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Informazioni della Difesa 6/2016

Published by creative, 2017-03-09 09:48:43

Description: Informazioni della Difesa 6/2016

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no distribuite intorno al relitto in un area decenni prima, in realtà presentava alcunidi 1.805.000 m2. fattori che la rendevano sostanzialmenteCon chi condividere l’impresa differente:Parallelamente a questa operazione la − il peso del relitto (inizialmente stimato inMarina Militare, avviava un iter contrat- circa 160 tonnellate, contro le 35 del relittotuale teso ad individuare una società ita- albanese);liana in grado di recuperare il relitto del − l’area delle operazioni (notoriamentepeschereccio con il suo pietoso carico. La soggetta a condizioni meteo-marine parti-scelta ricadde su Impresub Diving and Ma- colarmente avverse);rine Contractor di Trento, società che ave- − la distanza dal porto di Augusta, destina-va dimostrato le sue capacità tecniche nel zione finale del relitto, ad oltre 200 miglia,recupero del relitto della vedetta albanese ovvero quattro volte maggiore rispettoA-451, affondata nel mare Adriatico il 28 all’operazione del 1997.marzo 1997 ad 800 metri di profondità. Il Il piano presentato da Impresub ai verticicontratto prevedeva un’attività d’interven- della Marina prevedeva tre fasi distinte:to subacqueo volta al recupero del relitto, 1. effettuare la rilocalizzazione di precisio-che sarebbe stata organizzata e condotta ne e l’ispezione di dettaglio del relitto, perattraverso expertise nazionale. La Marina, valutarne le sue caratteristiche dimensio-dal suo conto, ne avrebbe supportato tutte nali, la posizione sul fondo, nonché la na-le fasi operative garantendo una cornice di tura geologica del fondale;sicurezza alle operazioni condotte in mare. 2. sulla base dei dati acquisiti, progettare eQuesta missione, apparentemente analoga costruire i sistemi di cattura e di solleva-a quella portata a termine in Adriatico due mento del relitto; 49

Il recupero del barcone affondatoRelitto della vedetta albanese A-451, affondata nel mare Adriatico il 28 marzo 1997 ad 800 metri di profondità, recupe-rata dall’Impresub Diving and Marine Contractor di Trento.3. condurre le operazioni di recupero e tra- mento e soprattutto alla valutazione delsferimento a terra dell’imbarcazione. dislocamento del peschereccio. A questoLe tre fasi dell’impresa punto era stato possibile confermare e affi-1. Rilocalizzazione e ispezione nare la metodologia di recupero che preve-Nell’ottobre del 2015 è stata effettuata deva un sistema di sollevamento analogol’ispezione subacquea del relitto, avva- a quanto già sperimentato positivamen-lendosi del DP Supply Vessel ‘Nos Aries’, te durante il recupero della motovedettadella società Fratelli Neri di Livorno, e di Albanese A-451. È stata progettata e re-un ROV di tipo work class equipaggiato di alizzata una complessa unità subacqueasensori adeguati ad acquisire le caratteri- robotizzata, denominata ‘Modulo di Recu-stiche dimensionali dello scafo del pesche- pero Impresub’, costituita da una strutturareccio affondato. L’intervento ha permesso d’acciaio tubolare a forma rettangolare, edi elaborare un modello digitale del relitto dimensionata in modo da poter contene-che, tuttavia, garantiva piena affidabilità re il relitto sul piano orizzontale. Il siste-solo nella sua opera morta, in quanto lo ma comandato dalla superficie avrebbescafo risultava parzialmente affondato nel consentito di catturare il relitto sul fondofango. tramite l’azione di quattro marre idrauli-2. Progettazione che che, spingendosi nel fondale sotto loSulla base dei dati e delle informazioni ac- scafo, avrebbero costituito una sorta diquisite, si era giunti alla determinazione “sella” tramite la quale il peschereccio sa-del dimensionamento, assetto, orienta- rebbe stato sollevato e portato in superfi- 50

Rendering in 3D del peschereccio affondato il 18 aprile 2015, realizzato mediante misurazioni subacquee effettuate daImpresub nell’ottobre del 2015.cie. Per facilitarne il centraggio sul relitto, messo a punto in occasione del progettol’MRI è stato dotato di quattro “thruster” Mose a Venezia. In funzione del metodo e(eliche di manovra), mentre due traspon- dei sistemi di recupero progettati, l’Impre-ditori acustici subacquei ne avrebbero in- sub ha individuato nello Ievoli Ivory, undicato la posizione rispetto al relitto. Le Multi-Purpose Supply Vessel (MPSV) dellasue impressionati dimensioni (29 x 16 m), Marnavi SpA, il mezzo navale di supportofunzionali a quelle del peschereccio, erano in grado di accogliere, per capacità di cari-progettate per sostenere i carichi imposti co e di gestione, le particolari attrezzatu-dal peso del relitto e dalle forze in gioco, re ed il personale tecnico per l’esecuzioneparticolarmente elevate, presenti nelle della complessa operazione. Lunga 90.8 m,fasi di distacco dal fondo (per via dell’effet- larga 18.8 m, la MPSV Ievoli Ivory è dotatato ventosa ) e durante il suo sollevamento di un eccellente sistema di posizionamen-fuori acqua. Le considerazioni in ordine to dinamico di classe DP2, che si avvale dialle peculiarità della zona operativa (con- due Thruster azimutali a poppa da 2.000dizioni metereologiche e distanza dalla co- KW cad., e tre Bow Thruster a prora dasta) e ai rilevanti carichi in gioco (circa 240 900 KW ciascuno, nonchè di una potentet di carico statico e 480 di carico dinamico,ridotti poi rispettivamente a 190 e 380),hanno spinto Impresub a individuare unadeguato sistema di sollevamento. Tra lepossibili soluzioni, è stata scelta quella pro-posta dalla Fagioli S.p.A., società di ReggioEmilia leader internazionale nella logisticae nei movimenti speciali, che prevedeval’utilizzo di una struttura di sollevamentobasata su “strand-jack” (martinetti idrauliciche agivano su una serie di cavi d’acciaio) Il Modulo di Recupero Impresub (MRI) 51

Il recupero del barcone affondato MPSV Ievoli Ivory con a poppa i portali di recupero della Fagioli Spa, durante le fasi finali del recupero del relitto.gru compensata da 100 tonnellate, in gra- stato progettato per sostenere un caricodo di operare fino a 3.000 m di profondità. totale, costituito dal peso reale del M.R.I.La Direzione Lavori ed il coordinamento, più il peso reale del peschereccio, sia inintenso e meticoloso, tra tutti questi ele- condizioni statiche che in quelle dinami-menti d’organizzazione (Impresub, Fagioli, che, considerando gli forzi conseguenti aMarnavi) è stato assegnato al maddaleni- un moto ondoso determinato da uno statono Egidio Ibba, Technical & Operations Di- del mare non superiore a 3. In definitiva,rector di Impresub, che progettò e diresse il sistema di recupero messo a punto, per-anche il recupero della motovedetta al- metteva di applicare in maniera uniformebanese A-451, affondata in Adriatico nel sui 4 punti una forza costante che avreb-1997. Quell’operazione, a parte l’aspetto be consentito di sollevare l’MRI ed il relit-drammaticamente umano, ha comportato to ad una velocità massima di 20 metri/il raggiungimento di due primati assoluti: ora. In considerazione della necessità dila maggiore profondità di recupero di un effettuare lavorazioni a 370 m, Impre-relitto intero, senza ausilio di uomini sul sub ha utilizzato un R.O.V. Heavy Workfondo, e la realizzazione del R.O.V. più Class della Schilling Robotics in grado digrande del mondo. operare fino a 3.000 metri di profondità3. Le operazioni di preparazione, recupero e dotato di potenti manipolatori che po-e trasferimento a terra del relitto tevano impiegare diversi utensili idrauli-Il 21 marzo 2016 iniziava a Ravenna la ci, quali dischi da taglio, cutter, avvitatori,fase 3 del piano presentato da Impresub. ecc. Il R.O.V. era assistito da un proprioRealizzate le strutture di rinforzo sulla sistema di messa a mare e recupero (LARSpoppa della nave, secondo precisi cal- - Launch & Recovery System) e da un Con-coli ingegneristici approvati dal RINA, trol Van, un’avveniristica consolle di co-era possibile ospitare a bordo dello Ievoly mando dalla quale venivano gestite granIvory i sistemi necessari a condurre il parte delle operazioni subacquee. Termi-recupero del relitto. Il loro insieme era nato l’allestimento dei diversi assetti, il 52

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Il recupero del barcone affondato Nave Anteo, unità di appoggio alle operazioni subacquee in alto fondale del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”. Sostituita successivamente da Nave San Giorgio, è stata sede di Comando delle operazioni di recupero. 19 aprile 2016 lo Ievoli Ivory ha lasciato sui ponti scoperti dell’imbarcazione; le acque antistati il porto di Ravenna per − bonificare il relitto da tutto ciò che fos- fare rotta verso il punto di affondamento se d’intralcio alle successive operazioni di del relitto, con a bordo il rappresentante salpamento, effettuando numerosi tagli e del Governo, Contrammiraglio Pietro Co- rimozioni delle sovrastrutture; vino, Capo Ufficio Generale degli Affari − proteggere lo specchio di poppa con reti Legali della Marina. Il 26 aprile lo Ievoli metalliche, per evitare la possibile disper- Ivory giungeva nell’area delle operazioni, sione di salme presenti in gran numero in dando immediatamente inizio alle attività quella zona della coperta. subacquee, mentre veniva raggiunto da Nave San Giorgio e Nave Anteo che si po- sizionavano a circa 1 miglio dal punto di affondamento del relitto, pronte a fornir- gli protezione, supporto logistico e sanita- rio. A capo delle operazioni in mare era il Contrammiraglio Paolo Pezzutti, Coman- dante di Comsubin. Calibrato il sistema di posizionamento acustico della nave, è sta- to possibile avviare, mediante il R.O.V. im- barcato, le seguenti attività propedeutiche alla cattura e recupero del relitto: − recuperare i resti umani ancora presenti Vista del R.O.V. 54

Consolle di manovra del ROV Heavy Work Class della Schilling Robotics.a. Gli imprevisti ni meteorologiche a breve/medio termine.Terminate le attività preparatorie, il 30 Ovviamente, in una così complessa atti-aprile 2016, avrebbero potuto iniziare le vità, non sono mancate anche avarie adoperazioni di recupero se non fosse in- alcuni sistemi, prontamente risolte, anchetervenuta una serie di perturbazioni con grazie al supporto logistico del dispositivocondizioni meteo-marine proibitive. In- aeronavale della Marina Militare.fatti, da quel momento le attività subiro- b. La schiaritano forti condizionamenti e rallentamenti Ma la finestra metereologica ottimale eraa causa dello stato del mare che, parzial- arrivata infine con l’estate. Il 26 giugnomente nel mese di aprile, ma soprattutto 2016, alle ore 04:45, iniziava la discesain quello di maggio, ha rappresentato un verso il fondo del M.R.I., raggiunto doposostanziale limite al prosieguo delle opera- oltre 20 ore. Alle 02:56 del giorno dopo,zioni. Un ulteriore problema era dettato con una delicatissima manovra coordina-dal fatto che la fase finale dell’operazione, ta dal Direttore dei Lavori, il relitto venivastimata in circa 5 giorni, prevedeva che lo catturato dal Modulo di Recupero ed ini-stato del mare fosse assicurato per tutto il ziava così la sua risalita verso la superficie.periodo dell’attività. In questa particolare c. La riemersione e il trasferimento a terrafase l’MPSV Ievoli Ivory, vincolato a pop- Raggiunta la profondità di 12 metri e so-pa con un grande carico, poteva trovar- spesa la risalita, era il momento di metteresi in serie difficoltà. Per tale ragione tutti in sicurezza il peschereccio attraverso riz-gli interventi più delicati sono stati decisi zaggi supplementari per la successiva fasesolo dopo un attenta analisi delle previsio- di affioramento. In tale circostanza anche i 55

