Important Announcement
PubHTML5 Scheduled Server Maintenance on (GMT) Sunday, June 26th, 2:00 am - 8:00 am.
PubHTML5 site will be inoperative during the times indicated!

Home Explore Corriere di Torino e Provincia

Corriere di Torino e Provincia

Published by WeeJay Informatica, 2017-11-06 12:32:15

Description: Corriere di Torino e Provincia

Keywords: none

Search

Read the Text Version

AUTORIPARAZIONI Direttore resp. Ennio Jr. Pedrini - Distr. con mezzi propri - Aut. del Trib. di Torino n. 905 del 12/04/1954 - novembre 2017 free Ceresa Paolo www.infoeventi.org C o r r e ier press dal 1954 di ori no Via Statale, 50 BOLLENGO (TO) e Provincia Tel 0125 57193 [email protected] T PERIODICO D'INFORMAZIONE C'ERA UNA VOLTA Ivrea e Canavese PAGANONE CORRADO Le jardin fleuri “PREZZEMOLO” IMPIANTI ELETTRICI INSTALLAZIONI Composizioni floreali Frutta e Verdura da Emanuela e Gianni MANUTENZIONE fresche ed essicate NEGOZIO DI SERVIZIO INTERFLOWERS MECCANICO - ELETTRAUTO MATERIALE ELETTRICO, ILLUMINAZIONE oggettistica GOMMISTA - CARROZZERIA e PICCOLI ELETTRODOMESTICI Officina 4 Bulloni di Pupa Roberto PONT SAINT MARTIN addobbi per cerimonie Via Tinasse, 4 Via Roma, 11/13 CASCINETTE D’IVREA (To) via Torino, 75 IVREA Tel. 0125.804591 Via Duca d’Aosta 18 Verres (Ao) Tel. 347.293 1832 cell. 329 0651750 cell. 347 3206388 347.2243419 / 348.2455536 Tel. 0125 929596 [email protected] CHIUSO MERCOLEDÌ POMERIGGIO macelleria Dublanc Franco infissi e persiane in Carni sempre fresche ELETTRODOMESTICI Salumi di produzione propria PVC - LEGNO - ALLUMINIO Centro TV - AUDIO - VIDEO PIATTI da ASPORTO Via Chanoux 1/B - HONE (Ao) ILLUMINAZIONE dal LUNEDÌ al SABATO dalle 7.00 alle 21.00 ORARIO CONTINUATO tel. 0125 809874 interni ed esterni VERRES (Ao) domenica chiuso Fax 0125 803842 LISTA NOZZE Via Duca d’Aosta, 6/a ARTICOLI PER LA CASA Tel. 0125.929036 TABACCHERIA-BAR FUORI ORARIO [email protected] RISCALDAMENTO di Tangi Paola [email protected] Via Circonvallazione 58 IVREA -TO- www.puntoinfissisnc.it Via Duca d’Aosta, 62 VERRÈS (AO) Tel. 0125 929386 tel/fax 0125 627147

Ristorante Alpi di Franchino Giovanni & C. TAVAGNASCO (TO) - Via Gerbioni Tel. 0125 658240 chiuso Martedì sera e Mercoledì tutto il giorno CONSTRUCTION TECHNOLOGICALS ROADS www.ctredilstrade.it Costruzioni Stradali e Fognature Via Aldo Balla, 46 - MONTALTO DORA Tel. e Fax 0125 65 21 14 Cell. 348 7677394 - 348 9004645

Leonardo da Vinci a Ivrea il disegno originale nel Codice Atlantico Tra le illustri personalità storiche che hanno vissuto Ivrea ed il Canavese, pochi cono- scono che l'unica terra piemontese in cui si attesta la presenza certificata di uno dei più grandi geni dell’umanità: Leonardo da Vinci (vedi opera di Edmondo Solmi ndr), risulta proprio essere la quasi dimenticata opera del naviglio d'Ivrea che è un capo- lavoro dell’ingegno umano. Fu Leonardo da Vinci, già illustre per i con- tributi dati ai navigli milanesi, ad offrire la soluzione: l’irregolare flusso del ramo della editoriale Disegno di Leonardo da Vinci rappresentante il Naviglio d'Ivrea (dal foglio 211 V.a del «Codice Atlantico» - Biblioteca Ambrosiana). 'C'era una volta' raddoppia grazie ai lettori Dora a valle del ponte di Ivrea fu costretto estro Leonarrdo, scritta come egli usava che ci hanno apprezzato e stimolato nella in un canale regolare, costruito in pietra e alla rovescia, in modo che si può leggere redazione del secondo numero dedicato le cui sponde si prolungavano su due lati, soltanto con l'aiuto di uno specchio ovvero alla storia del nostro Canavese. In questo numero il cui contenuto propone alcuni fino a raccordarsi con il piano di campa- per trasparenza, voltando il foglio dall'altro tratti del nostro passato, accanto ai me- gna, in modo da eliminare le irregolarità lato: “Navilio d'Invrea facto da fiume della stieri d'un tempo, osserviamo quanto e del ghiaione nel quale il fiumiciattolo pri- Doira”, e sempre di sua mano a togliere come sono cambiati nel tempo. E'con ma divagava. Il canale veniva a sua volta ogni dubbio, scrive “ Montagne d'Invrea nostalgia che rileggiamo alcuni passaggi superato dal Naviglio – mantenuto ad un nella sua parte silvagia, produce di verso dei rapporti fabbrica-uomo e ci accorgiamo livello più alto, poiché un po’ più a valle tramontana” per concludere il testo con di quanto siano migliorate le condizioni del primitivo attraversamento – mediante la parte tecnica, il “Gran peso della barca di lavoro, e leggiamo ancora della fatica un ponte-canale, seguito da una conca di che passa per il fiume sotenuto dall'arco delle donne e del loro impegno costante navigazione, che lo portava, in riva sinistra, del ponte, non crescie peso a esso pon- nella famiglia, cosi come apprendiamo al livello del Naviglio attuale, nel luogo ove te, perche la barca pesa di punto quanto di fatti strani e insoliti che ci fanno sorri- dere. Questa seconda edizione, per il cui si apriva un nuovo spazio portuale, a ser- è il peso dell'acqua che tal barca caccia contenuto dobbiamo ringraziare Luciana vizio della città di Ivrea. Del ponte-canale dal suo sito”. Non ci resta che pensare o Banchelli che ci ha aperto l'archivio storico ispirato e progettato da Leonardo conte- meglio immaginare il grande Leonardo del Papà scrittore e studioso di vita cana- nuto nel “Codice Atlantico” riprodotto ritto sul greto della nostra Dora con i suoi vesana Luciano, si apre con la chicca di e pubblicato dall'Accadamia dei Lincei capelli fluenti, la barba regale e la sua fi- 'Leonardo a Ivrea' per poi dopo un salto esiste il disegno originale esposto presso gura slanciata, mentre traccia la sua opera temporaneo di 400 anni, accompagnarci la biblioteca Ambrosiana (foglio 211 V). e osserva e contempla lo scorrere delle a fine 800 e primi 900 in un racconto che Il disegno, che riproduciamo in foto, rap- acque cristalline con il castello e il borgo ci lega alle nostre trazioni e al nostro caro presenta il ponte cananale con tre archi e della turrita città di Ivrea. Canavese. il direttore la nota seguente scritta di pugno dal ma- Ennio Jr. Pedrini Miraglia oto ottica St. VINCENT Via Chanoux, 12 - Tel. 0166 512107 PONT St MARTIN Via Chanoux, 103 - Tel. 0125 807334 FUJIFILM

