6-2016UNA DIFESA EUROPEAPER LA SICUREZZA COMUNEIntervista con il Ministro Roberta PinottiEUNAVFOR Med LA MISSIONE UE A GUIDA ITALIANA FORMA LA GUARDIA COSTIERA LIBICAANTARTIDE LA DIFESA PER LA RICERCA SCIENTIFICAFOTOREPORTER YAZIDE LA MOSTRA A ROMA RIVISTA DELLO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
Nell’agenda dell’Unione Europea il tema della difesa comune sta assumendo un’importanza crescente, anche grazie alle proposte italiane di rilancio di un’idea tutt’altro che nuova: già negli anni ’50 infatti si iniziò a parlare di Comunità Europea di Difesa. In questo numero ospitiamo quindi un’intervista al Ministro della Difesa Roberta Pinotti focalizzata sulle possibili prospettive della sicurezza e della difesa del Vecchio Continente, oltre a proporre un excursus storico delle diverse iniziative sviluppatesi in seno all’Unione. L’Europa militare è già una realtà viva in numerosi ambiti: dal comando per il trasporto aereo alle missioni internazionali – duedelle quali guidate dall’Italia, la EU Naval Force Mediterranean (attualmente impegnata nellaformazione della guardia costiera libica, di cui rendiamo conto in questo numero) e la EUTraining Mission in Somalia – passando per i programmi di addestramento comune (comela recente esercitazione European Wind 2016 alla quale è dedicato un reportage fotografico)e i progetti industriali condivisi da più partner, in primis il caccia intercettore Eurofighteradottato da Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, il quale garantisce la sicurezza deicieli di buona parte del continente.Lo spazio dedicato alle immagini è arricchito dalle fotografie di un gruppo di reporteryazide, che hanno esposto i loro lavori al museo MAXXI di Roma grazie al contributo delMinistero della Difesa: un reportage impressionante della vita nei campi profughi nell’Iraqsettentrionale, dove ha trovato rifugio una delle comunità perseguitate dalle milizie dell’ISIS,contro cui combattono i Peshmerga addestrati dai trainer italiani.Tornando all’Europa, viene proposta una retrospettiva della battaglia di Verdun, una dellepiù lunghe e sanguinose della Prima Guerra Mondiale, oggi luogo della memoria e dellariappacificazione europea: tutti ricorderanno la foto di Kohl e Mitterrand che si tengonoper mano davanti a una corona di fiori deposta nel sacrario dove sono tumulate le salme dicentinaia di migliaia di caduti, tra due ali di soldati della brigata franco-tedesca, vestiti conuniformi diverse ma indossanti lo stesso copricapo. Tenente Colonnello Mario RENNA
FOCUS DIFESADIFESA EUROPEA Intervista con il Ministro della Difesa pag. 06EUNAVFOR Med Fenesia CALLUSO pag. 14La formazione della guardia costiera libica pag. 20EUTM Somalia a cura della RedazionePORTFOLIO IMMAGINI Stefano BERTINOTTI pag. 22 Antonio MORLUPI pag. 32 EUROPEAN WIND 2016 SEI REPORTER YAZIDE RACCONTANO LA VITA NEL CAMPO PROFUGHIOSSERVATORIO Gianluca SARDELLONE pag. 40STRATEGICO EUROPA, DIFESA E SICUREZZA Breve excursus dagli anni ‘50 a oggiTECNICA, Giampaolo TRUCCOPROFESSIONE Egidio IBBA pag. 46E SOCIETÀ Gianfranco GENTILE pag. 58 NAUFRAGIO NEL MEDITERRANEO Marina Militare e Impresub recuperano Giorgio BALDACCI pag. 64 un relitto a 370 mt di profondità ANTARTIDE La Difesa per la ricerca scientifica PALAZZO AERONAUTICA Sede dell’Arma Azzurra
IDEE ED Fernando PAGLIALUNGA pag. 74ESPERIENZE Mario RENNA pag. 84 pag. 92 I DRONI ARMATI Alessandro BIANCHI Implicazioni e sviluppi ESERCITAZIONE HEALTH SHIELD SOLDATI DISEGNATIDIFESA NEWS a cura della Redazione pag.102 Panoramica pag.108 Terremoto e neve pag.109 tremila militari impegnati Conclusa la missione MIADIT 5RETROSPETTIVE Massimo BETTINI pag. 112 Ada FICHERA PROMUOVERE LA STORIA MILITARE D’ITALIA Domenico MORANO pag. 118 VERDUN Edoardo GRASSIA pag. 126 Nascita di un mito Mario RENNA pag. 127LIBRI ED EVENTI IL GENERALE PARTIGIANO GUERRE, DEBITI E DEMOCRAZIARivista dello Sede: Abbonamento:Stato Maggiore della Difesa Via XX Settembre, 11 Italia:€ 16,40 - Estero: € 24,35 00187 Roma Il versamento può essere effettuatoEditore: 06 46912818 sul c/c postale 27990001 intestato a:Ministero della Difesa 06 46912488 INFORMAZIONI DELLA DIFESA fax: 06 46912950 Ufficio Amministrazione SMDDirettore responsabile: [email protected] via XX Settembre, 11 - 00187 RomaTen.Col. Mario RENNA Amministrazione: Ufficio Amministrazione Gli articoli pubblicati rispecchianoRedazione: dello Stato Maggiore della Difesa esclusivamente le idee personaliMagg. Giuseppe TARANTINO Via XX Settembre, 11 dell’autore, il quale ne assume1° M.llo Cosimo PACIULO 00187 Roma direttamente la responsabilità e Realizzazione, distribuzione e garantisce il rispetto della normativaGrafica e Copertina: concessionaria di pubblicità: vigente rispetto a testo e immagini.1°M.llo Antonio MORLUPI Edistampa Sud srlM.llo 1 ^cl. Maurizio SANITA’ Loc. Pezza snc - 81010 Dragoni (CE) © Tutti i diritti riservatiM.llo 1 ^cl. Vito GADALETA Marketing e raccolta pubblicitaria Reg. Trib. Civile di RomaSerg.Magg. William TROIANI n. 105/982 del 19 marzo 1982 Politalia srl - Via F. Casati, 17 - 20124 - MilanoFoto CopertinaMinistero della Difesa 02 20204157 - 347 4503604
UNA DIFESA EUROPEAPER LA SICUREZZA COMUNEA cura di Mario RENNATraduzione di Ginevra GERACIIntervista con il Ministro della Difesa Roberta PINOTTIMinistro, il quadro geopolitico attuale - ca- tema della difesa comune, perché nessu-ratterizzato da una crescente percezione di no può permettersi di fare da solo in uninsicurezza nel Vecchio continente – ha deci- settore così vitale. Occorre creare non unsamente rilanciato il tema della difesa comu- esercito europeo ma una difesa europea,ne, soprattutto dopo la Brexit e l’elaborazio- ovvero sviluppare innanzitutto un insie-ne della EUGS (la Strategia Globale dell’UE, me condiviso e credibile di capacità, delleillustrata nell’ultimo numero). Quali sono gli quali l’Unione Europea manterrebbe laaspetti prioritari per sviluppare la difesa eu- titolarità. Ciò migliorerebbe la capacitàropea? di operare insieme, garantendo al tempoLe sfide per la sicurezza che siamo chiama- stesso una base industriale e tecnologicati ad affrontare oggi – tra tutte l’immigra- robusta. Il presupposto essenziale per talezione e il terrorismo - dovrebbero spingere processo consiste nell’individuare le con-l’Europa a dare una risposta più corale sul dizioni politiche e il processo decisionale 6
A EUROPEAN DEFENCE FORCOMMON SECURITYInterview with the Minister of Defence Roberta PINOTTIMinister, the current geopolitical situation is the issue of common defence, since no-marked by increasing perceived insecurity body is an island in such a vital domain.in the Old Continent. This has consequently Rather than a European army, we shouldrekindled the question of common defence, create European defence, namely a sharedespecially in the wake of Brexit and after the and credible range of capabilities to be as-publication of the EUGS - the EU’s Global cribed to the European Union. This wouldStrategy- which was outlined in our latest improve our ability to work together whileissue. What are the most urgent issues in de- guaranteeing a sound industrial and tech-veloping European defence? nological bedrock.The challenges to security that we are cur- This method would necessarily rely onrently facing – pre-eminently immigration the definition of the political context andand terrorism- should urge Europe to pro- of the decision-making process, and on thevide a more concerted response regarding ensuing use of available capabilities. Re- 7
Difesa Europeaper poi impiegare le capacità sviluppate. e la produzione industriale in iniziativePer ciò che riguarda la EUGS, a novembre unitarie che evitino duplicazioni e dissipa-è stato varato il piano di attuazione pro- zioni di risorse. In seconda battuta si pro-posto dall’Alto Rappresentante Federica pone che – a differenza di quanto avvieneMogherini, grazie al quale finalmente ab- oggi – le missioni europee civili e militaribiamo stabilito e condiviso priorità e linee vengano finanziate con il budget dell’U-d’azione su cui lavorare concretamente. nione. Un terzo aspetto importante è rap- presentato dall’attivazione degli articoliRecentemente Lei ha presentato al Parla- dei Trattati europei che permetterebberomento europeo a Bruxelles un documento la costituzione di una forza multinaziona-che illustra la visione italiana per una difesa le europea, che non sostituirebbe ma inte-europea più forte: quali sono le peculiarità grerebbe le forze armate dei singoli statidella proposta del nostro Paese? membri, cui si aggiunge l’istituzione di unLa nostra proposta prevede in primis uno quartier generale nel cui ambito pianifica-stimolo all’industria della difesa, median- re le missioni militari UE.te un piano di incentivi fiscali e finanziari Tutto ciò potrebbe iniziare a concretizzar-rivolto ai progetti europei di cooperazione si attraverso il sistema della cooperazionemilitare, con esenzione dall’Iva e sostegno rafforzata, cioè con la possibilità di proce-della Banca europea degli investimenti, in dere non a ventotto ma con un nucleo ini-modo da incanalare la ricerca tecnologica ziale di Stati. 8
