Televisioni Su Netflix sta arrivando Mercoledì, ovvero uno spin-off della Famiglia Addams. I per- sonaggi, creati da Charles Addams nel 1938, hanno già prodotto due telefilm, due serie d'animazione e ben tre film in passato. Obiet- tivo è agganciare un pubblico il più vasto pos- sibile: gli anziani, che già conoscono il mate- riale, e i giovanissimi che lo incontreranno per la prima volta. Nel 2019 un certo Morgan Cooper, classe 1992, ha postato su YouTube il finto trailer di un film ispirato a Willy, il principe di Bel-Air, la sit-com che lanciò Will Smith negli anni Novanta. Smith l'ha vista, ha incontrato Co- oper e gli ha detto che era interessato a produrre il reboot, ALTRI Imelda Staunton è Elisabetta II, Elizabeth ovviamente con un giovane attore, l'esordiente Jabari Banks. ORIZZONTI Debicki è Diana, Dominic West è il principe Detto, fatto. Il 13 febbraio 2022, il nuovo Bel Air è andato in Jacob Carlo e Jonathan Pryce suo padre Filippo. onda su Peacock, visibile da noi su Sky. Peacock è il canale Anderson e Come ripete spesso Ted Sarandos, il grande in streaming e on demand del network Nbc. Nbc è la rete Sam Reid in capo di Netflix: «Il nostro principale con- che negli anni Novanta mandava in onda l'originale Prince of Intervista col corrente è il sonno». È successo ai migliori Bel Air, il che significa che detiene i diritti dei personaggi e vampiro, la e alle migliori di noi: non andare a dormire del titolo semplificando di molto le cose e facendo risparmia- serie. Creata finché c'è ancora un episodio da vedere. Se- re la produzione. Quindi: aspettiamoci un numero sempre da Rolin condo una ricerca di Netflix, lo spettatore più elevato di questo tipo di operazioni. La nostalgia rende Jones, è stata medio vede da due a sei episodi di una serie moltissimo. Sono poche le cose veramente nuove proposte riadattata in un unico round. Non so se perderemo le dai palinsesti. Una di queste, destinata alla generazione Z, dall'omonimo nostri notti a inseguire i fattacci avvenuti è The Idol con Lily Rose Depp. La figlia di Johnny Depp e film del 1994 alla corte d’Inghilterra. con Brad Pitt e Tom Cruise. Vanessa Paradis interpreta una giovane star L'algoritmo ci insegue con proposteà la Miley Cyrus. Intorno è tutto sesso, dro- ga, rock'n'roll, vita spericolata, Hollywood e perfette per noi, secondo lui. Mistrane sette. Chissà che non diventi la nuova Euphoria, del resto l'autore Sam Levinson è spaventa la funzione \"sorprendimi\",lo stesso. Co-autore e protagonista maschile è Abel Tesfaye, in arte The Weeknd. che dovrebbe rimescolare le carte,Previsti anche alcuni grandi ritorni di serie di successo ma con cast rinnovato. È il ca- ma sa sempre troppo o forse tropposo di The White Lotus (Sky): cattivissima e poco: conosce i miei deboli mascorretta, nella prima stagione era ambien- tata in un resort alle Hawaii, questa volta in puntualmente mi nasconde cose,un lussuoso hotel in Sicilia. Tra gli interpreti anche Sabrina Impacciatore. Ma la ripresa e non saprò mai il perché.più attesa di tutte è quella di The Crown, la serie di Netflix sulla regina Elisabetta. Ogni stagione è dedicata a un decennio del suo re- gno. A novembre sarà disponibile la quinta, con un cast tutto rinnovato. Racconterà uno dei periodi più complessi e drammatici: dalla fine degli anni 80 alla morte della principessa Diana, nel 1997, con tutto quel che comportò. 102 MC NOVEMBRE
Televisioni Una cosa è certa: il “binge watching” è ciò più rischia di sbriciolarsi. Tutto questo non impedisce che che più ha cambiato la nostra esperienza si continuino a produrre serie ispirandosi ai libri, anzi. Le televisiva. Il modello di business delle piat- piattaforme sono continuamente a caccia di titoli, meglio se taforme si basa moltissimo sulla spinta a già affermati, premiati. Nell'ultimo anno il numero di serie e “continuare” e crea dipendenza. film “tratte da” hanno superato quelle su materiale origina- Secondo alcuni registi e sceneggiatori questo le. Le case di produzione imbarcano consulenti dal mondo sta condizionando anche il loro lavoro. Come dei libri perché le aiutino a trovare la prossima Amica ge- mi ha detto Gabriele Muccino (la secon- niale o rispolverare La regina degli scacchi, romanzo di un da stagione del suo A casa tutti bene è in vecchio autore dimenticato fino al giorno in cui Netflix ha arrivo nel 2023 su Sky e in streaming su prodotto la serie, uno dei maggiori successi durante i lock- Now), «Se una serie ha successo, il terzo down del 2020. Forse, che siano tratte da romanzi esistenti o atto non deve arrivare mai». Tradotto dal no, certe serie sono la nuova letteratura. Sono la nostra porta gergo degli scrittori: più puntate si voglio- su mondi diversi, sono consolazione e provocazione. Come i no e si devono produrre, più si deve riman- libri nel secolo scorso. Verrà il giorno in cui lo showrunner dare la chiusura delle vicende dei diversi di una serie vincerà il Nobel. Non ci stupiremo, come non ci personaggi. Ogni puntata e ogni stagione siamo stupiti quando lo ha vinto Bob Dylan. sono costrette a lasciare qualcosa in sospeso, in una narrazione po- tenziale infinita. Fatalmente, non sempre il risultato è positivo. Penso per esempio a Big Little Lies. Realizzano la miniserie tratta da un romanzo che, in quan- to tale, si conclude. Cast di star, regista di qualità, sceneggiatura avvincente. È il prodotto perfet- to, infatti va benissimo. Si decide di farne un seguito, chiedendo all’autrice del romanzo origina- rio di scriverlo. L’esito è debole, nonostante l’inserimento nel cast di Meryl Streep, accanto a Nicole Kidman e Reese Witherspoon. Questo, alla fine, è il parados- so della narrazione seriale: se il prodotto funziona va mandato avanti, più viene mandato avanti NOMI DI PUNTA Lily-Rose Depp in The Idol, la serie creata da Abel Tesfaye, Reza Fahim e Sam Levinson, regista anche di altri successi streaming come il film Malcolm & Marie e la serie Euphoria. 104 MC NOVEMBRE