ANNO 1860 C'era una volta Ordine di servizio per gli impiegati 1° Gli impiegati dell’ufficio devono scopare i pavimenti ogni mat- tina, spolverare i mobili, gli scaffali e le vetrine. 2° Ogni giorno devono riempire le lampade a petrolio, pulirne i cappelli e regolarne gli stoppini, e una volta alla settimana do- vranno lavare le finestre. 3° Ciascun impiegato dovrà portare un secchio d’acqua e uno di carbone per le necessità della giornata. 4° Tenere le penne con cura: ciascuno può fare la punta ai pennini secondo il proprio gusto. 5° Questo ufficio si apre alle 7:00 del mattino e si chiude alle 8:00 di sera, eccettuata la domenica nel quale resterà chiuso. Ci si aspetta che ciascun impiegato passi la domenica dedican- dosi alla chiesa e contribuendo liberamente alla causa di Dio. 6° Gli impiegati uomini avranno una sera libera alla settimana a scopo di svago e due sere libere se vanno regolarmente in chiesa. 7° Dopo che un impiegato ha lavorato per 13 ore in ufficio dovrà Doveri dei lavoratori passare il rimanente tempo leggendo la Bibbia o altri buoni libri. 8° Ciascun impiegato dovrà mettere da parte una somma consi- e dei datori di lavoro derevole della sua paga per gli anni della vecchiaia in modo che egli non diventi un peso per la società. 9° Ogni impiegato che fumi sigari spagnoli, faccia uso di liquori Da un regolamento di fabbrica (1900). in qualsiasi forma, frequenti bigliardi o sale pubbliche, o vada a 1° E’ obbligo dell’operaio di presentarsi al lavoro precisamente radersi dal barbiere, ci darà una buona ragione per sospettare nell’ora stabilita. Saranno però tollerati fino a cinque minuti di ri- del suo valore, delle sue intenzioni, della sua integrità e onestà. tardo sull’orario d’ingresso. 10° L’impiegato che avrà svolto il suo lavoro fedelmente e senza 2° Durante l’orario di lavoro è vietato: a) allontanarsi dal proprio errori per cinque anni avrà un aumento di paga di 5 centesimi al posto senza giustificato motivo; b) chiacchierare o disturbare in giorno, ammesso che i profitti della Ditta lo permettono. alcun modo i compagni; c) mangiare; d) fumare; e) uscire dallo stabilimento senza permesso. 3° L’operaio che per qualsivoglia motivo non potesse intervenire al Il lavoro nobilita... lavoro dovrà darne immediato avviso al proprietario giustificando e comprovando il motivo dell’assenza,. Qualora si trattasse di ma- indegno abusarne lattia e questa si protrasse a lungo, non sarà tenuto il proprietario a conservare il posto all’assente più di due settimane, e durante Non trattare gli operai come schiavi; rispettare la dignità della questo periodo l’operaio non avrà diritto ad alcun compenso. loro persona, nobilitata dal carattere cristiano. 4° Potrà essere licenziato immediatamente, senza obbligo di Agli occhi della ragione e della fede il lavoro non degrada l’uomo, preavviso, oltre che l’operaio assunto in via provvisoria e salva anzi lo nobilita mettendolo in grado di vivere onestamente con ogni azione del caso, l’operaio: a) che si rendesse colpevole, in l’opera propria. Quello che veramente è indegno ed inumano è via abituale e dopo espressa diffida, di ritardo nel presentarsi al l’abusare dell’uomo a scopo di guadagno, e stimarlo solo in rap- lavoro; b) che si rendesse colpevole di grave insubordinazione porto ai suoi muscoli ed alle sue forze. contro persone preposte allo stabilimento. TRASFORMAZIONE AUTOVEICOLI PER LA GUIDA E IL TRASPORTO DEI DISABILI INSTALLAZIONE ASSISTENZA: IMPIANTI GPL AUTO E GANCI TRAINO CENTRO DI REVISIONE BOMBOLE A METANO ti ricordiamo che il tuo serbatoio G.P.L. scade ogni 10 anni va sostituito e nuovamente omologato! Via Allaas, 5 BOLLENGO (TO) - Tel e Fax 0125 57368 e-mail: [email protected] - www.toninelli.net

C'era una volta Il lavatoio: mogli e bucato L'uomo della Madonna Le donne godevano di poca considerazione: erano destinate a soddisfare i desideri dei Un giorno bussò all’uscio mariti, a fare figli e ad accudire gli anima- un curioso personaggio. li tenendo le stalle pulite dallo stallatico. Era un ometto di mezza A loro erano negati i più elementari dirit- età, un girovago come ti, fra cui esercitare il voto nelle elezioni. tanti che per vivere Nessuno prestava molta attenzione alla cu- chiedeva l’elemosina. cina annerita dalla fuliggine col pavimento Prediligeva i paesi alle di terra battuta e alle galline che regnavano città perché era più si- sovrane, razzolando indisturbate. curo di ricevere, oltre a Il camino era sempre acceso con appesi qualche soldino, anche i grandi paioli d’acqua in ebollizione per il un pasto caldo. Nessuno pasto degli uomini e degli animali. aveva mai visto un tale La sposa accudiva ai numerosi figli che personaggio, né tanto puntualmente arrivavano e non sempre meno quello strano ar- per allietare la casa. Anche la pulizia per- madietto che portava sonale non era tenuta in gran conto. Erano legato dietro le spalle. gli acquazzoni estivi, che sorprendevano i L’omino, invitato ad contadini nei campi, a provvedere al loro entrare in una casa di primo bagno, unico modo anche per lava- contadini, posò quella re la camicia di tela indossata dagli uomi- Il freddo era molto più pungente di adesso, l’acqua si ge- cassetta di legno sul ni, cambiata solo dopo un paio di mesi, lava e le donne dovevano pertanto spaccare il ghiaccio tavolo da cucina e, de- quando era lercia, come le lenzuola che per risciacquare i panni del bucato. licatamente, aprì le due ospitavano i loro corpi affaticati. Da casa si portavano un secchio d’acqua bollente dove, antine: cosa poteva Le donne, nei momenti di tregua, nell’atte- di tanto in tanto, quando le mani doloravano per il fred- contenere di così tan- sa che la terra desse i suoi frutti, facevano do, le immergevano per avere un po' di sollievo; i guanti to prezioso da volerlo il bucato aspettando la luna calante: era il di gomma non esistevano ancora. Era il momento in cui mostrare a tutti? periodo più adatto per un bucato più de- le comari potevano decantare con dovizia di particolari il Dentro, ben riposta, c’era purato. Quale detersivo usavano la cenere loro corredo matrimoniale e vantarsi dell’abbondanza di la statuetta raffigurante che veniva raccolta in un ranno sopra al lenzuola e di asciugamani di cui disponevano, tanto da la Vergine Immacolata! mastello e l’acqua bollente vi filtrava len- poter fare il bucato anche una sola volta l’anno. Era anche Allora tutti i vicini di casa tamente fino all’uscita inferiore. Quest'o- l’occasione del commento e del pettegolezzo, di ricordare accorsero per ammi- perazione si ripeteva generalmente due o che una tale figliola stava accasandosi con un tale ragaz- rarla; le offrirono fiori, tre volte nell’arco di un anno, impegnando zo, il cui padre possedeva otto mucche e otto giornate di qualche denaro finì nel le donne di casa per un paio di giorni. L’in- terreni. Nei cortili non mancavano le galline e le gabbie cappello del mendicante verno era il periodo più triste per eseguire con i conigli, curati dalle donne e dai loro figli. Era moti- e un coro di preghiera questo lavoro, i panni dovevano necessa- vo di vanto e d’orgoglio possedere un grosso maschio si levò al cielo. L’uomo riamente essere risciacquati nella roggia. di coniglio: avrebbe generato le nidiate più numerose. della Madonna bene- Il lavatoio era fornito di lastre di pietra dietro «Te lo posso imprestare» era questo un grosso favore disse tutti, salutò, e le quali le donne, inginocchiate su uno sga- che fra amiche si scambiavano, ma alcune volte il prestito con passo strascicato bello, insaponavano e sbattevano i panni. veniva anche pagato. continuò il peregrinare. CENTRO ASSISTENZA PIAGGIO offerte speciali sul sito di BUS GIORGIO www.sediciviaggi.it VENDITA e RIPARAZIONI PIAGGIO BUS NUOVO e USATO sedici VIAGGI Via Torino, 24 Tel. 0125 807120 / 347 3138245 BORGOFRANCO d’IVREA (To) Via Nazionale per Donnas, 66 Via Stazione, 75 Verres (AO) PONT-SAINT-MARTIN (AO) tel. 0125 753172 dillo con iFiori Gomme di tutte le marche di Paola Gillerio fiori, piante, bomboniere Autoriparazioni PreParazione vetture servizi funebri, matrimoni Antonio Pellone Per revisione articoli da regalo SS 228 Lago di Viverone, 29 BUROLO (TO) SAMONE (TO) Via Provinciale, 30 C.so Marconi 6 bis Montalto Dora (TO) Tel. 0125 577872 - Cell. 347 2250424 Tel. 0125 53453 tel. 0125 650326 - cell. 347 6953370 e-mail: a [email protected]

