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Nella Grande Crisi e nel territorio delle città

Published by david.montyel, 2016-04-21 13:29:45

Description: di Maurizio Fiasco

Keywords: crisi,città

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Nella Grande Crisi e nelterritorio delle città Comportamenti nella morfologia urbana Dualismi economia legale e economia illegale Comportamenti devianti e il controllo sociale Maurizio Fiasco, 2015

Consumi disfunzionali, conflitti e devianzenel prospect della Grande crisi Espansione del mercato delle sostanze connesse a addiction Dilatazione del «consumo senza uso» (gioco d’azzardo) Indebolimento del controllo sociale Impatto sull’organizzazione della città 2014-2015

Impegni che la Grande Crisi prospettaper una lunga stagione Prevedere:  Uno scenario di comportamenti di singoli individui e di gruppi (sociali, d’interesse)  L’evolversi del rischio insicurezza  Le trasformazioni nei particolari territori dove s’interviene Individuare  Lo spazio appropriato e le modalità di mediazione dei conflitti  I partenariati da costruire con enti esponenziali della domanda di welfare e di sicurezza Elaborare e programmare  contenuti e modalità della comunicazione del servizio Aggiornare modelli di servizio  rispondere con la qualità alle carenze quantitative che la crisi fiscale dello Stato denuncia 3

Definizione della crisi Finanziaria Sovrapproduzione/sottoconsumo Fiscale dello Stato Sociale (fattori coesivi vs fattori dissociativi) Motivazionale/Morale Organizzativa – pubblica e privata Cognitiva: importanza delle cornici (*) Relazionale Intersoggettiva Previsione della durata e da cosa può dipendere Cambiamento nella piramide sociale Ridistribuzione dei redditi Declino di ceti intermedi Scivolamento verso il basso (*) Daniel Kahneman: i prospect, i framing) 4

Le parole e le definizioni Crisi economica  Deterioramento della situazione economica  Distruzione di risorse  Sovrapproduzione/sottoconsumo  Non utilizzazione parziale dell’apparato produttivo/disoccupazione di massa  Capitale inutilizzato e forze di lavoro inutilizzate  Connotato fisiologico e situazione patologica della produzione moderna Sovraindebitamento e deficit  Insufficienza fiscale a fronte delle spese pubbliche Perturbazione causata da attività speculative da parte di istituzioni finanziarie Recessione di lunga durata e Grande Crisi strutturale Crisi – Globalizzazione – Dualismi 5

Crisi, tra rischio e opportunità Le crisi che sono state superate (Grande Crisi del ’29, inflazione/recessione del Dopoguerra, New Deal Rooseveltiano e “Linea Einaudi” nel Dopoguerra) hanno richiesto nuovi concetti I dilemmi di una Grande Crisi Per una visione in positivo dei problemi e delle implicazioni che la crisi fa derivare Progettare il servizio I comportamenti proattivi 6

Analizzare la città Mercato dei consumi con addiction nella morfologia L’organizzazione delle funzioni urbane primarie e la distribuzione di merci o servizi illegali o «grigi» 2014-2015

Tratti della morfologia urbana Funzioni e aree considerate dalla Norma ENI UNV  Residenziale  Scuole/strutture giovanili  Sedi commerciali/industriali/uffici  Centri commerciali specializzati  Parchi urbani e giardini pubblici  Centri di svago  Infrastrutture  trasporto pubblico, parcheggi, stazioni, fermate autobus, garage per parcheggio  Spazio pubblico di vario “statuto” L’area si considera in maniera diversa a seconda che sia da progettarsi o già esistente.

Sociologia, criminologia e urbanisticasu “città e controllo sociale” La città contemporanea  Non conserva i legami sociali  Perde lentamente uno spontaneo sistema di regole La popolazione urbana  s’indebolisce nella sua capacità di essere “agente normativo” L’organizzazione degli spazi e delle funzioni urbane  Rende difficile accedere alle infrastrutture L’esibizione di beni e ricchezza  Offre occasioni infinite alla criminalità predatoria