MARZIA BENIGNA
IL CONDOMINIO CHE CAMBIA OGNI GIORNO All'ombra della Mole quattro palazzi dove abitano 192 famiglie di 30 etnie differenti. Tante lingue, altrettante spezie. Storia di una comunità pacifica che ha inventato un nuovo sentimento indigeno. Sinonimo di mondo globale. e alzi lo sguardo, a poche centinaia di metri Pallavicino, una volta abitate dagli operai dell’Italgas e in linea d'aria vedi la Mole Antonelliana. Sul- da una ventina d'anni passate in gestione all’Atc Torino la via, invece, una mostra open air: una serie (Agenzia territoriale per la casa del Piemonte): quattro di grandi foto realizzate da Arianna Arcara palazzi di quattro piani ciascuno in un grande cortile (attaccate ai pali della luce) che ritraggono con alberi, due entrate principali, 18 portoncini, 192 gli abitanti del quartiere e raccontano una appartamenti, molti assegnati ad associazioni che li storia multietnica. Perché come recita un gestiscono per progetti legati a migranti, a una comunità murales della zona, opera del gruppo Il Cerchio e le Gocce, LGBTQI e a donne vittime di tratta. Ma dove ancora Abitiamo in un unico spazio che sia chiama Mondo: è il abitano anche famiglie di ex operai italiani che a suo momento di un nuovo sentimento Indigeno. tempo avevano riscattato la casa dall'Italgas. Arte provocatoria sia gli scatti di Arcara (del collettivo In questo isolato dalla viabilità particolare - si entra da Cesura, a cura di Camera, centro italiano per la fotogra- un lato e facendo il giro si esce dall'altro - alle spalle dei fia) sia il murales, perché qui di indigeni ne sono rimasti palazzi ci sono gli antichi gasometri, che paiono ottovo- pochi; eppure, un mondo globale nuovo sta nascendo. lanti abbandonati, e vicino due grandi moderne strutture: Quello che conta 30 nazionalità diverse, dal Maroc- il campus universitario Luigi Einaudi costruito 10 anni co all'Egitto, Nigeria, Pakistan, Camerun, Ciad, Costa fa - 45mila mq con 14mila mq di verde, 70 aule per 8mila d'Avorio, Congo, Tunisia, Algeria, Senegal, Libia, Siria, studenti e un innovativo polo bibliotecario - considerato Bangladesh, Albania, Romania, Polonia, Ucraina, Ar- uno dei 10 edifici universitari più belli al mondo e la gentina, Venezuela, Colombia. Paradigma dell'umanità confinante residenza per studenti Edisu Olimpia che può e sinonimo di creazione e cura di una nuova comunità. ospitare fino a 400 ragazzi. Custode di questo melting LA LOCATION Siamo a Torino, all'incrocio tra i quartieri pot l'associazione culturale Off Topic che, arrivata qui nel Vanchiglia e Vanchiglietta, in una periferia molto vicina 2018, ha ristrutturato uno spazio del Comune e lavora per al centro storico, lungo la Dora Siena, nelle case di via l'integrazione. Testo di Valeria BALOCCO 107 MC NOVEMBRE
Quartieri LA GENTE «Siamo mischiati, famiglie rumene, tissimi altri in una babele di lingue». Così Fulvio, 56 anni, che SQUADRE marocchine, nigeriane e italiane. Vivo qui dal abita al secondo piano di uno dei palazzi centrali. È qui con il MISTE 2010 e conosco quasi tutti. Anche se tanti sono progetto ToHousing dell'associazione Quore che aiuta persone di passaggio. Quando ho bisogno dello zucchero LGBTQI. È arrivato tre anni fa per una triste vicenda di omo- Nella prima posso suonare a qualsiasi porta, ma le amiche fobia, hanno tentato di ucciderlo. Avrebbe dovuto fermarsi pagina i con cui chiacchiero e bevo il caffè sono Donatella, 12 mesi, ma il Covid ha bloccato il suo progetto: «Da subito palazzi di via italiana, e Petronella, rumena». Cristina, 39 anni, mi sono trovato a casa, accolto e accudito. Nel condominio Pallavicino, scappata anni fa dalla Romania, abita al quarto i rapporti sono tranquilli, saluto tutti e sono ricambiato. E 4 edifici piano in un appartamento della fondazione don faccio volontariato nella casa di riposo qua all'angolo». Con con 192 Mario Operti, col marito e il figlio, Alessandro, lui abita Vasy, 37 anni, transgender terapista salernitano di appartamenti 14 anni, che studia al liceo artistico. Anche origini bulgare che è arrivato da poche settimane: «Quando dove vivono Virginia, italiana, 75 anni, ex operaia Italgas in mi affaccio al balcone sento i profumi, le spezie, la musica famiglie di pensione, conosce tutti. È la memoria storica del araba. Ad esempio, sopra là vive una famiglia di tunisini e qui 30 etnie. quartiere, ricorda persino quando, negli anni davanti la signora P., torinese. C'è un clima familiare che non Sotto, il 70, hanno messo citofoni e buche della posta. ti aspetti», aggiunge mentre ci prepara un caffè. campetto di «Questo non è un condominio di alloggi, ma di Custode del tempo che passa è, invece, Fiorenzo, il meccanico calcio della persone. Mi piace stare qui proprio per questo», della via. Non vive nelle case di via Pallavicino ma la sua officina è residenza spiega anche nel documentario Ri_Generazioni proprio lì davanti. «Lavoro qui dal '53, mi chiamano il principe universitaria di Valentina Noya che racconta la comunità perché per due anni ho fatto la Parigi-Dakar», racconta con dove attraverso la voce dei protagonisti. orgoglio. «Tenere aperto il negozio mi costa di più che starmene l'associazione LE LINGUE «Vedi la Mole e pensi di essere in a casa, ma tant'è. Questa è la mia medicina e così controllo il Quore ha un mondo, poi ti affacci al balcone e ne vedi tan- quartiere. Sono tutti miei