Ivrea- La festa del Corpus Domini è stata istituita in tutto il mondo IL CORPUS DOMINI I Coscritti cattolico dal Papa Urbano IV. Nel 1263, nel corso di una messa La stessa pulizia di Pasqua celebrata dal sacerdote boemo veniva effettuata per la festa Pietro, pellegrino diretto a Roma, dei coscritti, ma solo nella al momento dell’elevazione alcune casa dove c'era un figliolo gocce di sangue caddero dall’Ostia di leva. Erano i padri che sul corporale di lino del sacerdote. più bramavano festeggiare L’importanza di questo miracolo e partecipavano con spirito convinse il Papa a festeggiare il festaiolo e patriottico. sacramento dell’Eucaristia. Sulla carrozza, trainata da La festa del Corpus Domini era quattro cavalli, stavano i solennizzata in pompa magna ed coscritti accompagnati da era la solennità più importante un musico con clarinetto dell’anno. Nei tempi passati si e uno con la fisarmonica. I celebrava il giovedì con la messa padri sedevano nella parte e la processione. posteriore del calesse e Sin dal primo mattino, uomini tutti all’unisono cantavano e donne erano impegnati ed a squarciagola per allietare affaccendati nel ricoprire i muri la festa. sbrecciati e le finestre rustiche Anche in questo caso il prete, delle case ai lati delle vie dove gli uomini, con l’ausilio di asce avevano tagliato lungo i bordi il capo stazione, il sindaco, sarebbe passata la processione. delle stradine. Lungo i muri delle case erano infissi degli anelli che nel periodo fascista si Venivano utilizzati rami di frasche che servivano per infilare le corde di sostegno dei rami fronzuti, chiamava podestà, erano i che, sin dalle prime luci dell’alba compito questo destinato agli uomini. Ai balconi si stendeva- primi ad essere invitati ai no “la lingeria” le lenzuola più belle del corredo e le coperte pranzi e ai ricevimenti dei festeggiati. La grandine dalle lunghe frange di seta; si era così certi di attirare lo sguar- Il vino migliore era stato do e i commenti delle donne in processione. Nei portoni che Il lunedì, martedì e mercoledì si affacciavano sulla strada si allestivano piccoli altarini con la precedentemente imbot- tigliato per questa grande della settimana dell'Ascen- statua del Sacro Cuore, abbelliti con i fiori dei campi. Poi, ver- occasione: era il momento sione, dopo la prima messa, so mezzogiorno, si spandeva nell’aria l’aroma e il profumo del di vantare il proprio prodotto, il prete, con una piccola pro- pranzo speciale del Corpus Domini. Era usanza che il priore, farlo sorseggiare e gustare cessione di fedeli si recava seguito dalla banda musicale, si recasse a casa della priora per agli invitati, ricevere il loro nelle vigne, sulle colline, nei accompagnarla in chiesa, naturalmente non mancava il cichet apprezzamento. campi, ovunque ci fosse una di grappa e il vino bianco ricavato con le uve migliori della vigna Seguivano paste di meliga e croce, un tabernacolo o edico- da offrire ai musicanti e agli ospiti. torcettini fatti in casa, noc- la in cui fosse rappresentata A lavoro terminato, tutti si preparavano impettiti ad assistere cioline ed arachidi. un'immagine sacra. Il piccolo alla solenne messa cantata, officiata da tre sacerdoti ed a par- I coscritti di leva seguiti dal corteo religioso si soffermava tecipare alla grande processione che avrebbe attraversato tut- clarinetto e dalla fisarmoni- per una preghiera, quindi il te le vie del paese. I priori erano scelti tra i più benestanti del ca, giravano cantando nelle sacerdote benediva e invo- paese, ma anche in quest’occasione la supremazia e l’autorità case di ciascun festeggiato, cava la protezione divina per dell’uomo sulla donna, accettata anche dalla chiesa, imponeva addobbate per il rinfresco. evitare la grandine. che la moglie del priore sarebbe stata a sua volta priora, ma Si ritornava cantando inni alla solo l’anno successivo. Madonna e tutto terminava Era l’occasione buona per confezionarsi un vestito nuovo che L’organo, suonato mirabilmente con una benedizione generale. sarebbe servito per tutte le altre priorate a seguire. L’ultima av- per l’occasione spandeva le note Questa cerimonia avveniva veniva la prima domenica d’ottobre per la festa della Madonna nella chiesa gremita di fedeli sino dopo la benedizione delle case. del Rosario. all’inverosimile. Su una cappelletta dedicata All’entrata in chiesa dei priori, l’organo cominciava a diffondere i I cantori, nel coro dietro l’altare, a Santa Luigia, sulla strada suoni liturgici e i sacerdoti, con i paramenti delle grandi occasio- accompagnavano la messa con i che dal lago Pistono conduce ni, si apprestavano a celebrare la messa. Le chiese erano uno canti di rito: il tantum ergo, scrit- a Chiaverano, si poteva leg- splendore; dagli angoli del grande baldacchino che sovrastava to da San Tommaso d’Aquino in gere: 'A peste, fame et bello l’altare, scendevano drappi di velluto rosso con frange dorate. onore del Santissimo Sacramento. libera nos domine'. Dalla pe- Per la festa di Ognissanti, invece, erano di velluto nero con le I cantori si sentivano molto im- ste, dalla fame e dalla guerra frange argentate. Sull’altare troneggiavano i grandi candelabri portanti, anche se qualche volta liberaci o Signore. con grossi ceri e sulla Sacra Mensa un lino immacolato, ricamato stonavano su alcuni passaggi dei solitamente dalle suore contribuiva a dare splendore all’altare. canti liturgici. Via E. Chanoux, 89 articoli regalo AUTORIPARAZIONI Pasticceria Caffetteria Pont St. Martin oggettistica Tel. 0125 804507 per la casa “da Franco” di Joly Franco Servizio torte per Cerimonie Catering di Sara Ion ARNAD (AO) Tre Torri MASAR Frazione Clapey, 27 IVREA Via Torino, 185 [email protected] Tel. 0125 966187 Tel. 0125 44066

IL GASOGENO Anche la benzina ed il gasolio erano carissimi, in- trovabili e riservati esclusivamente all’esercito. In sostituzione di questi idrocarburi la tecnica ricorse all’espediente di trasformare un combustibile solido in gassoso. Un voluminoso e pesante gasogeno, atto a trasformare il vapore della legna in gas per produrre la combustione, era sistemato a fianco o posterior- mente al cassone dell’autocarro, oppure sulla parte posteriore delle automobili. Un particolare miscela- tore sostituiva il carburatore per l'alimentazione del motore a scoppio. Il mezzo rallentava o addirittura si fermava ad una salita, o a causa di un carico pesante. Era necessario ravvivare con nuova legna di scorta il gasogeno per produrre nuovo gas. Questi automezzi combustione interna: in quei casi era prodotto da un gasogeno installato avevano una portata molto limitata. direttamente sull'autoveicolo. Riguardo all’istallazione dei gasogeni sugli autocarri ne Da notare il notevole peso ed ingombro dati dal voluminoso gasogeno e fu testimone Luciano Banchelli, operante nel 1944/45 dal carburante di scorta costituito da una catasta di legna. L'inconvenien- ad Erfurt in Germania in un grande garage dell’Opel. te sì rivelò ancora più grave quando, pressati dalla necessità, si tentò di Il gas di gasogeno si ottiene bruciando combustibile adottare lo stesso sistema anche per le automobili. Ingombro, peso del a basso potere calorifico, ad esempio la lignite, in un gasogeno e minor resa meccanica del motore rendevano le vetture quasi recipiente chiuso, attraversato da un flusso di vapo- inutilizzabili. In pratica esse sono entrate a far parte della storia dell'au- re e d'aria. Contiene circa il 50% di azoto non com- tomobile senza aver mai percorso alcun viaggio di una certa rilevanza. bustibile che deriva dall'aria presente nel recipiente e ha perciò un basso potere calorifico. Tuttavia, in periodi di scarsa disponibilità di derivati del petrolio, Il teatro dell'Oratorio ad esempio durante la seconda guerra mondiale, è stato usato anche come carburante per motori a Erano parecchi i paesi canavesani ad ospitare il teatro nell’oratorio parrocchiale. Per regalare una serata di svago ai concittadini dopo il Il 'Mutuo soccorso' lungo periodo bellico, volenterosi attori si cimentavano con esilaranti o drammatiche pièce. A volte l’incasso sarebbe stato devoluto al fon- do per la solidarietà nazionale. A tal proposito è simpatico ricordare un Per iniziativa di alcuni montaltesi venne costituita la Società operaia di mutuo soccorso. avvenimento accaduto all’interprete della commedia: Il Marchese di Pagando una piccola quota si aveva diritto, con le sole Savigny, un non più giovane teatrante che doveva recitare su una sedia spese per il noleggio dei cavalli, al carro funebre, nonché a dondolo. Inavvertitamente, trascinato dall’entusiasmo della sua par- ad un aiuto finanziario in caso d’incendio della propria te, si appoggia con tale foga alla sedia che si capovolge con lui sopra casa, ma la burocrazia costrinse la società del mutuo sdraiato. In platea fra gli spettatori c’era sua moglie con il pargoletto di soccorso a sciogliersi. pochi anni. La scena della caduta impressiona talmente il bambino che L'assicurazione incendio venne in parte assorbita dal- immediatamente corre urlando verso il palcoscenico per aiutare suo la Toro, mentre la Piemontese da poco affermatasi padre a sollevarsi da quella scomoda posizione. Gli spettatori emozio- ad Ivrea, sottoscrisse il rimanente e iniziò ad operare nati per questo semplice ma espressivo atto d’amore del figlio verso il proponendo contratti agevolati. papà, esplodono con un impetuoso, fragoroso battimano. Montalto disponeva inoltre di una pompa antincendio; Anche questa è una scena naturale che solo nei teatrini paesani si occorreva la forza d’otto uomini per comprimere l'ac- poteva apprezzare. Ricavata da un copione, sicuramente non sarebbe qua dalla pompa alle manichette. In caso d’incendio si stata più perfetta ed emozionante. formava una lunga catena umana che, con contenitori Ed ora raccontiamo cosa è capitato in un altro. La sala è gremita pronta di tela a foggia di secchi, alimentavano la pompa con ad assistere alla rappresentazione. Il palcoscenico era separato da una l'acqua estratta dai pozzi. staccionata con una porticina e la curiosità spinge i teatranti ad aprire Il corpo dei vigili del fuoco non apparteneva al Ministero la porta. Improvvisamente appaiono due capre che, spaventate dal degli Interni bensì alla città ed il loro intervento com- grande trambusto, fuggono dal palco verso la platea. Il locale confinan- portava una spesa molto rilevante. Questa pompa ora te al palcoscenico era la loro stalla! è diventata un pezzo da museo e la si può ammirare Inutile dire che per gli attori questa fu un’improvvisa, emozionante nel giorno della festa della protezione civile. sorpresa, mentre gli spettatori si sbellicavano dalle risate. Grazie!.... teatrini paesani! CARROZZERIA Caffetteria di Marco e Pinet Croissanteria CENTRO Pont-Saint-Martin (AO) Verniciatura a forno ICE CAFE FITNESS Banco Dima Verniciatura veicoli industriali 2007 - 2017 A.S.D. Officina del Corpo Stefano & Laura Scullino Zona S.Grato - Ivrea Dove ci trovi? L'Officina Del Corpo tel-fax: 0125 804196 Via Torino, 87 ARNAD (AO) Via Nazionale, 9 bis Via Caduti Del Lavoro, 5 Tel. 0125.633282 Contatti: tel. 371 3248193 [email protected]