garding the EUGS, in November an Imple- production to be channelled into coher-mentation plan was launched as proposed ent endeavours avoiding duplication andby High Representative Federica Mogheri- waste of resources. Secondly, we suggestni. The plan was instrumental in finally that - departing from current proceduredefining and sharing priorities and cours- - the Union’s budget be used to financees of actions for concrete initiatives. European civilian and military missions. Implementing the articles in EuropeanYou have recently submitted a document ex- treaties that would enable a Europeanpounding the Italian vision of stronger Euro- multinational force to be created consti-pean defence to the European Parliament in tutes a third relevant aspect. This wouldBrussels: what are the main features of the not mean replacing but integrating Mem-Italian proposal? ber States’ national armed forces. Addi-First and foremost, our proposal envis- tionally, it would also entail establishingages defence industry to be supported the Headquarters for planning EU’s mili-through a tax and financial subsidization tary missions. The first step to put this allplan concerning European projects in the into effect could materialize through thefield of military cooperation. The plan pro- strengthened cooperation system, whichvides for VAT exemption and support to would allow action to be taken by an initialthe European Investment Bank in order group of nations rather than on a 28-statefor technological research and industrial basis. 9
Difesa EuropeaLe missioni militari europee sono già una real- Venendo alle relazioni NATO-Europa, qualità: che ruolo giocano le Forze Armate italiane? sono le prospettive in termini di sviluppo del-L’Italia ha assunto la leadership di una la difesa europea?missione UE di importanza fondamenta- Il rafforzamento della difesa europea è dale per la stabilizzazione del Mediterraneo: vedersi in un’ottica di complementarietà –l’operazione Sophia, nata per contrastare il e non di sostituzione – rispetto alla NATO.traffico di esseri umani attraverso un im- L’Europa sarà in futuro chiamata a mag-pegno aero-navale europeo guidato dalla giori responsabilità, e alla fine ritengo chenostra Marina Militare, che di recente ha una più forte difesa europea rappresentianche iniziato la formazione della guardia un elemento che renderà più forte l’Alle-costiera libica. L’Italia guida inoltre la mis- anza Atlantica stessa. L’Unione Europeasione di addestramento delle forze di sicu- sarà di fatto un interlocutore più forte erezza somale da parte di istruttori del no- gestibile per la NATO - e non solo – in pre-stro Esercito. In ambito europeo le nostre senza di una maggiore sinergia tra i diver-Forze Armate partecipano anche al con- si stati europei in tema di difesa.trasto della pirateria nell’Oceano Indianoe al capacity building delle forze di diversi Alcune sinergie esistono già (è il caso del tra-Paesi. sporto aereo): quali potrebbero essere i nuo- vi settori di convergenza? Il Ministro della Difesa Roberta PINOTTI in visita sulle unità di EUNAVFORMED 10
European military missions are well un- Against the backdrop of NATO-Europe re-derway: what role do Italian Armed Forces lations, what are the prospects in terms ofplay? development of European defence?Italy is leading an EU mission that is cru- Strengthening European defence should becial to stabilize the Mediterranean: Op- considered in view of it completing rathereration Sophia was launched to counter than replacing NATO. In the future, Eu-human trafficking through a European rope will be required to assume larger re-aero-naval effort directed by our Navy, sponsibilities. In the end, I think of strongerwhich has recently also started a training European defence as an element that willprocess for the Libyan Coast Guard. eventually reinforce the Atlantic Alliance.Italy is also leading the mission whereby The European Union will actually become aItalian army instructors are training So- stronger and more manageable interlocutormali security forces. Within a European for NATO – and not exclusively for NATOcontext, the Italian Armed Forces are also – thanks to more effective synergy amongparticipating in the fight against piracy European Nations in the field of Defence.in the Indian Ocean and in the capacitybuilding of forces from various Nations. Some examples of such synergy already ex- ist, for instance regarding airlifting: what could the future areas of cooperation be? Incontro tra il Presidente EU Juncker e il Segretario Generale della NATO Stoltenberg 11
Difesa EuropeaSempre in ambito aeronautico c’è l’auspicio To remain in the air force domain, weche si possa ripetere il successo della coo- hope to repeat the experience of success-perazione nata per il progetto Eurofighter ful cooperation within the Eurofighteranche nel campo dei droni, attraverso l’ac- project also for drones. This would happencordo siglato tra Italia, Francia e Germania under the Eurodrone agreement that has(cui ha chiesto di aderire anche Madrid) been signed by Italy, France and Germany,battezzato appunto “Eurodrone”. Esistono and that Spain has asked to enter. Therepoi sfide interconnesse come quelle della also exist interconnected challenges suchcyber-security, un settore delicatissimo in as cyber-security, which is a very sensi-cui tutti stanno muovendo i primi passi e tive area where everyone is taking theirnel quale varrebbe la pena partire subito first steps. It would be worth to start fromcon una risposta europea integrata ed ef- there immediately by providing a Europe-ficace. an integrated and effective response.Esercitazione Italian Blade, organizzata nelquadro dell’Helicopter Exercise Programme,sviluppato dall’ European Defence Agency.Foto:EDA 12
Inserto pubbliredazionale INSERTO PUBBLIREDAZIONALE PLANETEK ITALIA: LA CONOSCENZA GEOSPAZIALE NEL SETTORE DIFESA Nell’ambito dei dati geospaziali, le immagini telerilevate rappresentano una fonte ormai insostituibile nella costruzione della conoscenzadello stato dei luoghi per applicazioni che vanno dal supporto alle operazioni umanitarie alla difesa dei confini e alle missioni militariinternazionali.Planetek Italia, PMI italiana che opera dal 1994 nel segmento della geomatica e spazio, offre un ampio ventaglio di soluzioni asupporto delle attività della Difesa, che spaziano dalla erogazione di percorsi formativi, alla fornitura di immagini satellitari, ladistribuzione in Italia dei software per il trattamento di dati geospaziali della Hexagon Geospatial (Intergraph), fino alla progettazione esviluppo di soluzioni ad hoc per la archiviazione, elaborazione ed analisi di dati geospaziali e immagini satellitari.3D IMINT - Based on Multi source Earth Observation DataTra le numerose attività di ricerca la Planetek Italia, nell’ambito del PRNM - Programma Nazionale di Ricerca del Ministero della Difesa - haavviato il progetto 3D IMINT con l’obiettivo di sviluppare tecniche innovative di image processing e data fusion di dati satellitari ottici eradar Cosmo-SkyMed per le attività operative di IMINT, GeoINT e targeting al fine di sostenere una autonomia nazionale in questi processielaborativi.Nell’ambito del progetto sono stati realizzati algoritmi e workflow per: estrazione di Ground Control Points (GCP) 3D da dati radar COSMO-SkyMed, creazione automatica di monografie dei GCP, geocodifica ed ortorettifica automatica di dati telerilevati di tipo ottico, integrazionedi dati ottici e radar attraverso tecniche di data fusion, analisi delle deformazioni superficiali in scenari operativi militari.Hexagon Geospatial (Intergraph)Planetek Italia è anche premium partner di Hexagon Geospatial e centro di assistenza e formazione per gli strumenti software dellafamiglia ERDAS e Geomedia. Tali tecnologie, ampiamente adottatenell’ambito delle FFAA, sono specifiche per analisi multi-sorgente emulti-sensore, assicurando un supporto di alto livello per i più conosciutisensori satellitari e aviotrasportati di tipo ottico (E.O.), iperspettrali (HSI),multispettrali (MSI), Radar (SAR), con particolare attenzione per i datiottenuti dalla costellazione italiana di satelliti COSMO-SkyMed e quellidelle missioni Sentinel del programma europeo Copernicus.M.App XE’ un sistema specifico per l'elaborazione delle immagini a supportodelle attività di IMINT e GEOINT. M.App X consente di realizzare analisimulti-sorgente, effettuare misurazioni ed analisi delle condizioni del terreno, individuare i cambiamenti al suolo, annotare ciò che ècambiato e creare un report per condividere i risultati in un unico workflow. M.App X è un client web che garantisce una riduzionesignificativa dei tempi di analisi con risparmi significativi dei costi delle licenze. Per informazioni su Planetek Italia:
