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Storia di un coronavirus. Maestra, come si fa?

Published by centro studi inbook, 2023-06-23 06:08:35

Description: testi di Francesca Dall'Ara,
illustrazioni di Giada Negri,
editore Erickson

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Francesca Dall’Ara Storia di un coronavirus MAESTRA, COME SI FA? illustrato da Giada Negri

Storia di un coronavirus è un progetto frutto della collaborazione con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e ha visto la pubblicazione online dal marzo scorso di una serie di storie in ebook gratuito per aiutare i bambini nell’affrontare le varie tappe del difficile periodo della pandemia. Di questo nuovo ebook esiste anche una edizione a stampa, acquistabile dal sito www.erickson.it. Per tale edizione a stampa i diritti d’autore e parte dei ricavi verranno devoluti a #RUNFOREMMA & friends Onlus, associazione che sostiene progetti per bambini con gravi disabilità www.runforemma.it. Progettazione e editing Silvia Moretti Medialab Grafica e impaginazione Alessandro Stech Lucia Covi Traduzione in simboli Antonio Bianchi Laura Bernasconi Illustrazioni Giada Negri Illustrazione di copertina Giada Negri Direzione artistica Giordano Pacenza In questo testo sono stati utilizzati Simboli Widgit. Widgit Symbols © Widgit Software 2002-2020. www.widgit.com – www.auxilia.it Per le finalità di questa pubblicazione Auxilia ha autorizzato l’uso gratuito dei simboli © 2020 Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A. Via del Pioppeto 24 38121 TRENTO Tel. 0461 951500 N. verde 800 844052 Fax 0461 950698 www.erickson.it [email protected] Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo effettuata, se non previa autorizzazione dell’Editore.

L’AUTRICE Francesca Dall’Ara Psicologa psicoterapeuta, lavora dal 2005 all’interno del Servizio per le Disabilità Complesse e le Malattie Rare del Neurosviluppo (SDCMR) dell’Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. L’ILLUSTRATRICE Giada Negri Dopo la formazione come psicologa e psicoterapeuta, si dedica interamente al mondo delle immagini con le arti dell’illustrazione e della fotografia. Dal 2009 collabora con case editrici nazionali e internazionali creando libri per bambini, immagini per riviste e oggetti di cartoleria. Parallelamente crea opere d’arte su carta che sono esposte presso varie gallerie. È docente di illustrazione presso l’Istituto Europeo del Design. Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi e Laura Bernasconi Centro sovrazonale di Comunicazione aumentativa di Milano e Verdello secondo il modello definito dal Centro studi inbook csinbook.eu 2020

RINGRAZIAMENTI Il mio ringraziamento va prima di tutto alle persone che hanno creduto possibile e ne- cessaria la nascita di questo nuovo racconto molto prima che lo facessi io, e in particolare a Giada, a Cinzia e ad Antonio. Ringrazio la maestra Francesca per come fa il suo lavoro e per essersi messa a disposi- zione di questa storia. Un sincero grazie ad Antonella Costantino, direttore dell’Unità Operativa di Neuropsi- chiatria per cui lavoro, che anche questa volta ha sostenuto con entusiasmo il progetto e l’ha arricchito con suggerimenti preziosi. Infine, se non può certo mancare uno speciale ringraziamento per la Fondazione IRCCS Policlinico di Milano, senza il cui contributo la condivisione e la distribuzione di questo libro non sarebbero state possibili, ci tengo soprattutto a dire grazie a tutti i bambini, ai ragazzi e agli insegnanti che, nonostante le difficoltà e le fatiche, sono tornati in classe e stanno ricominciando a imparare cose nuove — anche dal coronavirus.

Indice Pagina 5 Presentazione Pagina 7 (di Maria Antonella Costantino) Pagina 20 Maestra, come si fa? Maestra, come si fa? (inbook)