clienti, il V., il C. e N. del quinto pian- organizzato to. E gli stranieri, che la macchina vogliono parcheggiarla in corsi per i cortile perché temono i furti. Apro alle 6 del mattino e ne vedo bambini delle tanti che escono per andare a lavorare: Nadir, Abdul, Karim… case Atc. Da queste parti si chiamano tutti così, mi salutano tutti. Più tardi vedo le mamme coi figli, che sono squisiti». I GIOCHI In via Pallavicino i bambini non hanno barriere linguistiche e, anche se non parlano italiano, si comprendono. Stanno molto in cortile, il gioco unisce più di tutto. «Lo fanno molto più di tanti coetanei che passano ore davanti agli schermi dei device», spiegano gli operatori delle associazioni. «Li vedo spesso dalla mia stanza con le mani attaccate al cancello e gli sguardi sul nostro campetto di calcio», aggiun- ge Alice, 22 anni di Ivrea, che studia I bambini non creano MARZIA BENIGNA barriere e, anche se non parlano italiano, giocano insieme nel cortile e nel campetto di calcio 108 MC NOVEMBRE
Quartieri Global Law al Campus Einaudi. Vive da due anni nella residenza universitaria ed è uno dei volti ritratti dalla Arcara. «In residenza ci sono studenti da tutto il mondo, che eterogeneità, ben diverso dalla mentalità chiusa della mia città». «I bambini scavalcavano la recinzione dell'opera universitaria, per sfidare le re- gole», racconta Giuseppe Vernero, edu- catore professionale di Quore e respon- sabile del progetto ToHousing. «E allora abbiamo aperto una porta, li abbiamo fatti entrare e organizzato per loro corsi di calcio. E quest'estate spettacoli di tea- tro improvvisato e di capoeira». Quore, come altre associazioni presenti in questi palazzi, lavora per aggregare ed evitare tensioni sociali. Ma assicurano: «Non c'è isolamento, né segregazione». Anzi, tanta musica. Come quella suonata dagli stru- menti africani di Magatte, 38 anni, sene- «Se aspettiamo gli altri, sarà sempre ilgalese, musicista (altro volto della via) che insegna nelle scuole. «E quella di gruppi viaggio degli altri. Noi, invece, ci muoviamosudamericani e arabi che si divertivano ad animare i marciapiedi nelle calde serate di perché crediamo nel bene comune»quest'estate», ricorda Alice. «Si cerca di abbattere ogni barriera, etnie e identità sono risorse e ricchezze» aggiunge Suor Stefa- universitaria abbia un omologo della stessa na- SEMPRE nia, carmelitana, che da sette anni dirige la scuola dell'infanzia zionalità nella casa. Pensa che musica!». Suona APERTO paritaria del quartiere (nata anni fa per permettere alle donne bene detto da Annarita, che per anni ha fatto la Sopra, MARZIA BENIGNA operaie di lavorare) e che punta «a un patto di reciproco rispet- manager musicale e diretto eventi collaterali per l'entrata to soprattutto con le famiglie musulmane, perché da noi per ora la Biennale d'arte di Venezia. «Se aspettiamo gli di Off coi bambini italiani ci sono solo due rumeni e un rom». altri sarà sempre il viaggio di altri. Noi, invece, ci Topic, hub LA COMUNITË Appena fuori dai palazzi c'è Off Topic, l'asso- muoviamo perché crediamo nel bene comune». culturale ciazione culturale (con staff a maggioranza femminile) con teatro, E così quest'estate hanno organizzato il Festival con teatro, bistrot, spazi di co-working e uffici di artisti. «Volevamo costruire dei cortili con merende etniche, in settembre le bistrot e un posto dove tutto è possibile, #tuttoquellochepuoi, come dice pulizie del quartiere. Un volantino attaccato negli spazi di co- il nostro slogan; c'è chi dice che ce l'abbiamo fatta. Lo sforzo è androni delle scale chiamava tutti a partecipare. working. quello di integrare, e far capire che qui la porta è aperta 24 ore Poi ci sarà il mercatino dei mobili. E presto una Sempre su 24. Perché se c'è una cosa che il Covid ci ha insegnato bene è grigliata. Magari col fresco invenduto della Coop aperto per che i confini non esistono» spiega la vulcanica Annarita Masullo, che qui, per un accordo con l'associazione Quore, gli abitanti fondatrice dell'hub che propone festival, reading e corsi. «Il nostro arriva tutte le settimane e viene distribuito alle del quartiere non è un luogo di passaggio, ma uno spazio per chi vive qui e per famiglie in difficoltà, italiane e straniere. e per tutti chi ci viene a trovare», aggiunge Luca Spadon, presidente di Torino «Siamo abitanti tutte e tutti dello stesso quelli che Youth Center e co-fondatore. I due raccontano con orgoglio che pianeta e non di un fazzoletto di terra», dice qui vengono qui arrivano spesso i Subsonica, Elio, Lo Stato sociale. Sono passati Annarita citando il manifesto di Off Topic. a mangiare Margherita Vicario, Niccolò Fabi e tantissimi altri. E sottolineano: Poi si volta verso suor Stefania e le chiede: e per gli spettacoli. Dietro si intravedono i palazzi Atc. \"indigeno\" non è una parola è un sentimento. «Ecco perché uno dei «Come dite voi: Aiutati che Dio t'aiuta»? Suor miei desideri è di fare in modo che ogni studente della residenza Stefania annuisce, e sorride. 110 MC NOVEMBRE
