storicang.it RELIGIONE E MAGIA A ROMA VICHINGHI IL TERRORE D’EUROPA LA SFINGE DI GIZA PALMIRA LA PERLA D’ORIENTE IL DUOMO DI MILANO LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRIA CENTRO DEL SAPERE DELL’ANTICHITÀ N. 161 • LUGLIO 2022 • 5,90 E 20161 9 772035 878008 periodicità mensile - esce il 18/06/2022 - poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n° 46) aut. mbpa/lo-no/063/a.p./2018 art. 1 comma 1 - lo/mi. germania 13,70 € - svizzera c. ticino 12,20 chf - svizzera 12,50 chf - belgio 11,80 €
EDITORIALE I l re [Tolomeo II] scrisse ripetutamente lettere all’indirizzo di ogni monarca della terra con l’invito a non rifiutare il compito di spedirgli libri prodotti sotto il loro dominio e governo di poeti, cronachisti, retori, filosofi, dottori, professori di medicina, storici e così via». Così il vescovo Epifanio, vissuto alla fine del IV secolo, racconta di come la biblioteca di Alessandria d’Egitto divenne uno dei più importanti centri del sapere dell’antichità. Ossessionati dal desiderio di raccogliervi il maggior numero possibile di opere, si dice che i Tolomei avessero dato ordine di sequestrare ogni nave che fosse entrata nel porto di Alessandria per confiscare un bottino più prezioso dell’oro: i manoscritti che potevano contenere. Non solo: nella biblioteca, i cui corridoi erano percorsi da sapienti provenienti da ogni parte del mondo conosciuto, si realizzavano copie e traduzioni delle opere che vi erano custodite; se ne dava lettura pubblica e s’incentivava il dibattito tra i saggi, che ricevevano uno stipendio esente da qualsiasi tassazione per dedicarsi allo studio. Questo grande centro del sapere del mondo antico non fu solo custode di opere: al suo interno il metodo aristotelico fiorì e si diffuse in ogni dove, seguendo i passi dei sapienti che andavano e venivano dalla capitale d’Egitto. La biblioteca di Alessandria, andata distrutta intorno al IV secolo, fu un crocevia di culture, un luogo dove solo chi entrava con mente aperta, sguardo attento e voglia di scoprire era benvenuto; dove il sapere era la moneta più preziosa; dove ogni cultura trovava dimora. Se ti appassiona la storia, di sicuro ti piacerà la nostra newsletter settimanale. Scansiona il codice e la riceverai gratis ogni settimana sulla tua mail.
14 114 8 ATTUALITÀ 22 18 14 PERSONAGGI STRAORDINARI 4 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC Skanderbeg Nel XV secolo frenò l’avanzata ottomana in Albania per 25 anni. 18 EVENTO STORICO Il Ku Klux Klan Fu fondato nel 1865 per dare la caccia alla popolazione nera negli USA. 22 VITA QUOTIDIANA I salotti parigini Nel XVIII secolo le dame vi riunivano gli esponenti di spicco della società. 114 GRANDI SCOPERTE Gilf Kebir, l’oasi perduta Delle pitture rupestri raccontano il passato rigoglioso del Sahara. 120 STORIA VISUALE L’Egitto cento anni fa Ormai regno indipendente, di fatto rimase sotto la tutela britannica. 128 LIBRI E MOSTRE
42 PALMIRA, UN’OASI MULTICULTURALE GRAZIE alla sua posizione privilegiata in una fertile oasi del deserto siriano, lungo la grande rotta commerciale che univa il Mediterraneo ai mercati dell’est, Palmira divenne la città più ricca e brillante delle province orientali romane. Nel III secolo d.C., al momento di massimo splendore, la città arrivò ad accogliere circa 200mila abitanti e sviluppò un’identità propria basata sulla pluralità etnica, linguistica e religiosa. DI FRANCISCO DEL RÍO SÁNCHEZ PALMIRA. ATTRAVERSO IL MONUMENTALE ARCO IN PRIMO PIANO SI ACCEDEVA ALLA CITTÀ. 28 La Grande Sfinge di Giza 70 Malocchio e magia a Roma Scolpita come la colossale rappresentazione di un faraone, la Sfinge di Giza fu adorata come una divinità solare alla quale Abituati a indossare si presentavano offerte. Secoli dopo i contadini arabi caddero amuleti per proteggersi prede del terrore di questa misteriosa figura. DI JOSÉ LULL dalle disgrazie, i romani credevano pure che 56 La biblioteca di Alessandria si potessero invocare divinità infernali per Nella capitale del Paese i re greci d’Egitto crearono una biblioteca infliggere dolore o nella quale raccogliere tutto il sapere del loro tempo. Questo vendicarsi di un nemico. luogo divenne un centro di ricerche e attrasse i saggi più Scrivevano maledizioni prestigiosi dell’antichità. DI JUAN PABLO SÁNCHEZ su tavolette di piombo, che poi 84 Il duomo di Milano seppellivano in luoghi Costruito per volere di Gian Galeazzo Visconti, doveva reconditi rivaleggiare in magnificenza con la parigina Notre-Dame affinché non e diventare il gioiello della città che il duca di Milano voleva venissero rendere capitale del regno d’Italia. DI TITO GILIBERTO trovate. 100 Il terrore vichingo DI PEDRO ÁNGEL FERNÁNDEZ VEGA Tra il IX e l’XI secolo gli scandinavi, armati di scudi, asce e spade, misero a ferro e fuoco i territori del continente europeo. A instillare BULLA INFANTILE IN ORO. nei guerrieri vichinghi la sete di devastazione provvedeva Odino, MUSEO ASHMOLEAN, il loro terribile dio della guerra. DI ALBERTO ROBLES DELGADO OXFORD.
storicang.it Licenciataria de NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY, RELIGIONE Pubblicazione periodica mensile - Anno XIV - n. 161 NATIONAL GEOGRAPHIC TELEVISION E MAGIA A ROMA Editore: RBA ITALIA SRL PRESIDENTE VICHINGHI RICARDO RODRIGO via Gustavo Fara, 35 EDITORA IL TERRORE 20124 Milano ANA RODRIGO D’EUROPA tel. 0200696352 DIRECTOR GENERAL CORPORATIVO e-mail: storica@storicang.it JOAN BORRELL LA SFINGE Direttore generale: ANDREA FERDEGHINI DIRECTORA GENERAL DI GIZA AUREA DIAZ PALMIRA Coordinatrice editoriale: ANNALISA PALUMBO Grafica: MIREIA TREPAT DIRECTORA DE MARKETING LA PERLA Coordinatrice editoriale Italia: ELENA BILONI BERTA CASTELLET D’ORIENTE Collaboratori: VÍCTOR LLORET BLACKBURN (Consulente DIRECTORA CREATIVA editoriale); LUIGI COJAZZI; MATTEO DALENA; JORDINA SALVANY IL DUOMO ALESSANDRA PAGANO; AMARANTA SBARDELLA; DIRECTORA EDITORIAL DI MILANO MARTINA TOMMASI SUSANA GOMEZ MARCULETA Consulenti: MÒNICA ARTIGAS (Curatrice editoriale DIRECTOR GENERAL DE OPERACIONES LA BIBLIOTECA edizioni internazionali) JOSEP MARIA CASALS (Direttore, JOSEP OYA DI ALESSANDRIA rivista Historia) DIRECTOR DE PRODUCCIÓN IÑAKI DE LA FUENTE (Direttore artistico, Historia) RAMON FORTUNY CENTRO DEL SAPERE DELL’ANTICHITÀ Stampatore: ELCOGRAF SpA – Bergamo Difusión controlada por RITRATTO DI UNA GIOVANE (FORSE LA POETESSA Distribuzione: NATIONAL GEOGRAPHIC SAFFO), CON UTENSILI PER PRESS-DI DISTRIBUZIONE STAMPA & MULTIMEDIA SOCIETY SCRIVERE PROVENIENTE via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) DA POMPEI. I SECOLO D.C. “Suscitando interesse per l’esplorazione MUSEO ARCHEOLOGICO Pubblicità: e la protezione del pianeta” NAZIONALE, NAPOLI. Rita Cusani tel. 3358437534 National Geographic Society FOTO: FOGLIA / SCALA, FIRENZE e-mail: cusanimedia@gmail.com è un’istituzione scientifica ed educativa senza fini di lucro fondata a Washington Scrivici a Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 31 del 22/01/2009 nel 1888 e impegnata nell’esplorazione storica@storicang.it ISSN: 2035-8784 Per maggiori informazioni: © 2009-2022 RBA ITALIA S.L. e nella salvaguardia del pianeta. www.storicang.it Poste Italiane S.P.A Spedizione in abbonamento postale D.L. Seguici su Facebook: 353/2003 (conv. in L.27.02.2004 n.46) art.1, comma 1 LO/MI Interim President and CEO: www.facebook.com/ JILL TIEFENTHALER storicang Questa edizione è stata pubblicata da RBA Revistas, S.A., 2019 Seguici su Instagram National Geographic Yellow Border Design sono marchi registrati BOARD OF TRUSTEES @storicang National Geographic Society. Tutti i diritti riservati. Chairman: JEAN M. CASE Seguici su Twitter Direttore responsabile: Simone Bedetti Vice chairman: KATHERINE BRADLEY @storicang BRENDAN P. BECHTEL, AFSANEH Per informazioni e abbonamenti: BESCHLOSS, ÁNGEL CABRERA, ELIZABETH Sito internet: www.storicang.it (BETH) COMSTOCK, JACK DANGERMOND, Email: rba.abbonamenti@directchannel.it JOSEPH M. DESIMONE, ALEXANDRA Tel: 02 4957 2009 (Il servizio è attivo GROSVENOR ELLER, JANE LUBCHENCO, da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 19.00) KEVIN J. MARONI, STRIVE MASIYIWA, Posta: Direct Channel S.p.A. – Casella Postale, 97- MARK C.MOORE, GEORGE MUÑOZ, NANCY Via Dalmazia, 13 - 25126 Brescia. E. PFUND, LYNDON RIVE, EDWARD P. ROSKI, JR.,FREDERICK J. RYAN, JR., RAJIV SHAH, Per richiedere arretrati: ELLEN R. STOFAN, JILL TIEFENTHALER, Email: arretrati@mondadori.it ANTHONY A. WILLIAMS, TRACY R. WOLSTENCROFT. RESEARCH AND EXPLORATION COMMITTEE Chairman: PETER H. RAVEN KAMAL BAWA, JUSTIN BRASHARES, RUTH DEFRIES,MARGARET HONEY, ANTHONY JACKSON, GARY KNIGHT, STEVEN R. PALUMBI, ANDREW REVKIN, JERRY A. SABLOFF, ELEANOR STERLING NATIONAL GEOGRAPHIC PARTNERS SENIOR MANAGEMENT Editorial Director: SUSAN GOLDBERG General Manager NG Media: DAVID E. MILLER Global Networks CEO: COURTENEY MONROE Deputy Chief Counsel: EVELYN MILLER EVP Sales and Partnerships: BRENDAN RIPP EVP Business and Legal Affairs: JEFF SCHNEIDER Head of Travel and Tour Operations: NANCY SCHUMACHER Chief Financial Officer: AKILESH SRIDHARAN BOARD OF DIRECTORS JEAN M.CASE, REBECCA CAMPBELL, JOSH D’AMARO, KARIM DANIEL, NANCY LEE, KEVIN J.MARONI, PETER RICE, FREDERICK J.RYAN, JR., JILL TIEFENTHALER, MICHAEL L. ULICA. INTERNATIONAL PUBLISHING Senior Vice President: YULIA PETROSSIAN BOYLE, ALLISON BRADSHAW, ARIEL DEIACO-LOHR, KELLY HOOVER, DIANA JAKSIC, JENNIFER JONES, LEANNA LAKERAM, ROSSANA STELLA 6 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