FOCUS DIFESAEUNAVFOR Med La missione navale europea contro il traffico di esseri umani entra nel vivo con la formazione della Guardia Costiera Libica Fenesia CALLUSO “Vogliamo far passare Non sembra il nome di una mis- il messaggio che sione militare “Sophia”. E infat- ti è il nome di una bimba. Macombattere i trafficanti questa bimba si chiama Sophia perché è vuol dire proteggere nata su una nave militare, tedesca. Era vite umane” il 24 agosto del 2015, e la nave, dedicata alla principessa Sophia di Prussia, era im- Federica Mogherini pegnata in EUNAVFOR Med (European Union Naval Force Mediterranean), l’ope- Alto Rappresentante UE razione messa in piedi dall’Unione Euro- per gli affari esteri pea dopo la più grande tragedia del nostro mare (era il 18 aprile 2015 e un pesche- e la politica di sicurezza reccio con circa 800 persone si ribaltò nel Canale di Sicilia: solo in 28 si salvarono). Una missione approntata in tempi record per combattere i trafficanti di esseri uma- ni, quelli che hanno creato un consolidato 14
business sfruttando la disperazione di mi- è costante) l’operazione è entrata nel vivo,gliaia di persone che dall’Africa decidono con la ricerca e la distruzione di imbarca-di attraversare il Mediterraneo in cerca di zioni usate dai trafficanti fino al 10 febbra-un futuro migliore. Smantellare un siste- io sono 387, tra gommoni e imbarcazionima, messo in piedi da gente senza scru- di legno, sottratti alla loro disponibilità.poli, che ormai è diventato una piaga nel Da quando c’è Sophia sono sicuramenteMediterraneo. Per questo nasce Sophia, diminuiti i profitti: prima le barche usateper combattere chi guadagna ogni giorno dai trafficanti venivano recuperate perchésulla pelle di migliaia di altri esseri uma- non c’era nessuno a portarle via. Da quan-ni. E prevenire altri morti in mare. L’o- do ci sono in mare le navi della missionebiettivo è quello di catturare gli scafisti e europea devono comprare un numero si-sottrarre loro i mezzi che utilizzano. Dopo gnificativamente alto di barche perché nonuna prima fase di raccolta di informazioni, possono riutilizzarle, spendono più soldiper comprendere il tipo di attività e i meto- quindi, e devono fare più sforzi per averedi utilizzati dai trafficanti di esseri umani più barche. Tutto questo avviene in acque(una fase che di fatto non si è mai interrot- internazionali, perché è solo lì che Sophiata perché la raccolta di notizie prosegue ed può operare. In uno specchio di mare este- 15
EUNAVFOR Medso quanto sei Italie messe insieme. Non mento. Nel primo periodo sono stati ospi-avverrà, per ora, il passo successivo, quello tati a bordo della nave olandese “Rotter-più volte auspicato a livello politico, di po- dam” e dell’italiana “San Giorgio”, poi soloter entrare nelle acque territoriali libiche, su quest’ultima. Per entrambe le navi unlì dove adesso gli scafisti hanno imparato a impegno, da un punto di vista anche logi-fermarsi, sapendo che poco più in là ci sono stico, non indifferente. Ospitare persone dile navi militari a bloccarli. Anche questo un’altra fede non è stata cosa da poco. Ca-fa l’operazione europea, blocca i sospetti merini adeguati alle loro esigenze, cibo chescafisti: 103 quelli consegnati finora alle rispetti le loro convinzioni: forse non tut-autorità giudiziarie italiane. Il 3 febbraio ti sanno che i musulmani mangiano soloscorso, in un vertice informale a Malta, i carne macellata con il metodo “halal” adcapi di Stato e di Governo europei hanno esempio... e anche una moschea improvvi-concordato misure finalizzate a contenere sata: un luogo in cui i militari libici hannoil flusso dei migranti irregolari dalla Libia potuto pregare negli orari previsti. Ancheverso l’Italia, con un’intensificazione del- le lezioni sono state pianificate in modola cooperazione con le autorità libiche. E da concedere loro il tempo giusto da dedi-hanno appoggiato il patto italo-libico si- care al loro Credo. Ma veniamo all’adde-glato qualche giorno prima, a Roma, tra il stramento. Quattordici settimane in tutto,presidente del Consiglio dei ministri, Paolo dall’ottobre scorso. Istruttori provenientiGentiloni, e il leader del governo di unità da diversi Comandi Operativi, Logistici e dinazionale libico, Fayez Al Serraj. Un accor- Formazione della Marina Militare e dellado che prevede da parte nostra nuovi aiuti Guardia Costiera, accanto a loro interpreti“ma nessuna intesa che intacchi la sovra- di lingua araba. I primi due cicli sono sta-nità libica” ha specificato Al Serraj, dunque ti dedicati in particolare alla navigazionenessun ingresso delle navi di Sophia in costiera, la condotta di imbarcazioni, la ge-acque libiche, mentre sarà incrementata stione delle telecomunicazioni, la Ricercala collaborazione dell’operazione europea e Soccorso (SAR), il Diritto Internazionalenell’addestramento dei militari libici. Marittimo, la Maritime Situational Aware-Ma ci sono già altri due compiti che dallo ness, la Vigilanza Pesca, la lotta antincen-scorso giugno sono stati aggiunti rispetto a dio e le attività di boarding. Nel secondo ci-quelli fin qui illustrati: uno riguarda l’adde- clo addestrativo l’attività formativa è statastramento di militari libici, l’altro è quello arricchita con un corso di diving e di attivi-di contribuire all’attuazione dell’embargo tà subacquea a cura di operatori apparte-sulle armi, da e per la Libia, delle Nazio- nenti alla Marina Militare Belga. Mentreni Unite. Circa una ottantina di uomini nel terzo ciclo sono stati svolti anche mo-della Guardia Costiera e della Marina Mi- duli formativi nel campo del Law Enfor-litare libica, del governo riconosciuto di Al cement, a cura del personale dell’AgenziaSerraj, hanno da poco concluso l’addestra- Europea FRONTEX. Nel quarto ciclo sono 16
INTERVISTA ALL’AMMIRAGLIO DI DIVISIONE ENRICO CREDENDINO - OPERATION COMMANDER Ammiraglio, un anno e mezzo di SOPHIA. Ci può fare un bilancio? L’operazione SOPHIA è stata lanciata il 22 giugno 2015, ed oggi coinvolge direttamente 25 Stati Membri UE. Il suo obiettivo, sin dall’inizio, è stato quello di contribuire a smantellare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo centro-meridionale. Un’operazione strutturata e complessa, ma anche un punto irrinunciabile di un approccio omnicomprensivo dell’Unione nei confronti delle cause alle radici delle migrazioni. I risultati dell’operazione sono oggi evidenti: sono, infatti, più di 380 le imbarcazioni neutralizzate e, quindi, sottratte alle disponibilità logistiche delle organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani. Più di 100, inoltre, i sospetti trafficanti consegnati alle autorità giudiziarie italiane, senza trascurare le oltre 33.000 vite soccorse in mare dal lancio dell’operazione. L’operazione, oggi, non è attiva solo sul fronte del contrasto ai trafficanti di esseri umani.L’obiettivo di partenza di EUNAVFOR MED non cambia, vengono però dotati ulteriori strumenti per raggiungerlo.L’addestramento della guardia costiera e della marina libica ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza delle acqueterritoriali libiche, travasando ai nostri colleghi libici le conoscenze per contrastare i traffici illeciti a casa loro, nonchéper