Dibattito A che 1.\"PER MOLTI SECOLI LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE HA CORPO giochiamo POSSEDUTO UN SOLO CAPITALE, e quel capitale era il proprio corpo. Con il corpo si facevano i bambini, con il corpo si andava nei luoghi, con Testo di Sara DEL CORONA il corpo si lavorava. Il corpo resisteva e il corpo offriva servizi\". Inizia così il nuovo libro (Il corpo in questione, Ponte alle Grazie) di Costanza LE QUESTIONI DI SESSO E DI GENERE Jesurum, psicoanalista, terapeuta e blogger che fa della divulgazione in- SONO DI VITALE IMPORTANZA. E COM- telligente una missione. E, aggiunge poco più avanti, \"il corpo era la vita PLICATE. DIALOGO CON COSTANZA JE- che si usava\": non c'era margine perché potesse essere pensato. Lui, e con SURUM CHE, CON UN LIBRO, PROVA A lui il sesso. Nonché il genere e tutte le sue questioni. Eravamo arretratis- RACCONTARE IL LORO LUNGO VIAGGIO. simi. Però da quando invece ne parliamo, insieme alle grandi conquiste civili abbiamo sviluppato una certa miopia. Siamo molto impegnati nelle discussioni, lottiamo per i principi, mettiamo gli asterischi e i calzini ar- cobaleno. Ma abbiamo perso il senso della prospettiva e sottovalutiamo la lunga accidentata strada percorsa, i segni che ci ha lasciato sulla pelle e nell'inconscio. Il corpo è venuto prima del pensiero ma poi il pensiero si è messo a correre velocissimo, si è alleato coi social e rischia di lasciarlo indietro. La conversazione con Costanza Jesurum è un'occasione per co- stringerlo a rallentare, e magari a darsi un'occhiata allo specchio. «Il grosso del2. PERCHÉ NON INIZIARE DAI BACI. Ultimamente non sono più quelli di una volta. Prendiamo l'attore trentenne Giancarlo Commare che sul tappeto rosso del problema è Festival di Venezia ha baciato con voluttà sulla bocca non una dama qualsiasi, ma una confusione precisamente sua madre. Aggiungiamoci la questione dei baci tra genitori e figli, tra tra pubblico bimbi e loro coetanei, egualmente raccontati attraverso la viralità dei social. «Quelli e privato che tra bambini niente di che, vedono i grandi fare così e replicano. Direi invece che in deliberatamente si generale, sarebbe importante che madri e padri smettessero di usare sui social i figlioletti minorenni. Mi sembra un abuso che potrebbe portare a conseguenze non previste. Per me il grosso della questione è una confusione tra pubblico e privato annulla a scopo diche deliberatamente, a scopo di marketing, viene annullato. Credo che questo sarà marketing»pagato caro. Da Bellissima a Che fine ha fatto Baby Jane? abbiamo una discreta filmografia che racconta il dolore dei bambini usati nar- cisisticamente dai genitori anche attraverso i loro corpi. 3. PERÒ DOBBIAMO AI MARTELLAMENTI DEI SO- Magari ci si scandalizza per altri generi di situazioni, CIAL, dopo il primo famoso articolo del New York Times, ma io penso a una cosa come i primi passi di un figlio: se qualche denuncia per molestie sessuali si è trasformata sono i suoi primi passi nella vita, un'immagine con un in un movimento globale. Adesso, a distanza di cinque an- immenso valore simbolico. Un'esperienza così persona- ni, come se la cava il MeToo? «Di sicuro continua a indurre le, perché deve diventare oggetto della collettività?» le persone a ragionare su cosa sia lecito e cosa no». Ha get- tato in un caos provvidenziale i codici comportamentali Siamo molto impegnati nelle discussioni, tra i sessi: «Prima qualcuno doveva essere forte, qualcuno doveva essere gentile, qualcuno doveva avere delicatezza e mettiamo gli asterischi e i calzini qualcuno irruenza. Ora è diverso, ma direi che l'aria stava arcobaleno, ma abbiamo perso il senso già cambiando ed è per questo che il MeToo è stato possi- bile». Vale comunque la pena ricordarsi che si tratta di un della prospettiva, della strada accidentata fenomeno che in realtà non parla di sesso ma di potere: che abbiamo percorso «Potere contrattuale amministrativo. Una compravendita per avere la chance di entrare in un certo contesto. Riguar- da gli avvocati del lavoro, non gli psicoterapeuti». Non è un caso che la performance migliore del MeToo sia stata far lavorare di più registe, attrici, imprenditrici. 113 MC NOVEMBRE
Dibattito 4. SEMBRA INVECE CAMBIARE UN PO' MENO LA STO- RIA DELLO STALKING, che continua a ripetersi sempre uguale Chi sembra avere le idee chiare sulla nelle sue dinamiche e purtroppo spesso ha come ultimo capitolo, propria identità sono proprio glidrammatico, il femminicidio. E siccome siamo vicini alla Giorna- adolescentita internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), viene proprio da chiedere, ma perché questa storia non cambia? «L'organizzazione psichica di uno stalker non deriva 5. SI CAMMINA SULLE UOVA ANCHE INOLTRANDOSI da movimenti d'opinione, ma da un vuoto allucinante che lui vuo- NEI TERRITORI DELLA FLUIDITÀ DI GENERE. Anche se poli- le colmare, spesso dovuto a un accudimento inadeguato nei primi ticamente scivolosi, non si possono ignorare certi rovelli contem- anni di vita». La Jesurum nel 2014 aveva scritto Il manuale anti- poranei come questo: se la donna non è più tale in quanto madre stalking (il Melangolo). Oggi ci aggiungerebbe qualche paragrafo? e nemmeno in quanto femmina cioè in possesso di determinati «L'avevo pensato per donne molto giovani, adolescenti, per aiutarle organi sessuali, è tale in quanto cosa, esattamente? «Io veramente a individuare, senza usare una terminologia psichiatrica, quando a costo di sembrare reazionaria direi che è tale in quanto ha quegli lo psichiatrico entra nella coppia. E direi che questo psichiatrico organi sessuali. Il nostro primo ambiente culturale, la nostra casa, non si è mosso di una virgola. Quella che aggiungerei, ora, è una è il corpo che ci è capitato. Uno può decidere di arredarlo come riflessione. Anche se il problema dell'inefficacia della legge anti- gli pare. Può metterci i figli oppure, poiché vive in una parte di stalking è legato spesso alla difficoltà dei dipartimenti di polizia mondo in cui si può scegliere, un romanzo, ma in ogni caso in di raccordare le denunce e alle lacune nella loro formazione, l'esi- quella casa lo spazio per metterceli c'è». tazione giuridica con cui lo stalker viene perseguito non dipende Chi sembra avere le idee chiare in proposito sono proprio gli