IN EDICOLA Gli speciali di Storica National Geographic in edicola questo mese Speciale Dossier Speciale Storica Archeologia Speciale Storica Grandi Filosofi TUTANKHAMON, I TEMPLI 100 ANNI DELL’ANTICO FRANCIS BACON DI SCOPERTE EGITTO Costruì la propria filosofia Da quando, nel 1922, la candela Ricostruzioni in 3D di sulla certezza che l’autentica dell’archeologo Howard Carter Abu Simbel, Luxor e Karnak conoscenza permette il illuminò lo straordinario corredo progresso della società e funerario del celebre faraone, Un percorso che si snoda che, solo unendosi, scienza e questo tesoro non ha più attraverso i siti archeologici più tecnologia possono consentire smesso di meravigliarci. importanti dell’epoca faraonica, all’uomo di dominare la natura. un viaggio nel tempo dal IN EDICOLA DAL 28 GIUGNO fascino intramontabile. IN EDICOLA DAL 6 LUGLIO IN EDICOLA DAL 29 GIUGNO
AT T U A L I T À FRANCIA MEDIEVALE Ritrovamenti a Notre-Dame I lavori di ricostruzione della cattedrale parigina hanno portato alla luce reperti archeologici di grande interesse D opo il terribile in- trovate delle sepolture, tra Elementi architettonici e cendio del 15 aprile le quali si segnala un sar- resti di sculture appartenenti 2019 che ha quasi cofago in piombo in otti- all’antico coro della cattedrale, distrutto la cattedrale di mo stato di conservazione, che hanno conservato la Notre-Dame di Parigi, le che probabilmente risale policromia originale. autorità francesi si sono al XIV secolo. Gli speciali- Spettacolare prospettiva impegnate a ristrutturare sti ritengono che potrebbe della grande impalcatura la chiesa per riuscire a ria- contenere le spoglie di un di un centinaio di metri prirla il prima possibile. dignitario ecclesiastico. di altezza installata nel transetto di Notre-Dame. Una bara di piombo A pochi metri di distan- za sono stati rinvenuti pu- I lavori in corso nell’edificio re i resti di un antico coro parigino stanno portando in pietra, eretto intorno al a sorprendenti scoperte 1230 e decorato con elemen- archeologiche, soprattut- ti scultorei. La struttura fu to nella zona del transetto, demolita nel XVIII secolo dov’è stata eretta un’im- durante i lavori di ristrut- ponente impalcatura, alta turazione della chiesa. Tra i circa un centinaio di metri, reperti emersi spiccano in- che servirà a riposiziona- fine dei frammenti di scul- re la guglia della cattedrale, ture policrome, di forma crollata durante il disastro. umana e vegetale, e diversi In quest’area sono state ri- elementi architettonici. IL SARCOFAGO scoperto a Notre-Dame era schiacciato dal peso della terra e delle pietre. Una microcamera inserita al suo interno ha permesso d’identificare dei frammenti di tessuto e capelli e un cuscino di foglie. 8 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC INRAP INRAP
INRAP ELEMENTI NASCOSTI DOPO L’INCENDIO dell’aprile 2019 le autorità hanno intrapreso di- verse azioni immediate per iden- tificare, classificare e proteggere le macerie dell’area. All’interno della chiesa sono stati effettua- ti diversi interventi archeologici per individuare elementi nascosti nel sottosuolo e rilevare cavità e opere murarie sconosciute. A tal fine sono stati utilizzati i più mo- derni apparecchi per realizzare planimetrie fotogrammetriche e una prospezione geofisica che ha trovato anomalie strutturali in diverse aree: il coro, l’abside e le navate laterali. Inoltre gli elementi rivenuti durante i lavori sono stati analizzati e studiati in dettaglio. 1. Mani di pietra scolpite in atteggiamento di preghiera. 2. Busto di uomo barbuto la cui policromia originale si è conservata intatta. 1 2 Frammento di un rilievo con guglia, elemento architettonico tipico delle costruzioni gotiche. INRAP INRAP STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 9
AT T U A L I T À OPERAI della FABIO CARICCHIA / SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA soprintendenza di Roma estraggono dal sottosuolo l’ara di Valeria Laeta. IMPERO ROMANO L’ARA FUNERARIA dedicata alla giovane L’ara funeraria Valeria presenta di una ragazza un’iscrizione latina ancora leggibile: «Valeria P. F. Scoperti a Roma un colombario [Publius filia] Laeta vixit e un’ara funeraria del II secolo d.C. annis XIII m VII». Ovvero “Valeria Laeta, figlia di G li scavi archeologi- funeraria con un’iscrizione Publio, visse tredici anni ci di via Luigi Tosti, dedicata a Valeria, una ra- e sette mesi”. Le are nel quartiere Ap- gazzina romana di tredici funerarie erano molto pio Latino a Roma, hanno anni vissuta nel II seco- comuni nell’antica Roma: portato alla luce un incredi- lo d.C. A quanto sembra il si trovavano al di fuori delle bile reperto: un colombario, colombario faceva parte mura cittadine e segnavano un piccolo edificio di quat- della grande necropoli di le vie d’accesso alle città. tro metri per tre realizzato via Latina, una delle strade in tufo, una pietra vulcanica più importanti di Roma. Frammento del Immagine dell’ara molto usata dai romani. Al Nel piccolo edificio sono rilievo del sarcofago funeraria dedicata suo interno erano collocate stati trovati anche diversi in marmo rinvenuto alla giovanissima diverse urne funerarie con- frammenti di un sarcofago nel colombario. Valeria Laeta tenenti le ceneri di persone in marmo bianco. Su uno di Raffigura un leone recentemente defunte che erano state cre- essi è ancora visibile un ri- e un cane. scoperta a Roma. mate. L’edificio era in catti- lievo che raffigura una sce- vo stato di conservazione. na di caccia con un leone FABIO CARICCHIA / SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA inseguito da un cane e dal Tra le altre cose all’inter- cavallo di un cacciatore. no è stata rinvenuta un’ara 10 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
La più antica Commedia miniata PALATINO 313 Dante Poggiali Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze Tiratura limitata E’ decorato da 37 miniature di ispirazione giottesca e da preziose iniziali istoriate, realizzate nella bottega di Pacino di Buonaguida nel XIV secolo. Contiene gran parte del Commento AUTOGRAFO di “Jacopo”, figlio di Dante. Quasi ogni chiosa è segnata dalla sigla: “Ja”, Jacopo Alighieri. Noto come “Dante Poggiali” dal nome dell’editore e bibliofilo Gaetano Poggiali che lo acquistò per utilizzarlo nella sua edizione della Commedia del 1807. Per informazioni può contattarci al numero 0541.384859 oppure via email: info@imagosrl.eu Con il Patrocinio di: www.imagosrl.eu - www.labibliotecadidante.com
AT T U A L I T À 2. GRUPPO DI PALEOANTROPOLOGIA MNCN-CSIC L’ÉQUIPE del progetto archeopale- GRUPPO DI PALEOANTROPOLOGIA MNCN-CSIC ontologico in corso in Guinea Equa- toriale (uno dei cui membri è ritratto nella foto a sinistra) ha identificato una grande varietà d’industrie litiche nei siti con tracce di occupazione umana scoperti nel continente; nell’immagine in alto ne sono mo- strati alcuni esempi. Possono essere attribuiti alla cultura lupembana, collegabile a questa regione. FOTO: 1. estrazione di una scaglia di selce. 2. selezione di utensili dell’industria litica in quarzite. 1. IL PROGETTO si PREISTORIA IN AFRICA è svolto in Guinea Equatoriale, sia L’enigma dell’Homo sull’isola di Bioko, sapiens inAfrica centrale la cui occupazione – 8mila anni fa – è stata piuttosto tardiva, sia sulla terraferma, dove Un’équipe paleontologica cerca indizi sull’origine e sull’evoluzione sono state rinvenute della nostra specie nelle foreste della Guinea Equatoriale prove di una presenza umana I l Museo nazionale di risalente a più di scienze naturali e il Con- soprattutto nell’area conti- te a circa 60mila anni fa, 40mila anni fa. siglio superiore delle ri- nentale, dove sono stati lo- sarebbe avvenuto anche in A questo periodo cerche scientifiche di Spagna calizzati siti e testimonian- direzione dell’Africa cen- risale la presenza (CSIC), finanziati dal mini- ze di occupazione umana trale. Questi primi gruppi degli ultimi stero della scienza e dell’in- – in particolare utensili in di umani corrispondereb- CAMERUN neandertaliani novazione spagnolo e dalla pietra – risalenti a più di bero a individui prove- Fondazione Palarq, stanno 40mila anni fa. nienti dall’Africa orienta- in Europa. conducendo uno studio sul- le. Un’altra teoria sostiene le origini dell’Homo sapiens Per il momento non so- che 300mila anni fa ci sia GUINEA EQUATORIALE GRUPPO DI PALEOANTROPOLOGIA MNCN-CSIC nella Guinea Equatoriale, in no ancora stati rinvenuti stata una differenziazio- (RÍO MUNI) Africa centrale. fossili umani. Questo ren- ne biologica tra gruppi di GABON de difficile sapere chi fos- cacciatori-raccoglitori nel Il progetto, sotto la di- sero i primi coloni, anche bacino del fiume Congo. I rezione di Antonio Rosas e se secondo l’équipe di ri- reperti ritrovati sarebbero Antonio García-Tabernero, cerca esistono due possibi- legati a queste popolazioni. ha documentato le prime lità. Secondo la prima ipo- Future ricerche potrebbero prove della presenza umana tesi l’esodo di popolazioni far luce su questo affasci- in questa parte del pianeta, dall’Africa orientale verso nante enigma. il Vicino Oriente, risalen- 12 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