Presentazione Se a fine febbraio 2020 la chiusura repentina, necessaria e inaspettata delle scuole ha rappresentato per bambini, insegnanti e genitori il tangibile punto d’inizio della pan- demia, l’imminente riapertura non ne sancisce certamente la fine. La ripresa dell’attività didattica in presenza, infatti, anche se essenziale e non più rin- viabile, avviene in una cornice sanitaria ancora instabile, e le misure di distanziamento e protezione individuale che occorre osservare per convivere con il virus faticano ad essere adattate al luogo che più di ogni altro simboleggia il tessuto connettivo della nostra società. Incertezza, cambiamento, regole e flessibilità sono alcune delle parole chiave che descrivono questo complicato inizio d’anno scolastico e che hanno guidato gli sforzi logistici e organizzativi di tutte le scuole d’Italia. Ma se per poter accogliere i bambini e i ragazzi in sicurezza servono misure di conteni- mento del virus e nuove regole di comportamento, l’energia di insegnanti e famiglie non potrà essere investita esclusivamente sulla loro applicazione letterale. L’adattamento del mondo scolastico a questo nuovo scenario, infatti, passa necessariamente per il coinvolgimento concreto degli alunni grandi e piccoli, che dovranno come sempre diventare protagonisti del cambiamento che stanno vivendo per poterlo rendere realmente possibile ed efficace. È quindi fondamentale accompagnarli a rimodulare volta per volta l’applicazione delle strategie, per diminuire al massimo non solo il rischio di contagio ma anche le possibili conseguenze per la salute mentale dei bambini e dei ragazzi. Eccessi di rigidità come il negazionismo e lo snaturamento delle relazioni, la confusione tra il necessario isola- mento fisico e un dannoso isolamento sociale, il senso di precarietà e il sovrapporsi di punti di vista radicali, contrapposti e per di più mutevoli, vanno ad aggravare gli effetti già di per sé traumatici della pandemia e aumentano significativamente il rischio per la salute mentale. I bambini e ragazzi sapranno adattarsi con grande flessibilità e resilienza e stupirci, trasformando il trauma in opportunità — come già è accaduto nelle prime fasi della pandemia —, solo se gli adulti di riferimento saranno in grado di coinvolgerli e aiutarli a comprendere cosa sta accadendo dentro e fuori di loro e di accompagnarli ad applicare le regole adattandole di volta in volta a situazioni che non sono quasi mai «bianche» o «nere», ma il più delle volte «grigie». È per questo che il gruppo di lavoro dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’In- fanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che coordino, si è messo nuovamente al lavoro per trovare uno strumento concreto e fruibile che possa aiutare insegnanti, genitori e alunni ad affron- tare e condividere l’esperienza di questo straordinario rientro in classe. Nasce così il sequel di Storia di un coronavirus, un racconto che bussa alla porta di una classe della scuola primaria e tratteggia uno scenario variegato di personaggi ed emo- zioni: dalla gioia di ritrovarsi alla confusione per le nuove regole, passando attraverso le paure e i dubbi di Margherita e dei suoi compagni di classe. Come appare chiaro fin dal titolo, però, i bambini non saranno soli in questo percorso di scoperta e di con- divisione, ma accompagnati dalla loro insegnante tenteranno di capire «come si fa»

a riprendere da dove ci si era interrotti, consapevoli delle rinunce, dei cambiamenti e delle nuove scoperte che li attendono. Il racconto è pensato per essere letto insieme all’insegnante e/o a un altro adulto di riferimento, e la struttura narrativa prevede un finale aperto che volutamente non vuo- le fornire risposte, ma stimolare un dibattito che potrà anche trasformarsi nel tempo, essendo l’ascolto e la costruzione di strategie condivise il punto di partenza migliore per ritrovare un equilibrio. La maestra di Margherita mostra la strada chiedendo ai suoi allievi di scrivere ciò che pensano del coronavirus, ma lascia idealmente alle colleghe che leggeranno il racconto il compito di trovare risposte e creare percorsi su misura per ogni specifica realtà. Abbiamo deciso di dedicare un’attenzione particolare ai bambini con bisogni comu- nicativi complessi e disturbi del neurosviluppo, proponendo il racconto anche una versione tradotta in simboli con gli strumenti della comunicazione aumentativa, secondo il modello inbook. Ora mettetevi comodi, e buona lettura a tutti! Maria Antonella Costantino Direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. 