semplicemente dal becero maschilismo». Una donna minacciata adolescenti che a occhi poco attenti rischiano di sembrare, oggi, non può essere più di tanto protetta perché ci sono dei vincoli che genderless come le felpe che indossano. «Loro possono mettere proteggono invece, in altri frangenti, la nostra libertà di cittadini. nel loro corpo casa un sacco «Se ogni volta che uno teme l'aggressione di un altro, l'altro fosse di arredi tipici di case dell'al- giuridicamente obbligato a non fare un'azione... La questione delle 6. QUESTA METAFORA DO- tro sesso e continuare a vivere logiche preventive è delicatissima, da stato di polizia». MESTICA accende la fantasia, la propria identità sessuale con suscita domande. Se il corpo è molta fermezza». Come Blan- «Mi preoccupano la casa, chi sono gli intrusi? Non le influenze culturali, perché se co, «o Damiano che si trucca l'offerta è vasta possiamo selezionarle. Piuttosto gli abusi, «cioè ciò da polimorfo, nel corpo casa ci la deerotizzazione che procura il disturbo post traumatico da stress, che introduce mette la qualsiasi, ha la fidan- del reale e la oggetti simbolici indigeribili» e torna con immagini disturbanti zata e va allo stadio». O forse mancanza di a sporcare anche i momenti più belli «come una merda nel piano semplicemente diversamente coraggio collettivo cucina», che non viene più via. E invece cosa si dovrebbe mette- ambigui rispetto a Boy George, re in cassaforte? «Ogni casa deve avere uno spazio per i tesori. Il con linguaggi, strumenti e voci nel raccogliere la campo delle relazioni è sacro». Ma non quelle che si consumano che non copiano il passato. sfida alle nostre nella stanza più ipertrofica del momento, il salotto, «luogo di ape- sicurezze che è ritivetti di rappresentanza. Intendo le sbornie tra amici, le cene per mangiare e bere che vengono bene in cucina». Chissà mai che tra un figlio» una carbonara e un pinot nero si riprenda gusto anche nel por- tare avanti l'antica pratica della riproduzione, e si metta un freno all'attuale crollo demografico. «Altro che confusione dei generi, a me preoccupa la sottile deerotizzazione del reale e questa nostra mancanza di coraggio collettivo nel raccogliere la sfida alle sicu- rezze (economiche ma soprattutto narcisistiche) che è un figlio. E se tradisce le aspettative? Se non è sano? Se non è l'ideale del sé che desidero? Allora ne faccio uno solo e, poveraccio, lo incarico RAGIONANDOCI UN PO' dell'impossibile. Lo dico da una che ha iniziato tardi perché un po' Il corpo in questione - Per costretta e poi avrebbe volentieri continuato. Fateli presto e fatene una psicologia del sesso di tanti, più sono e più si arrangiano, diventano un collettivo, e i ge- Costanza Jesurum (Ponte nitori passano dalla marcatura a uomo alla marcatura a zona». alle Grazie) è ora in libreria. 114 MC NOVEMBRE
IL PARCO, LUOGO Testo di Emanuela MIRABELLI 117 MC NOVEMBRE DELLE POSSIBILITÀ Foto di Irina ROZOVSKY
Portfolio rande, quieto, generoso e pazien- spazio come in metropolitana o in ufficio, ma ci immergiamo nella te, assorbe la nostra tristezza e fa loro atmosfera con sensi e sentimenti aperti. Capita che a sua volta eco alle nostre gioie, ci trattiene un luogo interagisca con noi perché «è suscettibile alla brutalità delle e ci rinnova, custodisce i nostri stagioni, cade in rovina, ha i suoi umori e temperamenti, ma non segreti e registra le nostre sto- tradisce mai la democrazia». é questa la descrizione che la fotografa rie». Suonano come parole per Irina Rozovsky dedica a Prospect Park di Brooklyn ed è l'estensione riassumere l'amico ideale, invece degli scatti lirici che vedete davanti a voi. Nata a Mosca e trasferitasi si riferiscono a un luogo che molto probabilmen- in America a 7 anni, Rozovsky non aveva mai pensato a questo luogo te frequentiamo. Certi posti sono come persone vicino a casa come a un soggetto da fotografare. Poi un giorno, grazie ed è per questo che, quando ci troviamo in loro a un giro in barca nel laghetto in mezzo a Prospect Park, si è accorta compagnia, non ne occupiamo semplicemente lo che da quella prospettiva il luogo dispiegava nei suoi piccoli anfratti la 118 MC NOVEMBRE
quintessenza del melting pot statunitense, unito in e i suoi visitatori. Infine, raccoglie gli scatti in un libro, In Plain Air un momento di quiete e rilassatezza. Descrive così (Mack Books). Rozovsky fissa in pellicola quelli che definisce i ritratti quella visione: «Un'umanità che con facilità e pal- del parco, momenti in cui le persone sono isolate e assorte nel loro pabilmente ci fa abbassare le nostre guardie. Non ci mondo. In alcune foto affiora un alone di malinconia, che per Rozo- sono porte da chiudere, muri che separano, niente vsky «è qualcosa di non comune da vedere rappresentato in America, da possedere. Se il paradiso può essere disseminato perché qui o sei felice o depresso; se c’è della tristezza, qualcosa non di lattine e mozziconi di sigaretta, allora eccolo va». Altre immagini esprimono la serenità di chi passa la giornata in qui». Quell'apparizione idilliaca che non aveva mo- un punto del parco dove si sente come sul divano di casa o mostrano do di manifestarsi nella fretta delle strade di New la cura dei visitatori, che tornano e ritornano in zone specifiche di York folgora Rozovsky e da quel momento del 2011 Prospect Park ad accudire uno spazio che è come se gli appartenesse. e per i successivi 10 anni fotografa Prospect Park Il talento di Rozovsky sta nel tradurre in immagini i frequentatori 119 MC NOVEMBRE
Si possono vivere momenti privati in un luogo pubblico. Tutti hanno lo stesso diritto di sentirsi a proprio agio davanti agli occhi di tutti