Il recupero del barcone affondatoPalombari della Marina, imbarcati su nave queo, prodotte per effetto delle forti oscil-San Giorgio, s’immergevano a ispeziona- lazioni causate dal moto ondoso durantere il relitto. Quell’imbarcazione, guardata la lunga risalita. Una volta messo in sicu-un anno prima asetticamente attraverso rezza a poppa dello Ievoli Ivory, una rapidale telecamere dei R.O.V., appariva ora, agli ispezione a bordo del relitto confermavaocchi di quegli stessi uomini, in tutta la quanto già visto attraverso le telecameresua drammaticità. Completato il rizzaggio del R.O.V.: sia a poppa sul ponte di coper-ed effettuati gli ultimi controlli, nella sera ta, che nella zona centrale all’interno deldel 27 giugno 2016 veniva dato il via alla peschereccio giaceva un numero indefini-fase finale dell’operazione, certamente la to di resti umani ormai ridotti a scheletri.più delicata ed emozionante: il relitto sta- Ora poteva iniziare il trasferimento versoMPSV Ievoli Ivory in navigazione verso Augusta al termine del recupero del relitto.va raggiungendo lentamente la superficie. il porto di Augusta, attività che avrebbeLe luci del modulo iniziavano a rifrangersi richiesto una finestra di condizioni meteoverso la superficie, segnalando l’imminen- marine favorevoli di almeno 3 giorni.te fuoriuscita del peschereccio. Alle ore d. L’approdo: Missione compiuta22:28 il relitto riemergeva col suo triste Il 30 giugno 2016, la nave giungeva nellacarico. Lo scafo, privo delle sovrastrutture rada di Augusta dove Impresub provvede-in ferro e di quelle in legno (plancia e con- va a trasferire il relitto su di un pontonetroplancia) asportate precedentemente dal per poi collocarlo all’interno della tenso-R.O.V., presentava evidenti aperture su en- struttura predisposta dai Vigili del Fuocotrambi le fiancate, in corrispondenza delle nella base di Melilli. Lì sarebbero iniziate,marre di sollevamento del modulo subac- a cura degli stessi Vigili del Fuoco e del 56

personale del corpo militare della Croce Impresub durante le operazioni di recupe-Rossa, le penose operazioni tese a estrar- ro del relitto.re i resti umani ancora presenti all’interno Questo evento, così drammatico, ha postodello scafo. il nostro Paese di fronte alla necessità diL’importante dispositivo medico legale, non venir meno alla sua cultura millena-organizzato dal Ministero della Salute, ria, che lo ha sempre portato a riconoscereavrebbe provveduto agli esami autoptici e la sacralità della vita come bene primarioall’analisi del DNA di ogni singola salma, ed assoluto. Il recupero di quel relitto e leallo scopo di acquisire le informazioni utili operazioni tese a dare un nome ed una sto-a creare un Data Base disponibile a livello ria a ciascuna delle persone che, in quellainternazionale che potesse permettere di notte, persero la propria vita, ha messo in22:28 del 27 giugno 2016, riemersione del relitto del peschereccio affondato il 18 aprile 2015.risalire alla identificazione delle persone moto le più alte espressioni delle profes-decedute durante il naufragio. sionalità presenti nella nostra Nazione. InIl bilancio di questa lunga e articolata ope- particolare, la Marina Militare e l’Impre-razione ha confermato che il naufragio sub Diving and Marine Contractor, han-avvenuto la notte del 18 aprile 2015 è sta- no lavorato insieme per portare a termineto l’evento più tragico avvenuto nel Mar un’operazione subacquea, unica nel suoMediterraneo nella storia recente: alle nu- genere, che ha suscitato ammirazione nelmerose salme estratte dallo scafo vanno mondo intero per la capacità progettuale,aggiunte le 207 recuperate dal fondo del l’inventiva e le competenze subacquee ma,mare dal team R.O.V. del Gruppo Operativo soprattutto, per l’umanità dei propri uomi-Subacquei di Comsubin e le 8 rimosse da ni di mare. 57

TECNICA,PROFESSIONE & SOCIETA’ANTARTIDEIl contributo delle Forze Armate alla ricerca scientificanel continente biancoGianfranco GENTILEIl Ministero della Difesa da più di mento scientifico del Consiglio Nazionale trent’anni partecipa alle spedizio- delle Ricerche. La spedizione 2016, durata ni del Programma Nazionale di circa 4 mesi, ha impegnato 24 uomini e Ricerche in Antartide (PRNA1), promosse donne di tutte le Forze Armate con profi- e finanziate dal Ministero dell’Istruzione, li professionali esclusivi ed indispensabili dell’Università e della Ricerca (Miur) e at- per il successo della spedizione. I militari tuate dall’ENEA2 (Agenzia nazionale per inviati presso la la base italiana “Mario le nuove tecnologie, l’energia e lo svilup- Zucchelli”, situata a Baia Terra Nova in po economico sostenibile) con il coordina- Antartide, hanno affiancato un nucleo ini- 58

ziale di 12 tecnici specializzati dell’ENEA, grazie agli scienziati e ai tecnici italiani, haEnte promotore della missione, a cui si iniziato a trasformarsi in una terra cogni-sono aggiunti tecnici e ricercatori italiani e ta, rivelando tesori impensati di interes-stranieri, per un totale di 90 persone. se naturalistico e scientifico. L’Antartide è ancora oggi la superficie emersa menoI primi indizi sull’esistenza del continente conosciuta al mondo, lontana, isolata eantartico risalgono a Tolomeo, che chiamò difficile da raggiungere, e ha un impattoTerra Incognita, quel vasto territorio posto vitale nel sistema bioclimatico della Terra.nella parte più meridionale del pianeta, Ha un ampiezza di 14 milioni di Kmq. Nelterritorio che è rimasto a lungo una terra ghiaccio si concentrano il 90% delle risor-sconosciuta. se idriche della Terra. Le sue temperatureL’Antartide, fu avvistata intorno al 1820 medie oscillano tra i 30-40 gradi sotto loe successivamente fu esplorata da R. zero fino ad arrivare a temperature di 90°Amundsen e R.F. Scott, cominciando a sotto lo zero. L’Antartide è considerata unsuscitare interesse non solo tra gli osservatorio unico dell’ambiente globale:esperti ma anche presso il grandepubblico. È solo a partire dagli nel ghiaccio c’è scrit-ultimi decenni che, anche 59

to il passato e il futuro del clima terrestre to del livello dei mari e degli Oceani. Lae dei suoi mutamenti, soprattutto per ciò Difesa partecipa all’attività in Antartideche riguarda lo scioglimento della calotta già dalla campagna 1985/1986 e collabo-e il conseguente innalzamento del livello ra al programma attraverso attività svol-dei mari. te presso la base Zucchelli con l’impiegoLe spedizioni e le ricerche glaciologiche di proprio personale per le esigenze logi-italiane, iniziate nei primi anni 80’, si sono stiche di sicurezza dei gruppi di ricerca epienamente sviluppate grazie anche alla con il monitoraggio delle operazioni e deipartecipazione a programmi internazio- collegamenti tramite la sala operativa pre-nali. Tra i principali obiettivi scientifici sente presso la base. Il personale impiega-che la ricerca si proponeva di raggiungere to varia per numero e specializzazione aci sono state la realizzazione di cartogra- seconda delle esigenze prospettate dall’E-fia nautica in scala 1:50.000, di carte gla- NEA durante la fase preparatoria allaciologiche e geomorfologiche alla scala di spedizione L’addestramento del personale1:250.000 mediante l’esecuzione di misu- prima dell’immissione in Antartide avvie-re geofisiche e geodetiche (da satellite, da ne in diversi Enti addestrativi della Difesaaereo, da terra). Queste carte costituiscono (Centro Addestramento Alpino di Aosta,una documentazione molto valida della Gruppo incursori della Brigata Folgore diricerca italiana per la caratterizzazione Livorno, Raggruppamento subacquei ede lo studio dell’evoluzione del paesaggio incursori della Marina Militare). Le figureantartico e del comportamento dinamico che di solito vengono richieste sono: assi-dei ghiacciai. La conoscenza del comporta- stenti e addetti per le operazioni marittimemento dinamico della calotta e dei ghiac- (incursori, nocchieri e palombari), coordi-ciai antartici consente di valutare la loro natori di sala operativa, previsori meteo;salute e stabilità nel tempo e il loro bilancio geotecnici e motoristi navali. Tutto il per-di massa, in quanto contribuiscono attiva- sonale segnalato per la spedizione, com-mente all’innalzamento o all’abbassamen- preso quello civile, partecipa a particolari 60

corsi di preparazione e di selezione fisica ti eseguiti anche dei campionamenti delloe viene sottoposto a severe visite mediche. stato della colonna d’acqua, con misurazio-La Marina Militare ha partecipato alla ni della velocità del suono.prima spedizione in Antartide avvenuta La legge 284 del 1985 prevede che il “Il Mi-nel 1985-1986, contribuendo anche alla nistero della Difesa fornisca un contributoscelta del sito per la costruzione della base di personale militare per gli aspetti logi-italiana Zucchelli nella Baia Terra Nova. stici, nei limiti delle disponibilità”, pertan-Tramite il proprio Istituto Idrografico, sin to nella campagna 1989-’90 l’Aeronauticada allora si è occupata di produrre una Militare ha fornito un C-130 - contributocartografia accettabile e nel 1991 venne autorizzato con apposito decreto – per ilpubblicata la prima carta nautica in scala trasporto di personale e materiali alla base1:50.000. Alla XXXI missione antartica di Baia Terra Nova. Le attività aeree, periniziata a ottobre 2015 hanno partecipato motivi meteorologici, sono concentra-tre Sottufficiali Nocchieri, due Sottufficiali te nei mesi di ottobre e novembre. NellaIncursori palombari del COMSUBIN (vedi missione del 1989-’90, non essendoci unafig. 4), un meccanico motorista navale, un pista di atterraggio, il velivolo atterrò sulUfficiale coordinatore di Sala Operativa. ghiaccio nei pressi della base, in modalitàNel team anche, quattro Ufficiali dell’Isti- touch and go per lo scarico di materiali. Daltuto Idrografico della Marina di Genova 1993 cominciò a trasportare anche il per-chiamati a gestire un laboratorio di idro- sonale logistico e scientifico. In Antartidegrafia. Il team ha eseguito i rilievi della Baia la conoscenza del fattore meteo è di fon-di Terranova che sono serviti per realizza- damentale importanza per lo svolgimentore la nuova carta nautica (885 INT 9000, delle missioni sia a terra che in mare. Pera scala 1:500.000) dell’area assegnata all’I- questo motivo l’Aeronautica Militare for-talia dalla Commissione Antartica (HCA) nisce costantemente la propria competen-dell’Istituto Idrografico Internazionale za e professionalità in campo meteorolo-(IHO). Oltre ai rilievi batimetrici sono sta- gico; la XXXI missione antartica ha visto 61

la partecipazione di tre Ufficiali Previsori. tanto dall’IGM, in quanto possedeva sia laLe previsioni fornite hanno garantito lo professionalità specializzata richiesta chesvolgimento in sicurezza delle operazioni la strumentazione occorrente allo scopo.aeree, con i voli di aerei ed elicotteri dedi- Tale lavorazione prevedeva la realizzazio-cati al trasporto del personale scientifico, ne di una rete geodetica; il collegamentononché delle operazioni navali e delle tra- GPS tra la stazione italiana vicino la baseversate del plateau necessarie a rifornire Zucchelli e quella in Nuova Zelanda; le mi-la base Concordia, situata a 3320 metri di surazioni di vertici trigonometrici di det-quota sul plateau antartico, per la campa- taglio; realizzazione della cartografia dellagna invernale. zona e altri lavori di supporto alle misureIl contributo dell’Esercito è continuo, e gravimetriche e geofisiche, come la rea-all’ultima spedizione è stato di tre coor- lizzazione di pilastrini in cemento armatodinatori di sala operativa, un Ufficiale sulle rocce affioranti, per la determinazio-medico, due guide alpine, un incursore e ne della rete geodetica.tre meccanici. Contemporaneamente alla Le attività svolte dagli elementi dell’Armanascita delle prime spedizioni, si è quin- dei Carabinieri riguardano l’assistenza aglidi subito sentita l’esigenza di formare il operatori subacquei oltre che nelle pro-personale che partecipa alle missioni con spezioni geologiche e nei campionamenticorsi di ambientamento alpino organiz- scientifici.zati dall’Esercito in alta montagna, tra i ANALISI E CONSIDERAZIONI2500-3500 metri di quota, per simulare le Tenuto conto dello sforzo economico checondizioni climatiche estreme dell’antar- la missione comporta, e considerandotico. Va altresì menzionata la campagna quanto emerge da una semplice lettura re-geodetica dell’Istituto Geografico Militare ferenziale dei punti deboli e delle possibili(IGM), inserita nella V spedizione antarti- minacce riportate nella SWOT3, chiunqueca del 1989-90. La campagna prevedeva di sarebbe portato a pensare di ridurre i costieffettuare dei lavori di carattere geodetico, di missione, costi non facilmente giustifica-topografico e cartografico, lavori che in bili. In quest’ottica si avrebbe una visionequel periodo potevano essere espletati sol- riduttiva del quadro d’insieme. Questi fatti 62