La città dello zoning e la folla Nei quartieri – edificati secondo piani di zona e seguendo modelli dell’urbanistica funzionalista – si osserva come “la folla della strada non invecchia mai” La strada, i servizi, gli spostamenti, l'agibilità possibili quasi solamente a persone adulte, prestanti, mosse dagli stessi interessi e che perseguono gli stessi fini Non v'è spazio per i diversamente abili, per gli anziani, per i bambini

Morfologia urbana Struttura formale che ha l’organizzazione delle principali funzioni  (residenza, produzione, mobilità, commercio, direzionalità, monumenti, potere)  Nel corso della storia le funzioni si distribuiscono nei differenti spazi della città La morfologia riassume come l’ambiente è stato trasformato  a seconda degli interessi delle popolazioni che vi si sono insediate

Tipi di città e le “quattropopolazioni metropolitane” residenti pendolari city users turisti d’affari

All’interno della città,distinguere Il centro storico animato da residenti e city users Il centro storico degradato La fascia intermedia urbanizzata nell’anteguerra La fascia intermedia dell’espansione edilizia degli anni cinquanta e sessanta La periferia spontanea, contrassegnata dall’abusivismo edilizio, prima di necessità e quindi speculativo La periferia dei piani di zona degli anni Settanta e Ottanta

Le grandi infrastrutture Trasporto Direzionalità amministrativa Direzionalità commerciale

Lavorare sui dati e coglierel’evoluzione Morfologia urbana: modelli che si sono affermati e cambiamenti con il tempo Presenza negli orari della giornata, delle “quattro popolazioni metropolitane”

Il modello di Burgess Sviluppato negli anni Venti:  la città si espande in un sistema concentrico, distribuisce le abitazioni più recenti verso il margine  Metabolismo di concentrazione e disorganizzazione Le originarie cinque zone Provare ad applicare lo schema nella vostra area

A - Il quartiere centrale degli affari B – Zona di transizioneE’ la zona più pregiata. Ospita negozi, È composta da due sezioni:uffici e banche. Alta congestione e 1 Grandi centri commerciali opoche aree verdi. Edifici di più all’ingrosso e piccole bottegheepoche storiche ed elevate rendite lo 2 Edifici residenziali per menofanno il più costoso tra i territori. Non abbienti (area interne vecchie)c’è confronto con nessun’altra ed edifici degradati.porzione della città. La popolazione più povera dellaQuale luogo assomiglia a questa città vive qui. Ciò si spiega per ildescrizione nella vostra area? continuo cambiamento in coincidenza con l’espansione C – Quartieri di residenza dei della zona A lavoratori dipendenti I vecchi negozi possono esser Edificati allo scopo di disporre di rinnovati ad alti prezzi abitazioni popolati Quale collocazione e D – Quartieri alti denominazione nella vostra area? Si fondano sull’idea che i “ceti affluenti” della comunità E- Aree rurali o hinterland vivano più distaccati dal centro Popolazione che si trasferisce dalla grande città direzionale degli affari poiché preferendo vivere nei dintorni trovandosi vicini al possono permettersi i costi del lavoro. E’ un’area che riscuote crescente interesse trasporto verso e i servizi e le (come mostra l’ultimo censimento) attività. Vi sono le abitazioni di qualità più pregiata

Aree urbane di Chicago A – Centro B – Transizione C – Alloggi sociali D – quartieri alti E - HinterlandC Riva del lago A Michigan B D E

L’ipotesi di Jane Jacobs la sicurezza di un territorio è legata alla vitalità dei quartieri:  “l’occhio sulla strada” da parte degli abitanti è il primo elemento che garantisce sicurezza la sicurezza urbana dipende molto dal grado di identificazione dei cittadini con il territorio:  il sentimento di appartenenza all’ambiente di vita incentiva comportamenti di protezione

Quando un quartiere è sicuro Quanto più vi è commistione di attività  rigettare la rigida omogeneità funzionale e morfologica Quanto più è chiara la delimitazione tra spazio pubblico e spazio privato  evitare la formazione di “terre di nessuno” Quanto più gli abitanti possono esercitare spontaneamente un controllo  progettare edifici e spazi per rendere possibile “l’occhio sulla strada”