TRATTATI DA SCHIAVI sottrarsi alla fitta rete degli agenti pre- posti ai controlli. Durante la navigazione immancabilmente era individuato e per lui iniziavano i guai. Per il suo misero mantenimento gli erano riservati i lavo- ri più massacranti tra cui alimentare le caldaie della nave palando carbone per poi essere consegnato alla polizia locale del primo porto di sbarco. Il gran flusso di emigranti aveva dato corso alla canzone: mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar…. cento lire te le do, ma in America no! no!. Cento Lire, (quattro marenghi,) erano il costo per la traversata dell’oceano per raggiungere l’America. Con lo scoppio della prima grande guerra 1914-18 alcuni emigranti, pur di ritornare alle loro famiglie e non disponendo dei quattrini necessari per pagarsi il viaggio di ritorno, ricorsero ai consolati italiani dei paesi ospitanti, dove fecero doman- da di arruolamento volontario nel regio esercito che avrebbe provveduto alle A cavallo tra l’800 ed il 900 la popolazio- ma venivano rispediti ai luoghi d’origine. spese per il viaggio di ritorno. Buona ne era talmente numerosa e le natalità Le navi che trasportavano gli emigranti parte di loro sono andati a comporre la così elevate da costringere intere fami- erano alimentate da caldaie a vapore che grande armata dei 650.000 militari che glie italiane, che versavano in estrema ingoiavano enormi quantità di carbone s’immolarono per la regia patria ed i loro povertà, ad emigrare verso il Brasile, per far girare lentamente l’elica. nomi, per essere ricordati dalle future ge- gli Stati Uniti e l’Argentina, considerati La traversata Genova - Buenos Aires nerazioni come eroi, sono presenti sulle i luoghi più accoglienti. durava tre settimane, tempo permet- lapidi comunali. Meta per i canavesani Il passaporto rosso era il documento tendo. Non erano rari i casi di morte a era la vicina Francia, raggiunta natural- denigratorio che li accompagnava e li bordo. I corpi erano avvolti in un lenzuo- mente a piedi. E, a tal proposito, vada distingueva da tutti gli altri passeggeri. lo e gettati in mare. Per raggiungere le un accorato ricordo al bisavolo Antonio Essi alloggiavano nelle stive in un uni- Americhe il viaggio non era certo una e a quanti come lui che con i risparmi di co locale e potevano accedere al ponte crociera, ammassati nelle scure came- un duro lavoro da emigrante riuscirono di terza classe solo all’ora stabilita per rate. Si ricordi la tragedia della nave ad acquistare un pezzo di terra nel loro prendere un po’ d’aria. Durante il viag- Principessa Mafalda che trasportava paese di origine. Così diceva Antonio: gio ognuno doveva pensare al proprio emigranti in Argentina. Dopo alcuni giorni ho girato la Germania e la Francia, ero sostentamento perché sul bastimento di navigazione naufragò e pochissime pieno di pidocchi e stracciato come un gli alimenti erano a pagamento. Prima persone si salvarono. Un cantautore verme. Oggi si dice “lavorare come un dell’imbarco e allo sbarco dai porti, la di quei tempi ne compose una triste negro”, e questo detto faceva proprio salute degli emigranti era controllata da canzone. L’emigrazione clandestina era al caso loro; un bianco emigrato veni- un medico fiscale del paese accogliente quasi sconosciuta, al massimo poteva va trattato assai peggio degli schiavi e e se la loro condizione fisica era malfer- limitarsi ad un furbetto che riusciva a doveva produrre il doppio di un negro. Delizie e sapori dall’orto Specialità regionali d’eccellenza Il Girasole la tavola è da sempre il ritrovo della famiglia Si effettuano spese con consegna a domicilio fai scoprire ogni giorno a chi ami Via Cascinette • IVREA Tel. 0125 617360 i sapori e le tradizioni di una volta Via Aosta, 3 • MONTALTO DORA Tel. 0125 651921 C.so Nigra, 25 - Ivrea - Tel 0125 641124 Via Aosta, 49 • BORGOFRANCO D’IVREA Tel. 0125 752592 S.C. Sabolo Cereali Ross Quick Telesoccorso via Circonvallazione, 7 di Motto Ros Rosella Beghelli per anziani BANCHETTE d’IVREA e Gabriele Rosanna tel. 0125 612570 - cel. 342 7719092 Impianti elettrici [email protected] Carlone Tiziano PRESTAGIONALE Cell. 335 6233444 antifurti ORARIO: Beghelli Point di Ivrea videosorveglianza PELLET a partire da 3,95 € al SACCO mar - ven 09:00 / 19:00 sab 08:30 / 18:00 Punto vendita IVREA Piazza Lamarmora vendita prodotti cavalli anche su appuntamento trucioli e paglia di lino 0125.64.13.79 Tel + Fax 0125 633373 [email protected]