rappresentano piccoli tasselli di un mosai- tà. L’Italia, con le basi “Mario Zucchelli” e laco più grande a cui bisogna propendere base italo-francese “Concordia”, ha istituitocon una visione sul lungo periodo. L’Italia, presidi strategici da dove esercitare “fun-dopo trentuno anni di ricerca in Antarti- zioni di controllo”, sia per la gestione chede, ha costruito una sua credibilità ed ha per la sicurezza delle missioni a terra cheassunto un ruolo sia nell’individuazione per quelle in mare.delle tematiche di ricerca d’interesse inter- Analizzando le minacce, si osserva che senazionale, sia per le modalità di gestione la politica decidesse di abbandonare la po-della stessa, tra- sizione di leader-sformando len- ship che l’Italia sitamente questi è faticosamentetasselli in punti guadagnata indi forza e ren- questi tre de-dendoli pilastri cenni passati,di una propria sia in terminipolitica interna- di qualità dellazionale, il soft ricerca che inpower italiano. termini di posi-In aggiunta, in zione geograficaquesti anni, si è della missione,consolidata una si avrebbero nelperfetta siner- medio e lungogia tra Forze Armate ed Enti di Ricerca, termine effetti negativi sulla credibilità econferendo ad entrambe le sfere, (civile e sul ruolo dell’Italia. Alla luce di un aumen-militare), scambi di competenze, professio- to degli interessi stranieri in loco, compro-nalità e interessi comuni, in ambito nazio- vate ad esempio dall’installazione di nuovenale e internazionale. basi (vedi quella coreana di Jang Bogo nelL’Antartide ancora oggi rappresenta il luo- 2014), assieme a “ipotetici” cambiamen-go ideale dove monitorare i cambiamenti ti normativi del Trattato sull’Antartideclimatici, poiché nelle regioni polari, e in per una futura esplorazione minerariaparticolare nella regione antartica, tali del continente bianco, insieme a possibilicambiamenti risultano verificarsi tempo- nuove rivendicazioni territoriali4, si giu-ralmente in anticipo rispetto ad altre parti stificherebbe invece la continuazione delladel globo ed amplificati nella loro intensi- ricerca e della presenza nazionale.1. Il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide – PRNAè stato istituito con la legge n. 284 del 10 giugno 1985.2. L’ENEA espleta attività finalizzate “alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzatinei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare e dello sviluppo economico sostenibile”.3. SWOT, Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats4. Ad oggi le rivendicazioni territoriali sono solo da parte di 7 Stati: Nuova Zelanda, Norvegia, Cile, Argentina, RegnoUnito, Australia e Francia, rivendicazioni momentaneamente congelate. 63

TECNICA,PROFESSIONE & SOCIETA’PALAZZO AERONAUTICA La sede dell’Arma Azzurra: patrimonio artistico e architettonico della DifesaGiorgio BALDACCI 64

La Regia Aeronautica venne costi- Forza Armata che, lungi dal limitarsi al Pa- tuita, quale terza e autonoma lazzo stesso, comprendeva di fatto un ag- Forza Armata, il 28 marzo del glomerato polifunzionale costituito dalla 1923. Il prioritario sforzo organizzativo e Scuola di Guerra Aerea, l’Istituto Medico logistico che si impose in quella prima fase Legale e la caserma “G. Romagnoli” che di sviluppo strutturale dell’ “Arma Azzur- valse all’intera area edificata l’appellativo ra” fu quello di raccogliere in un’unica sede di “cittadella Aeronautica”. I lavori, iniziati gli innumerevoli organismi di settore, dis- il due agosto del 1929, si conclusero per- seminati in differenti ubicazioni nell’am- tanto in circa 17 mesi, un tempo record per bito dell’area romana. L’artefice di tale le ragguardevoli dimensioni del fabbricato complesso progetto - “un’opera di dimen- anche se, in alcuni periodi, furono protrat- sione imperiale, in armonia con l’essenza e ti nell’intero arco delle ventiquattro ore il divenire della Forza Armata, totalmente con tre turni di lavoro di otto ore ciascuno. esente da suggestioni esterofile…” – fu Italo L’ingresso sul Viale Pretoriano, denomina- Balbo che già quadrumviro del fascismo, to dei “Tre Archi” per il colonnato centrale ricoprì la carica di sottosegretario e mini- che adorna la facciata principale del palaz- stro dell’Aeronautica dal 1926 al 1933 dive- zo, fu aperto ufficialmente il 28 ottobre del nendone, peraltro, unico Maresciallo 1931, associando la cerimonia d’inaugura- dell’Aria. Lo stesso Duce, primo ministro zione del nuovo ministero con il IX anni- dell’Aeronautica, gli conferì pieno manda- versario della marcia su Roma e, quindi, to alla realizzazione della nuova sede della dell’era fascista. In quella circostanza il 65

Palazzo Aeronauticaduce, al cospetto delle massime autorità propria vita vestendo l’uniforme azzurra,dello Stato, fu invitato dallo stesso Balbo a sia in pace che in guerra, dalla Regia Aero-varcare per primo la soglia del Palazzo “… nautica all’Aeronautica Militare, risortaTempio della nostra più dura fatica” sulla nel 1946 dal rogo immane di cinque, duris-cui sommità spicca ancor oggi un’impo- simi anni di guerra. Da allora sino ai giorninente aquila sormontata da profili alari, nostri quasi 8200 nomi, la storia, l’onore esimbologia chiara e lampante della sua pri- la gloria custoditi nel lapidario della Forzama ragion d’essere. Avvalendosi di un co- Armata. Il giorno dell’inaugurazione rima-mando elettrico a distanza, Mussolini atti- se storico anche per l’apertura al pubblicovò quindi i cancelli elettrici a scorrimento del nuovo ministero. Ben 100.000 visita-verticale che interdicevano l’accesso all’ar- tori ebbero l’immediata possibilità di visi-cata monumentale dei Tre Archi ove era- tare quell’enorme fabbricato che – con ilno già riportati, incisi su lastre di traverti- suo gigantesco scheletro di cemento – sino applicate alla facciata principale, i nomi era imposto all’attenzione di tutta la citta-di coloro che avevano perso la vita in atti- dinanza durante l’intero arco delle attivitàvità di volo, a decorrere dal 1907. Tributo di cantiere. Il palazzo divenne subito unaquesto, vivamente sentito e doveroso nei affiche monumentale, innovativa e affa-confronti dei pionieri italiani del volo mili- scinante che avrebbe esercitato un’irresi-tare, che doveva purtroppo essere esteso a stibile attrazione sui giovani desiderosi dimigliaia di aviatori che sacrificarono la divenire piloti militari e, proprio per que- 66

sto, nell’idioma comune fu subito ribattez- lonne portanti di 40 metri, articolata suzato il palazzo “degli Aviatori”. Dall’ipotesi otto corpi di fabbrica e poggiata su fonda-progettuale inizialmente elaborata dal ge- zioni di 21 metri di profondità e una plateanio aeronautico, subentrarono consistenti in calcestruzzo spessa un metro e mezzo evarianti in opera poiché, sebbene in un ampia 10.500 metri quadri. Lo stesso ar-primo tempo fosse prevista una struttura chitetto, fu costretto pertanto a riprogetta-architettonica e muraria tradizionale, Bal- re “a pezzi” la fabbrica e calcolare letteral-bo impose il ricorso ad ampi spazi di lavo- mente, giorno per giorno, le strutture inro, privi di muri divisori e semplicemente cemento “…facendo disegni sommari …edelimitati da tramezzi in legno e vetrate, senza un momento di ripensamento…”.sul modello open space degli uffici ameri- Nel 1929, su di un’area prossima al policli-cani di cui aveva già avuto modo di consta- nico, originariamente destinata alla cittàtare l’estrema versatilità, funzionalità ed universitaria, fu iniziato il Ministeroefficacia. Per tali ragioni e non potendo va- dell’Aeronautica dall’architetto Robertoriare le connotazioni del progetto esterno, Marino, di linee larghe e sicure, degna co-il giovanissimo architetto Marino, sino a struzione della Roma moderna. L’interno èquel momento promettente insegnante e concepito con criteri nuovi: grandi sale (inassistente presso la Scuola di Applicazione luogo del vecchio sistema cellulare) nelledi Ingegneria romana, ricorse a una strut- quali si allineano i tavoli dei funzionari; itura in cemento armato, costituita da co- tramezzi che dividono le sale dai corridoi 67

Palazzo Aeronauticasono in gran parte di vetro trasparente; l’e- per il giovane architetto poiché avere a chedificio vastissimo copre una superficie di fare con un progetto di così enorme porta-circa 8000 metri quadri. Nell’area circo- ta e importanza e con un committente au-stante sono stati eretti più tardi altri fab- torevolissimo come “pizzo di ferro” – que-bricati, per enti dell’Aeronautica Militare, sto il soprannome attribuito a Italo Balbo -tutti progettati dallo stesso architetto Ma- ne stimolò ogni risorsa intellettuale e crea-rino e con lo stesso carattere architettoni- tiva, soprattutto perché ogni riferimentoco. Così Marcello Piacentini, voce autore- architettonico e decorativo provenivavole della vis architettonica di regime, ri- espressamente e indiscutibilmente dall’au-corda - con entusiastico compiacimento - torevole e ipercinetico gerarca! Ecco quin-la fabbrica dell’Aeronautica, legandone le di ricercare nell’estrema razionalità, puli-sorti a quelle della “sua” Città Universita- zia e nitidezza delle linee, il sintetico mes-ria, in un ideale gemellaggio di innovazio- saggio di sobrietà ed efficientismo proprione ed originalità stilistica. Immaginiamolo del tempo ma soprattutto particolarmentedunque, allora solo ventinovenne inse- caro a Balbo, che fu il primo ad imporre ungnante e assistente presso la Scuola di Ap- orario continuato al personale militare eplicazione di Ingegneria romana, alle prese civile del proprio ministero e che desidera-con il veemente ed energico dirigismo – va una disposizione funzionale degli ufficianche estetico – di Balbo! Certamente non soprattutto per avere la possibilità di vede-fu un periodo facile né tanto meno sereno re, sentire e sorvegliare tutto e tutti. La ri- 68

cerca è continua, attenta, accurata, scru- l’insieme imponente, elegantissimo, sem-polosa, ricca di soluzioni funzionali e al plice ma allo stesso tempo regale, austero econtempo sofisticate. La parola d’ordine è luminoso. Lo scalone costituisce il pream-“nessun eccesso decorativo” poiché la de- bolo a un ulteriore e ancor più superbocorazione, tronfia ed eccessiva ancora pro- gioco di luci, colori e simmetrica fusione dipria di strutture neo-classiche dei primi policromie marmoree. Superato l’ultimodel ‘900, collide con il concetto di funzio- ballatoio si apre l’accesso alla galleria d’o-nale, rapido, efficiente ed essenziale incar- nore che, nella sua simmetrica imponenza,nato dalla più giovane, avveniristica e “più rende suggestivo e maestoso l’accesso alleveloce” Forza Armata. Con tali inderogabi- sale più importanti e prestigiose del palaz-li linee d’azione, si ottengono comunque zo. Dietro le imponenti porte in rovereeffetti di singolare valore estetico, “rive- ecco dischiudersi la Sala Italia, finementestendo” lo scalone d’onore di marmi nazio- decorata in tutta la sua superficie parietalenali pregiatissimi quali il reppen nero di con la riproduzione della carta geograficaVillacarnia per i sottogradini, i pilastri e la della penisola, sulla quale troneggiano, perzoccolatura, il cipollino apuano per i gradi- ciascuna provincia, le riproduzioni pittori-ni e i corrimano, marmi policromi in sche- che dei monumenti più importanti e signi-ma geometrico per il pavimento. Il resto è ficativi di ciascun luogo. Particolarmentecreato dai giochi di luce delle ampie fine- eleganti e caldi i toni ciliegio dei ricchi lam-strature e delle nicchie che rendono tutto bris, provenienti dall’arsenale del Lloyd 69

