità, dapolitica, che ci si dovesse distinguere per stile ed esse- quando esiste non si è mai battuta guardando indie-re esemplari sempre. Da qualche decennio non va più tro e cercando di tornare a come si stava prima. Chidi moda e si vedono i risultati. Da qualche tempo in lo ha fatto l’ha sempre potenziata pur senza volerlo.qua io sto però agendo nuovamente in quella direzio- La Restaurazione interruppe la rettifica di Napoleonene e conto di formare persone che superino il pregiu- e instaurò la dinastia dei Rotschild. Le destre che sidizio utilitarista ma andando comunque a realizzare opposero ai fascismi settant’anni fa alimentarono siacose importanti. Senza esserne schiave né ipnotizzate. le banche che il comunismo. Ogni rettifica è possibi-Si può, basta essere presenti a se stessi. La nostra fibra, le solo cavalcando la tigre e dominandola. Da Cesarela nostra tempra, lo hanno permesso per millenni e fino a Peron è sempre andata così e non potrà mai an-non c’è ragione di abdicare proprio ora. dare altrimenti.4) In un epoca come la nostra di grandi cambiamentie di vuoto spirituale, urge ritrovare lo spirito rivolu-zionario sommerso in noi, abbiamo l’impressione cheil “nemico” sia ovunque senza mai farsi realmente ve-dere. Forse perchè il vero nemico siamo per prima noistessi? Cosa ne pensi?E’ così, senza alcun dubbio. E non basta ritrovare lospirito ed essere padroni di noi stessi, dobbiamo im-parare a continuare la lotta in una società ormai liqui-da e trans-nazionale che non vedrà mai più nulla diquello cui siamo abituati, né in politica né nei modi diconvivere della gente. Dobbiamo capire cosa dev’esse-re una minoranza qualificata, cosa deve fare e comepuò diventare protagonista della sua era che altrimen-ti ci sembrerà sempre e soltanto ostile e a nulla serviràattriburne la colpa a questo o quel responsabile perchénon sapremo comunque come comportarci.Tant’è che a questa realtà i nazionalisti oggi oppongo-no il ritorno al passato o l’intervento salvifico dell’Ar-mageddon: prove evidenti di un disagio e di una noncollocazione nel reale. Anche a questo scopo ho scrittoun libro breve, di formazione, L’Europa, recentemen-te tradotto in francese che si ripromette di disegnarequalche direttrice positiva e d’iniziare un confrontoper ridisegnare un’Europa rivoluzionaria, per riattiva-re focolai, per produrre dei veri e propri Euroschocks.

347/0635766 - 392/5534827


Like this book? You can publish your book online for free in a few minutes!
Create your own flipbook