Paola Caterina Del Monaco DIETRO LE QUINTE Le luci e le ombre di Otello BEHIND THE SCENES Othello in and out of the spotlight Prefazione di Enrico Stinchelli
Traduzione dall’italiano all’inglese: Angela Arnone © 2015 - M.A.P. Editions S.r.l. - Milano Editore: Massimo Monti, Edmondo Filippini Progetto grafico e impaginazione: Roberto Capetti Stampato nel 2015 / Printing 2015 Tutti i diritti riservati /All rights reserved / Printed in Italy Ogni riproduzione non autorizzata è proibita dalla legge. Any unauthorized reproduction is prohibited by law. L’autore si dichiara disponibile a riconoscere eventuali diritti relativi ad immagini di cui non fosse stato possibile rintracciare gli autori.
…nella sua voce l’infinito amore per l’arte, il meraviglioso canto della vita… …his voice conveyed his infinite love of the art, the marvellous song of life…
Prefazione C’è una grande differenza tra chi vuole leggere un libro e chi vuole un libro da leggere. Questo è un libro da leggere e da rileggere, tanto rapida può essere una prima scorsa, tanto profonde sono le sottolineature, le implicazioni, i sottintesi, direi anche le suggestioni. L’autrice è la nipote di un artista che è giustamente entrato nel mito, Mario Del Monaco. Del Monaco, l’ultimo vero tenore da leggenda, discendente diretto di quella straordinaria schiatta che parte da Caruso, sul principio del Novecento, passa per Martinelli, Pertile, poi arriva a Gigli (cantore nazionalpopolare per eccellenza), e finalmente trionfa nella sua straripante personalità. Paola Del Monaco sembra inizialmente intimidita dalla titanica figura che gli si pone di fronte, ma e solo un’impressione. Man mano che ci si addentra nella lettura si capisce che l’autrice ha colto alcuni aspetti che una normale agiografia trascurerebbe o addirittura falserebbe. Quanto sono insopportabili e tutti uguali tra loro quei libri dedicati alla vita e alle imprese dei cantanti lirici! Si potrebbe tranquillamente scambiare il nome tra un tenore e un soprano senza che il lettore avverta la benche’ minima variante: “Io ho fatto questo... Io ho fatto quell’altro... Ah, i miei tem- pi... Ah, i giovani d’oggi non studiano più...”, un noiosissimo refrain in cui il naturale egocentrismo del protagonista si centuplica, fino a sfiorare e superare le vette del grottesco. Paola evita tutto cio, grazie al suo acume, alla sua scrittura colta ma lineare e a una forma di rispetto discreto e comunque vigile. La sua formazione e i suoi interessi viaggiano su dimensioni estremamente profonde, come traspare dalle numerose citazioni in termini di filosofie orientali: Mario Del Monaco viene cosi quasi colto di sorpresa, non puo sfuggire all’analisi sottile e a volte spietata di sua nipote. Ecco quindi che vengono a galla tutte le debolezze, le fragilità, le ingenuità di Otello, di Sansone, di Radames: chi l’avrebbe mai detto? E poi il rapporto con la moglie Rina, con i suoi fans, con le numerose donne che gli ronzano attorno. Paola è critica ma anche comprensiva: certi eccessi sono nel DNA familiare dei Del Monaco, si tramandano come il taglio degli occhi o le spigolosità dei tratti somatici. La voce, quella no. Aleggia sulle pagine di tutto il libro questo quid, dono della natura ma anche frutto d’uno studio continuo, ossessivo, meticolo- sissimo. Paola dà per scontato e fa benissimo a mio parere, che Del Monaco è e resta Del Monaco, a prescindere da qualsiasi considerazione sulla sua vita, sugli umori, sulle stranezze da superdivo. É un libro per chi ama Del Monaco e vuole conoscerne tanti aspetti privati, curiosando tra vizi e vezzi, ma anche destinato a chi magari non abbia mai ascoltato una sola nota da questa voce eccezionale e che adesso, stimolato dall’avvincente lettura, voglia finalmente gustarsi l’Otello diretto da Karajan, la Manon Lescaut con la Tebaldi, il filmato del Bolshoi che riprende una incredibile Carmen con la Archipova, l’An- drea Chenier della Rai con la Stella e Taddei in DVD: tutti cippi marmorei d’una strada che, nel regno dell’Effimero, porta alla gloria, quella vera. Enrico Stinchelli 7