evitare che i migranti perdano la vita a poche centinaia di metri dalla costa. SOPHIA contribuisce anche all’embargodi armi da e per la Libia: siamo partiti già nel settembre scorso, subito dopo essere stati autorizzati dal ComitatoPolitico e di Sicurezza dell’UE, e In pochi mesi abbiamo acquisito molte informazioni essenziali sul traffico di armi econdotto più di 350 azioni. Il nostro contributo all’embargo comporta un importante effetto di deterrenza con la solapresenza delle navi.Entriamo più nello specifico dei programmi di addestramento. A che punto siamo?L’addestramento della marina e della guardia costiera libica, definito lo scorso 23 agosto a Roma con il Memorandumof Understanding tra EUNAVFOR MED e guardia costiera e la marina libica, sta procedendo come da programmae sono assolutamente soddisfatto della risposta entusiasta sia da parte dei miei equipaggi, che dei nostri colleghilibici. Il 26 ottobre abbiamo iniziato in acque internazionali l’attività per i primi militari - attentamente selezionati dalleautorità libiche del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite - a bordo delle due navi designate, l’italiana San Giorgioe l’olandese Rotterdam. Il primo di tre “pacchetti addestrativi” si è concluso a metà febbraio, dopo 14 settimane diattività condotte da team di istruttori forniti da 6 paesi membri, con la collaborazione anche di UNHCR e FRONTEX.Contestualmente, a gennaio, abbiamo iniziato il secondo pacchetto in un centro di addestramento a Creta, per alcuniufficiali con incarichi di maggiore responsabilità. Oltre al modulo greco, a marzo ne inizierà uno a Malta, e a regime,saremo in grado di addestrare fino a 500 militari contemporaneamente.INTERVISTA AL CONTRAMMIRAGLIO GIUSEPPE BERUTTI BERGOTTO - FORCE COMMANDER Iniziamo dalla fine. Recentemente si è concluso l’addestramento dei primi marinai libici. Qual è il bilancio? Positivo. Abbiamo addestrato più di 80 militari, imbarcati per circa tre mesi su Nave San Giorgio e per 4 settimane sulla nave olandese Rotterdam. Hanno seguito con interesse le lezioni, sia quelle teoriche sia quelle pratiche. Presenti in aula, disciplinati, professionalmente preparati e soprattutto molto orgogliosi. Il team che li ha seguiti, nonché gli equipaggi delle navi, li hanno supportati con grande impegno sotto tutti gli aspetti. Un addestramento ad ampio spettro: quali sono le materie principali? I militari formati saranno chiamati a gestire autonomamente la sicurezza delle acque loro prospicienti, teatro di traffici di vite umane e di altre attività illecite. E’ giusto che acquisiscanodelle conoscenze in materia di diritto internazionale ed umanitario, nonché nozioni più tecniche sui motori, poichémolteplici sono le situazioni che si troveranno ad affrontare, così come è importante che apprendano nozioni basichedi pronto soccorso, considerata la probabilità, sempre presente, che debbano intervenire per rianimare o salvare lavita di qualche migrante durante un recupero. Inoltre, è fondamentale per un “buon” marinaio, conoscere e averecoscienza degli strumenti a sua disposizione, ed è per questo motivo che hanno seguito anche lezioni di nautica.Il vostro compito è anche quello di catturare i trafficanti...E lo abbiamo fatto. Da quando sanno che le nostre navi pattugliano fuori le acque territoriali, gli scafisti non si spingonopiù nelle acque internazionali. Grazie ai nostri velivoli riusciamo a fotografare chi è alla guida del gommone e riusciamoa documentare eventuali imbarcazioni che traghettano gli stessi gommoni fino al limite delle acque territoriali libiche,per poi lasciarli soli ed in balia della forza e dell’imprevedibilità del mare. Dalla mia esperienza, ritengo che uno degliaspetti determinanti per il successo nella cattura degli scafisti consista proprio nella raccolta e ancor più nella rapiditànel trasmettere e segnalare alle autorità competenti a terra i dati e le immagini documentate. L’acquisizione di quelleinformazioni che possono rappresentare delle evidenze di reato facilitano il compito delle autorità giudiziarie. Inoltre,recuperati e tratti in salvo i migranti in pericolo di vita, se qualcuno di loro ha atteggiamenti sospetti, lo segnaliamocome possibile scafista che si nasconde tra i tanti uomini, donne e bambini che, disperati, lasciano la loro terra.Che fine fanno le imbarcazioni confiscate agli scafisti?Prima dell’operazione Sophia le imbarcazioni usate dai trafficanti venivano recuperate e riutilizzate da sciacalli ocomplici. Le nostre navi, con il loro intervento, spesso riescono a sottrarre queste imbarcazioni ai trafficanti, evitandoinoltre che possano rappresentare un pericolo alla navigazione. 17
EUNAVFOR Medstati previsti moduli tecnici: sui motori addestrativa li ha abilitati come istruttori,termici principali, sui diesel alternatori e e formatori, a loro volta, di equipaggi. Lasull’attività manutentiva in generale, oltre seconda fase consiste nell’addestramentoa corsi ad hoc sulla logistica. Nell’ultimo ci- dei militari libici nei porti di tre Paesi euro-clo sono stati presenti un team di UNHCR pei che hanno aderito e dato disponibilità.(Alto Commissariato delle Nazioni Unite Attualmente è in corso il primo pacchetto,per i Rifugiati) per alcune lezioni di dirit- a Creta. Poi Malta e infine l’Italia. La terzato internazionale umanitario, personale fase invece di questo progetto si svolgeràdel CISOM (il Corpo Italiano di Soccorso in Libia e riguarderà la formazione e l’ad-dell’Ordine di Malta) per le norme di primo destramento degli equipaggi per la condot-soccorso ed è stato previsto un ciclo di atti- ta dei pattugliatori e delle motovedette invità addestrative congiunte con la Guardia dotazione alla Marina e Guardia Costieradi Finanza finalizzate alla condotta di im- libiche. L’obiettivo di tutto questo percor-barcazioni da pattugliamento. Questa fase so formativo è quello di rendere autosuf- 18
ficienti la Marina e la Guardia Costiera direttamente interessate all’attività, comelibiche nel pattugliamento, nella ricerca e EUROPOL (l’ufficio europeo di polizia) ednel salvataggio. L’obiettivo è quello di fare EUROJUST (l’unità di cooperazione giudi-in modo che in un imminente futuro siano ziaria dell’Unione Europea), IOM (l’orga-capaci di operare in autonomia nelle pro- nizzazione internazionale per le migra-prie acque: la prima conseguenza sarebbe zioni), UNHCR (l’Alto Commissariato perun incremento della sicurezza delle acque i Rifugiati delle Nazioni Unite), ECHO (laterritoriali Libiche e un importante contri- Direzione generale per gli aiuti umanitaributo quindi anche alla lotta contro il traffi- e la protezione civile della Commissioneco di esseri umani da/per le coste Libiche. Europea), l’Unione Africana e la lega de-E poi l’altro compito affidato a Sophia: la gli Stati Arabi. Mancano i migranti, quellilotta al traffico illegale di armi da e verso che in tutti questi mesi Sophia ha salvato.la Libia in accordo con la risoluzione dell’ Sophia non è una missione di soccorso.ONU 2292 . Lo scopo è quello di limitare, Non è nata con questo compito, come inin questo stesso tratto di mare, il flusso queste pagine abbiamo ampiamente cer-di armi indirizzate all’Isis e ad altri grup- cato di spiegare. Ma da quando esiste hapi terroristici. Un altro contributo che si salvato 33.300 vite (in aumento il nume-vuole dare alla stabilizzazione della Libia. ro dei minori non accompagnati, insiemeCome?... monitorando le navi sospette, a quello delle donne). Perché questo pre-avvicinandole e salendo a bordo, facendo vede la legge. E perché nessun uomo diispezioni... Quando c’è un fondato sospet- mare lascia un uomo in mare. A coordina-to che una nave trasporti armi illegali, la re queste attività è ogni giorno l’I.M.R.C.C.risoluzione adottata dalle Nazioni Unite (Italian Maritime Rescue Coordination Cen-autorizza le navi di EUNAVFOR Med, qua- tre). Così è capitato, e capita, che le navilora la situazione operativa e la quantità di di EUNAVFOR Med raccolgano migranti,armi trovata non consenta un sequestro a centinaia, e li mettano in salvo accom-in mare, di dirottare il mercantile con le pagnandoli nel porto (italiano) più vici-armi in uno specifico porto, per una più no. Tante vite sono passate sulle navi diseria perquisizione. Fino a questo mo- EUNAVFOR Med, tante restano impressemento sono 375 le ispezioni effettuate negli occhi dei nostri militari a bordo. Chetra interrogazioni, inchieste di bandiera a volte raccontano di quella volta... Cosìe verifiche a bordo, sempre in acque in- come la piccola Sophia, crescendo, rac-ternazionali. C’è da dire che EUNAVFOR conterà che è nata su una nave militare,Med operazione Sophia collabora con al- una notte di agosto, in mezzo al mare, e letre organizzazioni, governative e non, hanno dato il nome di una principessa. Epresenti nella stessa area, come “Mare se nelle favole le principesse vivono “feli-Sicuro” e “FRONTEX”, ed è in costante ci e contente”, lei, per ora, è sopravvissuta,contatto e scambio altri enti ed istituzioni ed è già tanto. 19