Gli abili muratori di Andrate e Caravino loro locali grandi scritte in fiam- raggiungevano la Francia con la cassola mingo e italiano riportava la fra- Togliatti a Settimo e la sparavel nello zaino; per gli abitanti se: «Vietato l'ingresso ai cani di Chiaverano, Bollengo e Palazzo, pro- e agli italiani». Ritengo curioso riportare un avvenimento vero duttori e conoscitori del vino, la meta Ammassati in baracche recuperate accaduto a chi chiameremo Marieta e Mini- era l’Inghilterra dove trovavano impiego dai lager tedeschi erano costretti chin. Un fatidico mercoledì, mentre col loro quali camerieri, cuochi, baristi. Alcuni a lavorare con vecchie e antiquate camioncino entravano nel paese di Settimo col tempo si sistemarono egregiamen- attrezzature nelle gallerie di carbo- Tavagnasco, come si chiamava allora, ebbero te. Da Ronco e da tutta la valle Soana ne profonde 1000 - 1200 metri. Si un incidente con la macchina del segretario si mettevano in cammino per la Francia può immaginare con quale stato del partito comunista Palmiro Togliatti che si e la Svizzera dove avrebbero esercitato d'animo potevano lavorare questi stava recando in Valle d’Aosta per trascorrervi la mansione di vetrai. Da Traversella e nostri connazionali, maltrattati, le vacanze. Il senatore Togliatti, dopo essere dalla Valchiusella se ne andarono i primi derisi e lontani dalle loro famiglie. stato ricoverato per alcuni giorni all’ospedale di minatori, continuatori della loro tradi- Durante la prima settimana di Ivrea, riprese la sua attività politica rinunciando zione; alcuni di loro, un pochino avven- assunzione, per evitare l'impatto alle vacanze, mentre Marieta e Minichin con- turosi, raggiunsero la Russia e la Cina dell'oscurità delle gallerie, gli ve- tinuarono a vendere i loro prodotti anche se iniziando la loro attività come minatori. nivano bendati gli occhi, liberati non dimenticarono mai più la paura sofferta La prima galleria ferroviaria dell’impero dalla fascia quando l'ascensore per quell’incidente. E perché no, è successo Celeste sulla linea Pechino-Han Kan fu si fermava al livello assegnato. e debbo raccontare anche questo! La gabbietta con Geby trascorreva la sua vita in una casupola a i canarini era la Muncrasp con due capre ed una mucca stri- sola prevenzio- minzita. Il paese per lui era cosi lontano che ne di allarme per rarissime erano le volte in cui scendeva per eventuali fughe comprarsi i fiammiferi ed il sale. Un felice giorno di gas. andarono a trovarlo tre nipoti, figli di sua sorella, Questo accorgi- e come quasi tutti i giovani erano dispettosi. mento nella mi- Sapendo le sue misere condizioni di vita, gli niera di Marcinelle portarono un salamino. Geby già pregustava l'8 agosto 1956 il piacere di una buona pietanza che avrebbe non funzionò, o allietato il suo palato per qualche giorno. Nel questa segnala- camino alla catena che sorreggeva la brun- zione di pericolo sijna per farsi al suett, minestra con farina di imminente giunse meliga, legò il salamino in modo che il vapore in ritardo, tantè dell’acqua bollente sciogliesse il poco grasso che 136 minatori raccolto sulla pelle del salame per farlo colare nel brunsin e condire la minestra. Era felice e opera di un Valchiusellese divenuto un italiani morirono. Una quarantina contento di questo ben di Dio che quasi non grande imprenditore. Altri raggiunsero erano tutti dello stesso paese ardiva ad assaggiarlo. E fece molto male perché il Transwaal e il Cile. Nel 1946-47 dalla Abruzzese. Le 13,30 é l'ora segna- due giorni dopo, mentre era nella vigna inten- Sicilia e dalla Calabria centinaia di per- ta su una tavoletta trovata nella to ai suoi lavori, i nipoti tornarono a riprendere sone emigrarono in Belgio per lavorare miniera che rappresenta l'ultimo quello che era rimasto del salame che tanto nelle miniere di carbone a Marcinelle, segnale di vita nella galleria. Mar- generosamente gli avevano regalato. Lascia- (Bois du Cazier). Accolti dalla popolazio- cinelle è il 'luogo simbolo' delle mo immaginare la sorpresa e lo sconforto del ne con disprezzo, molti locali pubblici sofferenze dell'emigrazione italia- povero zio beffato dai nipoti. Assolutamente non accettarono la presenza di questi na, la tragedia che costò la vita non meravigliamoci, i tempi erano quelli. emigranti; all'ingresso e all'interno dei complessivamente a 262 minatori. NON SOLO PANE Agriturismo www.barbassa.it Panetteria - Alimentari Cascina Gastronomia BARBASSA Cucina Tipica vuoi mangiare bene e sano? Piemontese la risposta è Damiano e Carni di Struzzo CONSEGNA A DOMICILIO SENZA COSTI DI TRASPORTO aperto: da Lunedì a Sabato dalle 6.30 alle 20.30 Via IV Novembre, 2 TAVAGNASCO (To) La Domenica e tutte le festività dalle 6.30 alle 13.00 348 4461910 - 0125 658310 Via Roma, 4/a BANCHETTE è gradita la prenotazione Tel. 0125 61.01.67

Giovanni PERSONAGGI del carretto Giuvanin dal caret ogni quindici DI ANTICHI MESTIERI giorni, estate ed inverno, im- mancabilmente faceva sentire CARRADUR (costruttore di carri agricoli) preso la professione con serietà, impegno il suono della trombetta e con Fra i mestieri più richiesti e soprattutto di ed onestà. La strada per recarsi a Chiavera- il suo richiamo annunciava i non facile apprendistato c’era quello del car- no non era agevole in particolare nei periodi suoi prodotti: «Fjil, butun dji radur, cioè costruttore di barrocci e di carri invernali con la neve. Inutile dire che il solo camisi, fer da causat, a riva agricoli. Siccome non tutti i paesi avevano mezzo per spostarsi era la bicicletta oppure Giuvanin dal caret!» «Filo, bot- si andava a piedi. toni per le camicie, ferri per Per il carradore il lavoro fare le calze, arriva Giovanni più impegnativo era la del carretto». costruzione delle ruote Sul suo barroccio, tirato da un del barroccio o del carro. somarello vecchio come Ma- Nel cortile, su di un tusalemme, si poteva trovare grande braciere di car- un po’ di tutto. Le donne com- bone, veniva posato il pravano le matasse di cotone cerchio di ferro; appena e di lana per fare le calze, il rovente, tutti gli operai filo, i bottoni, il sapone ecc.. disponibili, servendosi Le ragazzine conservavano gli di grosse tenaglie lo stracci vecchi e i vestiti che sistemavano con forza non servivano più per darli a sulla ruota di legno e a Giuvanin che in cambio dava colpi di mazza lo allog- loro dei fazzolettini colorati con giavano per irrobustire figurine di animali. Compera- la ruota. va o barattava i suoi prodotti Nel 1948 a Torino sor- con stracci e pelli di coniglio e se la Fergat, grande e quest’ultime venivano inviate il loro carradur, ci si doveva rivolgere altro- modernissima industria per produrre cer- a Novara alla Borsalino che ve e a Chiaverano c’erano fucine, alcune chioni di ferro per macchine e autocarri. Le fabbricava i migliori cappelli costruite vicino a piccoli corsi d’acqua che, maestranze di tale fabbrica non avevano la del mondo. Spesso lo accom- discendendo dalla Serra, facevano girare la benché minima idea di come un tempo si pagnava sua nipote Silvia che, turbina a pale per azionare i magli e la forgia. costruissero le ruote di legno per i barrocci poverina, aveva gli occhi così Di particolare importanza, per la professio- e le carrette. strabici da non distinguere nalità e competenza dei titolari si distingue- Il solo fabbro che lavorava il ferro battuto dove guardava. Voleva esse- va la ditta FRATELLI BERGO’ di Giovanni era il signor Cavallo, fratello dell’allora par- re chiamata Rea Silvia, come e Battista Bergò, che furono fra i primi ad roco di Montalto. La sua dimora così come la madre di Romolo e Remo. irrobustire la ruota in legno con un cerchio la sua officina era ad Ivrea. Morto suo zio lei continuò an- di ferro. Per un apprendista, entrare a fare Molti ragazzi, desiderosi di imparare la pro- cora per un po’ il girovagare il bocia, ossia il lavorante, dai fratelli Bergò fessione del ferro battuto si rivolgevano a nei paesi col carrettino, fino a non era comunque facile; questi valutavano lui e lavoranti da scegliere ne aveva sempre quando Matusalemme morì. rapidamente se il futuro allievo avrebbe ap- molti, ma anche lui, come il signor Bergò MARMI e GRANITI Zanella Auto vendita & assistenza Tel./Fax 0125 807239 manutenzione auto d'epoca Cell. 348 2204202 mail: [email protected] via marenda 8 Lessolo (To) Via Nazionale per Donnas, 6 0125 58564 PONT-SAINT-MARTIN (AO)