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I IL RE ED IL PROFETA - Quelli come te devono parlare soltanto quanto piscia la gallina! Così diceva, sornione, nel salotto di velluto rosso della villa dell’Eur: un mezzo sorriso si intravedeva da sotto i baffetti alla Clark Gable ma il lampo malizioso dei suoi occhi, sebbene accattivante, non mi prometteva niente di buono. A quel punto comunque la zia Rina mi prendeva per mano e mi accom- pagnava nelle cucine dove l’Annetta e Mustafà stavano allestendo flemmaticamente la cena. Avevo allora quattro anni e, tutto considerato non mi dispiaceva affatto passare dal clima di sacro rispetto prodotto dalla compagnia cortigiana nella sala del pianoforte al bizzarro spettacolo che si svolgeva nei pressi dei fornelli dove la cuoca veneta, odorosa di Sangiovese miscelato a sudore, al- tercava con il cameriere tunisino, impeccabile nella sua livrea a righine beige. L’Annetta - i vestiti sciatti, la fitta permanente dall’improbabile colore, le vene varicose rigonfie e zig-zaganti sui polpacci - stava cucinando: nella pentola grossi blocchi di carne ribollivano insieme alle ossa e alle cartilagini che lei preferiva sopra ogni altra cosa. Ma più ancora amava il brodo al quale aggiungeva una generosa dose di vino. Poi ci spezzava dentro del pane raffermo e divorava tutto a gran cucchiaiate. Mustafà la osservava di sbieco, visibilmente contrariato. Sotto il tavolo guaiva Ketty, il barboncino bianco. Stessa permanente, aspettava il suo turno per la zuppa: la stessa. Mustafà stava intanto diliscando una sogliola. Me l’avrebbe servita in sala da pranzo: lui con i guanti bianchi e la faccia scura, io con i cuscini che mi tenevano un po’ più alta sulla sedia, unica commen- sale a capo di una lunga tavola ben apparecchiata. In primavera, la corte si spostava nel giardino. Le stanze della villa allora mi si aprivano magicamente e potevo trascorrere un tempo infinito a fantasticare le storie dei pastori accampati tra i ruderi dei templi e le colonne spezzate. Si radunavano attorno ad un grande fuoco che squarciava il nero dello sfondo dei quadri barocchi appesi alle pareti del salotto: certo tra loro si era rifugiato quel pittore fuggiasco innamorato di Tosca e lì forse agonizzava quel pistolero inseguito dallo sceriffo nel lontano west. Nelle fruttiere scintillavano enormi grappoli d’uva ed altri frutti dai tenui colori della giada. Di giada erano anche i personaggi che aspettavano composti nella vetrina di fondo: forse ad un mio cenno si sarebbero animati ed avrebbero iniziato a scivolare giù dal mobile per andare a correre qua e là, sparpagliandosi sul tappeto cinese dove li aspettavo. Madama Butterfly era lontana ma in qualche 19
PREFAZIONE................................................................................................................. pag. 7 PREMESSA - NOMI E COGNOMI............................................................ pag. 9 INTRODUZIONE - PERFEZIONISMO........................................................ pag. 12 I. IL RE E IL PROFETA ...................................................................... pag. 19 II. ESTATICI FRATI........................................................................... pag. 23 III. VIA DEL MASTRO ................................................................... pag. 29 IV. L’INCANTESIMO..................................................................... pag. 37 V. TRAVAGLIO D’ARTISTA ...................................................... pag. 41 VI. PROFUMO.................................................................................... pag. 49 VII. IL GIARDINIERE ........................................................................ pag. 53 VIII. STRANIERO ALLA TERRA................................................. pag. 59 IX. COSTUMI DI SCENA........................................................... pag. 63 X. L’EREDITA’ DELLE STELLE......................................................... pag. 69 QUALCHE CENNO BIOGRAFICO............................................................. pag. 73 OPERADELMONACO........................................................................................... pag. 81 PREFAFACE..................................................................................................................... pag. 6 FOREWORDS - NAMES AND SURNAMES ......................................... pag. 8 INTRODUCTION - PERFECTIONISM........................................................ pag. 13 I. THE KING AND THE PROPHET........................................ pag. 18 II. THE ECSTASY OF THE MONKS................................... pag. 22 III. VIA DEL MASTRO ................................................................... pag. 28 IV. THE SPELL ....................................................................................... pag. 36 V. THE ARTIST’S TOIL .................................................................. pag. 40 VI. PERFUME......................................................................................... pag. 48 VII. THE GARDENER ...................................................................... pag. 52 VIII. A STRANGER IN HIS OWN LAND........................ pag. 58 IX. STAGE COSTUMES.............................................................. pag. 62 X. THE LEGACY OF THE STARS........................................... pag. 68 BIOGRAPHICAL NOTES..................................................................................... pag. 72 85
FOTOGRAFIE In copertina: Enea, da “I Troiani” di Berlioz - 1959-60, Milano, Teatro alla Scala. In IV di copertina: Otello, Metropolitan New York, 1955. 1. Otello - Scena IV - atto IV - tratto da “Die Stimme Tenor - La voce di Tenore” - Bavaria Film - Monaco di Baviera, 1964 2. In camerino, giovane Cavaradossi - Palermo, 1941 3. Ettore (il terzo da sinistra) e i suoi tre figli (il più piccolo, Alberto accanto a Mario, dietro di lui Marcello), in visita ai fratelli Dondi - Cremona, 1935 4. In camerino la fase del trucco, eseguito sempre personalmente 5. Un sorriso dall’America, 1957 6. Mario, padre PierPaolo Governanti e padre Tommaso Rosa. Messa domenicale nella chiesa di San Giuseppe, 1948 7. Petite Messe Solennelle - Crucifixus dal film “La vita e le Opere di Rossini” - Kronos Film - Roma, 1967 8. Firenze 1946 9. Con la madre Flora -1950 - Treviso 10. Rina Fedora, futura sposa - 1936 11. Rina - 1960 12. Treviso 1941 - Il matrimonio 13. Nei camerini della Scala: Rina da gli ultimi ritocchi al trucco di Hagenbach - Wally - 1953 14. Teatro Comunale di Firenze: con la moglie Rina prima della rappresentazione de “La Fanciulla del West” - 1954 15. Mario e Rina dietro le quinte dell’Otello allo Staatsoper di Stoccarda - 1959 86
16. Mario, Marcello e Alberto: i tre fratelli riuniti - Treviso, 1950 17.18. Cavaradossi (debutto in Tosca, Teatro Biondo, Palermo 1941) 19. Autoritratto 20. La personale ispirazione 21. Metafisico 22. Natura Morta 23. Travaglio d’artista 24. Studio costante e perfezionismo 25. Nei giardini di Las Palmas -1972 26. A villa Luisa - Lancenigo 27. Arrivi e partenze 28. Nel parco di villa Luisa 29. Sull’aereo del solista delle frecce tricolori - Aeroporto di Rivolto - Udine 30. Pinkerton - Madama Butterfly - Citta del Messico 1951 31. Tiro con l’arco a Lancenigo 32. Staatsoper di Vienna - 1957 - In camerino con Kirk Douglas 33.34. Lezioni di canto e di arte scenica 35. Intensa espressività 36. Drammatico Canio - Tokio 1961 37. La Forza del destino, Don Alvaro, Roma 1951 38. Otello - tratto da “Die Stimme Tenor - La voce di Tenore” - Bavaria Film - Monaco di Baviera,1964 39. ...e c’è ancora molta strada da fare insieme per la lirica 40. Calaf - Turandot, Giardini di Boboli, Firenze - 1946 41. Paola Caterina - 1963 87
Paola Caterina Del Monaco Autrice, oltre a questo omaggio al grande zio, di altri libri pubblicati, sotto vari pseudonimi, dalle edizioni Mediterranee. Vive e insegna a Roma Paola Caterina Del Monaco Author of this homage to her illustrious uncles and of other books published by Edizioni Mediterranee, under various pseudonyms. She lives and teaches in Rome. 40. 41. 88
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