FOCUS DIFESALanciata nel 2010, la missione eu- brigata Maurizio Morena sono impegnati ropea - guidata da più di tre anni in programmi di capacity building in favo- dall’Italia – ha contribuito all’ad- re del Ministero della Difesa e dello Stato destramento di oltre 3600 militari somali, Maggiore somalo. EUTM opera in stretta focalizzato a livello di compagnia e batta- collaborazione con le Nazioni Unite, la glione, oltre a fornire formazione specia- missione dell’Unione Africana AMISOM, listica in numerosi settori: combattimento e il Dipartimento di Stato USA e si è af- individuale, sminamento, polizia militare, fermata come partner di riferimento nel intelligence, cooperazione civile-militare, campo della sicurezza. Il contingente ita- diritti umani e protezione dei civili. Dopo liano è costituito da 110 unità, impiegate un primo periodo in cui la missione è stata principalmente nell’addestramento delle basata in Uganda, il Quartier Generale si forze somale, di cui una componente im- trova oggi a Mogadiscio, dove i militari eu- portante è il training of trainers, ovvero la ropei attualmente guidati dal generale di formazione degli istruttori locali. 20
Trainers dell’Esercito Italiano impegnati nell’addestramento dei militari somali - Foto: SME 21
PORTFOLIO IMMAGINILAZZARO CUTRONE - PAOLO MASSARDI ALESSANDRO MELONIEUROPEAN Nello scorso mese di novembre, unità WIND militari di Italia, Austria, Croazia, Slove- nia e Ungheria si sono addestrate insie- 2016 me in diverse aree della Provincia di Udi- ne nell’ambito dell’esercitazione di dueStefano BERTINOTTI settimane che ha certificato il raggiun- gimento della piena capacità operativa del Battle Group europeo su base DECI (Defence Cooperation Initiative), l’ini- ziativa nata nel 2012 per promuovere la cooperazione tra le nazioni europee del bacino adriatico che condividono gli stessi interessi nel campo della difesa, cui si è aggiunta di recente anche l’Alba- 22
nia. La forza di intervento rapido a leadership rizzano l’impiego di un contingente in unaitaliana di 1500 soldati, sarà a disposizione situazione di crisis management. Alla fase adell’UE per essere impiegata in brevissimo fuoco della European Wind hanno presen-tempo in aree distanti anche 6.000 chilometri ziato – oltre ai vertici della difesa di Austria,dall’Europa, per svolgere operazioni stand-a- Ungheria e Slovenia - il Generale Mikhaillone o a premessa di operazioni più grandi. Kostarakos, Chairman del Comitato MilitareL’esercitazione – diretta dalla Brigata alpina dell’Unione Europea, e il Generale ClaudioJulia - ha messo in evidenza l’elevata capa- Graziano, che ha sottolineato come “in uncità di integrazione tra le truppe in campo, periodo di importanti sfide e nuovi compiti,la spiccata interoperabilità degli assetti questa tipologia di Battle Group europeoschierati e la perfetta standardizzazione delle riaffermi la nostra volontà di costruire ancoraprocedure operative, fattori che hanno con- più solide capacità per stringere le relazionisentito di affrontare con successo un ampio nell’area sud adriatica dell’Europa e renderleventaglio di scenari simulati che caratte- un esempio da seguire” . 23
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PORTFOLIO IMMAGINIPHOTOGRAPHS of LIFE in KHANKE camp Sei reporter Yazide raccontano la vita in un campo profughinell’Irak settentrionaleNel mese di agosto del 2014 oltre 400.000 Grazie ai finanziamenti del Governo italiano componenti della comunità yazida l’UNICEF, con la collaborazione del part- hanno dovuto abbandonare le loro case ner locale per la realizzazione del progetto, mentre Daesh conquistava, devastandole, am- l’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo pie estensioni di territorio iracheno. Coloro che (RDO), ha istituito un corso in due fasi, della erano rimasti intrappolati a Sinjar (nella parte durata di sei mesi, per fornire uno strumento nord-occidentale della provincia di Ninive, di emancipazione alle donne e alle ragazze nell’Iraq settentrionale) furono fatti prigionie- yazide: il laboratorio di tecniche fotografiche. ri o giustiziati; migliaia di donne e bambini “Quando una yazida fotografa una donna del furono praticamente ridotti in schiavitù. Alcuni suo stesso gruppo etnico, di cui condivide lin- di loro riuscirono a fuggire rifugiandosi sulle gua e cultura, è in grado di sentire e capire fin montagne di Sinjar, da dove furono aiutati a nei minimi dettagli i traumi, le difficoltà ed il raggiungere un rifugio sicuro nei campi profu- modo di vivere di quella persona più di quanto ghi della regione del Kurdistan iracheno. potrebbe fare un estraneo”, racconta il diretto- re dell’RDO. Nonostante il trauma e gli orrori a cui avevano assistito, la comunità yazida dimostrò grande Zina, la portavoce del gruppo, parla delle dif- capacità di reagire. Uno tra i tanti esempi di ficoltà nell’affrontare il mezzo espressivo della tale caparbietà è il lavoro di 6 ragazze yazi- fotografia: “Nella società yazida non esiste una de del campo di Khanke, nella Provincia di cultura dell’immagine, e la stragrande mag- Duhok. Le ragazze hanno seguito un corso d’i- gioranza delle donne non si occupa di attività struzione sulla lingua comune dell’arte espres- economiche”. Nonostante la sfida cui si sono sa attraverso i mezzi di comunicazione. Hanno trovate di fronte, Zina e le sue compagne sono potuto così dare forma alla loro intima visione riuscite ad avvicinarsi alla fotografia: quattro dei bisogni e dei problemi della comunità. Il di loro sono diventate istruttrici e fotogiornali- loro lanciarsi in un progetto nuovo e vivificante ste, hanno partecipato a programmi televisivi, ha contribuito a far riacquistare fiducia in loro presentato i loro scatti nel corso di meeting e stesse. I ritmi di vita scanditi dalla quotidianità conferenze. Un’iniezione di fiducia in se stesse del campo, il registrare attraverso un obbietti- fino a giungere alla consapevolezza di poterle vo la vita e le sue forme è stato un modo per condividere, di avere qualcosa da raccontare… reintegrarsi nelle consuetudini. La fotografia ha le loro storie, il trionfo e la rinascita. permesso loro di esprimere le singole indivi- dualità portando a tradurre i loro sentimenti Una mostra di quaranta immagini è stata in immagini facendo compiere, allo stesso allestita dal Ministero della Difesa al museo tempo, fondamentali passi in avanti nel loro MAXXI di Roma nel mese di gennaio. percorso di crescita. 32
Hina Qasim Mahmoud, tredici anni.