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PERSONAGGI STRAORDINARI Scanderbeg, l’Alessandro Magno degli albanesi Nella seconda metà del XV secolo un nobile albanese, che aveva adottato lo stesso nome del capo macedone, frenò per quasi 25 anni l’avanzata turca in Europa Da rinnegato P er secoli la figura di Ales- lealtà, l’impero obbligò alcuni no- a campione sandro Magno, il grande bili albanesi a mandare i propri fi- della fede conquistatore macedone del gli in territorio turco. Uno di questi IV secolo a.C., fu un modello bambini era Giorgio Castriota, che 1405 per i condottieri militari dell’intero avrebbe trascorso cinque anni co- continente eurasiatico. Tra di loro me ostaggio ad Adrianopoli, allora Il 6 maggio nasce spicca nel XV secolo Gjergj Kastrio- capitale dell’impero ottomano. Tre Gjergj Kastrioti, figlio ti, italianizzato in Giorgio Castriota, anni dopo il rientro a casa vi sarebbe del nobile albanese Gjon che nacque e divenne celebre in Al- dovuto ritornare. Kastrioti e della serba bania, non lontano dalla Macedonia Voisava Tribalda. natale di Alessandro. Al pari di que- Durante il soggiorno nella città sti, indicato dai persiani con il titolo turca fu educato a corte e istruito 1415 d’Iskender, Kastrioti avrebbe adot- nell’arte militare, due cose che più tato il nome Iskender o Scander, poi avanti gli sarebbero tornate molto Gjergj è mandato come trasformato in Scanderbeg quando utili. Fu lì si che si convertì anche ostaggio alla corte ottenne dagli ottomani la carica di all’islam, partecipando a campagne ottomana. Lì si converte bey o beg (signore, principe). Nella di guerra con l’esercito ottomano. Per all’islam e si mette al memoria storica albanese Scander- questo ottenne il titolo di beg. servizio dei turchi. beg è un personaggio centrale e mi- tizzato quanto l’omologo greco. Nel frattempo in Albania montava 1443 l’ostilità contro l’occupante turco e i In mano ottomana suoi metodi di governo,in particolare Dopo la battaglia di Niš contro l’odiato sistema timar in mate- lascia la fazione ottomana Dopo aver fatto parte dell’impero bi- ria di feudi e di vassallaggio e contro il e si unisce ai ribelli zantino per parecchi secoli, dal 1389 devshirme. Secondo il primo l’impero albanesi, che nel 1444 l’Albania finì sotto l’autorità dei tur- concedeva le terre a un sipahi, o go- lo eleggono capo. chi ottomani, che avrebbero comple- vernatore del sultano, che riscuoteva tato la conquista del Paese nel 1430. le tasse e organizzava un corpo di ca- 1450 Nel 1415 l’esercito del sultano Meh- valleria sempre pronto a partire; il se- met I azzardò una nuova incursione condo era invece l’istituzione con cui La resistenza vittoriosa l’impero ottomano prelevava i giovani contro le truppe di nella zona. in modo forzato affinché entrassero Murad II trasforma In seguito, nel corpo dei giannizzieri, le forze di Scanderbeg nell’eroe come prova di fanteria delle élite turche. della cristianità. 1468 Abiurò la religione musulmana davanti ai suoi uomini e disse che avrebbe Muore il riconquistato il Paese in nome di Dio 17 gennaio a Lezhë, ELMO DI SCANDERBEG, KUNSTHISTORISCHES MUSEUM, VIENNA. vittima della malaria. ALAMY / ACI 14 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
FORTE, AUSTERO E POLIGLOTTA SECONDO I SUOI contempora- nei, Scanderbeg era un uomo dall’animo nobile, giudizioso e prudente. Ovviamente era anche abile nelle armi e nelle faccende militari. Alto, dalle spalle larghe e il collo robu- sto, parlava turco, arabo, gre- co e italiano. Nelle sue lunghe campagne, quasi sempre a carattere difensivo, era solito vestire senza troppi ornamenti e mangiare come gli altri sol- dati, guadagnandosi così il rispetto dei suoi. Gli piaceva occuparsi di ogni dettaglio che riguardasse le operazioni bel- liche, e controllava di persona le proprie guarnigioni. GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG RAPPRESENTATO NEL 1620 CIRCA DA UN AUTORE IGNOTO. ALAMY / ACI Dal 1428 non erano mancati i mo- L’occasione si presentò nel no- al dominio turco diverse posizioni ti di rivolta – ai quali aveva preso vembre 1443, grazie alla vittoria ri- chiave. Nel corso di un’assemblea ce- parte pure il padre di Scanderbeg –, portata sui turchi a Niš per mano lebrata a Lezhë, o Alessio, nel marzo ma poco dopo la ribellione era stata dell’ungherese Giovanni Hunyadi. 1444, venne nominato comandante messa a tacere. Qualche anno dopo, Approfittando della fuga ottomana in capo di tutti i ribelli. Tale scelta fu come ricompensa per i servigi resi, in seguito allo scontro, Scanderbeg approvata dai principali alleati de- il nuovo sultano Murad II concesse a disertò con trecento uomini a lui gli albanesi, i veneziani, interessati Scanderbeg alcuni possedimenti che fedeli e s’impadronì della fortez- a difendere dai turchi le proprie basi erano appartenuti a suo padre, così za di Krujë, o Kruja, che godeva di navali sparse nell’Adriatico. da calmare il focolaio albanese. Ma una posizione strategica. Fu allora Scanderbeg, ormai alla guida di varie che abiurò la religione musulmana Le montagne albanesi garantirono fortezze turche, iniziò a intrattenere davanti ai suoi uomini e annunciò un nascondiglio perfetto a Scander- rapporti segreti con veneziani, napo- che avrebbe riconquistato l’Albania beg e ai suoi, visto che i valichi per letani e ungheresi perché appoggias- in nome di Dio. Senza perdere tem- spingersi nel Paese erano pochissimi sero un’eventuale sommossa. po, quello stesso inverno strappò e facilmente difendibili con guarni- gioni scelte. Il 29 giugno 1444 la lega STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 15
PERSONAGGI STRAORDINARI ALAMY / ACI CASTELLO DI KRUJA, da cui Scanderbeg guidò la resistenza contro gli ottomani, che l’assediarono invano tre volte. di Lezhë – una coalizione di principi versi, così da neutralizzare l’offensiva è tramandato, subì due sole sconfitte albanesi insorti che poteva contare turca.Inoltre aveva tenuto nascosti in ed entrambe furono dovute a tradi- su una fanteria reclutata tra i conta- una foresta tremila uomini scelti, che menti. Il più bruciante fu quello di dini – affrontò nella battaglia di Tor- al momento giusto si lanciarono alla Moisi Arianit Golemi, il suo luogo- violl un esercito ottomano composto carica dalla retroguardia, cogliendo tenente, che dopo il fallito assedio da oltre 25mila unità.Scanderbeg,che di sorpresa gli ottomani. di Berat (1455) lasciò di proposito conosceva bene la zona, attirò i ne- inermi i valichi orientali che con- mici in una stretta vallata dove aveva Da allora Scanderbeg proseguì la sentivano di farsi strada in Albania. schierato le truppe in contingenti di- guerriglia,con continui attacchi mili- L’anno seguente Scanderbeg batté tari contro i rivali. Secondo quanto si Golemi e poi lo convinse a tornare sui propri passi. Golemi gli sarebbe GUERRA IN ITALIA rimasto fedele fino alla fine, quando venne giustiziato a Costantinopoli DOPO MOLTE VITTORIE sui turchi, nell’a- per ribellione: è un esempio di quanto gosto 1461 Scanderbeg iniziò la sua fosse carismatica la personalità del efficace campagna in territorio italia- capo albanese. no. Venne in aiuto del re Ferrante di Na- L’inespugnabile Kruja poli, suo alleato, contro i nemici della casa d’Angiò, che sconfisse a Barletta e a Trani. Ancora oggi in Albania, grazie ai versi del poema di Naim Frashëri, si rac- Nel febbraio 1462 tornò in Albania. conta di come Scanderbeg giunse a Kruja,la «fortezza benedetta»,«al pa- SCANDERBEG IN UNA PITTURA DEL XX SECOLO. ri di una colomba dorata per liberare la madrepatria». Il castello di Kruja ALAMY / ACI
EROE ALAMY / ACI NAZIONALE LA FIGURA di Scanderbeg fu recuperata nel XIX secolo dall’emergente nazionalismo albanese, il cosiddetto rilindja, o “rinascimento”, che negli an- ni trenta sfociò in rivolte contro l’amministrazione turca. Nel 1912 il politico liberale e nazio- nalista Ismail Qemali dichiarò l’indipendenza dell’Albania nel- la città costiera di Valona, inal- berando la bandiera con l’aquila bicefala di Scanderbeg. Il vessil- lo sarebbe divenuto l’emblema di un Paese che si liberava da cinque secoli di dominio otto- mano. Scanderbeg continua a essere oggetto di venerazione, e il museo a lui dedicato nell’an- tico bastione di Kruja è uno dei più visitati e noti dell’Albania. UNA RAFFIGURAZIONE DEL CAPO ALBANESE NEL MUSEO A LUI DEDICATO A KRUJA. subì ben tre assedi ottomani, finiti Non è quindi strano che alla notizia raccogliere le forze e proteggersi dalla in sanguinose sconfitte per i turchi, della morte Mehmet avesse esclama- minaccia turca. La figura di Scander- finché nel 1450 il sultano Murad II to: «Finalmente l’Europa e l’Asia sono beg è stata spesso mitizzata, come rinunciò alla conquista della fortezza mie! Povera cristianità! Ha perso la dimostrano le molte leggende sul suo a causa degli incessanti assalti alba- sua spada e il suo scudo!». Scander- conto. Tra le tante, quella relativa al nesi ai contingenti che transitavano beg fu un eroe per il mondo cristia- segno di una spada presente sul suo lungo le rotte di approvvigionamento. no: papa Callisto III lo chiamò athleta braccio destro sin dalla nascita. Di- Christi et defensor fidei (campione di venuto un mito vivente, sarebbe sta- Sedici anni dopo, nel 1466, il figlio Cristo e difensore della fede) e Pio II to ricordato oltre la morte: «O terra di Murad e conquistatore di Costan- lo battezzò «nuovo Alessandro», in d’Albania,donde quel magno / Iskan- tinopoli Mehmet II mandò 30mila allusione ad Alessandro Magno. der nacque, a’ giovinetti esempio / uomini a riconquistare la fortezza, E faro ai saggi», cantava lord Byron ma dopo mesi di assedio anche lui Sotto il segno della croce nell’opera Childe Harold’s Pilgrimage dovette allontanarsi in seguito all’ar- (1812), prima di partire alla volta della rivo di Scanderbeg, giunto assieme ai Grazie alle sue gesta Scanderbeg riu- Grecia per prendere parte alla guerra rinforzi mandati dal re Ferrante I d’A- scì a contrastare l’impero ottomano d’indipendenza contro gli ottomani. ragona. Mehmet fallì di nuovo l’anno per quasi venticinque anni, malgra- successivo, e raggiunse l’obiettivo do le limitate risorse economiche e ENRIQUE F. SICILIA CARDONA solo nel 1478, quando gli assediati si umane.La sua crociata,simboleggiata arresero per la fame dopo un anno di dal vessillo dell’aquila nera bicefa- STORICO accerchiamento. La vittoria dipese in la, si rivelò cruciale per prevenire un buona parte dal fatto che Scanderbeg attacco ottomano contro la peniso- Per SAGGI si era ormai spento un decennio pri- la italiana. Permise inoltre agli stati saperne ma, morto non in battaglia, ma nel cristiani dell’Europa centrale di rita- di più Scanderbeg proprio letto. gliarsi un lasso di tempo prezioso per Fan S. Noli. Besa Muci, Nardò, 2020. Storia del popolo albanese Ettore Marino. Donzelli, Roma, 2018. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 17