Palazzo Aeronautica colorato che, peraltro, rappresentano ca- ratteristica comune di tutte le stanze del piano “nobile”, l’unico a essere dotato di un efficace riparo dai raggi solari, considerato che il ricorso a scuri e tendaggi, come pure quello ai tappeti, era severamente vietato in ogni altra area del palazzo. Simmetrica alla sala Madonna di Loreto sorge la Sala degli Eroi, così denominata poiché sin da- gli albori vi erano custoditi i ritratti di colo- ro che, per peculiari gesta aviatorie e re- cord aeronautici (F. Baracca, F. De Pinedo, C. Del Prete, F. Agello, M. De Bernardi ecc.) rappresentavano il vanto e la gloria della Forza Armata che, al tempo, aveva già conquistato una trentina di primati aviato- ri a livello mondiale, fra cui quello di altez- za e di velocità oltre ai successi riportati in voli intercontinentali e transoceanici di indiscutibile valenza e prestigio. Segue sul- lo stesso lato la Sala delle nuvole che ripor- triestino, ed i pavimenti di pregiato par- ta sulle proprie pareti pregevoli dipinti quet. La sala attigua, quella delle carte geo- murali che hanno appunto per oggetto le grafiche moderne, ripropone una decora- differenti formazioni cumuliformi che da zione parietale basata sulla riproduzione sempre rappresentano basilare, se non vi- cartografica dei cinque continenti e dell’I- tale, riferimento per il corretto esercizio talia. Accanto a quest’ultima e praticamen- del volo. L’Ufficio una volta appartenuto a te al centro del corridoio, si apre quindi la Balbo, ne sottolinea le gesta aviatorie più superba sala della Madonna di Loreto – pa- significative ed è quindi completamente trona degli aviatori - ove è da sempre cu- dedicato ai trasvolatori atlantici, ai motti stodito un prezioso dipinto di Carlo Marat- dannunziani che ne fregiavano le relative ta (1625 – 1713), maestro del XVII secolo, squadriglie, all’idroscalo di Orbetello - loro raffigurante appunto la traslazione della “nido delle aquile” - e alla prima, leggenda- Santa Casa. Le decorazioni parietali sono ria crociera aerea che li portò in Brasile, improntate all’esaltazione della grandezza per la prima volta oltreoceano e primi nel della Roma classica e dell’impero. Partico- mondo in una formazione di ben 14 veli- larmente eleganti sono le vetrate in stile voli S.55 A. Si trattò di una eccezionale im- déco create con intarsi piombati di vetro presa aviatoria certamente degna di quel 70

motto, riportato ancora sulle pareti della che donano alla stanza una marcata quan-stanza del sottosegretario, che recita “Chi to originale connotazione estetica. Le pro-vola vale, chi non vola non vale, chi vale e fondità di questo suggestivo cielo sono tal-non vola è un vile” mutuando il dannun- volta rotte dal penetrante fascio di luce diziano “Vivere non necesse volare necesse fotoelettriche che sembrano frugare nelleest”. Lasciando il corridoio d’onore e prose- sue profondità alla caparbia ricerca di veli-guendo sul corridoio del lato sottosegreta- voli nemici. Si tratta di una diretta traspo-rio si susseguono altre interessanti stanze, sizione di un motivo dominante, quale ap-finemente istoriate in termini di boiserie e punto quello dei fasci di luce nel cielo not-pitture murali, anche se ricondotte a di- turno, proprio di tante opere dell’aeropit-mensioni più contenute di uffici, comun- tura futurista che, proprio in quegli anni,que destinati ai collaboratori di più alto li- siglarono in modo incisivo e indelebile l’e-vello del sottosegretario stesso. Nel tratto saltazione e il fascino del volo, della veloci-di corridoio opposto, quello cioè da sempre tà e del mezzo aereo quale affermazione diriservato ai vertici della Forza Armata e ai modernità e appassionante progresso tec-rispettivi staff personali, sono particolar- nologico. Alla modernità delle soluzionimente degne di nota la Sala delle Costella- costruttive, fece riscontro un’altrettantazioni, quella dei Pianeti e infine quella del- avveniristica progettualità per quantole Costellazioni Minori. La prima, da sem- connesso agli allestimenti e ai servizi in-pre sede dell’Ufficio del Capo di Stato Mag- terni. Vennero posti in opera dodici grandigiore, è caratterizzata da pitture parietali ascensori ‘Stigler’, all’epoca i più tecnologi-di pregevole finitura riportanti le principa- camente avanzati, e quattro ascensori ve-li costellazioni della volta celeste, immerse loci ‘Paternoster’ a cabine aperte che, sus-in decise e avvolgenti tonalità di azzurro seguendosi una dopo l’altra in salita o in discesa, senza fermarsi mai, costituivano una sorta di scala mobile verticale. Questi ascensori colpirono, come non mai, la fan- tasia e la curiosità dei romani che, il giorno dell’inaugurazione, visitarono in massa il Palazzo attirati dalle descrizioni dei futuri- stici impianti che la stampa aveva antici- pato nei mesi precedenti. Tra questi, primo del suo genere a essere installato in un pa- lazzo pubblico, era il capillare sistema di posta pneumatica, con relativa centrale, capace di smistare 6.000 astucci l’ora, le cui tubazioni in ottone si diramavano, con una rete di 34 chilometri e 110 stazioni in- 71

Palazzo Aeronauticatermedie, attraverso tutti gli uffici. Questo conda del grado rivestito, da una lira eservizio, voluto anch’esso da Balbo per ve- mezza a cinque lire. I locali, dove potevanolocizzare le comunicazioni interne, senza contemporaneamente consumare i pastiche il personale fosse costretto a “passeg- fino a millecinquecento persone, erano al-giare” da un ufficio all’altro con le cartelle lestiti con banconi in alluminio e vetro, dasotto il braccio, permetteva di ricevere, sul dieci posti, dotati di contenitori per mante-posto di lavoro, oltre ai documenti anche nere caldo il pasto preconfezionato che icaffè, biscotti e sigarette. L’impianto, uno commensali trovavano già in loco per evi-dei “fiori all’occhiello” del ministero, venne tare perdite di tempo. Dopo pranzo, il per-completamente asportato durante il sac- sonale poteva prendere il caffè nel bar at-cheggio che il Palazzo ebbe a subire nelle tiguo all’Aeromensa e, prima di rientraretragiche giornate che seguirono l’armisti- al posto di lavoro, lavarsi le mani e i dentizio dell’8 settembre 1943, nel corso del negli appositi lavabi ove, a pagamento, eraquale vennero razziati mobili, suppellettili, possibile avere dentifricio liquido dispen-arredi e persino le scorte custodite presso i sato da distributori automatici. Anche l’al-magazzini viveri. Altra novità di rilievo lestimento degli uffici fu progettato conera costituita dall’Aeromensa, alloggiata estrema cura e tutti i materiali impiegatinel primo piano seminterrato, precorritri- vennero forniti esclusivamente da dittece “ante litteram” degli attuali fast-food, nazionali fra cui la Magazzini Generalidove erano disponibili due menù, rosso e Vetri, Cristalli e Specchi di Roma, per i di-bianco (per dieta leggera), da prenotare il visori trasparenti delle zone ufficio ed ilgiorno prima ed il cui costo variava, a se- Consorzio Romagnolo Ebanisti Artigiani 72

di Ravenna che fornì tutto il mobilio degli di freccia ottenuti incrociando le venatureuffici. Tavoli, sedie, porta documenti, tavo- del legno. In alcune sale vennero adottatelini per macchine da scrivere, secretaire a anche scaffalature e armadi a scomparsa,saracinesca e scrivanie, senza cassetti e anticipazione delle pareti attrezzate. Ele-con ripiani laterali sporgenti all’esterno, gante, ma sempre sobrio, il mobilio, ripro-vennero tutti improntati ad una razionali- posto da Mantegazza su stile anni Venti estica semplicità esaltata da un finissimo costituito, per la maggior parte, da tavolidesign. L’arredamento delle sale di rappre- da riunione, scrivanie, poltroncine imbot-sentanza e degli uffici destinati al ministro tite e piccole ma funzionali librerie. Assaidell’Aeronautica e ai suoi più stretti colla- interessante e di assoluta originalità, per laboratori venne affidato all’architetto mila- tematica trattata, l’insieme di pitture mu-nese Don Saule Meraviglia Mantegazza, rali realizzate da Marcello Dudovich neinotissimo per importanti lavori eseguiti a locali dell’Aeromensa e andate quasi total-Milano, Venezia e Tripoli. Scartato a priori mente perdute. Il “Paradiso dei piloti”, co-l’impiego di tappezzerie, tendaggi, fregi, stituiva un singolare affresco che, dietrostucchi, cornici, ornati, ritenuti non conso- l’apparente scanzonata goliardia dei prota-ni alla dimensione futuristica del volo e gonisti, impegnati in amene e improbabilialla mistica della vita vissuta rischiosa- occupazioni fra le nuvole, mirava in realtàmente per «sentire quanto vale», le pareti a esorcizzare negli aviatori l’oscura, impal-dei saloni vennero fasciate con semplici pabile presenza della morte in un epoca inpannellature impiallacciate in noce ed im- cui, mediamente, cadeva un pilota ognipreziosite con motivi romboidali o a punta quattro giorni. 73

IDEE EDESPERIENZEI DRONI ARMATIImplicazioni etiche e sviluppiFernando PAGLIALUNGA L’estensivo ricorso, Dal 2004, l’Italia ha impiegato con nell’ultimo decennio, successo i propri droni (altrimen- ti noti anche come Aeromobili a sistemi a Pilotaggio Remoto - APR o Unmanned a pilotaggio remoto Aerial Vehicles - UAV1) in Iraq, Afghani- stan, nel Mediterraneo, nel Corno d’Africa ha sollevato e in supporto all’operazione Mare Sicuro un certo numero in missioni di ricognizione e sorveglianza aerea, e più di recente due Predator2 sono di questioni stati schierati in Kuwait per condurre mis-di carattere operativo, sioni di ricognizione nell’ambito della cam- pagna aerea della Coalizione a guida USA di riduzione dei costi creata in risposta al dilagare dello Stato e di carattere etico. Islamico in Siria e Irak. Gli Stati Uniti, da parte loro, sulla base della “Authorization for the Use of Military force against Terrorists” (AUMF)3, impiegano già dal 2001 i propri velivoli senza pilota (UAV) per attività di intelligence e counter-terrori- sm al di fuori dei propri confini nazionali, anche in missioni di leadership targeting. Un impiego, quello dei droni armati da parte USA, che dal 2005 è incrementato in modo esponenziale4, soprattutto nella 74

campagna antiterrorismo, innescando un I possibili vantaggi derivanti dall’impiegoacceso dibattito sulla liceità etico-morale e, degli UAVpiù in generale, sulla rispondenza del loro L’estensivo ricorso, nell’ultimo decennio,utilizzo ai dettami del diritto internazio- a sistemi a pilotaggio remoto ha consen-nale umanitario. Il Governo americano ha tito di apprezzarne importanti vantaggi,recentemente deciso di concedere a Paesi dal punto di vista operativo, di riduzionealleati la capacità di utilizzo della tecno- dei costi e, secondo molti, “etico”, rispettologia UAV con finalità anche offensive, e ai velivoli tradizionali. In primo luogo, viciò imporrà una seria riflessione sulle im- sono i vantaggi di natura operativa. Unoplicazioni legate all’utilizzo di droni arma- di essi è rappresentato dalla disponibilitàti, in relazione alla necessità da parte dei di un maggior mission time, che si traducedecisori politici e, non meno importante, inevitabilmente in un più lungo supportodell’opinione pubblica, di ponderare van- alle unità sul terreno, dato che gli equi-taggi e svantaggi, operando un’attenta paggi possono operare “avvicendandosi” invalutazione, scevra da pregiudizi, circa le cabina di pilotaggio con il velivolo in volomodalità d’impiego di un tale assetto. anche a migliaia di chilometri dal cockpitPrendendo le mosse da alcune caratteri- remoto, fintanto che l’autonomia lo con-stiche d’impiego degli APR, questo articolo sente. Inoltre, mentre le possibilità di ri-intende mettere in luce, senza la pretesa di cevere collaborazione e supporto sono piùfornire una risposta esaustiva al riguardo, limitate per i piloti dei velivoli tradizionali,i punti più dibattuti e le principali posizioni gli operatori da remoto possono beneficia-che oggi emergono a favore e contro l’uti- re, in ogni momento, della continua as-lizzo dei cosiddetti “drone strikes”, allargan- sistenza di colleghi e anche di specialisti,do l’orizzonte, nella parte conclusiva, per non ultimi i legal advisers, operando in unintrodurre le possibili ulteriori sfide che ambiente auspicabilmente caratterizzato,l’incessante sviluppo e la relativa facilità di tra l’altro, da un minor livello di stress eaccesso a tali tecnologie potranno portare combat fatigue. Con tale tecnologia si as-nel prossimo futuro. sicura inoltre, a parità di altre condizioni, 75