Storia di un coronavirus Maestra come si fa , ? Francesca Dall’Aratradotto in simboli da Antonio Bianchi e Laura Bernasconi illustrazioni di Giada Negri



È da poco finito l' intervallo ma Margherita non ha nessuna , voglia di tornare in classe , con la faccia imbronciata e gli occhi tristi se ne sta rannicchiata vicino al calorifero nell' angolo più solitario , del corridoio . \" Forza in classe signorina , non hai sentito \"la campanella ? la apostrofa la maestra Francesca da intervallo \" \"con il suo solito tono , per metà serio e per metà divertente . 22

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Margherita però non ha nessuna intenzione di muoversi , , , si mette a posto con cura la mascherina sopra la bocca e abbraccia le sue ginocchia con tutta la forza che ha . \" ma \"che succede domanda la maestra Ehi, ? mentre si accovaccia accanto alla bambina , appena in tempo per vedere i suoi grandi occhi che si riempiono di lacrime . 24

\" Ero felicissima di essere tornata a scuola È ! stato l' intervallo più bello della mia vita ! Ma quando è suonata la campanella Chiara voleva prendermi la mano perché ha detto che , del cuore le amiche possono tenersi la mano anche se c'è il coronavirus ma io non ero tanto sicura di questa cosa e allora le ho detto che potevamo essere amiche del cuore anche senza tenerci per mano allora lei si è la , ha preso arrabbiata mano , Beatrice a e mi ha lasciata qui da sola ! 25

NNoonn èè Non ppiiùùNonNè on llaa è piùè \"mmiiaapiùlapiùmmiigglliioorrleeamilaa aammiiccmaaiagmlioirae mihhgaaalmimoirgiecliaore addmeettittcaooamhicaa h , , …, , maaimgliicoare , , …\" …\" …\" ,haamrriissippchooaannddee detto dttuuhettattrooisponde dreddistiitpooritnsudptteoondeuunntuttodtui tto ffiiaattoodi undiMMaarrgghhueenrrfiiittaaauton MfiaatorgfiahteoritaMarMghaerrgithaerita , , ,, Margherita ccoonn llee con ppaarrooclleeonlceon cchhee lpearolele lleeparocplheaeroleessccoonncoohelcehe aa elescolneo ffiiuuemmscii oensaocono afiumai fiumfii ,, fiumlliee come llaaccrriicmmoeemceleome lalecrimlee lacrilmacerime escaono fiumi fiuaccmooimmee . . .. \" VViieennii \" \" \"ddaammVmmieiiniVlliaaenVdi iaemnimi mmaadnnaoomdmlaami mssiiggi nnoorriinnlmaaaanlao \"msiattgiinnmooarinnoa sigaaniiuusottioorginnaotriina aadd tai iuttoi aallzzaaarrttiuii toaadiuto , ,, , , ,, , \" \" \"a aiuto aiutitorriissppaoodnnddeeaiaudto ccaaalzllammrrtaaisiaplazoadnrdtie rlliaaspocrainaslzdlpmaeoratnimmdeaaeecssattrrlaamclaaalma ccoommmlaaeeeslatra ssmeeammemppsrrtaeercaeosmtreaiimmppeecrrttosuumerrbbmceaaopbbmriiellee seimspeermertuprrbeaimbipleeimrtpurebrtaubribleabile ,, , ,, eritmsuerpbmearpbtruielerbabiilme peeerturbabilesseennzzaa e pprroonnuunnccseeiiaanrrzsseaii sperniionnzsnaeunnzcaiarpsrnnioeensspussrnouucnniuainrnsciiarsmmi ooddooninessiunn nesmsnueonsdsoun modmoodo modo rriigguuaarrddoo aall riguardddorraarmmigmmuaraairgaduloardo ddii daral maml aaammdiiccriiazzmiiaadrmdaima maaappppeeanndmaai icdiziiaddeessaccmrriiattittcapooimpzieaicniazia apdpeeasnpcapriettnoa descdreitstocritto dateopspcerinttao deMMscaarrritggtohheerriittaa . . .. . .. sseeMnnttaeergheritaMaiirllMghasererginthateeritccauuoosrreentseiel ntebbaatttteerrllcieeluorile ffoorrctteeuboarcteuteorrlee battfeborarlteteterle forteforte forte ssoottttoo llaa sottoccaammiiccseeottttttaaoslaottoeelleeggaacnnalattmeeiclaetta cddamaaecilcaeemgtatiacnetettpparreiimmleoogealndetgaeantggeiioorrnndooparimdao ddpii rigmipoorrinmoossccuugooilloaarngdoioi rno sdci u . nogpiroimrnoo di giodrino scuolascudoi la scuola . . . 26

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\" Se la maestra mi ha chiesto di darle la mano significa che non è sempre vietato … forse Chiara aveva ragione ed io mi sono … come una sciocca comportata ! Ci mancava solo il coronavirus a crearmi problemi con la mia amica del cuore non mentre , bastava l' insopportabile Beatrice \" pensa la bambina fa scivolare sudaticcia … la sua piccola mano in quella grande e tiepida della maestra e la segue ubbidiente lungo il corridoio verso la 3A . 28