MEMBRI del Ku Klux Klan si accingono a impiccare John Campbell, un politico repubblicano, in una località della Carolina del Nord, nel 1871. Campbell fu salvato in extremis da alcuni agenti governativi. AKG / ALBUM Ku Klux Klan: terrore bianco negli USA Nel 1865, al termine della guerra di secessione, il Klan nacque come un circolo di reduci e si macchiò di terribili violenze contro la popolazione nera I l 24 dicembre 1865 sei uomini alla denominazione finale, Ku Klux In questo modo apparentemente si ritrovarono a Pulaski, una lo- Klan. Secondo la ricostruzione fatta innocente nacque una delle organiz- calità di circa duemila abitanti da William Peirce Randel nella sua zazioni più sinistre della storia sta- in Tennessee, nel sud degli Stati opera classica sull’argomento, l’i- tunitense. In realtà, la creazione del Uniti, con l’intenzione di fondare un dea d’indossare tuniche bianche e gruppo fu strettamente connessa al club sociale. Dato che erano tutti di nascondere il volto dietro un cap- trauma della guerra civile che gli Stati origine scozzese, decisero di definire puccio fu di uno dei sei fondatori, Uniti avevano vissuto tra il 1861 e il la loro confraternita“clan”. Per il no- James Crowe. Le mascherate erano 1865,e che si era conclusa con la scon- me scelsero la parola kuklos, traslit- un passatempo popolare all’epoca, fitta degli stati schiavisti del sud, tra terazione di un termine che in greco così i sei si travestirono da fantasmi cui proprio il Tennessee.Di fatto,i sei antico significa“cerchio”e in senso e se ne andarono in giro di notte a creatori del Klan erano veterani dell’e- più generale“assemblea”. Kuklos sa- cavallo per le strade di Pulaski, pro- sercito sudista ed erano razzisti fino rebbe poi stato modificato per moti- vocando un’ondata di terrore tra la al midollo. Erano nati in una società vi fonetici in kuklux, da cui si arriva popolazione nera locale. di maschi bianchi che considerava la 18 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
EVENTO STORICO schiavitù come un fatto naturale e i neri come una razza inferiore.«Se non GETTY IMAGES sei meglio di un negro, allora non vali nulla», si usava dire nel loro ambien- te. Ma l’emancipazione dei neri de- cretata da Abraham Lincoln nel 1863 aveva cambiato tutto. Gli ex schiavi ora potevano viaggiare liberamente, testimoniare in tribunale, possedere terre, portare armi, firmare contratti e persino sposare persone bianche. A molti bianchi del sud quel nuovo stato di cose sembrava insostenibile. A un paio d’anni dalla sua fonda- zione, il Klan si dotò della mistica di una società segreta. L’abbigliamento dei membri consisteva in una ma- LA MINACCIA DEMOGRAFICA schera bianca con fori per occhi e naso, un alto cappello conico e una UNA DELLE MOTIVAZIONI dell’emergere del Ku Klux Klan fu la paura specie di tunica che copriva tutto il dei bianchi di essere superati dai neri a livello demografico. Secon- corpo. I gruppi locali erano chiama- do il censimento del 1860, questi ultimi costituivano più del 55 per ti den, letteralmente “covi”. I covi di cento della popolazione della Carolina del Sud e del Mississippi. Nel ogni contea erano raggruppati in una Tennessee erano il 35 per cento, e raggiungevano il 41 per cento nella provincia guidata da un Gran Gigan- contea di Giles, dove si trovava Pulaski, il luogo di nascita del Klan. te. Le contee di ogni distretto con- gressuale costituivano un dominio CARICATURA DEI POLITICI DEL NORD INVIATI AL SUD DOPO LA GUERRA CIVILE. 1869. governato da un Gran Titano, e ogni stato formava un regno al cui capo c’era un Gran Dragone. L’insieme dei regni, ovvero le aree in cui il Ku Klux superiorità su tutte le altre razze, e re nella scala sociale. Gli insegnan- Klan era attivo, era chiamato l’Invi- che il Supremo Creatore, nell’elevarci ti venivano minacciati e spesso gli sibile impero. così al di sopra delle norme comu- s’impediva di trovare un alloggio o Il giuramento ni della creazione umana, ha inte- di comprare cibo. Un’insegnante di so conferirci un dominio sulle altre Lexington, Virginia, fu accolta nella Durante la cerimonia di ammissio- razze che nessuna legge umana può pensione dove viveva da un gruppo ne, alle nuove reclute veniva letto abrogare». Al di là dei costumi e della di studenti bianchi al grido di «Ma- un documento: «Il nostro obiettivo gerarchia, ciò che caratterizzava il Ku ledetta cagna yankee, professoressa primario e fondamentale è quello di Klux Klan era l’esercizio sistematico di negri». Nella contea di Winston, mantenere la supremazia bianca in della violenza contro la popolazio- Mississippi, il Ku Klux Klan riuscì a questa repubblica. La storia e la fisio- ne nera, che andava dalle minacce e far chiudere undici scuole bruciando- logia ci insegnano che dall’intimidazione fino agli abusi fi- le o intimidendo gli insegnanti. noi apparteniamo sici e all’omicidio. L’organizzazione terrorista cerca- a una razza la Uno degli obiettivi del Klan erano va d’intervenire anche nelle elezioni, cui natura è i maestri di scuola che venivano dal spinta dal timore che i neri riuscis- stata dotata nord per privare i neri dell’istruzione sero a governare le contee in cui era- di evidente che gli avrebbe permesso di ascende- no in maggioranza, o che ottenessero rappresentanti in proporzione al loro L’obiettivo principale del numero. Nelle prime elezioni statali Klan era «quello di mantenere dopo la fine della guerra civile votò una gran parte dei nuovi elettori neri, la supremazia bianca» e contemporaneamente in alcuni stati i bianchi scelsero di astenersi.Il risul- BETTMANN / GETTY IMAGES tato fu l’ingresso di molte persone di NATHAN BEDFORD FORREST, GENERALE SUDISTA E LEADER DEL KU KLUX KLAN. colore nelle legislature statali. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 19
EVENTO STORICO MEMBRI del Ku Klux Klan attaccano una famiglia nera nella sua capanna. Incisione pubblicata negli anni settanta dell’ottocento. ALAMY / ACI Impedire alla popolazione nera di gli elettori neri e i politici del partito I membri del Klan non tollera- votare divenne allora fondamenta- repubblicano (quello di Lincoln), ma vano neppure che un nero potesse le per il Ku Klux Klan. In Tennessee ciò non impedì a questi ultimi di con- raggiungere uno status sociale ed l’organizzazione clandestina dichiarò tinuare a vincere le elezioni locali. Fu economico in grado di rivaleggiare apertamente che finché i neri aves- allora che il Klan indurì la strategia e con quello dei bianchi. Nel 1868, a sero potuto votare non avrebbe rico- fece ricorso agli omicidi. Nella con- Jefferson City, in Florida, una cop- nosciuto la legalità statale e avrebbe tea di Caswell, in Alabama, tra aprile pia con quattro figli venne fustigata impedito lo svolgimento di elezioni e maggio 1870 i membri del gruppo perché non era permesso «a nessun nelle contee dello stato. Il Klan mol- uccisero ventitré uomini, bianchi e dannato negro vivere sulla terra di sua tiplicò le minacce e i pestaggi contro neri, ventuno dei quali per linciaggio. proprietà».Un negoziante di colore di ALLEATA DEL KLAN nome Alfred Richardson ri- cevette dal Klan la seguente UN’ALTRA ORGANIZZAZIONE attiva contro i neri minaccia: «Si dice che stai negli anni settanta dell’ottocento era la White facendo troppi soldi e a un League, o Lega dell’uomo bianco. Con sede in negro non è permesso vi- Louisiana e composta da veterani dell’esercito vere così». Un nero di no- del sud-est, creò un’atmosfera che permise me Jerry Owens possedeva l’imporsi dei razzisti bianchi in quello stato. un terreno a Clarke County, in Georgia, che aveva affit- CARICATURA DEL KU KLUX KLAN E DELLA WHITE LEAGUE. 1874. tato ad altre tre persone di colore; il Klan costrinse lui e i suoi affittuari a fuggire: «Devi interrompere tutti i lavori e andartene da qui GETTY IMAGES 20 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