I droni armatiuna maggiore force protection, in quan- d’arma. Innanzitutto, in risposta alla for-to non vi sono rischi per i piloti. Va da sé temente dibattuta questione dei danniche qualsiasi soluzione che consenta di collaterali e della possibile occorrenza diassicurare una riduzione delle perdite e vittime civili (civilian casualties, CIVCAS), èdel rischio per le truppe amiche sia moral- stata sostenuta la tesi che i droni assicu-mente accettabile, in quanto è imperativo rano una maggiore precisione di ingaggio,dei comandanti militari, nel perseguire un contribuendo potenzialmente a ridurrelegittimo obiettivo militare, scegliere dei proprio quei tanto richiamati “danni colla-mezzi di combattimento, se disponibili, terali” e consentendo di rispettare i prin-che non espongano a rischi inutili i propri cipi della discriminazione e della propor-uomini.5 Va evidenziato poi un secondo zionalità. Da questo punto di vista, il pro-ordine di vantaggi, riconducibili prevalen- fessor Bradley Strawser, fortemente attivotemente alla riduzione dei costi. Da questo nel campo dell’etica militare, afferma chepunto di vista, si deve infatti sottolineare ‘la tecnologia degli UAV di fatto incremen-come la riduzione generalizzata dei budget ta l’abilità di un pilota di discriminare’.7 Glidella Difesa nei Paesi occidentali abbia nel operatori dei droni possono continuare atempo imposto la ricerca di un sempre più osservare un potenziale obiettivo per ore,favorevole rapporto costo/efficacia nello prima di decidere se attaccare o meno, cir-sviluppo e nell’introduzione in servizio di costanza che li renderebbe più capaci dinuovi armamenti, trovando proprio nei si- evitare vittime tra i civili, preservando alstemi a pilotaggio remoto un miglior com- contempo l’incolumità fisica degli operato-promesso tra impatto finanziario dei costi ri. Vi è inoltre chi offre comparazioni tradi acquisizione e mantenimento rispetto i dati disponibili in merito alle vittime ci-ai sistemi tradizionali.6 Vengono infine vili occorse a partire dal 2001 in seguito aevidenziati dai sostenitori dell’impiego dei “targeted killings” (attività scrupolosamentedroni armati due aspetti, inerenti al profilo pianificate e sottoposte a stringenti verifi-etico, che ne fanno risaltare le qualità e i che prima di essere definitivamente auto-pregi rispetto ad altre tipologie di sistemi rizzate8) e i numeri ben maggiori causati 76

da attacchi aerei tradizionali in risposta a indica come “force-short-of-war”, il cui uti-eventi più “fluidi” verificatisi sul terreno, lizzo contribuirebbe a evitare le “unpredi-senza voler fare raffronti con le campa- ctable and often catastrophic consequences”gne aeree caratterizzate da classici e più di un conflitto combattuto su larga scala.11invasivi bombardamenti di alcuni conflitti Alcuni commentatori ritengono che il ri-del secolo scorso. Per alcuni di questi com- corso ad attacchi a mezzo droni potrebbementatori, quindi, i droni rappresentano per certi versi rappresentare l’extrema ra-“the worst form of war, except for all the tio (secondo il criterio della “guerra comeothers”.9 Secondo altri, poi, la condotta di ultima risorsa” sancito nello jus ad bellum”),forme di “drone warfare” può contribuire a prima di un intervento armato su larganon elevare il livello del conflitto.10 scala.12Dal punto di vista etico e morale, in pre- Le principali obiezioni all’impiego deglisenza di minacce incombenti ma di porta- UAVta limitata, avere disponibile una tecnolo- Il dibattito sulla liceità etica dei dronegia, come quella rappresentata dai droni, strikes vede, sul versante opposto, nume-potrebbe evitare di ricorrere ad una guer- rosi sostenitori di tesi che individuanora su larga scala in quanto consentirebbe nell’impiego di munizionamento da si-di condurre interventi mirati e risolutivi. stemi a pilotaggio remoto una sostanzialeTali assetti rientrerebbero pertanto in violazione della tradizione filosofica dellaquella categoria di forze militari che Mi- “guerra giusta” e dei principi alla base del-chael Walzer, noto pensatore politico sta- lo jus ad bellum e dello jus in bello. In par-tunitense tra l’altro autore di un importan- ticolare, tra le altre, emergono le seguentite saggio sulla teoria della “guerra giusta”, tre obiezioni principali che di seguito ver- 77

ranno brevemente approfondite: 1) i droni tra le fila amiche, rischiano di sovvertirefavorirebbero, per certi versi, la rimozio- il naturale limite rappresentato proprione dei tradizionali vincoli che in qualche dalla “casualty aversion” dell’opinione pub-modo concorrono a rendere l’eventualità blica, con la pericolosa conseguenza chedi un conflitto meno probabile; 2) l’utilizzo la rimozione di un tale vincolo, dal puntodei droni affievolirebbe le tradizionali vir- di vista dello jus ad bellum, potrebbe “faci-tù militari (eccessiva asimmetria dei mezzi litare” l’avvio di un conflitto o innalzarnee dei modi di condotta del conflitto); 3) gli il livello, allargarne l’estensione geograficaoperatori di tali assetti sarebbero chiamati o autorizzare la condotta di una determi-ad affrontare seri dilemmi di carattere mo- nata tipologia di operazioni. Tra gli altri, èrale. Una prima obiezione è quindi rappre- rilevante la posizione sostenuta dagli stu-sentata dalla possibile alterazione nella na- diosi John Kaag e Sarah Kreps, per i qualiturale cautela dell’opinione pubblica e dei i droni creano un vero e proprio “azzardodecisori politici nel sostenere un eventua- morale”, in quanto, mettendo al riparo ile intervento armato, laddove l’elemento cittadini, la classe politica e l’establishmentumano venga progressivamente rimpiaz- militare dai rischi connessi alla condottazato, sui campi di battaglia, da strumenti di operazioni che implicano targeted killing,bellici manovrati a distanza. La difficoltà porterebbero a una difficile comprensio-dell’opinione pubblica di accettare perdite ne della reale portata e delle conseguen-amiche e la conseguente resistenza alla ze delle azioni militari intraprese.13 Altri,condotta di imprese militari dai costi uma- inoltre, in netta contrapposizione alle tesini e materiali elevati costituiscono in cer- sostenute nel precedente paragrafo, so-ti casi infatti un deterrente e un vincolo, stengono che la disponibilità di UAV arma-nelle società democratiche, che influisce in ti potrebbe incentivare i governi a deviaremodo significativo su modalità e tempi di dal già richiamato principio cardine dellacondotta dei conflitti. Pertanto, tali sistemi “guerra come ultima risorsa”, laddove for-d’arma, nella misura in cui contribuisco- ti asimmetrie di forza consentirebbero dino ad abbassare il livello di perdite umane condurre attacchi a mezzo di droni senza 78

I droni armatitimore di eventuali rappresaglie.14 Ulterio- sercizio delle virtù militari, a un’ipoteticari aspetti portati a detrimento della licei- campagna aerea combattuto per mezzotà etica dell’impiego degli UAV sono poi di droni. Assai più complesso appare infi-connessi prevalentemente con la condotta ne il terzo aspetto, principalmente legatodei conflitti ed attengono al venir meno di al rischio di “spersonalizzazione” del con-valori militari fondamentali, quali a esem- flitto e al dilemma morale di chi si trovapio il coraggio, l’integrità e l’onore militare, a pilotare un drone a una distanza fisica ecausato dall’asimmetria e dalla differente cognitivo-emozionale tale da poter vivereesposizione al rischio tra chi impiega mac- con una sorta di “indifferenza” agli eventichine pilotate a distanza e chi continua ad che si sviluppano sul terreno inquadratoadottare mezzi e metodi di combattimen- di fronte al proprio monitor. Tale obiezio-to tradizionali.15 In tal senso, l’impiego di ne presenta due distinti aspetti di ordinevelivoli a pilotaggio remoto non consenti- etico. Il primo è legato al fatto che gli ope-rebbe una piena espressione delle più alte ratori degli UAV sono destinatari di un in-virtù militari e costituirebbe un metodo di giusto fardello psicologico derivante dallacombattimento “vile” – se non addirittura tendenza alla “de-umanizzazione” dei ber-disonorevole – in ragione del fatto che gli sagli, visti come oggetti e in quanto tali dioperatori degli UAV siedono alle loro con- un valore intrinseco relativo16 (estremiz-solle distanti migliaia di chilometri dalle zando il concetto, neutralizzare qualcunoaree degli attacchi. A questo riguardo, è “dalla propria scrivania” e poi rientrarenecessario comunque fare una precisa- a casa in tempo per la cena). La secondazione. Il più recente conflitto combattuto preoccupazione è relativa al fatto che il di-antecedentemente all’avvento dei droni, stacco cognitivo che gli stessi si trovano adla guerra in Kosovo del 1999, venne con- affrontare fiaccherebbe in vari modi la vo-dotto esclusivamente mediante il ricorso lontà di combattere seguendo i dettami e ia una campagna di bombardamenti aerei principi della “guerra giusta”. Ad esempio,che, senza il coinvolgimento di truppe di si verificherebbe una mancata percezio-terra e con la condotta di azioni sostanzial- ne del combattimento come “reale” o suf-mente prive di rischi per i piloti (per l’im- ficientemente serio, mentre quest’ultimopossibilità della contraerea serba di inter- sarebbe vissuto piuttosto come una realtàcettare i velivoli della NATO), può essere virtuale, con conseguenze pericolose sot-considerata una guerra profondamente to il profilo del disordine post-traumaticoasimmetrica, combattuta da una forza che, per la distanza dall’area di operazioni,tecnologicamente superiore e senza rischi potrebbero essere sottovalutate o addirit-per il proprio personale (se si escludono tura non venir riscontrate affatto.17 An-ovviamente quelli connessi con il volo in che in merito alla spersonalizzazione delquanto tale). Una situazione, in sostanza, conflitto, occorre precisare che un tale ri-in larga misura simile, sotto il profilo dell’e- schio è stato sempre e comunque insito nei 79

princìpi e nelle caratteristiche della guerra a disposizione per valutare la reale naturaaerea e la questione morale legata al fatto di un obiettivo prima di colpirlo, il fatto diche un pilota non veda in faccia il proprio rischiare solo perdite materiali (il velivolo)nemico esiste a prescindere dalla tecno- e la possibilità di disporre costantementelogia impiegata. Occorre inoltre precisare di un supporto umano e supporto tecni-che riflessioni di analogo tenore varreb- co-specialistico (come i già richiamati legalbero anche per operatori di altri sistemi advisers).d’arma, come ad esempio quelli missilistici Il futuro della tecnologia “unmanned”“a lungo raggio” operanti da piattaforme La riflessione sull’impiego degli UAV ar-terrestri o navali, che una volta lanciati mati è stata negli anni molto accesa, an-impattano in aree assai distanti dal campo che in ragione del fatto che il loro utilizzovisivo, cognitivo ed emotivo di colui o colei è accompagnato da numerose implicazio-che ha “premuto il pulsante” di lancio. Per ni di carattere etico e giuridico di cui tenerciò che concerne, in particolare, la possi- necessariamente conto. Si tratta, inoltre,bile tentazione di deviare dal solco della di un tema che continua ad arricchirsi“guerra giusta” occorre riflettere sul fatto quotidianamente di ulteriori aspetti, tra iche, come già accennato anche preceden- quali stanno ricevendo sempre più atten-temente, secondo molti gli operatori dei zione le questioni connesse con i possibilidroni sono profondamente consapevoli ulteriori sviluppi della tecnologia e con ladell’impatto delle proprie azioni. Consape- diffusione globale di applicazioni altamen-volezza dettata proprio dal minor rischio te all’avanguardia a basso costo (processofisico corso che, in qualche modo, potreb- noto anche come “democratizzazione tec-be favorire un comportamento addirittura nologica”). Da una parte, la maggiore faci-più razionale (e quindi più etico), per una lità e duttilità d’impiego di tali piattaformeserie di concause tra cui il maggior tempo armate, sia ad ala fissa sia eventualmente 80