QUEL PRECISO MOMENTO «Non sapevo mai chi avrei incontrato, nessuno si è rifiutato di essere fotografato e con le persone che ho scattato ho passato al massimo 15 minuti», racconta la fotografa Irina Rozovsky che nelle sue immagini ha colto uno stato di grazia che mette in equilibrio ambiente, atmosfera e persone. 121 MC NOVEMBRE
Portfolio mentre continuano a fare davanti al suo obiettivo dell'essere visti: siamo già ben disposti, ci troviamo in uno spazio di quello che stavano facendo prima, ed è per questo natura che ci nutre. «Certi posti sono così forti che ci portano nella che i suoi scatti appaiono così intimi e privi di nostra forma più pura», conclude Rozovsky. Qualsiasi giardino urba- voyeurismo. Le immagini ci mostrano evasione, no rimane il luogo migliore per familiarizzare con le culture diverse amore, amicizia, intimità con se stessi, famiglia: di- presenti in città mentre si godono momenti di svago e relax, una mostrano che si possono vivere momenti privati in specie di educazione civica esperienziale. Dalla pandemia, molta della un luogo pubblico dove tutti hanno lo stesso diritto vita sociale si è trasferita qui e ci rimane. Anche la crisi economica di sentirsi a proprio agio e sono potenzialmente contribuisce a considerare il parco un'opzione valida per passare del visibili agli occhi di tutti. Si crea una dimensione tempo con gli altri, perché è gratuito e anche romantico. È diventato tra pubblico e privato diversa dai social, in un parco un'appendice di casa, dove fare tai chi, seguire lezioni di ginnastica su viene automatico allentare la parte performativa zoom, festeggiare compleanni. È l'erede naturale della piazza - che già 122 MC NOVEMBRE
da tempo aveva perso la sua funzione sociale per DIARIO VERDE una più commerciale -, di cui incarna una versione dilatata, rilassante e inclusiva. Solo nel parco Bi- In Plain Air di Irina blioteca degli Alberi Milano (BAM) nel 2022 sono Rozovsky (Mack stati organizzati più di 200 appuntamenti gratuiti di Books) è un ritratto cultura, natura, educazione e benessere e quest'an- lirico di Prospect no in varie città italiane il Gay Pride si è concluso Parc a Brooklyn e dei disseminando il suo corteo in un giardino pubbli- suoi visitatori. Il libro co. I luoghi, come le persone, possono accoglierci contiene un testo incondizionatamente e ispirarci nuovi sguardi. In della stessa Rozovsky fondo il mondo sta tutto in un parco. che descrive in maniera evocativa la vita multiculturale nel parco. 123 MC NOVEMBRE
La storia perto che suo fratello era compatibile al 100% per il trapianto del midollo, eravamo felici in un modo infinito, quel giorno. E dopo il trapianto, abbiamo fatto del nostro meglio per guarire. Ma come spesso accade, sono intervenute delle complicazioni, e una sorta di rigetto ha colpito l'apparato gastrointestinale. I La SALVEZZA medici hanno cercato di gestire la cosa per tre mesi, ma alla è una montagna fine non è stato più possibile. Noi eravamo dentro un nostro incantesimo. Se c'è un problema, esiste per forza anche la soluzione, non è sempre così? Abbiamo provato tantissimi approcci diversi, l'agopuntura, il reiki, ogni possibilità della nell'oceano medicina alternativa che l'ospedale permetteva man mano che la medicina convenzionale falliva. Ricordo un giorno, meno di due settimane prima che Diana morisse. La dottoressa, davve- ro brava da ogni punto di vista, anche umano, venne due volte Testimonianza raccolta da Sara DEL CORONA a parlare con lei: ok, Diana, non ci sono più cose da provare, è il momento di smettere di cercare soluzioni per trovare pace. ANCHE LE PERSONE PIÙ FELICI DEL MONDO Stai con la tua famiglia. Ricordo perfettamente le esatte parole SI AMMALANO. E I BUCHI PIÙ NERI con cui le ha risposto: sei un medico, hai l'obbligo di darmi SI ILLUMINANO SU SENTIERI IN SALITA. informazioni mediche, di ragguagliarmi sulle mie condizioni cliniche, ma nessuno a questo mondo, nemmeno tu, può to- Mi chiamo Henry Simões e sono portoghese gliermi la speranza di vivere. Non ha mollato fino all'ultimo ma nato in Venezuela, dove i miei erano mi- giorno e io a dispetto di qualsiasi evidenza ci ho creduto insie- grati per lavoro. Siamo tornati indietro, in me a lei. Il limite che mi davo, che davo al mio pensiero, erano una piccola città vicino ad Aveiro, per la mia 24 ore. In una di quelle Diana è morta. prima elementare. In Sudamerica la vita era Aveva trovato la sua pace. Io ero un buco nero e dovevo buttar- meno sicura e passavamo molto tempo a mici dentro per trovare la mia. casa, mentre a Vagos potevo giocare per la Non potevo stare senza un piano. Ho deciso di lasciare il la- strada senza problemi. Ho bellissimi ricordi voro. Era un buonissimo lavoro, guadagnavo un sacco di soldi di quel periodo. Ma la storia della mia vita è iniziata quando ho incontrato Diana. Migliori amici da adolescenti, a 16 anni uscivamo già insieme, a 26 ci siamo sposati. La nostra era una relazione armoniosa, solida. Io avevo studiato elettronica, mi sono specializzato in robotica e automazione e ho iniziato a lavorare in quel settore per una multinazionale, lei aveva un dottorato in psicologia positiva, era molto appassionata e sviluppava progetti dedicati ai bambini, agli adolescenti e alle famiglie. Realizzazione professionale, relazione perfetta, tanti amici, famiglie di origine amorevoli: la valle dell'Eden. A 33 anni Diana si è ammalata di leucemia. Che è una malattia subdola, se non la cerchi se ne resta ac- quattata, e sfortuna vuole che questa forma fosse particolarmente insidiosa. Per arrivare alla diagnosi ci sono voluti quattro mesi e, come disse un medico, più esami di quanti ne fa mediamente un individuo