LA SECONDA AFP / GETTY IMAGES VITA DEL KLAN DOPO il 1871 l’attività del Ku Klux Klan declinò, ma il suo ricordo continuò a sopravvi- vere tra molti bianchi del sud, che credevano che l’organiz- zazione li avesse salvati dalla dominazione dei nordisti e dei neri. Questo mito è alla base del famoso film di Griffith, Nascita di una nazione (1915). Il film in- dusse un ciarlatano, William J. Simmons, a rifondare il Klan, che avrebbe subito una stra- ordinaria espansione fino agli anni trenta. Il nuovo Klan era caratterizzato dal razzismo contro i neri, ma anche dall’an- ticomunismo e dall’antisemi- tismo, ed ebbe come simbolo principale le croci in fiamme delle sue cerimonie notturne. MEMBRI DEL KU KLUX KLAN IN UNA CERIMONIA AD ATLANTA. ANNI TRENTA. entro trenta giorni.Prima di farlo,de- Tre giorni dopo gli uomini del Klan i membri continuarono ad agire. Nel vi bruciare tutte le case e i capannoni fecero irruzione nella casa, uccisero il 1871 il governo federale promulgò il per risparmiarci il lavoro. Fallo entro figlio più giovane con un colpo di pi- Civil Rights Act, detto anche Ku Klux trenta giorni o ne pagherai le conse- stola alla nuca e impiccarono la madre. Klan Act, che affidava i procedimen- guenze».Gli attacchi del Klan avveni- Poi bruciarono alcuni mobili.Un me- ti giudiziari per violazione dei diritti vano di solito subito dopo il raccolto, dico bianco, il dottor Darden, cercò di civili al governo federale. Per dare la per depredare i neri quando tutto il aiutare i Jeffers e fu assassinato poco caccia ai sospetti vennero realizzate lavoro era ormai finito. Anche chiun- dopo. Lo sceriffo di Warrenton mise grandi retate insieme all’esercito. que contribuisse alla prosperità della allora Jeffers e i suoi figli in prigio- popolazione di colore veniva preso di ne per proteggerli. Ma quando questi Dal 1872 in poi l’attività del Klan mira: nel 1871 un commerciante ebreo cercarono di fuggire su un treno per la diminuì,ma i suoi obiettivi erano sta- della contea di Columbia, in Florida, Carolina del Sud, i membri dell’orga- ti ampiamente raggiunti. Nel 1876 fu assassinato semplicemente perché nizzazione clandestina, questa volta l’elezione di Rutherford B. Hayes a commerciava con i neri. a viso scoperto, sterminarono tutti, presidente con l’appoggio degli stati tranne uno dei figli. del sud consacrò un sistema di discri- Particolarmente brutale fu lo ster- minazione contro la popolazione ne- minio della famiglia Jeffers: Perry vi- Missione compiuta ra che sarebbe proseguito fino agli veva nella periferia di Warrenton (Ge- anni sessanta del novecento. orgia) con la moglie e sei figli. Aveva Le azioni terroristiche del Klan finiro- affittato delle terre dal suo precedente no per allarmare i politici e l’opinione JUAN JOSÉ SÁNCHEZ ARRESEIGOR padrone e aveva fatto fortuna.Nel no- pubblica. Nel 1869 il leader dell’orga- vembre 1868 uno dei figli, che era di nizzazione, l’ex generale confederato STORICO guardia di notte, vide alcuni uomini Nathan Bedford Forrest, ne annunciò incappucciati del Klan introdursi nel- pubblicamente lo scioglimento. Ma Per SAGGI la proprietà. Sparò e ne uccise uno. fu solo una mossa di facciata, perché saperne di più Ku Klux Klan: un secolo di infamia William P. Randel. Pgreco, Milano, 2018. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 21
VITA QUOTIDIANA Il salotto, vetrina della buona società Nel XVII e nel XVIII secolo alcune dame si distinsero per le brillanti serate che organizzavano nelle proprie case N on si fa nulla a Parigi senza nora d’Aquitania nel Medioevo, Isa- GÉRARD BLOT / RMN-GRAND PALAISINCONTRO nella Torre le donne». È una delle pri- bella d’Este e la così ingiustamente del Tempio di Parigi. me informazioni che die- disprezzata Lucrezia Borgia nel Rina- Quadro di Michel- dero a Jean-Jacques Rous- scimento patrocinarono lo sbocciare Barthélemy Ollivier. seau quando, nel 1742, giunse nella delle arti nelle rispettive corti. E nel Palazzo di Versailles. capitale francese. A quei tempi Parigi XVII secolo, a Stoccolma, la regina era un continuo brulicare d’illumi- Cristina di Svezia si circondò di ar- dopo la cena, alla luce dei candelabri nisti e di letterati, richiesti e ambiti tisti e d’intellettuali, molti dei quali e degli sfarzosi lampadari, lei e i suoi nei palazzi e nelle case signorili della francesi, come il filosofo René Des- invitati – tra i quali figuravano per- città. Qui ogni giorno si organizza- cartes, noto ai più come Cartesio. sonaggi di spicco come il cardinale vano riunioni letterarie e filosofiche. Richelieu o il duca di Buckingham – Lo scrittore o artista che trionfava in La prima salonnière si lasciavano alle spalle gli intrighi questi ritrovi trionfava anche a Pari- politici e dibattevano di opere lette- gi, e chi trionfava a Parigi lo faceva in Fu a Parigi che per la prima volta si rarie e musicali ancora inedite. Nei Europa. La cultura che circolava nei organizzarono cenacoli letterari al locali dell’Hôtel de Rambouillet il salotti esclusivi era al suo massimo di fuori di una corte reale. Negli an- poeta Malherbe, la scrittrice Made- grado, e chiunque volesse farsi un ni dieci del XVII secolo Catherine leine de Scudéry e il drammaturgo nome nella repubblica delle lettere de Vivonne, la giovane marchesa de Pierre Corneille lessero le primizie doveva prima guadagnarsi il favore di Rambouillet, decise di ristrutturare di alcune loro opere. chi ne controllava i mezzi. E questo interamente il palazzo di famiglia a qualcuno era in genere una donna. Parigi. Voleva che l’edificio e l’inno- A Parigi e nell’intera Francia fiori- È difficile capire quali siano le vativa disposizione degli ambienti rono più circoli letterari su imitazio- origini di una simile tra- favorissero la socialità e l’arte del- ne del modello voluto dalla marchesa dizione e il ruolo che vi la conversazione, aspetti ai quali la svolsero le donne. Eleo- marchesa voleva dedicare tutto il proprio tempo. E vi riuscì. Ogni sera, L’ARTE DI CONVERSARE LE RIUNIONI nel palazzo della marchesa de Rambouillet a Parigi divennero famose per le conversazioni animate e gradevoli. «Qui non si parla in modo dotto, bensì assen- nato, e non vi si può trovare più buon senso e meno pedanteria», affermò il letterato Guez de Balzac a partire da quanto gli avevano detto gli amici. MARCHESA DE RAMBOUILLET. OLIO ANONIMO. GRANGER / ALBUM
de Rambouillet. Nella seconda metà Il posto migliore della del XVII secolo si possono menzio- casa per socializzare nare il cenacolo della marchesa de Sablé, raffinata moralista e mecena- NELLA FRANCIA DEL XVII SECOLO le riunioni sociali, dette te del filosofo La Rochefoucauld, o salotti, non avevano luogo in un vero e proprio salone, bensì quello intrattenuto a Versailles da in una stanza detta chambre (camera), come la camera madame de Maintenon, il cui ascen- Azzurra (Chambre bleue) della marchesa de Rambouillet. dente su Luigi XIV, con il quale ave- va perfino contratto un matrimonio Al centro dell’ambiente vi notevoli dimensioni. Solo dal segreto, fece sì che per anni la corte era di solito un lussuoso let- XIX secolo diventò sinonimo passasse dall’amore per la caccia a to, e tra questo e la parete si di una riunione sociale: si quello per la letteratura. apriva uno spazio chiamato trova per la prima volta nel ruelle (stradina), destinato a romanzo di madame de Staël Malgrado la spinta di madame de incontri più intimi. Il termine Corinne (1807). Tuttavia la Maintenon, il centro della vita socia- salotto, o salone, di origine cultura presente nei salotti le e culturale rimase comunque nei italiana, si diffuse nel XVIII esisteva da ben prima che si salotti parigini, lontano dalla corte. secolo per indicare vani di diffondesse la parola. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 23
VITA QUOTIDIANA AKG / ALBUM IL RUOLO DELLA MODERATRICE ALLA TESTA di un salotto pari- gino negli anni precedenti alla Rivoluzione del 1789, madame Necker scrisse circa la sua esperienza di salonnière: «Il governo di una conversazione somiglia molto a quello di uno Stato. Bisogna che si accorga appena dell’autorità che la gui- da [...] una padrona di casa de- ve impedire che la conversazio- ne diventi noiosa, sgradevole o pericolosa». La figlia, la futura madame de Staël, assisteva ai ritrovi e acquisì le doti che avrebbe sfoggiato da adulta. «Non è possibile immaginare una conversazione più vivace e spirituale della sua», disse di lei la tedesca Henriette Herz dopo un incontro a Berlino. LETTURA DEL ROMANZO PAOLO E VIRGINIA NEL SALOTTO DI MADAME NECKER. L’apogeo venne raggiunto nel XVIII A differenza delle logge massoni- di madame de Lambert ogni martedì secolo, in un’epoca in cui l’interes- che e di altre società segrete guida- sera si riunivano aristocratici, filo- se per la vita di società e la ricerca te solo da uomini, i salotti mostra- sofi e attori, uomini e donne, come il del piacere sensuale e intellettuale vano la chiara impronta femminile. drammaturgo Marivaux, la marchesa toccarono i massimi livelli. Agli ini- Qualsiasi dama di un certo rango, di du Châtelet, matematica e scrittrice, zi del secolo spiccarono le riunioni origine più o meno nobile, aspirava a o l’attrice Adrienne Lecouvreur. nel castello di Sceaux, vicino a Parigi, fondarne uno. Tra le salonnières più dove la duchessa du Maine concertò in vista ci furono madame de Lam- Il piacere d’incontrarsi serate e feste immortalate dal pittore bert, madame du Deffand, madame Watteau, a cui parteciparono molte Geoffrin e madame de Necker con la È quanto accadeva pure nel salotto di delle future salonnières, che si dedi- figlia, madame de Staël. Furono loro madame Geoffrin. Nata in seno a una a dettare le regole di quanto accadeva famiglia borghese, con un’istruzione cavano a convertire i lo- nei ricevimenti. I partecipanti veni- limitata, quando rimase vedova di ro salotti in luoghi vano scelti non tanto per la posizione un ricco impresario si dedicò intera- di produzione e sociale quanto per l’ingegno e l’abi- mente al mecenatismo. Il suo salotto promozione lità nella conversazione. Nel salotto il lunedì era riservato alle riunioni della cultura. degli artisti, mentre il mercoledì gli intellettuali si ritrovavano da pari I salotti parigini furono a pari con membri dell’alta nobiltà luoghi di ritrovo e diffusione quali Stanislao Poniatowski, futuro delle idee illuminate re della Polonia. Madame Geoffrin stessa mantenne un rapporto episto- MADAME GEOFFRIN. QUADRO DELLA SCUOLA FRANCESE. MUSEO DELL’ERMITAGE. lare con Caterina II di Russia, e ciò le valse il soprannome di “zarina”di ALBUM Parigi. Finanziò inoltre il progetto