“Ingegneria” degli spazi urbanie convivenza sociale L’ordine della città si fonda su “relazioni di fiducia”  In uno spazio avvertito come comune  In un ambiente nel quale le relazioni, pur di fiducia, s’inscrivono in “sistemi astratti” o “senza radici” [Bottoms, Cambridge 1995] Spazi e funzioni “ingegnerizzate” della città creano un ordine formale “estraneo”  (La “Città Radiosa” di Le Corbusier)

Contribuiscono a uno spaziosicuro Linearità delle visuali Configurazione degli ingressi e delle recinzioni Forma della vegetazione Struttura dei percorsi Delimitazione tra spazio pubblico e spazio privato Altezza e conformazione degli edifici Affaccio su strada delle abitazioni

La “diversità” nelle strade enei quartieri1. Le singole zone del quartiere devono servire ad almeno due funzioni primarie (a es. residenza e attività economiche)  Per la presenza di persone in orari diversi2. Gli isolati devono essere “piccoli”  Strade, incroci e punti di svolta3. Gli edifici di età e condizioni diverse devono coesistere4. La densità della popolazione dev’essere sufficiente, in particolare dei residenti

1 Più funzioni primarie nel quartiere Per assicurare la presenza delle persone a ore diverse  Pendolari e commercianti residenti  Distribuzione delle presenze nei vari orari Per far utilizzare in comune molte attrezzature  Servizi che interessano sia i residenti che i pendolari o i city users (negozi, cinema, palestre, ristoranti)  Luoghi di attività lavorative all’interno degli spazi residenziali

2 La necessità di isolati piccoli Le strade e le occasioni di “svoltare l’angolo”  Il vantaggio degli isolati corti  I vicini di casa “separati e distinti tra loro” sono indifesi

Isolati lineari e isolati corti

3 Necessità di edifici di varia età Hanno costi differenziati e permettono la mescolanza di ceti sociali Producono l’insediarvi di attività variegate di servizi Creano il passaggio da vecchi usi a nuovi usi di vari locali Alimentano la diversità di funzioni urbane

4 Necessità di popolazione residentee di concentrazione nello spazio Densità di popolazione Proporzionata all’accoglienza dello spazio Adeguata a stimolare varie attività economiche e di socialità nel quartiere

Producono identificazione estimolano il controllo socialespontaneo Qualità estetica dello spazio Manutenzione puntuale e piccoli accorgimenti  eliminazione di barriere che creano zone d’ombra difficilmente sorvegliabili Illuminazione dei percorsi pedonali

La conformazione del territorio incidesulla percezione di insicurezza Il degrado urbano  contribuisce ad una diminuzione di attaccamento delle persone al proprio territorio  riduce l’integrazione sociale e le occasioni di controllo sociale informale La presenza di uno spazio fisico poco usufruibile per gli ostacoli fisici o visivi  Contribuisce a strutturare la percezione di insicurezza di quello spazio  Provoca l’abbandono  Offre maggiore capacità recettiva di fenomeni devianti

Riqualificazione urbana esicurezza Microinterventi e manutenzione  spazi collettivi, aree verdi, illuminazione, affacci su strada, recinzioni, portinerie, ecc. Sostegno della vitalità del quartiere  dislocazione e apertura di attività commerciali, ricreative e cultural  sicurezza nei trasporti pubblici Mobilitazione delle comunità  azioni rivolte alla coesione sociale e all’identificazione con il territorio

Laurentino 38

Progetto di quartiere residenziale conrigida separazione di spazi e funzioni

Tor Bellamonaca a Roma

Tor Bellamonaca - Planimetria

Modello ideale dello zoning

La città tradizionale, il Centro

La città dell’Ottocento

Insediamenti popolari “storici”

Lo Zen a Palermo

Zoning: blocchi omogenei emonofunzionali

Spazi di transizione nel piano piloty

Ordine formale delle Unitéd’habitation e progetto “Il Progetto è il generatore. Senza Progetto, c’è mancanza di ordine e volontà. Il progetto contiene in se stesso l’essenza della sensazione.” La casa “è una macchina per l’abitare moderno” Le Corbusier, 1931

Corviale, Roma

Corviale, il vuoto d’uso dellospazio pubblico

Corviale, la topografia

Quartiere Italia, (1938-50)

Rozzano, area metropolitana di Milano

Quartiere Murattiano, Bari

Sabaudia


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