ad ala rotante, favorite proprio dallo svi- la prossima introduzione di un sistema diluppo tecnologico, potrebbero consentire “air delivery” a mezzo drone da parte di unun rafforzamento del segmento tattico e noto servizio di e-commerce), avrà impattidi supporto alla manovra e un utilizzo di- significativi, diretti o indiretti, sulla sferaretto da parte di unità terrestri o da bor- della sicurezza e della difesa nazionale,do di navi, richiedendo, in un certo senso, per il possibile sfruttamento di una taleoltre che l’acquisizione, anche lo sviluppo tecnologia e lo sviluppo di metodi alter-delle necessarie competenze, dottrinali e nativi di offesa che, potenzialmente, favo-tecniche, al loro impiego tra il personale di riranno la minaccia asimmetrica e ibrida,tutte le Forze Armate.18 meno strutturata e tendenzialmente piùD’altra parte, in un futuro non troppo adattiva.19lontano, potrebbe concretizzarsi la realiz- Si tratta di aspetti che rendono semprezazione di sistemi d’arma cosiddetti “au- più centrale la corretta comprensione e latonomous”, capaci cioè di operare senza il trattazione delle questioni di natura eticacontrollo diretto, ancorché da remoto, da e giuridico-legale ad essi afferenti, aspettiparte dell’elemento umano, in grado di che non dovranno essere subiti, bensì ‘af-identificare e discriminare i propri obiet- frontati’, tramite specifiche attività che sitivi sulla base di complessi algoritmi di traducano nella creazione di una partico-calcolo, che rappresenteranno un’ulterio- lare sensibilità a tali temi e di una visionere sfida sotto il profilo della liceità del loro condivisa che favorisca, oggi come in fu-impiego in combattimento. turo, il corretto e più vantaggioso impiego,Inoltre, la facilità di accesso a tecnologie da parte delle nostre Forze Armate, delleall’avanguardia come quelle connesse con risorse disponibili, a cominciare propriogli “small drones” sviluppati in ambito civi- da quelle più pregiate, per l’assolvimentole (basti pensare alla pubblicizzazione del- delle missioni ricevute. 81

I droni armati 1. È invalso, in ambito anglosassone, il termine “uninhabitated” per meglio chiarire che tale categoria di velivoli presuppone, sempre e comunque, la presenza di un operatore umano alla consolle remota e che non deve essere confusa con sistemi cosiddetti “autonomous”, tutt’oggi allo studio, e che potrebbero rappresentare la futura fron- tiera nello sviluppo dei droni. Tali sistemi potrebbero essere in qualche modo programmati per la condotta di una specifica missione e reagire, grazie ad una sorta di intelligenza artificiale basata su complessi algoritmi di calcolo, agli imprevisti della fase di condotta. Cfr. infra. 2. Oggi, il nostro Paese dispone di 12 UAV di produzione statunitense (6 MQ-1 “Predator” e 6 MQ-9 “Reaper”, a fronte di una flotta USA - destinata a breve ad aumentare - composta da 150 “Predator” e 175 “Reaper”. I “Rea- per”, acquistati nel 2009 ed in servizio presso il 32° Stormo di Amendola, sono stati dislocati, da quest’anno, presso la base aeronavale di Sigonella. Fonti: “US Air Force: la più grande forza aerea robotizzata del pianeta” (Difesa on line, http://www.difesaonline.it/mondo-militare/us-air-force-la-pi%C3%B9-grande-forza-aerea-robotizzata-del-pia- neta, ultimo accesso 14 dicembre 2015); “Via libera dagli USA: i droni italiani saranno armati” (Il Sole 24 ore, http:// www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-11-04/via-libera-usa-droni-italiani-saranno-armati--182025.shtml?uuid=A- CuLyWTB, ultimo accesso 16 dicembre 2015). 3. Con tale risoluzione il Congresso ha autorizzato il Presidente degli Stati Uniti ad utilizzare “all necessary and appropriate force” contro i responsabili degli attacchi dell’11 settembre 2001 (https://www.govtrack.us/congress/ bills/107/sjres23 , ultimo accesso 1 dicembre 2015). 4. Tale impiego ha avuto un incremento di circa il 1200%. “Flight of the drones” (The Economist, http://www.econo- mist.com/node/21531433 , ultimo accesso 16 dicembre 2015). 5. Bradley Strawser, “Moral Predators: The Duty to Employ Uninhabited Aerial Vehicles” (Journal of Military Ethics 9, 4/2010), 342-368, 351. 6. In linea di massima, i costi di acquisizione (circa 19 milioni di dollari) della più recente versione del caccia F-16, aereo multiruolo la cui concezione risale comunque agli anni ‘70 e che può essere considerato per molti aspetti il competitor dell’MQ-1 e MQ-9, superano quelli di un “Reaper” armato (circa 11 milioni di dollari). Fonte: “US Air Force fact sheets”, http://www.af.mil/AboutUs/FactSheets.aspx ultimo accesso 17 dicembre 2015. Si deve, peral- tro, rilevare che nell’anno 2015, per quanto riguarda gli Stati Uniti, si sono registrati seri problemi di affidabilità, soprattutto per i “Reaper”, dovuti in larga parte a difetti di costruzione dell’apparato di alimentazione, che provo- cherebbe incomprensibili black-out nei sistemi principali (Difesa on line, “Pentagono, il peggior anno di sempre: persi 50 droni nel 2015, il ‘Mietitore’ si spegne senza motivo”, http://www.difesaonline.it/mondo-militare/pentago- no-il-peggiore-anno-di-sempre-persi-quasi-cinquanta-droni-nel-2015-il, ultimo accesso 21 gennaio 2016). 7. Strawser, “Moral Predators”, 344. 8. A. Etzioni, “Unmanned Aircraft Systems. The moral and legal case” (Joint Force Quarterly 57, 2/2010), 66-72, 69. 9. “In Defense of Drones” (Slate.com, http://www.slate.com/articles/health_and_science/human_nature/2013/02/ drones_war_and_civilian_casualties_how_unmanned_aircraft_reduce_collateral.html, ultimo accesso 16 dicembre 2015). 10. Daniel Brunstetter e Megan Braun, “The Implication of Drones on the Just War Tradition” (Ethics and Internation- al Affairs 25, 3/2011),. 337-358, 343. 11. Michael Walzer, Just and Unjust Wars, 4^ edizione (NY: Basic Books, 2006), xiv. 12. Brunstetter e Braun, “The Implication of Drones”, 346. 13. John Kaag e Sarah Kreps, Drone Warfare, (Malden, MA: Polity Press, 2014), citato da James Igoe Walsh e Marcus Schulke, The ethics of drone strikes: does reducing the cost of conflict encourage war? (Carlisle, PA: USAWC Press, 2015), 9. 14. Walsh e Schulke, The ethics of drone strikes, 12. 15. Tesi sostenuta, tra gli altri, dal filosofo Shannon Vallor (“The future of military virtue: autonomous systems and the moral deskilling of the military”, NATO CCD CoE, 2013, https://ccdcoe.org/cycon/2013/proceedings/d2r1s10_val- lor.pdf ,ultimo accesso 16 dicembre 2015). 16. Peter W. Singer, “The ethics of killer applications: why is it so hard to talk about morality when it comes to new military technologies?” (Journal of Military Ethics 9, 4/2010), 229-312, 306. 17. “Drone Pilots Are Found to Get Stress Disorders Much as Those in Combat Do” (New York Times, http://www. nytimes.com/2013/02/23/us/drone-pilots-found-to-get-stress-disorders-much-as-those-in-combat-do.html , ultimo accesso 16 dicembre 2015). 18. Recentemente, la Marina militare statunitense ha annunciato la condotta, di una importante esercitazione per te- stare il proprio programma denominato “Low-Cost Unmanned aerial vehicle Swarming Technology (LOCUST)”, un sistema UAV di tipo prototipale, di tipo tube-launched e concepito per condurre attacchi in modalità “swarming”, impiegando cioè più vettori dal basso costo senza necessità di operarne un controllo diretto. Inoltre, sarà testata anche la capacità di risposta ad una tale tipologia di attacchi da parte degli attuali sistemi difensivi contraerei in- stallati sulle navi militari. “U.S. Navy plans to fly first drone swarm this summer”, Defense Tech, http://defensetech. org/2016/01/04/u-s-navy-plans-to-fly-first-drone-swarm-this-summer/ , ultimo accesso 4 gennaio 2016). 19. Solo per fare un breve accenno ad una tematica attualissima e che richiederebbe una trattazione a sé stante, recenti esperimenti hanno portato a concludere che un normalissimo drone disponibile off-the-shelf possa ragio- nevolmente arrivare a trasportare un carico di circa un chilogrammo fino a distanze di 5 chilometri con una rotta di volo preimpostata tramite GPS (senza cioè necessità di un operatore remoto che segua l’apparecchio in volo). Una tale potenzialità potrebbe essere facilmente sfruttata da organizzazioni terroristiche per colpire dall’alto obiet- tivi puntiformi e altamente remunerativi dal punto di vista mediatico quali potrebbero essere sedi diplomatiche, raffinerie petrolifere, prigioni, uffici governativi e altre infrastrutture critiche, ovvero per condurre attacchi a mezzo “sciami di droni”, contro aree caratterizzate da una forte concentrazione di persone, come stadi e altri luoghi di ritrovo. Knut Torbjørn Moe, Small Drones: From cheap toys to terrorist tools” (Journal of JAPCC, Ed. 21 Autumn/ Winter 2015), 18-21. 82

INSERTO PUBBLIREDAZIONALEPIONIERI DELL’AERONAUTICALA SECONDO MONA DI SOMMA LOMBARDO HA ALLESPALLE OLTRE 100 ANNI DI STORIA. OGGI È UNAREALTÀ IMPORTANTE DEL SETTORE AERONAUTICO,CON UN FATTURATO DI OLTRE 44 MILIONI DI EURO E270 DIPENDENTI Una serie di forniture molto variegata quindi. Quali sono i progetti principali ai quali avete partecipato negli ultimi anni? I progetti di sviluppo più importanti riguardano la progettazione e la produzione degli interi sistemi combustibile per diversi nuovi programmi quali: i nuovi addestratori M346 e M345 e i nuovi elicotteri AW149, AW169 e AW189 e il convertiplano AW609 in ambito Leonardo-Finmeccanica, il P1HH Hammerhead di Piaggio Aerospace, il business jet PC-24 di Pilatus, il nuovo elicottero francese X4, ora H160, di Airbus Helicopters, un addestratore turco, un fighter e un addestratore indiano, un elicottero cinese, un velivolo regionale indonesiano e un drone coreano. Senza dimenticare le forniture ormai in fase di produzione di serie avanzata per l’Eurofigher EF2000 e per gli elicotteri militari europei NH90 e AW101. In ambito invece forniture per carrelli di atterraggio e motori civili abbiamo ottenuto importanti contratti per il nuovo Boeing B787 e per il nuovo Airbus A350-900 e A350-1000 oltre a forniture anche per i business jets di Bombardier. I progetti sul tavolo sono importanti e molteplici, ma questo ovviamente non ferma l’innovazione, imprescindibile in questo settore. Quali sono pertanto le novità che riguarderanno il prossimo futuro? Negli ultimi 15 anni circa siamo passati da fornitori di singoli equipaggiamenti a fornitori di sistemi combustibile completi e quindi un livello più alto di fornitura e ancora più vicino al velivolista e all’architettura di sistema. Questo ha comportato la necessità di acquisire internamente nuove capacità tecnologiche in ambito elettronico creando un team dedicato di specialisti all’interno della Direzione Tecnica, ma attrezzando poi anche tutta la fabbrica per seguirne il processo produttivo. A questo punto siamo pronti a fare il passo, già iniziato, verso l’acquisizione di competenze anche in ambito software aeronautico, sempre per la gestione del combustibile a bordo dei velivoli. Altri investimenti importanti riguardo l’innovazione continua in ambito processi e macchinari produttivi che permettono poi di mantenere l’azienda sempre aggiornata e competivita e acquisire quindi nuove commesse anche in ambito produzione.