SALOTTO DELLA PRINCIPESSA. Il locale dell’Hôtel de Soubise, a Parigi, fu eretto agli inizi del XVIII secolo per la principessa de Soubise. ALAMY / ACI dell’Encyclopédie di Diderot e d’A- la visione universale e cosmopolita questioni filosofiche a quelle politi- lembert, e favorì la fondazione di al- dei salotti. Ci volle ben poco perché che. E alcune salonnières, come ma- tri cenacoli, come quello di madame il modello di Parigi si diffondesse dame de Staël, accolsero con entu- de Lespinasse, quando questa perse in tutta Europa. A Londra, Berlino siasmo gli eventi del 1789. Tuttavia la protezione di madame du Deffand. o Vienna fiorirono numerosi cena- la successiva radicalizzazione dei coli per merito di donne come Mary moti rivoluzionari rese impossibile Poiché i costumi e i gusti frivoli di Montagu, Johanna Schopenhauer, la sopravvivenza di questi luoghi di Versailles esercitavano un’influenza Rahel Varnhagen, Dorothea Schle- confronto sereni. La stessa madame minore per via della distanza, i sa- gel o Fanny von Arnstein. Tutte loro de Staël denunciò gli eccessi rag- lotti – detti a volte bureaux d’esprit, condivisero la mondanità, la conver- giunti e scappò in esilio, dove parte- letteralmente “uffici d’ingegno” – sazione e perfino le proprie opere cipò a molteplici incontri in cui di- divennero lo specchio degli ideali con grandi letterati come l’inglese fese il principio ultimo della cultura dell’Illuminismo. Vi regnarono la Pope e i tedeschi Goethe o Hegel. dei salotti: l’uguaglianza tra uomini libertà di spirito, l’uguaglianza della e donne e la dignità della ragione. ragione e la fraternità delle intelli- La fine di un’epoca genze. I philosophes – Montesquieu, JOSEP PALAU Voltaire, d’Holbach, Marivaux, d’A- Ciò che accadeva nei salotti, secondo lembert o Diderot – circolavano alcuni trascendeva l’aspetto cultu- STORICO stabilmente da un salotto all’altro rale: in questi luoghi d’incontro si è per condividere e discutere le pro- voluto intravedere il germe e la dif- Per SAGGI prie idee. Non mancarono neppure fusione delle rivoluzioni democrati- saperne i partecipanti stranieri. La presen- che che divamparono in Europa dal di più La civiltà della conversazione za d’inglesi (Bolingbroke, Chester- 1789. Di sicuro dalla fine del XVIII e Benedetta Craveri. field, Walpole), tedeschi (Grimm) durante il XIX secolo gli argomenti Adelphi, Milano, 2006. o statunitensi (Franklin) dimostra trattati nelle serate virarono dalle Rahel Varnhagen Hannah Arendt. Il Saggiatore, Milano, 2017. Madame de Staël Paola Giovetti. Lindau, Torino, 2021. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 25
Perchédlaacshtoi lraiacvoanroasccceontata I nostri articoli sono scritti da docenti universitari, storici, saggisti, prestigiosi autori ed esperti divulgatori. Perché è spettacolare Raccontiamo la storia con uno stile affascinante, utilizzando le fotografie e le illustrazioni più suggestive, per accompagnarti in un vero e proprio viaggio nel tempo. Perché abbiamo un marchio di qualità National Geographic significa prestigio e contenuti di qualità superiore. Lo sconto è computato sul prezzo di copertina al lordo di offerte promozionali edicola. La presente offerta, in conformità con l’art. 45 e ss. del codice del consumo, è formulata da RBA ITALIA S.r.l. Puoi recedere entro 14 giorni dalla ricezione del primo numero. Per maggiori informazioni visita www.abbonamenti.it/cga
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GUARDIANA DELLE PIRAMIDI Ricavata da un substrato roccioso, la Grande Sfinge si erge all’ingresso del pianoro di Giza, davanti alle tre imponenti piramidi della IV dinastia. Nell’immagine, sulla destra, la piramide di Cheope. KENNETH GARRETT
LA SFINGE DI GIZA UN MONUMENTO MILLENARIO La gigantesca scultura che si eleva davanti alle piramidi di Giza fu all’inizio l’omaggio a un faraone, quindi l’incarnazione di divinità solari e più tardi una figura temuta dai contadini arabi della regione
L aGrandeSfingeèunodeimonu- 2472-2448 a.C. disposta sul fianco destro. Dalla parte po- KENNETH GARRETT menti più emblematici dell’anti- steriore all’estremità delle zampe anteriori chità. Per migliaia di anni ha la- Chefren fa erigere misura settantatré metri di lunghezza. La sciato a bocca aperta i visitatori a Giza la sua testa, lavorata a partire da una sporgenza della necropoli di Giza. Ha de- piramide, poi la rocciosa, corrisponde a quella di un faraone stato curiosità e ammirazione, a volte anche Grande Sfinge, e con il nemes, un copricapo di stoffa con cui si timore, e ha dato origine a numerose leggen- infine un tempio rappresentavano di solito i monarchi d’Egit- de. Sulla sua origine e sul suo significato nel accanto a essa. to, e raggiunge i venti metri d’altezza. Nella corso dei secoli sono sorte le più disparate zona superiore si trova un foro, oggi coperto teorie,alcune molto diffuse ma non per que- 1400-1390 a.C. con cemento,che sembra fosse utilizzato per sto esatte. Nel XXI secolo la Grande Sfinge incastrarvi una corona. Sulla fronte ormai continua a rimanere per molti un mistero, Thutmose IV libera spoglia si trovava un ureo, o cobra sacro. sebbene le indagini archeologiche abbiano la scultura dalla in realtà permesso di conoscerne sia la lunga sabbia che in parte L’erosione del tempo storia sia il significato. l’avvolgeva e fa Il termine “sfinge” proviene dal greco costruire una stele Il corpo della Sfinge era rivestito di blocchi sphinx, che a sua volta deriva forse dall’egizio in suo onore. di calcare di ottima qualità, provenienti dalle shesep-ankh,“immagine vivente”, espressio- miniere di Tura. Il deterioramento e la per- ne che definiva la statua, o effigie, di un dio XIV secolo dita del rivestimento fecero sì che dovette o di un faraone. Malgrado ciò, la denomina- essere restaurata più volte. Le uniche parti zione egizia di quella che oggi è riconosciuta Durante il governo della statua che non furono mai ricoperte quale sfinge, ossia una statua con testa di mamelucco un sufi sono la testa e il collo, intagliate e cesellate uomo e corpo di leone, è shesepu. fanatico mutila direttamente sul calcare locale, malgrado la con degli scalpelli pessima qualità della roccia. L’azione erosiva Intagliata nella roccia di ferro il naso del vento e della sabbia ha nuociuto molto a della Sfinge. questa parte del monumento, e negli ultimi Se prendiamo per buona l’ipotesi che la tempi si è dovuto rafforzare la testa per evi- Grande Sfinge fu opera di Chefren, la figura 1923 tare che crollasse. più antica di questa creatura sarebbe pre- cedente di solo qualche anno. Si tratta di Il francese Émile È inoltre piuttosto probabile che la Sfinge una statuetta dalla forma arrotondata su cui Baraize inizia gli fosse dipinta: sulla superficie rovinata sono compare il nome della regina Hetepheres II. scavi per liberare stati ritrovati residui di pigmenti azzurri Fu rinvenuta tra le rovine del complesso la Sfinge dalla funerario del marito, il faraone Didufri sabbia. Gli scavi e gialli, e su diverse parti del volto altri o Radjedef – figlio di Cheope e fratello durano dieci anni. rossi. Quest’ultimo particolare corro- di Chefren –,all’interno della necropoli bora un’eccezionale descrizione che di Abu Roash, pochi chilometri a nord UN PERSONAGGIO Plinio il Vecchio offrì della Sfinge nel di Giza. Nel corso della storia egizia fu INGINOCCHIATO RENDE I secolo d.C., in cui indicava che «il vi- lavorato un grande numero di sfingi dal- OMAGGIO ALLA SFINGE so del mostro è venerato rosso». Da ben le sembianze più disparate. Sebbene in IN QUESTA STELE VOTIVA 4.500 anni la scultura osserva impassi- genere si mantenesse il corpo da leone, RINVENUTA A GIZA. LOS ANGELES bile le trasformazioni dell’Egitto: un lun- la forma della testa poteva cambiare: a COUNTY MUSEUM OF ART. go periodo in cui anche il monumento è volte era umana, come nel caso della andato incontro a varie metamorfosi per Grande Sfinge; altre di ariete, sciacallo, AKG / ALBUM adattarsi alle mutevoli ideologie e cre- coccodrillo o falco. denze. Nel frattempo era oggetto di più missioni destinate a salvarla dall’azione La Grande Sfinge è un’enorme statua delle sabbie del deserto. Ormai icona tu- intagliata direttamente nella roccia calca- ristica del Paese del Nilo, la Grande Sfin- rea di Giza, in un luogo che serviva anche da cava, con attorno un ampio spazio aperto. ge è un’anziana signora che si erge fiera, Il corpo ha la forma di leone, con la coda eterna guardiana della necropoli di Giza. JOSÉ LULL UNIVERSITÀ AUTONOMA DI BARCELLONA 30 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
LA SFINGE E LA PIRAMIDE In genere si ritiene che la Sfinge di Giza rappresenti Chefren, figlio di Cheope e artefice della seconda Grande piramide. In questa foto notturna la piramide compare dietro la scultura illuminata, e vi si possono ammirare i resti del suo antico rivestimento in pietra calcarea, presente ancora oggi nella parte superiore.