É una studentessa di prima media e divide il suo tempo tra studio e lavoro. La mattina vende verdure al mercato per aiutare lasua famiglia. È l’unica ragazza Yazida che lavora al mercato. Suo padre è un Peshmerga: “colui che affronta la morte”.Hina Qasim Mahmoud, 13 years old living, in a displaced persons camp.She is a grade-6 student. She divides her time between work and studies. In the morning she sells vegetables and fruits tosupport her family of 11. She is the only Yezidi girl who is working in the market. Her father is a Peshmerga (Kurdish military forcespresently fighting ISIS) Peshmerga means ‘one who confronts death’ .In August 2014, over 400,000 people from the opment Organization (RDO), through media Yezidi community, fled their homes as the training workshops focusing on photography Islamic State ravaged swathes of Iraq. Those techniques. who were trapped in Sinjar (North-western “When a Yazidi woman stands before a Yazidi Ninewa province, Northern Iraq) were taken photographer who shares the same language captive or executed; among those enslaved, and culture, they can feel and understand the were women and children, in their thousands. little details of their lives, traumas and difficul- Some managed to escape to the Sinjar Moun- ties, more than others’, explained the Director tains, were extracted and sheltered in the safe- of RDO. ty of camps in the Kurdistan Region of Iraq. Zina the Yezidi spokesperson for her team Despite the trauma and horror they experi- spoke about the initial difficulties they faced enced, the Yezidi community and their leaders when taking up photography, ‘we don’t have demonstrated much resilience in the face of a culture of imaging in our Yezidi society, and such violence. One such example of resilience most girls aren’t involved in business’. is represented by 12 Yezidi girls from Khanke Despite the challenges, Zina and her team- camp in Duhok Province. They were trained in mates successfully learned photography; 4 the common language of art through media among them moved ahead as trainers and to see the needs of their community and prob- photojournalists, participating in TV pro- lems through their own eyes, to build trust and grammes, presenting their photos at confer- reintegrate again into life and finally to trans- ences, fuelling their confidence to share their late their feelings, express their true selves and stories of triumph and rebirth. finally advance through the healing process. With funding provided by the Government Forty pictures were displayed at an exhibition of Italy, a six-month two-phase project was sponsored by the Italian Ministry of Defence, initiated to empower Yezidi women and girls held last January at the MAXXI museum in by UNICEF in collaboration with local imple- Rome. menting partner, the Research and Devel- 33
Photographs of life in Khanke camp Una madre Yazida da alla luce una bambina nel campo profughi di Khanke. Costretta a fuggire da casa, vive in condizioni precarie, in una tenda dove i basilari mezzi di sostentamento sono a malapena disponibili. A Yezidi mother gave birth to a baby girl in Khanke camp. She fled her home and is now living in difficult situations in a tent where the most basic necessities of life and livelihood rights are barely available. Ragazze Yazide giocano nel campo profughi di Khanke. Gli stessi giochi che praticavano a casa in tempi più felici. Group of Yezidi Girls playing in Khanke camp. The same games that they played back home in happier times. Momenti di spensieratezza all’interno delle tende nel campo profughi di Khanke. Moments of lightheartedness in tend at Khanke camp. 34
Una giovane ragazzaYazida aiuta la madre nei lavori di casa. Young Yezidi girl in the camp helps her mother with household chores. Ragazza Yazida del campo porta la frutta dopo aver cenato con la madre. Yezidi girl in camp preparing fruit afterdinner together with her mother. Hina Qasim Magmoud al mercato. Hina Qasim Magmoud at the market. 35
Photographs of life in Khanke camp Eido Amra, sedici anni. Non può andare a scuola perchè lavora dalle 5 della mattina alle 4 del pomeriggio per la misera una somma di 2500 Dinari Iracheni (circa 1,88 €). Eido Amra is 16 years old and lives in Khanke. Going to school is not possible for Eido who works from 5 in the morning to 4 in the afternoon to earn a living; a paltry sum of 2500 Iraqi dinars (about 1.88 euro). Aziza Ibrahim, ventinove anni. È incinta e vive la sua difficile condizione nel campo. Aziza Ibrahim is 29 years old, pregnant and lives in a camp for displaced people. In her present state, living conditions are not easy for Aziza. 36
Lavigne Furman, trenta anni. Sta lavando i vestiti dei suoi bambini. Vivere in un campo profughi nonsignifica che non possano indossare vestiti puliti. Lavigne Furman is 30 years old. Here she is washing her children’s clothes. Livingin a camp does not mean they cannot wear clean clothes. Nel campo profughi di Khanke è nata una bambina. Sua madre è una sfollata e vive in una tenda senza la disponibilità dei più elementari mezzi di sussistenza. A baby girl who was born in Khanke camp.Her mother was displaced from her home and is now living in difficult situation in a tent wherethe most basic necessities of life and livelihood rights are not available.Lavigne Farman gioca con i suoi bambini. Prova a compensare la mancanza del loro padre.Lavigne Farman is playing with her children. She tries to make up for the absence of their father. 37
Photographs of life in Khanke camp Il figlio di Lavigne Farman, si gira intimidito mentre una ragazza lo fotografa. Lavigne Farman’s son hyly turns away as he is photographed. Una donna Yazida cuoce un pane schiacciato per le occasioni speciali. A Yezidi woman bakes a special kind of flat bread at events. Il tempio dello Sceicco Yazida. The Yezidi Sheikh shrine. 38
Samia Jendo, Shingal, 19 anni Samia Jendo, from Shingal, 19 years old.Voglio diventare una giornalista. Nella I want to become a journalist. I am ablefotografia riesco a trovare me stessa. Mi sento find my true self in photography. I feel I amfelice e voglio continuare con la fotografia per delighted and I want to keep myself attachedraccontare il nostro turbamento. to photography to speak out about our turmoil.Manal Barakat, Shingal, 20 anni Manal Barakat, from Shingal, 20 years old.Sono grata a tutti quelli che mi hanno aiutato Every who helped me in this way and thosein questo percorso. La fotografia è una gioia! who are in charge of this exhibition have aSpero di diventare un giorno una fotogiornalista gratitude. Photography is joy! I wish to becomedi successo. a successful photojournalist one day.Zina Hassan, Shingal, 20 anni Zina Hassan, from Shingal, 20 years old.Questa mostra mi ha aiutata a migliorare This exhibition helps me to further improveulteriormente le mie capacità. La fotografia è my skills. Photography is a mirror that reflectsuno specchio che riflette la realtà. È un mondo reality. It is a different world where we candiverso dove possiamo esprimere i nostri express our feeling without distortions or covers.sentimenti senza distorcerli o nasconderli.Khawla Shamo, Shingal, 21 anni Khawla Shamo, from Shingal, 21 years old.La fotografia è un bellissimo rifugio, un mondo Photography ia a beatiful haven, a world wheredove possiamo condividere le nostre emozioni, we can share our emotions, joys, fears, andgioie, paure e tragedie. tragedies.Klood Khedada, Shingal, 18 anni Klood Khedada, from Shingal, 18 years old.Da quando ho iniziato gli studi con Ms. Shayda Ever since I started learning with Ms. Shaydaed il suo gruppo alla Z Agency, ho iniziato a and her team at Z Agency, I started trustingcredere nelle mie potenzialità e a sentirmi my abilities and feel more responsible for whatpiù responsabile su cosa è accaduto alla mia has happened to my people.gente.Bushra Qasim, Shingal, 17 anni Bushra Qasim, from Shingal, 17 years old.Per me diventare una foto-giornalista è un For me being a photojournalist is a big dreamgrande sogno e ce la sto mettendo tutta per and I think I’m putting so much effort andrealizzarlo. energy into it. 39
OSSERVATORIO STRATEGICOEUROPA, DIFESA e SICUREZZAUn breve excursus dagli anni ‘50 a oggiGianluca SARDELLONELa politica di Difesa e Sicurezza ticolo V del Trattato Atlantico, tenendo rappresenta un elemento fonda- gli USA dentro, l'URSS fuori (mediante il mentale per qualsiasi soggetto containment ed il roll-back) e la Germaniadelle relazioni internazionali, di natura (sia pur divisa) sotto. I Sei membri fon-statuale e non: ispirata all'idea classica di datori dell'Europa unita (Italia, Francia,securitas (assenza di paura) è, infatti, sotte- Germania Occidentale, Belgio, Olanda esa al bisogno primario della conservazione Lussemburgo) poterono, così, concentrarsiin un ambiente ostile. L'Europa unita, nelle sul mercato comune e la libera circolazio-varie declinazioni dal MEC alla CEE fino ne di merci e persone. L'idea di un'Europaall'UE, non fa eccezione e la percezione di anche della Difesa iniziò ad emergere solominacce comuni ha determinato nei paesi negli anni Sessanta su input della Francia:membri una spinta verso forme di difesa convinto che fosse necessario ridurre lacongiunta: progetti quali la CED (sia pure presenza militare americana in Europa, ilabortito) e l'Unione Occidentale precedet- presidente De Gaulle, portato il paese fuoritero, anzi, l'avvio stesso dell'integrazione dal dispositivo militare integrato, cercò dieuropea, anticipando di quasi un decennio veicolare l'idea di una Difesa continentalela firma dei Trattati di Roma, istitutivi di autonoma da Washington, incontrando,CEE, CECA ed Euratom. Per mezzo secolo, tuttavia, sia la freddezza degli altri mem-tuttavia, il mantenimento della sicurezza bri della CEE sia la fiera opposizione dellain Europa venne demandato essenzial- Gran Bretagna. Esclusa dalla CEE a causamente alla NATO e, di fatto, a un attore proprio del veto francese, Londra ritene-out-of-area, gli Stati Uniti: lo scudo nuclea- va, infatti, che, per la sicurezza dell'Euro-re statunitense aveva reso effettiva la clau- pa, essenziali fossero la NATO e la storicasola di difesa collettiva prevista dall'Ar- special-relationship con Washington, già 40