di Chiaverano, sceglieva solo quelli che un fienile, non occorreva né il progetto, agricoltori erano capaci di fare il carbone riteneva i migliori. L’incudine, la forgia e né la licenza comunale ma tutto veniva con la legna e tutti gli anni a primavera il martello, insostituibili attrezzi da lavoro, fatto alla buona. I muri maestri alla base veniva costruita una carbonaia. Si dispo- risuonavano in quel locale. La saldatrice raggiungevano anche il metro di spes- neva una catasta di legna in forma conica ad arco non era ancora stata inventata sore, le case non avevano le fondazioni coperta di terra battuta che, per lenta e per congiungere i ferri era necessaria per il consolidamento. Le abitazioni si combustione, si trasformava in carbone. grande esperienza ed accortezza. costruivano addossate l’una all’altra per Questo carbone era ricercato dagli alber- Alcuni cancelli e ringhiere stanno ancora sorreggersi e per avere maggiore pro- gatori, dai fabbri e dalle famiglie agiate a rappresentare la qualità di questi pro- tezione e sicurezza da eventuali atti di cittadine che lo usavano anche nei periodi dotti e la professionalità di quegli operai. brigantaggio o di furti. I soffitti a botte, estivi in cucina nel fugun (marmottina) MURADUR (muratore) - Chi non pos- costruiti con una semplice o doppia cur- in terra cotta per cucinare. sedeva campi, vigne e stalla, doveva ne- vatura, sostenevano pesi non indifferenti; I BARBER (i barbieri) - Il taglio della cessariamente imparare una professione. i muri maestri erano assemblati all’altezza barba e la cura dei baffi era il lavoro I ragazzi iniziavano il loro lungo maggiormente richiesto. Po- apprendistato presso gli artigia- chissimi erano gli uomini che ni, con una bassa retribuzione: si lasciavano crescere la barba essere assunto per fare il bocia, e comunque non la lasciavano il lavorante, significava ricevere mai incolta. Gli uomini degni di stima e fiducia. A seconda della stima e rispetto, gli uomini do- generosità dell’imprenditore e del- tati di esperienza e di autorità, la volontà dimostrata dal ragazzo, insomma i boss del paese, la ogni tanto poteva scappare una portavano ben pettinata, ordi- mancia extra. nata, pulita, portavano inoltre La disponibilità di manovali mu- dei fiorenti e prosperosi baffi. ratori, i “bich” era invece assai Prima che le forbici potesse- numerosa, poiché era il solo ro intervenire per il taglio dei lavoro a disposizione dei giovani capelli, si attendeva sempre disoccupati. Per ristrutturare una la luna vecchia, sarebbero casa, una stalla, o una cantina, oc- cresciuti più lentamente, ed correvano non meno di due anni inoltre era d’uso fare una pre- di duro lavoro. Ai bich l’impresario cisa riga in fronte e ungere i faceva fare un lunghissimo ap- capelli con la brillantina. Nella prendistato e, prima di autorizzarli stanza del barbiere, in attesa ad usare la casola e la sparavel, del proprio turno, i discorsi per alcuni anni dovevano servire cadevano sulla vigna, sulle i muratori, portando sulle spalle vacche nella stalla, sul maiale sia il secchio con la calce, che le pietre dei soffitti per mezzo di lunghi ferri con che non voleva ingrassare o che aveva già o i mattoni necessari per la costruzione chiavistelli alle estremità: le cosiddette i requisiti per la macellazione. Dal “Bol- del fabbricato. chiavi, ancora visibili in alcune vecchie lettino Parrocchiale” traevano commenti Il filo a piombo e la “bula d’aria”, livella, costruzioni. Al termine della costruzione su chi era stato generoso con le offerte erano pressoché sconosciute. Maligna- del tetto, i muratori issavano sullo stesso al prevosto o alla Madonna di Oropa. La mente si affermava che i muratori, in una bandiera per ricordare al proprieta- bottega del barbiere era il luogo ideale sostituzione del filo a piombo, usasse- rio dell’immobile l’obbligo di pagare una per il pettegolezzo, per il biasimo e la ca- ro quale riferimento il punto di caduta merenda, “la caria vigna”. lunnia verso i paesani: nessuno sfuggiva dello sputo della loro cicca. Nei paesi, I CARBUNEER (ovvero i carbonai) - An- alla critica dei giovani spiritosi. Il costo per per costruire una casetta o una stalla o drate era il solo luogo in cui pochissimi il taglio era di una lira e cinquanta cente- La Bottega della Nonna DEMA CAMPER Via Allaas, 3 BOLLENGO Tel. 0125 57683 - Fax 0125 675400 Oggetti artigianali vendita noleggio SOuvenir caravan articOli regalO autocaravan e accessori Via Vittorio Emanuele, 78 BARD (Ao) cell. 349 2803598 www.demacamper.it ORARIO: lunedì - sabato [email protected] [email protected] 8:30/12:30 - 14:30/19:00

L'organetto simi mentre radersi la barba costava una lira. campavano con un lavoro spesso molto mi- Ai bambini, fino a dodici, tredici anni, i capelli sero, accontentandosi di quel poco che ab- li tagliava il padre e lo si notava dalla rapatura bisognava loro per vivere e se poi rimaneva L’organetto era vagabondo fino all’altezza della fronte; erano tagliati cun qualche risparmio, ebbene, sarebbe servito come l’ometto che lo trai- la squela, con la scodella in testa, un modo alla famiglia, rimasta a casa ad aspettarli nava aiutato dal fido cane. per linearli meglio. Anche per le bambine era Il suo suono richiamava la sempre il padre che si cimentava con le for- gente nella via accorsa per bici, tagliando i capelli a forma di campana. ascoltare vecchie canzoni Per favorire l’arricciatura dei capelli la pettina- melodiose. Pochi giri di trice usava la schiacciola o ferro da onde che manovella bastavano per veniva scaldato su una lampada ad alcool; la godere una musica sem- lacca per la messa in piega dei capelli era ri- plice che rendeva felici chi cavava dalla gommina, un decotto di semi di la ascoltava. Al termine, un lino profumato con essenze vegetali, in par- giro col cappello poneva ticolare lavanda. Alcune famiglie contadine fine a quel piccolo concer- permettevano alle loro figliole di ricorrere alla to, poi ognuno tornava alle pettinatrice solo dopo che avevano compiuto proprie attività, più sereno i diciassette anni. I capelli di uomini e donne come se quelle poche note venivano lavati al massimo tre o quattro volte avessero dato loro forza, l’anno; solo un improvviso temporale durante allontanando, anche solo il lavoro nei campi avrebbe procurato loro un per pochi minuti, pensieri inatteso bagno. e lavoro. Le canzoni del IL TALPAIO - La talpa è un piccolo mammi- I CANTONIERI (coloro che hanno cura delle piccolo organetto riecheg- fero che si nutre d’insetti, fa vita sotterranea, strade) - Giuvanin era il gran capo responsabile giavano ancora per un po’ dispone di una morbida pelliccia rasa, occhi della strada Provinciale Ivrea - Pont San Martin, per il paese nelle ugole piccolissimi e zampe unghiate e robuste atte con mansioni di sorvegliante, assistente, diret- stonate o melodiose, ma a scavare gallerie nel terreno. Nei prati, nelle tore lavori (questi per la verità assai limitati). pur sempre piene di alle- vigne e nei giardini, non è infrequente vedere Da buon funzionario provinciale, non trattava gria, degli abitanti. piccole piramidi di terra che danneggiano e in modo autoritario i suoi operai tantè che ogni disturbano il lavoro del contadino. tanto li distoglieva dalla monotonia del loro la- Il gelataio Il tarpunet esplorava i terreni a lui in tutela; met- voro con qualche barzelletta che sapeva rac- contare con spirito. Per distrarsi dal pesante teva le tagliole sotto terra nei posti prefissati Il gelataio Cielo giungeva intuendo il percorso di questo piccolo mammi- lavoro suonava la tromba nella banda musicale al suono di un’altra trom- fero che sarebbe rimasto preso nella tagliola. del paese. Questo strumento lo appassionava betta col suo triciclo e la Quale emblema del lavoro eseguito appen- al punto da richiamare altri suonatori del vici- sorbettiera racchiusa in un deva questi piccoli mammiferi morti, ben in nato, in particolare nell’estate, seduti su una sacco con ghiaccio e sale vista sui filari delle viti o sui rami delle piante panca di pietra da lui fatta costruire a fianco per evitare che il gelato si per giustificare l’esito del suo lavoro. del suo androne. sciogliesse. L’OMBRELLAIO - Di tanto in tanto arrivava Un fiasco di vino, la sola bevanda che attira- va i musicanti, lo prelevava dalla sua cantina Confezionava i gelati al gu- pure l’ombrellaio, solito giro, solito accampa- sto di crema, cioccolato e mento sulla piazza dei paesi per lavorare e poi, e così si animava tutto il rione. Sembra di vederli quando, stanchi, si appog- limone, con ingredienti as- come i suoi compagni artigiani, riprendeva il giavano alla loro pala. Tenevano pulite le strade girovagare al fine di guadagnarsi un tozzo di solutamente genuini. Una pane. Anch’esso come tutti gli altri girovaghi, dagli escrementi delle mucche o dei cavalli. I vera leccornìa che costava era una persona dignitosa che non avrebbe contadini, in ricorrenza delle feste di Natale, quattro soldi. mai teso una mano per elemosinare. Tutti offrivano a Barnardin e a Toni, cantuneer del OSTERIA di Bertolin Lorenzo ARNAD (Ao) di SDINO Alessandro Fraz. Champagnolaz, 1 Le stagioni della fruta Tel. 0125 966928 - Fax 0125 966891 e-mail: [email protected] chiuso il lunedì e il Giovedì Il gusto autentico e genuino della tradizione rivive con le ricette di un tempo Ottica Ardissone Carmen Consegna a domicilio PROFESSIONISTA IN VISTA AssoRtimento lenti A contAtto - misuRAzione vistA occhiAli coRRettivi e dA sole - FotogRAFiA digitAle Via Ivrea n°58 MONTALTO PONT-SAINT-MARTIN AO - Via E. Chanoux, 39 Tel. 333 1947434 - 346 7124431 Tel. e fax 0125 805281 e-mail: [email protected]