nella sua intera esistenza. Diana non capiva: sono la persona più felice del mondo, ho cura di me, faccio esercizio, non fumo, non bevo, non mi ammazzo di zuccheri o di grassi saturi, perché è successo? Questo all'inizio, poi è iniziata la lotta. Otto mesi in un ospedale oncologico. Sono stato là sempre, per lei. Per cinque mesi solo di giorno e andavo a dormire a casa di mio suocero. Negli ultimi tre le cose si sono com- plicate, il sistema immunitario di Diana è andato, e per evitare di contaminarla con virus e batteri portati da fuori, sono restato anche di notte, grazie alla gentile concessione dell'ospedale. In quel periodo tutto, della mia vita, si è fermato. Mia moglie e io eravamo concentrati sulla sua guarigione, ci lavoravamo a tempo pieno. Cercavamo le opzioni di cura migliori, ne parlavamo coi medici, contattavamo centri in- ternazionali. Se un giorno era particolarmente duro, lei diceva domani andrà meglio. Se i trattamenti di- ventavano molto pesanti, diceva ok, questa situazione non può che migliorare. Lo diceva sempre, sempre. Navigavamo in un grande oceano, c'erano onde alte ma anche giorni di sole, come quando abbiamo sco- 124 MC NOVEMBRE
Ho iniziato a lavorare ufficialmente nel 2019 ma poi è iniziato il periodo del Covid ed è stato difficile. A un certo punto nel 2020 sono stati sospesi anche i voli, non arrivava più nessuno e ho deciso di com- portarmi come chiunque sia nato nell'isola ed è abituato a saper fare un po' di tutto per sopravvivere. Ho iniziato a lavorare su un peschereccio: ho chiesto al capitano se poteva prendermi come aiutante, ha accettato, e dopo il tempo necessario a imparare il mestiere, ho iniziato a pescare. In questo 2022 sono tornato al mio progetto, Up to Pico. Porto la gente sulla montagna e ho poche stanze per ospitare qualche cliente, ma non utilizzo i canali soliti della pubblicità, mi affido solo al passaparola. Penso che dovremmo condurre solo business che abbiano al massimo la misura delle nostre braccia: è l'unico modo di occuparsene come si deve, perché se diventano più grandi, per ogni cosa buona in più che entra ce n'è una altrettanto buona che esce, è una legge più fisica che economica. La montagna può darti una gamma sterminata di emozioni. Diverse per ogni persona che porti in cima. Di solito gli escursionisti arrivano credendo che si salga su un sentiero, e invece si trovano ad affrontare punti difficili, rocce complicate. È quello che succede in generale vivendo: ognuno ha provato molte volte questa sensazione e la porta con sé anche durante la salita sul Pico. Ognuno reagisce a suo modo e da ognuno ricevo qualcosa. Racconto spesso la mia storia perché se la gente non conosce il mio passato non comprende il mio pre- sente e non rispetta il mio futuro. Una volta ero su, sul cratere, e avevo una bellissima casa ma all'improvviso tutto questo con una coppia di tedeschi. La donna mi disse che era una do- era niente. Ho realizzato che quando Diana tornava, la sera, natrice di midollo osseo. Era restata in contatto con la persona raccontava di progetti che riguardavano persone, una vita bru- che, grazie a lei, era guarita dalla leucemia. Ho saputo così che licante, mentre io portavo solo tecnologia. Ho preso un aereo, per qualcuno è stato possibile: spartirsi in due la vita per farla sono andato a parlare col direttore generale. Mi ha detto: come bastare. Questa storia di salvezza trovata sul Pico mi ha reso collega e tuo capo, sono disposto a qualsiasi cosa per tenerti incredibilmente felice. in azienda. Ma come amico ed essere umano, ti supporterò «Dovremmo condurre ovunque ti serva andare per costruiri un futuro. Per quattro solo business che abbiano mesi ho formato la persona che mi avrebbe sostituito, finché una mattina mi ha detto: sono pronto. E il giorno dopo sono partito. Il 30 dicembre 2017 mi sono trasferito a Pico, un'i- al massimo la misurasola delle Azzorre, dove non conoscevo nessuno. L'ho scelta per quattro motivi. Ci ero già stato con Diana in vacanza e delle nostre braccia: è l'unicoabbiamo passato due settimane stupende, accolti calorosa- mente dalla comunità locale. Si sente in maniera palpabile modo di occuparsene come si l'energia della montagna, il monte Pico, un cono vulcanico deve, perché alto 2351 metri che sorprende le aspettative di chiunque se diventano più grandi, per decida di salire in cima. Forma un triangolo con altre due ogni cosa buona in più isole, Faial e Sao Jorge, molto vicine e raggiungibili con che entra ce n'è una pochi minuti di traghetto: quando guardi l'orizzonte, non altrettanto buona che esce» vedi solo mare, non ti senti disperso nell'Atlantico ma an- corato a qualcosa. E poi, Pico è un'isola grande, in cui puoi perderti, e abbastanza varia da scongiurare la claustrofobia. E ho scelto come casa un rudere. In pietra vulcanica. Ci ho messo un anno per ristrutturarla e il giorno in cui ho iniziato mi sono fatto una foto all'interno e l'ho mandata ai miei amici, ho scritto: è come me, completamente di- strutta, senz'anima. Ma la struttura è solida, sarà di nuovo casa, e io avrò di nuovo un'anima. Nel frattempo, a chiunque mi chiedesse cosa volevo fare a Pico, rispondevo la guida di montagna. Volevo portare la gente fino in cima, non perché fossero importanti le pietre, ma la gente. 125 MC NOVEMBRE
Moda COGLIERE L'ATTIMO Abito VALENTINO. DAVID BELLEMERE Ascolteremo il RUMORE DEGLI ABITI Viaggio nella moda che ci farà osservare la bellezza, indossare la grazia, desiderare capi di sincera genialità. 127 MC NOVEMBRE
Cappotto in lana e cashmere, DIEGO M. Maglione in lana e gonna in nappa con frange, BOTTEGA VENETA. Calze in lana, CALZEDONIA. Sneakers NIKE.