determinante contro il nazismo. La fine bre. Attualmente la sicurezza continentaledella guerra fredda e delle certezze sottese è minacciata a oriente dall'annessione rus-alla logica bipolare alterò radicalmente il sa della Crimea, dal conflitto russo-ucrai-quadro strategico globale, rendendo mul- no e dal crescente confronto militare tratidimensionale la sicurezza e costringendo Russia e NATO (nel Baltico, nel Caucasotutti gli attori (UE compresa) a mutare ap- e nella strategica Kalinigrad), dal collassoproccio: la NATO, in continuo allargamen- di Libia e Siria e dall'instabilità di nume-to dal 1999, divenne un'organizzazione rosi stati africani che producono massiccinuova, attiva ben oltre i limiti geografici flussi migratori e, last but not least, dalleoriginariamente fissati dal Trattato del infiltrazioni di jihadisti pronti ad attacca-1949. Gli USA, a loro volta, crollata l'Unio- re l'Europa1. Il 2017 potrebbe, quindi, rap-ne Sovietica, rimodularono la geostrategia presentare un anno decisivo per il futuroverso l'Europa, divenuta ormai meno cen- della difesa europea, nonostante il vulnustrale negli equilibri globali rispetto all'epo- prodotto dalla Brexit: l'uscita in fìeri dellaca bipolare. Per l'UE, dunque, la costruzio- Gran Bretagna dall'UE, infatti, da un lato,ne di una vera Politica di Sicurezza e Difesa chiude un rapporto storicamente ambiguoComune (PSDC) iniziò a rappresentare una a causa della special-relationship con USAnecessità non più procrastinabile di fronte e Commonwealth ma, al contempo, privaalle nuove sfide strategiche e al carattere la difesa europea di una potenza nuclea-sempre più complesso e multidimensio- re con un formidabile sistema militare e dinale della sicurezza stessa, minacciata da intelligence e una lunga tradizione di impe-secessionismi, conflitti etnici, radicalismi gno militare oltre confine. Lo scorso mesereligiosi, che trovarono espressione nelle di Giugno, l'Alto Rappresentante dell’UEguerre nell'ex Jugoslavia e nell'11 Settem- per gli affari esteri e la politica di sicurezza 41
(PESC), Federica Mogherini, ha presentato militari nazionali: pochi paesi con capa-la Strategia Globale dell'Unione Europea cità militari e volontà politica dovrebbero(EUGS). Il documento conferma, da un fungere da nucleo aggregatore e formarelato, la determinazione dell'Unione stessa una prima avanguardia, con la possibilitànel perseguire i propri obiettivi strategici per altri paesi membri di aggiungersi in(in sinergia con la NATO ma anche in au- seguito. Nascerebbe, così, una Forza Mul-tonomia) e, dall'altro, nel proseguire l'im- tinazionale a disposizione di un Quartierpegno civile e militare avviato nel 2003 Generale europeo per missioni in ambitoanche al di fuori dei confini continenta- UE ma anche ONU e NATO4. Francia eli, potenziando le attività di intelligence e Germania, a loro volta, hanno proposto disorveglianza, le tecnologie cibernetiche e attivare la Cooperazione Rafforzata Per-sviluppando l'Agenzia Europea per la Dife- manente (secondo il Trattato di Lisbona),sa (come già deciso, peraltro, al vertice di creare un Quartier Generale Europeo perGand nel 2010)2. Successivamente, il verti- pianificare operazioni riconducibili allace di Bratislava ha evidenziato l'intenso di- PSDC, rilanciare i Battle-Groups e condi-battito in corso sulle tematiche della difesa: videre le informazioni5. Il presidente dellala presentazione di importanti proposte, Commissione Juncker, a sua volta, ha sug-pur nella diversità, evidenzia quale quid gerito la costituzione di un fondo ad hoccommune il rafforzamento dell'UE come per la difesa europea per ottimizzare laproduttore di sicurezza a livello globale, spesa militare dei paesi membri, migliora-sia pure in piena complementarietà con la re ricerca e sviluppo in campo tecnologi-NATO, senza sprechi o duplicazioni3. L'Ita- co e consolidare il mercato unico, in linealia ha proposto di creare su base volontaria con quanto già stabilito nell'Agenda sul-una sorta di Schengen della difesa, con la la sicurezza adottata dalla Commissionecondivisione di forze, comandi e control- nell'aprile 2015. Nuovi stimoli potrebbero,lo, l'addestramento integrato delle forze e peraltro, venire dagli USA.la valorizzazione delle singole eccellenze L'elezione del nuovo presidente, fautore 42
Europa, difesa e sicurezzadi un minore impegno militare statuni- A lungo marginale rispetto alla NATO,tense nel mondo e di una maggiore bur- l'UEO venne rilanciata nel 1984 al verticeden-sharing tra USA ed UE, conferma il di Roma a causa di una certa insofferen-crescente anelito isolazionista degli USA za europea verso la politica reaganiana die la riluttanza a sostenere gli enormi co- crescente confronto strategico con l'URSS,sti del ruolo di unici “gendarmi” del mon- legato agli euromissili ed al progetto statu-do. La minore centralità dell'Europa dopo nitense di Scudo Stellare. Lo sminamentoil crollo dell'URSS e l'impossibilità, quindi, dello stretto di Hormuz (1987-88) e le ma-di demandare integralmente a soggetti out novre congiunte con la NATO nell'Adria-of area la propria difesa, impone all'UE un tico (Sharp Guard Operation) diedero nuo-upgrade, da attuare coordinando le spese vo slancio all'UEO, prima che il Trattatomilitari e la ricerca (per contenere i costi di Maastricht (1992) ne facesse il “braccioe rispettare i vincoli di finanza pubblica), armato” dell'UE, consentendo l'invio dicondividendo gli strumenti di intelligence un contingente di polizia a Mostar (1994-e, last but not least, attivando realmente i 1996), di una forza multinazionale in Al-gruppi tattici europei6. bania (missione MAPE), oltre ad attivitàAvrebbe così, conclusione un processo di sminamento in Croazia (1999-2001) e dilungo e complesso, avviato con il Patto di sorveglianza in Kossovo (1998-1999).Bruxelles (1948) e, successivamente, con il Nel 2007, il Trattato di Lisbona, pur man-Piano Pleven (1950), istitutivo della Comu- tenendo la clausola di mutua assistenzanità Europea di Difesa (CED): quest'ultima, (invocata dalla Francia stessa dopo gli at-inizialmente proposta da Parigi, venne tentati del 2015), sancì l'incorporamentofinalmente affossata dalla Francia per di- dell'UEO e delle sue funzioni nell'UE, allar-saccordi sul riarmo tedesco a pochi anni gando lo spettro delle cosiddette missionidalla fine della Seconda Guerra Mondiale. tipo-Petersberg (peacekeeping e assistenzaDiversa sorte ebbe il Patto di Bruxelles: umanitaria) fino a includere disarmo e sta-siglato da Francia, Regno Unito, Belgio, bilizzazione post-conflitto. All'evoluzioneLussemburgo e Olanda, che diede origine dell'UEO, fecero da pendant nuovi impulsiall'Unione Occidentale, divenuta Unione alla difesa europea: la Francia, in un inedi-Europea Occidentale (UEO) nel 1954 dopo to asse con l'allora Germania Ovest, favorìl'ingresso di Italia e Germania (ormai di la trasformazione della brigata franco-te-nuovo pienamente sovrana). Alleanza di desca in un soggetto aperto alla partecipa-natura difensiva (successivamente allar- zione anche di altri paesi dell'UE, produ-gata anche a Portogallo e Spagna), l'UEO cendo un effetto domino. Pur mancandoha rappresentato uno step fondamenta- una chiara definizione dei compiti, i varile per la difesa in Europa: i suoi membri, Euro-Corpi vennero posti, infatti, sottoinfatti, essendo parte anche della NATO, l'egida dell'UEO mediante il meccanismobeneficiavano delle garanzie ex articolo V. delle Forces answerable to WEU: nacquero, 43