tracciato Sant’Antonio di Ivrea- Borgofranco, Attorno all’arrotino si fermavano i ragazzini un fiasco di vino freisa affinchè gettassero tali attratti dalle scintille che sprigionava la mola, Le cornamuse escrementi nel loro campo al di là del fosso, ma distraevano il pover’uomo che, ogni tanto, utile per concimare il terreno. perdeva la pazienza e li cacciava. Era tutto inu- Venivano dal lontano Abruz- Quando dovevano raddrizzare un paracarro di tile perché i ragazzi, fastidiosi come le mosche, zo le ciaramelle. Con le loro pietra spostato da qualche barroccio, o da un ritornavano più numerosi di prima. cornamuse diffondevano una camion, tutto veniva eseguito prontamente; L’arrotino come le cornamuse e altri personag- nenia natalizia piena di ma- non occorreva certo l’intervento del super tec- gi erano un diversivo per i ragazzi, sempre in linconia. Arrivavano da noi nico responsabile del settore paracarri giunto giro per le vie del paese perché, almeno in tutti gli anni in autunno inol- appositamente dalla direzione provinciale del quell’occasione, non avevano il solito baratto- trato, come per annunciare compartimento di Torino e senza riempire pa- lo da prendere a calci per giocare. Per questi che un altro anno, corto se gine e moduli di verbali. obbiamo dare atto che personaggi l’inverno era cruciale e non di rado era stato benigno, ma molto la parola “burocrazia” era quasi sconosciuta, alcuni, proprio per il freddo, morivano assiderati lungo se era stato triste, era tutto si diceva e si faceva alla buona. soli e abbandonati da tutti, senza avere nean- passato. Questi suonatori Compito dei cartuneer era anche riempire che il conforto di una sepoltura. erano vestiti come i pastori con la ghiaia un buco formatosi all’improvviso LO STRILLONE - Si incontrava preferibilmen- abruzzesi: indossavano un sulla strada e Giuvanin con un colpo d’occhio te nelle vie principali delle città al mattino con cappello di una foggia tut- ordinava quante palate di ghiaia grossa e fine l’uscita della prima edizione dei giornali e al ta particolare, i calzoni alla occorressero per livellare la strada. pomeriggio per la seconda. Annunciava, con zuava e sulle calze bianche L’ARROTINO - Col suo strano carretto di le- voce forte ed imperiosa, il titolo dei più im- avevano dei lacci rossi intrec- gno, l’arrotino girava di paese in paese e con portanti avvenimenti d’interesse pubblico che ciati a losanga. Erano sem- la sua voce possente si annunciava: il mulitta! apparivano sulla prima pagina, suscitando la pre in tre: una cornamusa, Intanto, passando di via in via gli venivano con- curiosità e il desiderio di conoscere i particolari un piffero e un ragazzo con dell’evento. Anche se buona parte dei cittadini l’immancabile gabbietta col non era propensi a spendere quattro soldi, lo pappagallo, al quale veniva comperavano ugualmente per commentare in offerta una monetina; il pen- famiglia o con gli amici nella piola, o alla coo- nuto ringraziava con gru-gru perativa, i fatti del giorno. La televisione che e poi col becco prendeva un oggi ci ossessiona con le sue notizie, era an- pianeta della sorte coi nu- cora così lontana; nessuna mente umana im- meri del lotto e lo porgeva maginava che un giorno gli uomini sarebbero al benefattore. stati plagiati ed imprigionati dal suo schermo. Finito così il giro del pae- IL VETRAIO - Invece il vetraio si annunciava se, i suonatori con le loro al richiamo: il vetriat. Si portava tutto l’occor- biciclette munite di tutti rente: lastre di vetro, mastice e chiodini ed i gli accessori indispensabili, vetri erano riposti in un telaio di legno. riprendevano il peregrinare .IL CESTAIO - A far parte alla lunga catena di da paesi in città, per ritor- persone che hanno lasciato dietro di sè ricordi nare in primavera inoltrata e sensazioni, c’è pure Merlo Mundin, il cestaio, nel loro Abruzzo, ai piedi seduto su di un vecchio sgabello ad intrecciare della Maiella, in tempo per i vimini. Non era molto abile e preciso nel suo la transumanza delle greg- segnati forbici, coltelli e asce da molare. Aveva lavoro e i canestri e le ceste erano più storte gi, su per i pendii cari ad parecchio lavoro, specie nell’inverno, quando che dritte, ragion per cui si differenziavano da Ovidio, dove aveva l’eremo si tagliava la legna nei boschi e si macellava- quelle intrecciate dai “cavagnett” di San Pietro per meditare e scrivere le no i maiali. Finita la molatura riconsegnava ai Martire ad Ivrea. Ma a quel tempo andavano sue opere. legittimi proprietari gli arnesi affilati. bene anche se non erano proprio fatte a rego- STAZIONE di SERVIZIO AUTOTRASPORTI gestione di Vincenzo Mercurio Via Ivrea, 77 MONTALTO DORA (To) Tel. 0125 65 07 37 - Fax 0125 65 05 04 MERCURIO N20 OFFICINA AUTORIPARAZIONI Gastaldo Brac Giorgio anche BAR SOCCORSO STRADALE Via Circonvallazione, 97 Via Ivrea, 41/A MONTALTO DORA (TO) VERRES (Ao) Tel./Fax 0125 650332 Cell. 338 5809683

la d’arte, bastava che fossero robuste e ventose si staccavano dalla pelle. All’arrivo pentole si sarebbero trasformate, lucenti, Mundin per questo era maestro. Non era dei “picinin”, la canapa ormai macerata come nuove. Solitamente erano di rame carasciuus, (costoso), si accontentava era pronta per essere cardata. Durante e abbisognavano di una stagnatura per di poche lire per confezionare una cesta. quei giorni la casa era un andirivieni di evitare l’ossidazione del rame, nocivo alla CARDATORI - In autunno arrivavano nei contadini. I cardatori avevano molto da cottura dei cibi ragion per cui lo stagnaro, paesi i picinin ossia i cardatori della con bravura, faceva scorrere lo stagno canapa. Dopo aver sistemate le liquido nell’interno delle pentole che di- lunghe assi munite di ganci lungo ventavano colore dell’argento. il muro sotto il fienile, scaricava- Alla sera gli stagnari avevano la faccia no gli attrezzi occorrenti per un nera come il loro mestiere, ma avevano lavoro di diversi giorni, alloggiati il cuore bianco come la neve delle loro nel fienile, mentre il somarello montagne. veniva sistemavano nella stalla. E a questo punto come non ricordare Ogni famiglia coltivava la canapa un magnin diventato famoso, Giacomo per il suo fabbisogno e, a matu- Gotta, per essere stato il nonno del cele- razione, questa veniva legata in grandi fastelli e portati a macerare nella roggia, solitamente piena di sanguisughe.I contadini doveva- no stare attenti a non lasciarsi attaccare fare, era un lavoro faticoso prendere i da queste, perché solo bruciando le loro fastelli, cardarli e sfilacciarli su appositi uncini, fino a ridurli in una massa di fili in- Giuvanin caramela garbugliati. A questo punto intervenivano le mogli e su grandi aspi trasformavano Figura completamente diversa da tutti la canapa arruffata in matasse. Questo era Giuvanin caramela, falciatore di fie- lavoro si protraeva per parecchi giorni ed no, imbattibile ed instancabile con la sua il cortile era sempre in subbuglio per l’an- falce. Durante la stagione del taglio del dirivieni dei contadini con i loro carretti. fieno era molto richiesto dai contadini GLI STAGNARI - La Val Chiusella ave- e già al primo albeggiare si recava nel va i suoi artigiani mobili: gli stagnari e gli bre scrittore ottocentista Salvator Gotta! campo assegnato. Si riposava dal lavo- spazzacamini. Dopo la transumanza degli ro consumando l'abbondante colazione armenti dai pascoli in montagna alle stal- GLI SPAZZACAMINI - Gli spazzacamini concordata, quindi proseguiva falciando le in paese, questi prendevano gli arnesi provenivano prevalentemente da Locana. tutto il prato. A questo pesante e faticoso del mestiere e scendevano a valle. Si in- Scendevano a valle con la bisaccia, pochi lavoro pochi potevano reggere quanto lui. camminavano a piedi per raggiungere le arnesi e l’inseparabile bicicletta, l’unico Durante l'estate Giuvanin caramela si città e i paesi a gruppo di tre o quattro mezzo a loro disposizione per spostarsi nei presentava alle feste patronali con la persone portando sulle spalle il tascone paesi. Scendevano a valle con le scarpe sua bancarella e vendeva ghiacciate alla con i ferri del mestiere: martelli, pinze ecc. chiodate e con i vestiti che odoravano di menta e all'amarena, mentre sui balli si I magnin lavoravano quasi sempre sulla erbe montane, riconoscevano ogni ciot- recava con la cassetta di caramelle per piazza dei paesi, preparando la loro fuci- tolo, ogni posto visto in precedenza nei vendere i butun di previ e merda ad gat, na mentre i ragazzi giravano di contrada loro numerosi viaggi in cerca di camini (così chiamata una liquirizia lunga e at- in contrada a raccattare gli utensili da da pulire. Gli spazzacamini non erano torcigliata) che vendeva ai ballerini. stagnare, gridando, 'madame madamin, stagionali ma lavoravano sempre perché Era una persona bonaria ed ingenua brunse e brunsin'. Dove lavoravano questi i camini erano accesi tutto l’anno visto tanto che molte volte alcuni giovinastri artigiani si formava sempre un capanello di che in cucina si usava la stufa (putager), lo truffavano sul prezzo. gente, curiosa di vedere come le vecchie nonché il camino per cuocere nel paiolo TOYS IVREA siamo a San Grato IVREA Via Torino, 243 - tel. 0125 230042