SOFT Foto di David BELLEMERE Servizio di Elisabetta MASSARI Touch Variazioni di cromie e di texture, volumi morbidi, amplificati, elementi grafici. Calore e colore, antidoti per affrontare l'inverno.
DAVID BELLEMERE
Abito lungo in maglia tricot, ETRO. Nella pagina accanto. Doppio cardigan in lana e alpaca, completo in lana e camicia in cotone. Tutto DSQUARED2. Earcuff 4G Pearl con cristalli, GIVENCHY. Sneakers Gazelle, ADIDAS X GUCCI.
Cappotto in tessuto double, cappuccio-sciarpa imbottito, gonna in lana cardata e pantaloni tricot. Tutto ELENA MIRÒ. Earcuff 4G Pearl con cristalli, GIVENCHY. Sneakers PALM ANGELS. Nella pagina accanto. Giacca in shearling, blazer in twill di lana, pantaloni in denim. Tutto BRUNELLO CUCINELLI.
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DAVID BELLEMERE Abito in chiffon di seta e stivali in vitello scamosciato, HERMÈS. Occhiali da sole, PRADA EYEWEAR. Nella pagina accanto. Maxi cardigan e girocollo in cashmere, camicia in popeline di seta, abito e pantaloni in baby cashmere e calze. Tutto LORO PIANA. Cappello STETSON. Sneakers NIKE.
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Maglione in cashmere, montgomery in panno di lana, trench in gabardine e cap. Tutto POLO RALPH LAUREN. Pantaloni in cashmere, RLX. Earcuff 4G Pearl con cristalli, GIVENCHY. Calze in cashmere, LORO PIANA. Sneakers PALM ANGELS. Nella pagina accanto. Bomber oversize e abito in lana, ISABEL MARANT. Calze LORO PIANA. Sneakers NIKE.
Collo in lana, ACNE STUDIOS. Cappotto in lana, UNITED COLORS OF BENETTON. Abito in lana allacciato DAVID BELLEMERE in vita, BLUMARINE. Pantaloni in lana bouclé, KRIZIA. Nella pagina accanto. Blazer e pantaloni, MARCIANO BY GUESS. Maglione OVS PIOMBO. Cappello STETSON. Earcuff 4G Pearl con cristalli, GIVENCHY. Calze LORO PIANA. Sneakers Gazelle, ADIDAS X GUCCI.
Camicia in nylon, giacca in vita in lana tecnica, pantaloni in misto cashmere. Tutto PINKO. Reggiseno in tulle stretch, ERES. Earcuff 4G Pearl con cristalli, GIVENCHY. Nella pagina accanto. Cappotto GABRIELE PASINI. Gonna asimmetrica in gabardine di cotone, DIOR. Abito stretch in cashmere, EXTREME CASHMERE. Occhiali da sole, GIVENCHY. Sneakers Gazelle, ADIDAS X GUCCI. Servizio Elisabetta Massari. Foto David Bellemere. Ha collaborato Caterina Castello. Modella Margaux Lion @fashionmodel. Trucco Seiko Nishigori @greenappleitaly. Capelli Roberto Pagnini @productionlink. Per la location si ringrazia: Hi-Location/Lighthouse Studio Srl, Milano (hilocation.com).
Abito monospalla in lino, top con placche in metallo, pantaloni in cotone e boots, LOUIS VUITTON.
Custode del FUTURO In un'oasi segreta di San Diego, l'anteprima della collezione Crociera Louis Vuitton: visioni intergalattiche e amazzoni al limite della science fiction. Foto di David SLIJPER Servizio di Ivana SPERNICELLI
Crop top con decori argento, minigonna in pelle con doppia cintura, pantaloni harem in lino. Borsa Petite Malle DAVID SLIJPER in metallo, cintura con anelli, stivali in pelle con oblò. Nella pagina accanto. Tank top in cotone con profili in maglia, pantaloni harem in lino. Cappello, cagoule, occhiali con lenti specchiate. Tutto LOUIS VUITTON.
Abito ricamato con inserti in metallo sulle maniche. Polsiere in pelle metallizzata. Nella pagina accanto. Giacca in pelle con frange, longuette in pelle. Cappello in cotone, stivali in pelle. Tutto LOUIS VUITTON. Servizio Ivana Spernicelli. Foto David Slijper. Modella Emm Aruda @elitemodels. Casting director Ashley Brokaw. Trucco Veronica Ibarra @streeters. Capelli Shaun Mcintosh @streeters, assistente Shane Thomas.
Giacca bouclé con stencil floreale e camicia, TORY BURCH. Guanti PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI.
Back to NYC Un reel, un video, una cartolina: all'ombra dei grattacieli, viaggio di moda nella città che, ancora una volta, accoglie le evasioni di stile. Foto di Elisabetta MASSARI Servizio di Ivana SPERNICELLI
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