ESERCITAZIONE HEALTH SHIELDMario RENNA Il debutto del Nel contesto della contrazione Centro di degli strumenti militari che ha caratterizzato gli ultimi ven- formazione medica ti anni, sono stati intrapresi impegnativi interforze programmi di revisione riduttiva che si sono concentrati sia sulle unità di mano- e multinazionale vra sia sui supporti, inclusi quelli sanita- ri.  L’esperienza maturata sul campo nel contesto di varie missioni internazionali 84

IDEE ED ESPERIENZEha portato alla luce limiti organizzativi alle operazioni in corso, condividendonee strutturali, ma anche possibili misure il peso economico ed organizzativo, dandodi compensazione degli stessi. Nel setto- concretamente luogo a strutture sanitariere sanitario, un esempio è rappresentato campali interforze e multinazionali no-dall’organizzazione, in Afghanistan, delle tevolmente performanti.  Tali esperienzestrutture ospedaliere di Kandahar, Mazar hanno presentato luci e ombre, con criti-el Sharif, Herat, e Kabul (KAIA), nelle quali cità principalmente connesse ad aspettidiverse nazioni hanno collaborato al fine normativi, organizzativi, gestionali e didi offrire un efficiente sostegno sanitario standardizzazione di non sempre facile 85

Esercitazione Health Shieldsoluzione. L’elaborazione dottrinale matu- mente senza rinunciare alla necessariarata sulla base delle esperienze relative al alta prontezza operativa;supporto sanitario, ha prodotto una ride- - il proposito di rendere disponibile nelfinizione del livello di ambizione specifico, prossimo futuro una struttura sanitariasia da parte dell’Agenzia di Difesa Europea campale multinazionale a framework na-(EDA) che della NATO. Si è in particolare zionale.delineata l’esigenza di procedere alla crea- Una volta conseguita la piena capacitàzione di enti multinazionali che si facciano operativa, il M2JTC dovrà garantire unacarico di facilitare il processo di creazione struttura interforze (target in parte già ac-di strutture sanitarie campali multinazio- quisito con l’iniziale afflusso di personalenali. Il progetto prevede che le caratteristi- della Marina Militare e dell’Aeronauticache distintive di tali unità siano la pronta Militare), internazionale e interagenzia,disponibilità e la semplicità di impiego, coinvolgendo anche personale esternocon un preavviso di impiego molto breve. alle Forze Armate. Il Centro di forma-Tali caratteristiche devono essere ottenute zione è inquadrato organicamente nellasenza rinunciare agli standard qualitativi Scuola di Sanità e Veterinaria Militare ae quantitativi oramai acquisiti, che sono Roma-Cecchignola e a regime assicureràindispensabili affinché i dispositivi sani- compiti istituzionali variegati e complessi,tari svolgano il ruolo di force multiplier già che spaziano dalla redazione di procedurericonosciuto e consolidatosi negli anni.  Il operative standard (SOP) alla sperimenta-progetto si inserisce nella filosofia dell’E- zione pratica delle stesse, dal contribuire alDA e della NATO di condividere e mettere ciclo LL/LI (Lessons Learned/Lessons Iden-a sistema le sempre minori risorse dispo- tified) al pianificare e condurre attività dinibili, incrementando la capacità operativa Pre-deployment Training, Force Integrationcomplessiva del sistema (pooling & sharing). ed Evaluation a favore di Medical TreatmentIn particolare, l’Italia ha assunto un ruolo Facilities Joint e Combined e così via. Il pro-di Lead Nation nel progetto EDA denomi- getto M3U prevede, inoltre, che attingen-nato Multinational Modular Medical Units do all’esperienza di un Reparto di Sanità,(M3U) attraverso: si stabilisca presso la Cecchignola il Nu-- la creazione di un centro di formazio- cleo Iniziale Formazione del costituendone medica interforze e multinazionale Reggimento di Sanità, che si integrerà condenominato Multinational Medical Joint il M2JTC per il ‘Completamento CapacitàTraining Center (M2JTC), con l’obiettivo di ROLE2 dei Reparti di Sanità’.implementare le attività di integrazione, Il M2JTC ha cominciato ad essere alimen-standardizzazione, addestramento, vali- tato nel luglio 2015, e nei mesi successivi èdazione e sviluppo dottrinale necessari a stato rinforzato con altro personale dell’E-rendere effettivo e reale il supporto sa- sercito e con il contributo dell’Aeronauticanitario operativo joint e combined, ovvia- Militare e della Marina Militare. Da subito 86

il Centro ha iniziato l’attività redigendo Centro di Budapest, di 2 edizioni del cor-SOP relative alle strutture sanitarie cam- so NATO MEDEVAL (Medical Evaluation)pali e al trattamento delle ferite d’arma presso la Scuola di Sanità e Veterinariada fuoco, per poi organizzare e gestire il Militare, con la partecipazione anche di 30primo ‘Field Hospital Pre-deployment Trai- frequentatori stranieri.ning   Course’, specificamente concepito in In tali occasioni è stata allestita un’area ad-favore della Task Force impiegata nell’o- destrativa su tre moduli base (un moduloperazione ‘Ippocrate’ in Libia. Un secondo chirurgico campale con relativa unità ser-corso – sempre di livello 3, cioè per unità vizi, un posto comando in tenda e un’am-sanitaria secondo gli standard NATO - è bulanza tattica) dove è stata la parte praticastato poi attuato per il personale sanita- del corso, che ha visto la presentazione delrio del turno successivo. Sul versante in- Veicolo Tattico Medio Multiruolo Ambu-ternazionale, che rappresenta un ambito lanza ‘Orso’, ultima evoluzione del mezzopropizio anche al networking, il personale tattico di trasporto sanitario in dotazionedel M2JTC ha partecipato ai primi incontri alle Forze Armate italiane, quale rispostainternazionali del settore, come la Medical alle nuove minacce in Teatro Operativo.Support Education and training Annual Di- L’ESERCITAZIONEscipline Conference presso il Centro di Ec- Il primo banco di prova del M2JTC è sta-cellenza in Medicina Militare della NATO ta l’esercitazione campale per posti di Co-a Budapest. Ciò ha rappresentato la natu- mando ‘Health Shield’ condotta a Muggiòrale evoluzione delle attività precedente- (Como) dal 23 al 29 giugno 2016 con l’obiet-mente svolte che si sono concretizzate con tivo di testare la capacità operativa inizialel’organizzazione, in collaborazione con il del Centro di saper valutare la prontezza 87

Esercitazione Health Shieldall’impiego in teatro operativo della Me- di valutatori ha compreso professionalitàdical Unit schierata. Altro obiettivo è stato provenienti dal Comando di Sanità e Vete-quello di testare il personale, le procedu- rinaria del Comando Logistico dell’Eserci-re operative e la stessa struttura sanitaria to, dalla Scuola di Sanità e Veterinaria Mi-campale simulando l’afflusso e il maxi af- litare e dal Comando AVES. Fin dalle pri-flusso di pazienti, di concerto con uno sce- me fasi di pianificazione, l’esercitazione hanario di simulazione (chiamato SKOLKAN previsto la partecipazione di personale sa-1) di missione di difesa territoriale (ex art. nitario di Esercito, Marina e Aeronautica,V del Trattato Atlantico). Sono state com- arricchito da Ufficiali medici della riservaprese le procedure di Forward MEDEVAC selezionata e da personale sanitario del So-grazie a vrano Mili-una com- tare Ordi-ponen- ne di Maltate Air (SMOM) eMedical del CorpoEvacua- militaretion Team della Croce(AMET) Rossa Ita-fornita dal liana. LaComando fase di con-Aviazione dotta è ini-dell’Eser- ziata concito, pres- l’amalgamaso il qua- del perso-le si sta nale pressoparallelamente sviluppando il cosiddetto la Scuola di Sanità e Veterinaria Militare,‘polo MEDEVAC’ del Centro in stretta col- gestita dal personale del M2JTC e rivoltalaborazione con la Scuola di Sanità e Vete- principalmente alla secondary training au-rinaria militare. L’esercitazione si è rivolta dience. Il 24 giugno, con l’arrivo in terra co-a una primary training audience espressa dal masca del personale del M2JTC e del per-Centro, deputata a valutare e certificare la sonale di supporto, ha avuto inizio la faseprontezza all’impiego della struttura sani- conclusiva dell’esercitazione, con la par-taria campale schierata, e a una secondary tecipazione di circa 200 militari, in servi-training audience identificata nel personale zio e richiamati, provenienti da numerosie nelle strutture del dispositivo sanitario Reparti ed Enti delle tre Forze Armate. Lacampale schierato, di cui si è misurata la partecipazione di rappresentanti di orga-capacità di operare secondo le procedure nizzazioni sanitarie regionali oltre al cita-di uso corrente in ambito NATO. Il team to personale dello SMOM e CRI ha comple- 88

tato l’organico dell’esercitazione: tale ete- SCAL) a breve distanza di tempo, infram-rogeneità è stata un sicuro valore aggiunto mezzate da una lesione traumatica grave;all’attività addestrativa apportando pro- nello specifico è stata lanciata una primaspettive culturali diversificate e integrate. attivazione collegata a un attacco con trap-I giorni dal 25 al 27 giugno sono stati spesi pola esplosiva ad una pattuglia: il bilancioa incrementare l’affiatamento tra il perso- è stato di quattro feriti in pericolo di vita enale clinico operante nella struttura sani- di uno in condizioni meno critiche. Questataria campale, efficacemente coordinato situazione si è complicata con l’ aggiunta dida personale effettivo allo SMOM. Negli una sindrome respiratoria, due ustionati,stessi giorni, si sono affinate le capacità or- di un’emorragia interna e di una ferita agliganizzative, arti infe-valutative riori abbi-e di coor- sognevoledinamento dell’ampu-dei milita- tazione diri effettivi entrambial M2JTC gli arti. Lasotto la gui- gestioneda del Di- di questirettore del casi cliniciCentro. Con ha richie-il passare sto l’atti-delle ore, il vazioneflusso dei immediatapazienti si- del Teammulati e’ stato incrementato fino al maxi chirurgico al fine di applicare la procedu-afflusso di feriti, mentre tutto il program- ra di “damage control surgery” al pazientema addestrativo veniva affiancato da un con emorragia addominale e a quello ne-costante, produttivo e meticoloso percorso cessitante di doppia amputazione deglidi debriefing utile ad affinare le capacità di arti inferiori. A distanza di circa un’ora, èentrambi i gruppi sotto valutazione. Nes- stato trasportato all’ospedale da campo unsun settore della struttura sanitaria cam- paziente con sospetta frattura vertebrale epale e’ stato tralasciato: dalle strutture chi- probabile interessamento midollare a se-rurgiche al laboratorio analisi, dal pronto guito di trauma per precipitazione, il qualesoccorso alla radiologia, dalla degenza alla è stato stabilizzato ed evacuato tramite eli-farmacia e così via. Per quanto concerne cottero secondo procedura standardizza-il maxi-afflusso è stata pianificata una so- ta denominata “nine liner”. Dopo soli ventivrapposizione di due ‘mass casualties’ (MA- minuti sono state create le attivazioni utili 89

Esercitazione Health Shield – correlate a un presupposto tattico carat- personale del M2JTC viene integrata del- terizzato da un’imboscata - a determinare la componente di validazione delle attività una situazione idonea a far dichiarare al di supporto sanitario. Il risultato finale e’ direttore della struttura sanitaria campa- stato premiante: il Team di valutatori ha le le condizioni di mass casualty. In questo infatti espresso parere favorevole alla con- caso i militari coinvolti sono stati tre: uno cessione della Capacità Operativa Iniziale ferito gravemente al torace, uno all’addo- al Centro sia nella fase statica che in quella me e uno deceduto. La gestione di questi dinamica, e parimenti il gruppo del M2JTC pazienti ha necessitato anche di rianima- ha garantito una validazione della strut- zione cardiopolmonare con defibrillazione tura sanitaria campale. Dall’esercitazione seguita da trattamento chirurgico nella è emerso come il Centro possa costituire stessa sala operatoria ove era già in atto lo strumento ideale per ottimizzare e mi- una seduta di stabilizzazione per la feri- gliorare il supporto sanitario alle missioni ta al torace di altro militare. La salma, nel operative a guida militare, civile o mista frattempo, veniva gestita in ottemperan- sia sul piano nazionale sia internazionale. za alla normativa specifica. A disamina È auspicabile che il progetto possa comple- di quanto esposto, lo scopo è stato quello tare celermente il suo processo di sviluppo, di portare a condizioni estreme lo stato integrandosi con le strutture tecniche del- di stress del personale medico coinvolto, la NATO ed in stretta coordinazione con sommando più attivazioni ravvicinate; analoghi progetti su base nazionale già esi- inoltre si è affrontato il difficile tema della stenti in altri paesi alleati. gestione delle salme e, non meno impor- Gli investimenti delle risorse disponibili tante, il personale ha dovuto agire in con- potrebbero inoltre beneficiare del coordi- formità con le nozioni di diritto interna- namento da parte di una struttura inter- zionale ed umanitario (DIU) connesso alla forze, nell’ottica di un incremento dell’ef- gestione di pazienti civili e di prigionieri ficienza complessiva. Infine, il traguardo feriti. Il visitor day tenutosi il 28 giugno conseguito della Capacità Operativa Ini- ha visto il coinvolgimento di personali- ziale e quello in prospettiva della Capaci- tà di spicco del mondo militare nazionale tà Operativa Finale rappresentano un’ul- ed internazionale, del mondo accademico teriore occasione per dimostrare a livello nonché autorità locali, civili e di governo. internazionale che l’Italia è pronta a pro- Tale occasione ha rappresentato l’incipit porsi come guida, ove necessario, anche di una proficua e stabile collaborazione nell’ambito sanitario campale, dove il livel- con il Centro di Simulazione e Validazio- lo nazionale di professionalità e di qualità ne dell’Esercito relativamente alle attività delle cure offerte è da tempo considerato di addestramento per i posti comando na- di livello pari a quello dei partner di riferi- zionali di prossima immissione nei Teatri mento continentale. Operativi, che ora con la consulenza del 90

