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J. MONOD

Published by fabryros01, 2018-01-09 10:53:57

Description: J. MONOD

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JACQUES MONODROSPO FABRIZIO 3BLA

VITAMonod nasce il 10 febbraio del 1910 da una famiglia di alta borghesia. Il padre era pittore, storico d’arte e appassionato di scienze naturali, lamadre era americana, anche lei donna di cultura per l’arte e la musica. La spiccata passione per lo studio si comincia a vedere sin da quandoMonod era fanciullo, si appassiona alla musica classica e al violino, mala vera vocazione si nota nella studio della scienza trasmesso prima dal padre che era studioso appassionato delle teorie di Darwin e poi continuata attraverso lo studio del liceo.

• Nel 1928 si iscrive alla facoltà di scienze di Parigi, dove, secondo lui, non riceve un ricco insegnamento di biologia poiché avverte solo un approccio teorico allo studio.• Nel 1934 diviene assistente di laboratorio presso la Sorbona.• Nel 1935 praticò le sue prime ricerche nel campo della biochimica dei batteri.• Nel 1941 riceve il dottorato di ricerca con tesi finale sulla crescita di batteri in coltura.• Fino la 1945 le sue ricerche sono influenzate profondamente dai fatti della guerra, si unisce al partito della Resistenza e subito viene arrestato ma rilasciato poiché non ritenuto pericoloso, appena libero ristabilisce il suo contatto con il movimento della resistenza presso Parigi dove si unisce ai partigiani francesi capitanati da Marcel Prenant, comunista e professore di anatomia comparata. In questo periodo entrò nell’Istituto Pasteur.• Qui si dedicò interamente allo studio della genetica, assistette alle grandi scoperte di quei tempi.

PENSIERO La concezione di Monod si muove nell'ottica di una rivisitazione della originale teoria dell’evoluzione di Darwin, calandola all'interno di un programma rigorosamente meccanicistico.Secondo Monod, gli organismi viventi, come pure le singole cellule, nonsono altro che macchine che contengono tutte le informazioni necessarie al proprio funzionamento.Essi non sono guidati da un fine esterno, ma da proprietà che li rendono nettamente differenti dalla materia inanimata. L'organizzazione di ogni forma vivente è determinata dal DNA che, attraverso le proteine, trasforma le informazioni in strutture e funzioni biologiche ben definite. Monod vede nell'organismo vivente una macchina chiusa, un sistema assolutamente incapace di ricevere istruzioni dal mondo esterno. Per questa ragione, ogni modifica al codice genetico, non può venire da un'interazione dell'organismo con l'ambiente.

Essa deve pertanto avere origine da eventi del tutto casuali. Una concezione rigidamente meccanicistica riguardante la selezione naturale, che agisce inesorabilmente sulle mutazioni stesse allorché l'organismo si confronta concretamente con un determinato ambiente.Va comunque rilevato che la pressione selettiva opera anche all'interno dell'organismo:ogni mutazione, infatti, deve inserirsi coerentemente nell'organizzazione funzionale dell'organismo, diretta a soddisfare i bisogni biologici fondamentali. Le mutazioni che riducono la capacità del sistema di funzionare correttamente, vengono eliminate.

IL CASO E LA NECESSITÀ Il suo saggio intitolato Le hasard et la nécessité (il caso e la necessità) pubblicato nel 1970, rappresenta senza dubbio uno dei libri degli ultimi decenni che hanno maggiormente influito sul modo di pensare di molti studiosi interessati alle questioni filosofiche suscitate dalle scienze, specie fra le giovani generazioni. L’opera trasmette infatti una precisa visione filosofica della natura della vita e del ruolo dell’uomo nell’universo, proponendola come conclusione di un itinerario che ripercorre le tappe salienti delle conoscenze biologiche e biochimiche acquisite fino al termine degli anni Sessanta.Dal punto di vista strettamente scientifico il volume affronta con chiarezzai principali temi della biologia molecolare e della genetica, offrendone unavisione d’insieme, arricchita da quattro sintetiche appendici dedicate alla struttura delle proteine e degli acidi nucleici, al codice genetico e al secondo principio della termodinamica.

“La modestia si addice allo scienziato, ma non alle idee che sono in lui e che egli ha il dovere di difendere. — JACQUES MONOD ”


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