1 IL FARAONE CHEOPE Statuetta in avorio del re Cheope. IV dinastia. Museo egizio, Il Cairo. ANTICO REGNO L’ENIGMA DEL FARAONE CHE COSTRUÌ LA SFINGE alcuni dei più grandi dubbi sulla Sfinge di Gi- piramide. Eppure il testo risale a quasi duemila za riguardano sia la data della sua costruzione anni dopo l’epoca di questo faraone e presenta sia il faraone al quale si può attribuire l’opera. molti anacronismi e non va preso alla lettera. Alcuni autori hanno proposto datazioni piutto- sto antiche, basandosi sulla Stele dell’Inventario, Secondo il geologo Robert Schoch, l’erosione un testo della XXVI dinastia in cui s’indica che della Sfinge può essere spiegata solo grazie a la statua fu restaurata all’epoca di Cheope. Se un quadro climatico di piogge abbondanti e così fosse, la Sfinge sarebbe dunque preceden- regolari. Tutto ciò farebbe datare la costruzio- te al regno di Cheope, ideatore della Grande ne intorno al 10.000 a.C. Va detto che l’ipo- tesi di Schoch è però fantasiosa, priva di basi AKG / ALBUM
PANORAMA DELLE TRE PIRAMIDI DI GIZA. DA DESTRA A SINISTRA, QUELLA DI CHEOPE, DI CHEFREN E DI MICERINO. IL FARAONE CHEFREN Statua in diorite di Chefren, protetto dal dio falco Horus. Museo egizio, Il Cairo. MARCELLO BERTINETTI scientifiche ed egittologiche. Al giorno d’oggi relazione spaziale tra la Sfinge, la pira- la maggior parte degli studiosi ritiene che la mide e la valle di Chefren. Inoltre sulla Sfinge fu plasmata all’incirca 4.500 anni fa, nel stele del faraone Thutmose IV, posta corso della IV dinastia, ovvero nel periodo in tra le zampe della statua, secondo gli cui furono costruite anche le Grandi piramidi. studiosi si legge il nome di Chefren. Lo suggeriscono i blocchi di rivestimento più Stando alla seconda ipotesi, inve- antichi, le ceramiche rinvenute in loco e i segni ce, la Sfinge fece parte del pro- di scalpello, diversi da quelli lasciati dagli scal- getto di costruzione di Cheope e pelli di bronzo tipici del Nuovo regno. venne eretta durante il suo regno. Lo testimonierebbero i blocchi di Gli egittologi hanno ormai un unico dilem- roccia utilizzati per plasmarla, che ma: se la Sfinge sia stata realizzata durante il proverrebbero dalla stessa cava regno di Chefren, come ritiene la maggior parte dalla quale furono estratti anche di loro, o durante quello di Cheope, come so- quelli usati per la costruzione del- stiene lo studioso tedesco Rainer Stadelmann. la Grande piramide. Ad avvalorare la prima ipotesi ci sarebbe la DEA / SCALA, FIRENZE
2 1 ANTICO REGNO IL TEMPIO DELLA SFINGE davanti alla grande sfinge figurano le ro- ILLUSTRAZIONE 3D: 4D NEWS 2 vine di un tempio che sicuramente fu iniziato quando venne intagliata la gigantesca scultura. Circa mille anni dopo il faraone Amenhotep II, RICOSTRUZIONE DELLA Fu probabilmente consacrato, nonostante sia ri- della XVIII dinastia, costruì accanto all’angolo SFINGE DI GIZA. DAVANTI masto inconcluso. Al suo interno erano raffigu- nord-orientale del tempio della Sfinge un altro A LEI S’INNALZANO IL rate le varie sembianze di Ra, la divinità solare. piccolo santuario in mattoni di terra cruda. Lo COSIDDETTO TEMPIO La Sfinge, situata dietro il tempio, formerebbe dedicò a Horemakhet, Horus all’orizzonte, il dio DELLA SFINGE E IL TEMPIO parte dello stesso progetto. Come si è potuto che, si credeva un tempo, era rappresentato DELLA VALLE DI CHEFREN. osservare in seguito agli scavi condotti da Émile dalla Sfinge. Il sito fu portato alla luce da Selim Baraize tra il 1925 e il 1936 e da quelli di Selim Hassan tra il 1936 e il 1937. Hassan, avvenuti pochi anni dopo, l’edificio è composto da elementi megalitici in pietra cal- carea locale. In origine la roccia venne ricoperta da blocchi di granito, proprio come accadde nel vicino tempio della valle di Chefren. Al pari di questo, il santuario della Sfinge aveva il pavimento in calcite, o alabastro egizio. Gli studiosi Ricke e Schott sostengono che le ventiquattro colonne del cortile centrale sa- rebbero un riferimento simbolico alle altrettante ore del giorno. Su di loro erano forse addossate statue del faraone a scopo decorativo. Al centro era inoltre posto un altare per le offerte e nel tempio erano presenti due santuari, uno a oriente e l’altro a occidente: il primo era for- se dedicato al dio solare mattutino, Khepri, e il secondo al dio solare del tramonto, Atum. È presumibile che entrambi i santuari fossero co- perti, in contrasto con il cortile centrale scoperto che permetteva di venerare la luce del potente Ra allo zenit del suo percorso quotidiano. Durante gli equinozi un particolare allinea- mento astronomico solare collegava il tempio, la Sfinge e la piramide di Chefren: se un osser- vatore ubicato sull’asse est-ovest del santuario avesse rivolto lo sguardo a ovest, verso il tra- monto, avrebbe notato come il sole equinoziale calava sul lato meridionale della Sfinge e della piramide di Chefren. Tutto ciò suggerisce un’o- rigine comune delle tre strutture. 34 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
3 4 1 Via cerimoniale 2 Il tempio della valle 3 Tempio della Sfinge 4 L’imbarcadero La lunga strada coperta Detto anche tempio Il santuario venne eretto Davanti ai templi si apriva univa il tempio della valle basso, era una costruzione con blocchi di calcare un imbarcadero dove di Chefren al tempio della quadrangolare con locale e le mura ricoperte attraccavano le barche Sfinge posto accanto alla una sala a forma di T con granito e sottili lastre che trasportavano il corpo piramide. Lungo di essa sfilò rovesciata, abbellita da di calcare proveniente del faraone fino al tempio la processione funebre che statue di Chefren. Si crede dalle cave di Tura. basso. La piattaforma tra portò la mummia del faraone che qui fu imbalsamato Fu innalzato in omaggio il molo e le facciate dei fino all’ultima dimora. il corpo del faraone. al dio del sole Ra. templi era larga 8,5 metri.
3 BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE NUOVO REGNO LA SFINGE E IL CULTO SOLARE FRAMMENTO DELLA dopo un lungo periodo di abbandono, che nata con una barba posticcia che le conferì il BARBA DELLA GRANDE ebbe probabilmente inizio negli ultimi anni definitivo aspetto da faraone. Al giorno d’oggi SFINGE, RINVENUTO DA dell’Antico regno (2543 a.C. - 2120 a.C.), la della barba rimangono solo alcuni frammenti CAVIGLIA NEL 1817. BRITISH Sfinge riacquistò importanza durante il Nuovo conservati presso il British Museum. È altresì MUSEUM, LONDRA. regno (1539 a.C. - 1077 a.C.), e in particolare probabile che in quella fase la statua avesse sotto la XVIII dinastia. Con ogni probabilità fu assunto i tratti di un re, ma questo dato non allora che la testa della Grande Sfinge fu ador- può essere corroborato da prove. Quel che è certo è che la Sfinge è orientata a est, e il suo sguardo è dunque rivolto al sole nascente. Il carattere solare del monumento si rispecchia nella celebre Stele del sogno di Thutmose IV (1400-1390 a.C.), scoperta nel 1818. Il testo del manufatto, detto anche Stele della Sfinge, racconta il sogno avuto dal prin- cipe Thutmose appena questi si addormentò all’ombra della scultura. Secondo il racconto, al sovrano apparve la sfinge, che si sarebbe pre- sentata come Horemakhet-Khepri-Ra-Atum, ovvero una combinazione di divinità solari. La creatura gli preannunciò che, se l’avesse libe- rata dalla sabbia che allora la soffocava, sa- rebbe divenuto faraone. Ovviamente il sogno era il pretesto con cui Thutmose IV cercava di legittimarsi come re del Paese del Nilo. A ogni modo la stele dimostra che, nel Nuovo regno, la Grande Sfinge era concepita quale manifestazione del dio solare. Ci ricorda pure che il monumento ebbe sempre bisogno di cure affinché la sabbia non lo seppellisse. DEA / ALBUM PARTICOLARE DELLA STELE UN’OPERA AMMIREVOLE DEL SOGNO DI THUTMOSE IV, Henry Salt, il console britannico in Egitto DOVE LA SFINGE COMPARE SU UN PIEDISTALLO. che finanziò gli scavi di Caviglia a Giza, ebbe modo di ammirare di persona la 36 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC Grande Sfinge: «Questo monumento, così imponente nel suo aspetto, seppur mutilato, ha sempre destato l’ammirazione di coloro che hanno sufficienti conoscenze artistiche per apprezzarne subito le qualità [...] Lo sguardo contemplativo, la dolce espressione della bocca e la gradevole disposizione dell’acconciatura all’angolo della fronte testimoniano l’ammirevole abilità dell’artista che la scolpì».
MICHAEL GREENFELDER / ALAMY / ACI
4 TESTA IN VISTA Nel XVIII secolo la sabbia del deserto copriva completamente il corpo della Sfinge di Giza, lasciando allo scoperto solo la testa senza naso, come si può notare in quest’incisione. DOPO I FARAONI ROVINE E LEGGENDE nell’ultimo secolo di storia dell’Egitto fara- monumentale che permetteva di accedere al- onico la Grande Sfinge fu quasi totalmente la spianata della Sfinge e facilitava così il culto ricoperta dalla sabbia, e ciò forse spiega e la deposizione di offerte. Nel I secolo d.C. perché autori come Erodoto, Diodoro Si- Plinio il Vecchio sottolineava il carattere di- culo o Strabone non le abbiano dedicato vino del monumento: «Davanti c’è la sfinge ancor più da descrivere, su cui hanno taciuto, nemmeno una riga. Ai tempi dell’impe- nume degli abitanti». ratore romano Nerone (54-68 d.C.) la statua fu in parte liberata dalle sabbie, La Sfinge acquisì importanza pure per altre manovra che dovette essere ripetuta credenze. Si dice che i sabei di Harran consi- durante il governo di Marco Aurelio (161- derassero questo il luogo di sepoltura del leg- 180 d.C.). Allora fu anche costruita una scala gendario Ermete Trismegisto. Nel Medioevo AURIMAGES
la statua alimentò pure nuove tradizioni locali. mente dall’identificazione tra la scultura e il BRIDGEMAN / ACI I contadini della zona le rendevano culto e pre- dio Hurun, come creduto da parecchi stranieri sentavano offerte nella speranza che favorisse residenti a Menfi nel periodo del Nuovo regno. SEPOLTA abbondanti piene del Nilo e ottimi raccolti, ed PER METÀ era perciò nota come talismano del Nilo. La In epoca islamica il naso del’imponente sta- Agli inizi del fiducia nel potere della Sfinge era così radicata tua fu sfigurato con lunghi scalpelli in ferro. A XIX secolo le che nell’XI secolo il geografo arabo al-Idr¯ıs¯ı quanto pare, accadde durante il governo dei sabbie di Giza ricordava che chi voleva ottenere una carica mamelucchi (1250-1517). Secondo quanto ricoprivano il corpo nel califfato fatimide, in Egitto, deponeva delle racconta al-Maqrizi, uno storico del XV se- della Sfinge. Così offerte al cospetto della statua. colo, l’atto iconoclasta fu commesso da un l’illustrò l’artista musulmano sufi, al-Dahr, alla fine del XIV se- David Roberts in In quel periodo gli arabi soprannominaro- colo. Sembra invece priva di fondamento la questa litografia no la Sfinge Abu el-Hol, che in arabo signifi- teoria secondo la quale furono piuttosto le realizzata durante ca “padre del terrore”. Il nome proviene forse truppe della spedizione francese guidata da il suo viaggio in da quello dato in copto alla Sfinge, bu-Hur, “il Napoleone Bonaparte a distruggere il naso Egitto nel 1838. luogo di Hur”, che a sua volta deriva sicura- della statua con una cannonata. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 39
5 WERNER FORMAN / ALBUMIN UN MARE XX SECOLO AKG / ALBUMDI SABBIA La fotografia della LA SFINGE Sfinge scattata RISORGE agli inizi degli anni venti mostra in epoca moderna i visitatori giunti in Egitto la gigantesca potevano ammirare solo il volto della Sfinge. scultura avvolta In Cosmographie du Levant (Cosmografia del dalle sabbie Levante), testo pubblicato nel 1556, il france- del deserto. se André Thevet la descrisse come la «testa di un colosso». Dal XIX secolo gli archeologi cercarono di rimuovere la sabbia per studiar- la, ma si trattava di un’impresa titanica. Nel 1818 Giovanni Battista Caviglia ne liberò la parte frontale, portando alla luce la famosa stele di Thutmose IV e le scalinate monu- mentali risalenti all’età romana. Nei decenni successivi altri archeologi lavorarono al sito. Fu il francese Émile Baraize a iniziare nel 1925 gli scavi che, in quasi dieci anni, sarebbero ri- usciti nell’incredibile impresa di disseppellire interamente la Sfinge. 40 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
FINALMENTE LIBERA Lo scatto, risalente alla seconda metà degli anni venti, raffigura la Sfinge liberata dalla sabbia all’indomani degli scavi condotti da Émile Bazaire. Emerse anche il muro costruito durante il Nuovo regno per proteggere la zona.