UNITA’ IMPIEGATE Comando per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito Comando Sanità e Veterinaria del COMLOG Esercito Policlinico Militare del Celio Comando Aviazione Esercito Scuola di Sanità e Veterinaria dell’Esercito Comando Comprensorio della Cecchignola 1° Reggimento Trasmissioni 10° Reggimento Genio Guastatori 2° Reggimento Genio Pontieri Reggimento Genio Ferrovieri Centro Documentale di Como D.M.M.L. di Milano 3° Reparto di Sanità - Milano 4° Reparto di Sanità - Bolzano BIBLIOGRAFIA AJP-4.10 Ed.B - NATO Allied Joint Doctrine for Medical Support AJPMEDP-1 - NATO Allied Joint Medical Planning Doctrine AJPMEDP-2 - NATO Allied Joint Doctrine for Medical Evaluation AMEDP-24 - NATO Emergency Med. Care in the Op. Environment AMEDP-1.6 - Medical Evaluation Manual AMEDP-1.7 - Capability Matrix AMEDP-1.8 - Skills Matrix STANAG 2228-Ed.3 - Allied Joint Doctrine for Medical Support STANAG 2560-Ed.2 - Evaluation of NATO Medical facilities STANAG 2399 - NATO Battlefield Recovery/Evacuation Operations STANAG 2552 - NATO Guidelines for Multinational Medical Unit STANAG 3204 - NATO Aeromedical Evacuation SME Pubb.6786 - L’Impiego del Reparto di Sanità SMD - Requisito Operativo Preliminare relativo al “Completamento Capacità Role 2 dei Reparti di Sanità” SMD - Addendum al Requisito Operativo Preliminare relativo al “Completamento Capacità Role 2 dei Reparti di Sanità” ed. 2014 COMFORDOT - Rapporto finale esercitazione “Health Shield 2016”Hanno collaborato: il Brig. Gen. Luigi Maria D’Anna, il Col. Federico Lunardi, il Ten. Col. Giuseppe Voza 91

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SOLDATI DISEGNATIAlessandro BIANCHI Storia, propaganda, Nell’ultimo secolo un gran nu- umorismo e mero di disegnatori e artisti europei e americani si sono romanzi grafici: cimentati nel rappresentare i soldati, la il mondo militare guerra e il mondo militare tramite la ma-raccontato per mezzo tita, dando vita a una ricca produzione di illustrazioni e fumetti che fa registraredi illustrazioni e fumetti oggi un trend in espansione. Attraverso è un fenomeno tecniche e stili diversi, il fumetto e più in multiforme generale l’illustrazione hanno raccontato e raccontano con un’efficacia e un’imme- in continuo sviluppo. diatezza particolare temi appartenuti al quotidiano del pubblico e che ancora con- servano un lato avvincente e suggestivo. Storia, propaganda, umorismo e graphic novels sono i filoni principali che vedono per protagonisti i soldati disegnati, con ambientazioni che spaziano dalle guerre del passato alle missioni di peacekeeping dei giorni nostri, senza trascurare le vi- cende minime, umane, personali della vita militare. 93

Soldati disegnatiPropaganda ti’ – in un’ottica chiaramente nazionalistaLa Grande Guerra è un fenomeno di massa – alcune celebrità delle strisce illustrate: èche vede svilupparsi in modo esponenziale il caso di Bécassine, la giovane domesticaanche i mass media, che la rappresentano bretone pubblicata la prima volta nel 1905iconograficamente avvalendosi spesso di e protagonista di diversi episodi ambien-disegni piuttosto che di fotografie. Per la tati sul fronte occidentale. Nella Secondamaggior parte degli Guerra Mondiale ilItaliani la rappre- fumetto – che daglisentazione in diret- anni ’30 cominciata del ’15-’18 è infatti ad affermarsi nellaquella delle tavole di forma attuale, conBeltrame sulla Do- la ‘nuvoletta’ - con-menica del Corriere, serva il proprio ruolomentre si moltipli- di intrattenimentocano gli esperimenti popolare, asservitografici – soprattutto spesso alla propa-nel segno della sa- ganda di entram-tira e della propa- bi i fronti. In Italia,ganda – collegati al durante il regimeconflitto, e anche il fascista, si pubblica-Corriere dei Piccoli no giornali illustratipubblica illustrazio- come ‘L’Audace’, ‘Ilni a sfondo patriotti- Vittorioso’ e ‘L’Av-co destinate a lettori venturoso’ che pro-giovanissimi. pongono personaggiLa guerra si combat- che interpretanote anche attraverso l’ideologia corren-le immagini e nelle te. Negli Stati Uniti,trincee italiane na- sempre nella stessascono dei veri e propri giornali illustrati di corrente ma di segno opposto, nasce unotaglio propagandistico e satirico. Il più fa- dei primi supereroi: Capitan America. Ide-moso è la ‘Tradotta”, periodico della III Ar- ato nel 1941, si afferma con grande popo-mata - che segue lo schema in voga allora: larità come simbolo patriottico della lottaniente fumetto (balloon) ma solo didascalie al nazismo (nonostante in quel momentoche accompagnano ciascuna immagine, gli USA non siano ancora entrati in guerracon frequente ricorso alle rime baciate. contro la Germania di Hitler). In termini diNelle altre nazioni belligeranti il trend è si- propaganda benigna, in tempi più recen-mile, e in Francia vengono anche ‘arruola- ti si registrano alcuni casi notevoli come 94

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Soldati disegnatiquella di Superman, protagonista nella se- alla novella “La Trincea” di Giuseppe Dessìconda metà degli anni ‘90 di una campa- e ‘Da Caporetto alla Vittoria. La storia di ungna delle Nazioni Unite, rivolta ai giovani Alpino’, a cura dell’Associazione Naziona-della ex-Jugoslavia per sensibilizzarli sul le Alpini, che si è avvalsa di un affermatorischio delle mine che infestavano il ter- fumettista nazionale come Luigi Piccatto,ritorio. illustratore di Dylan Dog. Proprio nell’am- bito della rievocazione storica il fumettoStoria si è aggiudicato il premio speciale PulitzerIl fumetto è anche il mezzo per racconta- con ‘Maus’, del disegnatore americano Artre didatticamente la Storia, con i suoi ri- Spiegelman, che racconta la tragedia dellasvolti militari, per mezzo di ricostruzioni Shoah durante la Seconda Guerra Mon-documentaristiche accurate tanto nel te- diale sulla base del tragico racconto delsto quanto nel disegno. In Italia, alla fine genitore, sopravvissuto miracolosamentedegli anni ’70, lo scrittore e giornalista ad Auschwitz. Allo stesso filone apparten-Enzo Biagi cura il progetto ‘La Storia d’I- gono lavori più recenti come ‘Valzer contalia a fumetti’ che riscuote un notevole Bashir’ (2008), opera israeliana di Ari Fol-successo, tanto da essere esteso alla Storia man (abbinata all’omonimo film di anima-del Mondo, avvalendosi dei maggiori illu- zione) che rievoca realisticamente la guer-stratori italiani: Hugo Pratt, Milo Mana- ra in Libano del 1982 e ‘I solchi del destino’ra, Dino Battaglia e altri. Recentemente, dello spagnolo Paco Roca (2014), che narral’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della le vicende di un gruppo di volontari spa-Difesa ha realizzato una originale colle- gnoli attraverso la Guerra Civile del 1936zione di storie a fumetti pubblicate online, e il secondo conflitto mondiale. Un capito-incentrate sulle battaglie del Risorgimen- lo a parte è costituito dall’opera di Jacquesto e sulla Grande Guerra. (http://www. Tardi, disegnatore francese che ha magi-difesa.it/Area_Storica_HTML/Pagine/Fu- stralmente elaborato la Grande Guerra nelmetti.aspx). Sempre in chiave divulgativa volume ‘C’était la Guerre des Tranchées’,le Aeronautiche militari d’Italia e Francia che presenta una ricostruzione - a trattihanno realizzato albi a fumetti sulla pro- romanzata ma minuziosamente documen-pria storia, mentre a partire dagli anni ’80 tata - dell’esperienza terribile dei fanti suldiventano sempre più numerose le rico- fronte occidentale.struzioni di eventi realmente accaduti incontesti di guerra o militari (D-Day sullo Umorismosbarco in Normandia, La Grande Guerra La vita di caserma, la disciplina e la gerar-in una collana Larousse, etc.). Di recente chia sono state ampiamente descritte attra-sono stati pubblicati due interessanti albi verso la lente della caricatura e dell’umori-italiani ambientati nel ’15-’18: ‘Dimonios – smo. In Italia le strisce dedicate ai militariLa leggenda della Brigata Sassari’, ispirato hanno una certa tradizione che si svilup- 96

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Soldati disegnatipa in modo particolare nel contesto della viene occasionalmente calato in una sto-Grande Guerra, con le vignette agro-dolci riella ambientata in caserma, pubblicatadi Giuseppe Novello sugli negli anni ’70 su ‘Gli Albi diAlpini – che raccontano Topolino’. Negli Stati Uniti,con ironia e non senza il cartoon militare più ce-amarezza le vicende al lebre in assoluto è ‘Beetlefronte – e le storie pub- Bailey’, il soldato americanoblicate verso la fine del intelligente e scansafaticheconflitto sulla Tradotta. nato nel 1950 – insieme aNel 1928 viene presen- un gran numero di compri-tato per la prima volta il mari - dalle matite di Mortpersonaggio famoso di Walker, che è stato tradot-‘Marmittone’, disegnato to e pubblicato in decine dida Bruno Angoletta per nazioni tra cui l’Italia, doveil Corriere dei Piccoli: un nel 1994 fu anche al centrotipo non troppo sveglio di un’originale iniziativama di buona volontà che, dello Stato Maggiore dell’E-per via di gaffes o sempli- sercito: l’Agenda dello Stu-cemente per pura sfortu- dente.na, finisce in prigione allafine di ogni avventura. Le Romanzo graficostrisce sono uscite fino I fumetti non costituisco-al 1940, poche settima- no solamente un mezzone prima dell’ingresso espressivo non privo didell’Italia nella Seconda forte impatto, ma vengonoGuerra Mondiale. Nel definiti anche come formadopoguerra, l’eredità di artistica vera e propria (la‘Marmittone’ sul Corriere ‘nona arte’). Negli ultimidei Piccoli è raccolta da decenni la produzione di‘Gibernetta’, mentre tra letteratura disegnata èil 1968 e il 1995 escono i cresciuta notevolmentefumetti di ‘Sturmtrup- con l’adattamento al gene-pen’, creati da Bonvi e re fumettistico di capola-ambientati nelle trincee vori letterari (come ‘La Ri-tedesche della Seconda cerca del Tempo Perduto’ diGuerra Mondiale, dove i soldati vivono di- Proust, ad esempio) e con la realizzazionesavventure comiche e talvolta grottesche. di veri e propri romanzi grafici. Tra questiAnche il personaggio disneyano di Pippo spicca la saga di ‘Corto Maltese’, il marina- 98


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