\"\" Tenersi la mano è vietato !!!!\"\" è le accoglie strillando Valentino st Tenersi lèa vmieatanto le strilelando Vaaclceongtilnieo \"la Tmenaenrosi \"vietaatoccoglie soglia della !! non appena varcano la vsaorcgalinao delalla classe accoglie nstorinllaanpdpoena Valevnatricnaono non aplapena occhi curiosi csloagssliea della classe opcacihai curdioi si .. . Ventidue paia di e perplessi e perplessi Ventidue paia Vendtidue ocechi pecruprlieossi i si voltano contemporaneamente verso la porta ssi si voltano contemporansei vaomlteantoe convetersmoporaneamlaente pveorstao la porta proprio nel momento in cui ,, , proprio la maestra Francesca nel mpormopernioto innceul i momlaento mainescturai Franceslcaa maestra Francesca stringe più forte la mano di Margherita stringe più sftorirntege plaiù mfoarnteo dlai Mamrgahneorita di Margherita e domanda a Valentino con aria pacata Valaerniatino paccoanta erita e domanda ea dVoamlenatnindoa coan aria pacata a :: : : \"\" E perché è vietato ??\"\" è \"vietato E èE vpieertcahtoé \"perché mia la dmiciae \"\" Perché llao ? Perché lo dice mamma mia \"mamma ! \"lo Pdeirccehé !!\"\"mamlama risponde impettito il bambino il bambino risponde impettito rispoil nde bimampebtitnito .. . 29

. Ventidue paia di occhi curiosi e perplessi si voltano contemporaneamente verso la porta proprio nel momento in cui , la maestra Francesca \" Giusto stringe più forte la mano di Margherita Valentino con dice aria pacata , , a Valentino la mamma bisogna e quello che sempre domanda :. ascoltare \"E \"perché è vietato le hai domandato Ma tu ? \"perché Peèrché meglolio ndoince prendlaersi lma ia \"mmaamnoma il ?! continua risponlade immpaeettsitroa Franceisl ca bacmobnino tono vago . che usa quando sta per interrogare ma non vuole farsi scoprire … 30

\" \"PPeerrcchhéé Pelleerché mmaalennii ssmoonnaooni vveeiisccooonllooo veddicii olo ggeerrdmmi ii germi cctoounntto bbaatttteerrii baeetteri vviirruuess ,, SSoonnoo ssppooSrroccnhhoee virus .. llceeon mmaalennii mani ppseeprroccrhhcééhe ttooccpccehhrciiaahmméoo toccttuuhttittaoomo i ee aannccehhee aniillche nnoossttilrroo mmnoooccscctiirooo moccio NNoonn .. ii e ggeerrmmi ii ddoobbNbbiioaanmmoo dssccoaabmmbibbaiimaarroccii scamiibll iarci mmoocccciliioo moeeccio germi mi aallttrriimmeennttii altrccimii enti aammmmcaailliiaammoo ammaddliiamo ccoorroonndaai vviirruuss coronqqavuuiiirnnuddsii ddooqbbubbiinaadmmi oo dossbttbaarriaeemo ddaastssaoorlleii stare da eesoli ,, \" \"nnooenn ppoossssniioaanmmoo pommssaaiaii mo pprreennmddaeeirrccii preppneedrrerci mmaapnneoor mano rriissppoonnddee rispiinnonde uunnin ssooffuffiinoo CCaasmmofiillflliaao Camilla , , sseennzzaa llaassscceiinaazrreea lasaaciare VVaalleennattiinnoo Valentino nneemmmmeennoo nemiimll eno tteemmippl oo teddmii po aapprrdiirriee allpaarire bboocclccaaa bocca .. 31

\" Brava quasi tutte le cose che hai detto è proprio sbagliata , sono giuste … però ce n'è una che invece stare attenti alla distanza per proteggerci dal : virus non vuol dire stare sempre da soli abbiamo tutti bisogno … di qualcuno accanto , \"soprattutto per affrontare i momenti difficili ! 32

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\" Camilla ha dato una risposta sbagliata !!? E adesso che succede Le metterai un brutto ? \" interviene Luigi notizia ? voto sconvolto dalla che anche la prima della classe è capace di sbagliare . \" Ma certo che no Luigi l' unico che merita , voto qui un brutto è il coronavirus ed è da lui … che dobbiamo imparare a tenerci alla \"larga … 34


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