le verdure per sfamare maiali e mucche. un venditore si faceva vedere e sentire Spesse volte il lavoro più faticoso era e con voce roca offriva i suoi prodotti: fatto dai ragazzi poiché essendo min- “madame, a je cul d’jan ciuve, sarache, I 'cavei dal pentu' gherlini riuscivano meglio ad infilarsi nei malus”.( Signore, c’è l’uomo delle acciu- camini per raspare la fuliggine depositata ghe, aringhe, merluzzo). Le ragazze lasciavano crescere i capelli sulle pareti. Finito il lavoro, tossivano per Su questo carretto erano riposte scatole folti e lunghi ed in primavera li vende- parecchio tempo a causa della polvere di latta con le acciughe, barili di legno con vano ai compratori che arrivavano dal ingurgitata e bere una scodella di latte le aringhe affumicate e qualche scatola biellese. Il richiamo era: i cavei dal pentu. caldo era un vero toccasana. A lavoro ul- di sardine e merluzzo a fasci legato insie- Passavano nelle case con un sacco sulle timato pesavano la fuliggine raschiata dal me che le donne sceglievano a piacere. spalle per contenere i capelli. camino per calcolare il prezzo da pagare. L’uomo portava un cappello dal colore delle Prima di rapare le poverelle, iniziavano I più avventurosi emigravano a Londra, acciughe perché fra una pesata e l’altra lunghe discussioni in cui le madre delle ma specialmente in Francia dove erano aveva l’abitudine di tirarselo indietro per ragazze elogiavano i capelli delle figlio- ricercati per la loro bravura. Gli spazzaca- meglio vedere sia il peso che i quattrini. le: avevano un bel colore, erano puliti mini rimanevano spesso assenti da casa Portava un grembiule con la pettorina che ed una buona lunghezza. Si arrivava al un intero anno al fine di racimolare il de- gli serviva per pulirsi le mani dal sale. Sul taglio dopo un lungo mercanteggiare, naro necessario a mantenere la famiglia carretto aveva una pila di fogli di carta gial- pagando anticipatamente due o tre lire, e possibilmente per comprare un pezzo la paglia, come quella usata dai macellai o scambiandoli con uno scampolo di di montagna ove pascolare gli armenti. per impacchettare la sua merce. Era un stoffa o federe per i cuscini che già si L’UOMO DELLE ACCIUGHE - Di tan- uomo che dava fiducia; bonario, allegro, portavano appresso. to in tanto, non aveva un periodo fisso, sorridente, lasciava sempre un buon peso A patteggiamento avvenuto il compra- spingendo un carretto con due stanghe, aggiungendo una o due acciughe. tore annodava e formava delle trecce prima di iniziare a raparle con la forbice. Il cantastorie Chiesi trascinare emotivamente gli ascoltatori. Mentre iniziava questa poca simpatica Sempre accompagnato dal suo strumen- operazione, il pianto delle ragazze era to, recitava le fasi del salvataggio di una inevitabile; le madri cercavano di con- Tutti gli anni, sempre nel periodo estivo, non bambina strappata alla furia del mare, ne mancava la visita del sig. Chiesi con la sua chi- ricordava il pianto e la disperazione nell'in- fortarle, asserendo che il loro sacrificio tarra. Era un lombardo, una persona scapola vocare i suoi genitori, anch'essi scomparsi. era necessario per la famiglia. Al taglio non più giovane. L'inflazione ancora non era conosciuta, ma avvenuto il cavei dal pentu deponeva Abbigliamento pulito ed in ordine, quasi elegan- lentamente, adagio, adagio, già corrodeva le trecce sul tavolo e immancabilmen- te, col cappello nero a larghe falde, si portava i risparmi. La canzone “Se potessi ave- te si lamentava d'averle pagate troppo. dietro un carico di simpatia. La sua presenza re mille lire al mese” aveva sostituito la Questa tosatura era riservata alle ragazze poteva durare due o tre giorni a seconda del vecchia: “mamma mia dammi cento lire più povere del paese ed era un’opera- repertorio. Chi lo incontrava gli rivolgeva un che in America voglio andar”, “Balocchi e zione umiliante e mortificante. Per na- saluto gentile riservato alle persone di cultura. profumi”, “Torna piccina mia”, “Il minato- scondere la rapata e per trovare riparo Alloggiava e mangiava in trattoria, ma la sua re”, “Vivere senza Rimpianti”, “Primavera dal freddo o dal caldo, si coprivano poi platea era la piazza del municipio, allietata dai baciata dal sole”, erano nel repertorio del bambini seduti a terra in semicerchio in prima Sig. Chiesi. il capo con un grosso fazzoletto. fila, mentre la turba rimaneva in piedi. Tutta la platea le ascoltava: erano canzo- Questi pochi soldi ottenuti servivano alla Il suo repertorio era alquanto limitato; cantava, ni semplici, umane, a volte tristi e dopo famiglia per acquistare l'indispensabile. accompagnandosi con la chitarra, gli stornelli la sua partenza continuavano ad essere Dopo alcune settimane questi capelli creati da lui, traendo spunto dai fatti umoristici canticchiate da molti. Nell'intervallo del tagliati facevano sfoggio sulla testa di o tragici accaduti durante la stagione, come la suo recital, passava con il cappello fra gli qualche bella madamin, o madama, che CARTOLERIA - LIBRI - GIOCHI tragedia dall'affondamento della nave Mafalda spettatori affidandosi al loro buon cuore, non sapeva, o non voleva sapere la tri- che portava in Argentina gli emigranti italiani. ma alcuni scomparivano per ritornare, a ste provenienza di quella bella chioma Cantava gli avvenimenti dolorosi e funesti dei questua ultimata, ad ascoltare il prossi- trasformata in parrucca. pochissimi superstiti, in modo così sofferto da mo canto. Via Torino 293 cartOleria ScOlaStica - FOrniture per uFFiciO IVREA (To) FOtOcOpie - ServiziO Fax - Biglietti da viSita - timBri plaStiFicaziOne - rilegatura - cOpertinatura liBri cOliBrì FOrnitura liBri di teStO email: [email protected] per elementari, medie e SuperiOri ricariche cellulari - pagamentO BOllette www.cartoleriadisamone.it Cancelleria / Ufficio Fotocopie / Fax tel:/fax 0125 280616 Libri scolastici Colibrì per i libri cell. 349 1842243 CARTOLERIA di SAMONE Biglietti d'auguri Carta regalo Giochi / Peluches Bigiotteria Via Provinciale, 13 SAMONE e-mail: [email protected] • ilportamatite.wordpress.com tel. 0125 53926 - fax 0125 220620 Sanelle ACQUA BIRRA VINO e... Consegna a domicilio cashback world Dalle nostre mani nasce il tuo look Un Mondo Via Provinciale, 106 [email protected] C.so Marconi, 52 MONTALTO DORA (TO) Tel. 0125 652019 SAMONE (TO) Bere da martedì a venerdì 9:00 - 18:00 tutto da Tel./Fax 0125 53946 sabato 8:30 - 18:00 Cell. 346 8782525 [email protected] di Laffranchi Silvia

Giblor’ s Ivrea Abbigliamento professionale di Stiletti Maria ....eleganza nel lavoro! l’idea giusta per la tua divisa Seguici su Facebook C.so Nigra, 90 IVREA (TO) Tel./Fax. 0125 627675 www.giblorsivrea.it Ristorante La Maiola di Iachi Piera & Clerin Paola s.n.c. Via Nazionale, 32 CAREMA (To) Tel. 0125 805009 e-mail: [email protected] sito: www.ristorantelamaiola.it


Like this book? You can publish your book online for free in a few minutes!
Create your own flipbook