PALMIRA La capitale multiculturale d’Oriente Sorta ai margini di un’oasi lussureggiante nel deserto siriano, tra il I e il III secolo d.C. Palmira divenne una fiorente enclave commerciale dove si mescolavano persone e divinità di origini diverse
LA CITTÀ DELLE PALME Costruito nel III secolo d.C., questo arco monumentale dava accesso alla città di Palmira, la prospera capitale del deserto siriano, tramite un ampio viale colonnato lungo più di un chilometro. MATTHIEU VERDEIL / GTRES
F. RAUX / RMN-GRAND PALAISS perduti nel deserto siriano, i MICHELE FALZONE / AWL IMAGESmagnifici resti di pietra di Pal- L’AQUILA DIVINA mira rivelano lo splendore di questa città, che nel suo mo- cento membri provenienti dalle élite locali Il rilievo mostra mento di massima espansio- dei quattro distretti. Il senato gestiva la vita un’aquila con le ali ne arrivò a ospitare circa 200mila abitanti. della città: approvava le spese pubbliche, spiegate, simbolo Sorta probabilmente nel II millennio a.C., soprintendeva alle opere civiche, riscuote- del dio Baalshamin. l’antica Tadmor subì l’influenza della cul- va le imposte, legiferava, nominava i gene- Il reperto proviene tura greca prima di entrare nell’orbita del rali dell’esercito e ogni anno eleggeva due dal tempio di mondo romano a partire dalla metà del I se- consoli, che in seguito sarebbero diventati Palmira a lui colo a.C. Grazie alla sua posizione strate- dedicato. Musée gica lungo una delle più importanti rotte du Louvre, Parigi. commerciali che collegavano l’Orien- te a Roma, ne divenne uno dei centri più prosperi, seppur mantenendo un certo grado di autonomia. Palmira, come fu ribattezzata dai romani, era abitata da una so- cietà mista di popolazione di lin- gua aramaica (la lingua semitica più diffusa nella regione fino al periodo musulmano), nativi elle- nizzati e arabi nomadi provenien- ti dalle zone circostanti. Questa mescolanza di genti aveva in co- mune una cultura urbana molto eclettica, ispirata a quella d’origine greco-romana, ma che conservava molti elementi propri dei modi di vita e della religione del mondo semitico. L’impronta latina si fece sentire con forza nel I secolo d.C., quando la città organizzò il suo governo nello stile di Roma. Palmira fu divisa in quattro distretti corrispondenti ai quattro grandi lignaggi residenti in cit- tà: i Bnay Kumara, i Bnay Maazina, i Bnay Mattabola e i Bnay Mita. Per governarsi, i palmireni crearono un senato sul modello di quello romano, composto da circa sei- CRONOLOGIA 64 a.C. 129 d.C. 252 d.C. Da oasi Dopo la vittoria di Roma Adriano concede a Odenato, marito di a impero sui seleucidi, Palmira entra Palmira i diritti di città Zenobia, è eletto esarca orientale a far parte dell’impero libera, ribattezzandola di Palmira. Ben presto romano, anche se con Palmira Adriana. Inizia diventa un re locale 44 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC autonomia e in qualità il periodo più prospero che esautora il governo di partner commerciale. della città. consolare della città.
i diumviri o duumviri, i magistrati che pre- L’OASI Efqa, attorno alla quale si era formata l’oasi siedevano al governo delle città romane. di Tadmor. Consapevoli del valore di questo Una sorgente ha sito, gli abitanti della città costruirono un Una delle questioni più incalzanti che il reso rigogliosa edificio per proteggerlo e lo circondarono di governo di Palmira doveva affrontare era la vegetazione altari in onore degli dei che alimentavano la l’approvvigionamento idrico quotidiano. dell’oasi di vita della sorgente e assicuravano la fertilità L’ingegnosità dei palmireni ottimizzò l’uso Palmira, alla base del palmeto. Il ruolo di responsabile della dell’acqua sulfurea che sgorgava dalla fonte della ricchezza fonte Efqa era particolarmente importante della città. e prestigioso, perché la persona designata doveva garantire che l’acqua scorresse sem- 262 d.C. 273 d.C. pre e fosse distribuita tra i quartieri della città attraverso canali puliti e ben tenuti. Settimio Odenato attacca Aureliano rade al suolo i persiani, costringendoli la città come punizione L’importanza del commercio a ripararsi oltre il Tigri. per la ribellione della Roma gli concede reggente Zenobia, Se c’era una cosa che caratterizzava Palmira in premio il titolo di che aveva dichiarato era la sua attività commerciale. La posizio- governatore dell’Oriente. l’indipendenza di Palmira. ne strategica dell’oasi palmirena, situata STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 45
1 T E M P I O D I B E L 2 A R C O M O N U M E N T A L E 3 T E M P I O D I N A B U 4 T E A T R O Il più grande tempio di È a pianta triangolare e fu Costruito su un podio di Edificato nel II secolo Palmira era dedicato alla eretto in allineamento con il grandi conci, era dedicato sul modello romano, divinità principale della città, tempio di Bel. La decorazione a Nabu, il dio babilonese poteva ospitare circa il dio supremo Bel. in rilievo è di tipo vegetale. della scrittura. 4mila spettatori. 65 7 4 2 3 1 ILLUSTRAZIONE 3D: RISE STUDIO
5 S E N A T O 6 A G O R À 7 T E T R A P I L O 8 T E M P I O D I Il luogo dove si riuniva Questo complesso in pietra Sorgeva all’incrocio delle due BAALSHAMIN il governo della città era calcarea ha un grande cortile strade principali. Era formato Dedicato a questa divinità di origine fenicia, che formava una triade un piccolo edificio con centrale circondato da portici da quattro padiglioni di locale con Aglibol e Malakbel. un peristilio centrale. su tutti e quattro i lati. colonne di granito rosa. 8 RICOSTRUZIONE 3D Com’era l’antica Palmira QUESTA RICOSTRUZIONE mostra come poteva essere Palmira nel II e nel III secolo, il suo periodo d’oro. Nell’immagine si può apprezzare l’urbanistica monumentale che prevaleva in quel periodo, con la grande strada processionale che collegava l’ingresso principale della città e il tempio di Bel. L’asse divideva l’urbe in due grandi settori: quello sud, dove si concentravano le lussuose abitazioni dei ricchi mercanti e la maggior parte dei templi, e una grande area a nord per il resto della popolazione, con un impianto urbano disordinato e abitazioni più umili.
Tarsus Apamea (Tarso) (Birecik) Seleucia Antiochia Zeugma (Silifke) Cyrrhus Beroea (Aleppo) Laodicea Siria Oronte Salamina Raphanea Seriane Emesa (Homs) Danaba Palmira Tripoli Heliopolis (Baalbek) Berytus (Beirut) Sidone Damasco Cesarea Tyrus Marittima (Tiro) Mar di Galilea Scitopoli Giudea Bosra Gerasa MAPPA DEL MEDITERRANEO (Jerash) ORIENTALE CHE MOSTRA LA POSIZIONE GEOGRAFICA DI PALMIRA E ALTRE IMPORTANTI CITTÀ DELLA REGIONE, COME APAMEA, BOSRA E GERASA. Nicopolis GiordanoFiladelfia Aelia Mar Morto CARTOGRAFIA: EOSGIS.COM Capitolina NICK LAING / AWL IMAGES (Gerusalemme) Gaza I continui agguati in mezzo al deserto e a metà strada tra la dei predoni costa mediterranea e i grandi fiumi della Mesopotamia, permise alla città di diven- LE CAROVANE COMMERCIALI che circolavano nella tare il principale porto sulla grande rotta regione intorno a Palmira erano costantemente commerciale che nell’antichità collegava il in pericolo a causa delle scorrerie dei predoni. Mediterraneo con l’Oriente. Il viavai delle Un’iscrizione rinvenuta a Palmira ricorda che i carovane era la fonte principale di ricchez- mercanti della città resero onore a un concittadino za di Palmira e dipendeva per lo più da due di nome Shoadu bar Belyada per aver salvato una grandi spedizioni annuali che si effettuava- carovana commerciale che faceva ritorno dal Tigri no all’inizio della primavera e dell’autun- dall’assalto di un gruppo di beduini provenienti no e collegavano la capitale persiana con la dal deserto dell’Eufrate. Il testo, datato giugno costa del golfo Persico. del 144 d.C., racconta che il palmireno Shoadu partì da Palmira e che con intelligenza e grande Le carovane commerciali erano conti- forza riuscì ad affrontare e a vincere Abdallat nuamente messe a rischio dalle scorriban- Ahitaya e i banditi suoi compagni, che da tempo de dei predoni. Le iscrizioni mostrano che seguivano la carovana per rapinarla. questi avevano creato un proprio emporio basato sull’attività di rapina; alcune fonti
menzionano perfino i nomi dei capibanda- buoni animali ed evitare le imboscate dei IL GRANDE che guidavano i gruppi di banditi, nonché i razziatori. In ogni caso la carovana viaggiava luoghi dove questi assaltavano i trasporta- scortata da una milizia armata agli ordini di TEMPIO DI BEL tori. Ecco perché a Palmira si svilupparono un capo militare esperto e fidato. quelle che oggi si definirebbero forze d’in- La cella o camera tervento rapido, finanziate dai proprietari Lo spirito intraprendente della gente di interna del tempio delle mercanzie e dirette da persone che Palmira non si limitava alla sfera degli af- di Bel a Palmira conoscevano il deserto ed erano in grado fari, ma si rifletteva anche nelle credenze è stata distrutta di proteggere e prestare soccorso alle spe- e nelle pratiche religiose. Per i palmireni la dall’organizzazione dizioni minacciate dai predoni. relazione con gli dei era molto simile a uno terroristica Stato scambio di beni. Secondo quanto riportano islamico nel 2015. Religione e affari le iscrizioni, agli occhi delle divinità le virtù Oggi ne rimane solo principali erano quelle del venditore onesto il grande portale Per evitare i pericoli del tragitto, le carovane e scaltro o del cittadino fedele. Per questo attraverso il quale si si preparavano per mesi. I principali com- motivo, i mercanti di successo o i cittadini accedeva all’interno. mercianti si organizzavano per far viaggiare che si mettevano in evidenza nell’organiz- insieme le loro merci e negoziavano con i zazione e nella difesa delle carovane diven- nomadi del deserto per avere a disposizione tavano un esempio di moralità e di pietas. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 49
RECINTO SACRO Il tempio di Bel F. RAUX / RMN-GRAN PALAIS DEDICATO ALLA DIVINITÀ principale di Palmira, cortile con eleganti portici costituiti da una questo santuario era il più grande e maesto- doppia fila di colonne. Oltre all’edificio prin- so monumento della città. Era circondato da cipale, il tempio era dotato pure di un altare un muro di 15 metri di altezza massima, sor- dove si compivano sacrifici di animali 3, e di montato da merli a sezione triangolare che una piscina sacra in cui i sacerdoti realizzavano mostrano un’influenza orientale 1. Una volta le loro abluzioni 4. Al centro del recinto, su attraversato l’ingresso principale, si entrava un’elevazione artificiale, si trovava il santuario nel temenos o recinto sacro 2 , un grande vero e proprio, dedicato al dio Bel 5. TESTA MASCHILE CON DIADEMA ORNATO DA UNA CORONA DI FOGLIE. MUSÉE DU LOUVRE, PARIGI. 25 3 1
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