Europa, difesa e sicurezzacosì, la Divisione Multinazionale (Belgio, giorni) e le missioni in Macedonia (Ope-Germania, Regno Unito e Olanda), la Forza razione Concordia, già Allied Harmony) eAnfibia anglo-olandese e quella italo-spa- Bosnia-Erzegovina (EUFOR-Althea). Nelgnola, la Forza Multinazionale di Terra 2000, il vertice di Feira portò alla decisio-(Italia, Slovenia ed Ungheria), i Corpi di ne di creare una forza di polizia per opera-Reazione Rapida anglo-francesi, EUFOR zioni di crisis-management, con un'aliquotaed EUMARFOR (Italia, Francia, Spagna, ad elevata prontezza operativa per attivitàPortogallo). Le guerre nella ex Jugoslavia di ripristino della legalità post-bellica, me-e la sostanziale irrilevanza europea favo- diazione tra le parti in conflitto, addestra-rirono, nel 1996 il varo dell'Identità di Si- mento delle forze di polizia locali, monito-curezza e Difesa Europea (ISDE) in ambito raggio sul rispetto dei diritti umani.NATO, che avrebbe permesso la nascita di L'anno seguente, di fronte ai turbamentiun pilastro europeo in base al concetto di nell'ordine mondiale determinati dall'at-forze separate ma non separabili: l'Europa tacco terroristico alle torri gemelle e dall'i-avrebbe, così, potuto intervenire laddove nizio della guerra globale al terrorismo,necessario anche in maniera indipendente venne adottato l'European Capabilitiesrispetto alla NATO. Action Plan che avrebbe dovuto consenti-Al vertice di Helsinki, nel 1999, venne de- re il superamento delle principali proble-ciso di creare, entro il 2003, una Forza di matiche nella Difesa europea emerse dopoIntervento Rapido con 50-60.000 soldati Helsinki e l'Accordo Berlino-Plus, quali ladi professione e un adeguato dispositivo tendenza dei singoli paesi a mantenereaeronavale per attività di peacekeeping e sotto il controllo nazionale le forze asse-gestione di crisi umanitarie: la NATO, al- gnate e le carenze in termini di proiezioneleanza asimmetrica basata sull'evidente della forza, assets aero-navali, intelligencesuperiorità militare americana, restava, ed electronic-warfare.comunque, la pietra angolare del sistema Nel 2003, nonostante la clamorosa spac-di sicurezza europeo e l'UE si impegnava catura nell'UE tra membri “interventisti”a evitare “conflitti di competenze” con l'Al- (Italia, Spagna e Polonia) e “neutralisti”leanza, riassumibili nella formula no dupli- (Francia e Germania) circa la guerra incation, no decoupling, no discrimination. Iraq, l'European Capabilities Action PlanCon il successivo Accordo Berlino-Plus, venne integrato dal documento “Un'Eu-all'UE venne garantito accesso agli assets ropa sicura in un mondo migliore”, in cuiNATO: la creazione di organi istituziona- l'UE, nell'ottica di una Difesa comune, de-li per analisi, pianificazione e conduzione finiva le nuove sfide per la propria sicurez-di attività militari e la definizione dei co- za post-guerra fredda (terrorismo, prolife-siddetti Military Headlines Goals permisero razione di Armi di Distruzione di Massa,di varare il Battle Group Concept (mille- conflitti regionali, stati-falliti, criminalitàcinquecento unità schierabili entro dieci transnazionale). 44
Conclusione dei principali attori globali (USA, Russia eSul futuro della Difesa europea gravano, Cina), la percentuale di PIL destinato allatuttora, numerose incognite di natura eco- Difesa in Europa si è ridotta sensibilmente,nomica e politica. In un'Unione allargata ai senza essere compensata da una maggioreconfini con la Russia, manca una puntuale cooperazione e, anzi, con costose duplica-coincidenza tra gli interessi nazionali dei zioni. C'è, infine, una latente divisione inpaesi membri, prodromica a qualsiasi po- seno all'UE tra “europeisti”ed “atlantisti”: selitica di difesa comune. La crisi economi- Italia, Francia e Germania auspicano, in-co-finanziaria di alcuni paesi membri ed i fatti, un rafforzamento delle capacità mi-vincoli di bilancio rendono, inoltre, diffi- litare dell'UE, i paesi del cosiddetto gruppocile un aumento nei fondi a disposizione di Višegrad (già membri del Patto di Var-per la difesa (sia in ambito NATO che UE), savia), temendo la revanche russa, consi-con il rischio di una competizione nell'allo- derano prioritari la NATO e la protezionecazione delle stesse: a differenza, inoltre, nucleare degli USA.1 Nel mese di ottobre la guerra informatica tra USA e Russia ha preceduto lo schieramento di un battle-groupdella NATO in Polonia e nelle Repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania). La Russia, invece, ha rafforzato la pre-senza militare non solo in Armenia, Georgia e nelle ex Repubbliche Sovietiche dell’Asia Centrale ma anche nell’enclavedi Kalinigrad, in Bielorussia ed in Crimea.2 Minacce ibride. L’UE presenta la sua strategia, Affari Internazionali, 18 aprile 2016.3 Le proposte di Juncker per la difesa comune dell’UE, Analisi Difesa, 15 settembre 2016.4 Valentino P., Il piano italiano: una Difesa europea limitata agli stati disposti ad esserci, Corriere della Sera, 24settembre 2016.5 Difesa comune europea: la volta buona?, Affari Internazionali, 27 settembre 2016.6 Prima intesa per la difesa comune europea, Corriere della Sera, 15 novembre 2016. 45
TECNICA,PROFESSIONE E SOCIETÀ NAUFRAGIO NEL MEDITERRANEOGiampaolo TRUCCOEgidio IBBA La cronaca della Notte del 18 aprile 2015: un pe- complessa operazione schereccio di costruzione egi- ziana, salpato dalle coste Libiche guidata dalla durante la giornata, ha a bordo il solito ca- Marina Militare rico di umanità che tenta di lasciarsi alle che ha riportato spalle una vita difficile per rincorrere il sogno di una nuova opportunità nella vici- in superficie na Europa. Scene ormai ricorrenti nel Marl’imbarcazione affondata Mediterraneo che, purtroppo, non rappre- sentano più una notizia per i mass media al largo della Libia occidentali a meno di un grave sinistro ma- con centinaia rittimo che riporti all’attenzione dei cittadi- ni del nostro continente la drammaticità di di vittime a bordo quello che sta avvenendo in alto mare. Ed è proprio in quella notte che si riaccendono i 46
LA MARINA MILITARE E IMPRESUB RECUPERANOA 370 METRI DI PROFONDITÀ IL PESCHERECCIOANDATO A FONDO CON 700 MIGRANTI NEL 2015riflettori su quello spaccato di vita, su quel- sulle sovrastrutture dell’imbarcazione. Male centinaia di persone che sovraffollano nel momento in cui la nave si avvicina perquell’imbarcazione: parte una richiesta d’a- prestare soccorso al peschereccio, già iniuto dal peschereccio che, raccolta dal Co- precario stato di equilibrio, questo si capo-mando Generale delle Capitanerie di Porto volge. Decine di persone finiscono in mare,– Guardia Costiera, innesca l’intervento di la King Jacob lancia le scialuppe ma soltan-soccorso del mercantile portoghese King to 28 migranti riescono a salvarsi, mentreJacob che transitava in quelle acque. Nel vengono recuperate in superficie 24 salme.Mediterraneo meridionale, a 77 miglia Gli altri sono risucchiati dal mare o intrap-dalle coste libiche, 131 miglia da Lampedu- polati nel barcone che si inabissa in unsa e 112 da Malta, il King Jacob incrocia la fondale di 370 metri. Quella notte fu unapropria rotta con quel peschereccio di 23 delle più grandi tragedie marittime del Me-metri che a bordo trasporta quasi 700 per- diterraneo, una notte che sconvolse e destòsone, accalcate e stipate all’inverosimile in il mondo. La procura di Catania, che aprìtutti i locali interni, sul ponte di coperta e l’inchiesta sul naufragio, affidò l’incarico di 47
Il recupero del barcone affondatotrovare il relitto alla Marina Militare che delle operazioni e, rilocalizzato il relitto,mise a disposizione i cacciamine Gaeta e consentirono al team ROV del Gruppo Ope-Vieste, insieme alla corvetta Sfinge, per le rativo Subacquei di identificare e recupera-operazioni di ricerca e localizzazione del re le prime 13 salme da 370 metri di pro-peschereccio. fondità. Benché i dati geofisici e ambientaliAlla ricerca del barcone affondato rilevati nella zona di fondo in cui si trovavaL’identificazione dello scafo avvenne il 7 il peschereccio assicurassero condizioni ot-maggio 2015 e fu possibile grazie ai sonar di timali per le operazioni subacquee, questebordo, al A.U.V. Hugin 1000 (Autonomous ultime erano influenzate dalle caratteristi-Underwater Vehicle) ed al R.O.V. Pluto Gigas che delle Unità Navali impiegate che impo-(Remotely Operated Vehicle) in dotazione ai nevano di avere uno stato del mare inferio-cacciamine. Il 10 giugno 2015 iniziava così re a 3 ed un vento non superiore a 15 nodi.una lunga e articolata campagna operativa, Tali limiti, spesso superati dalle condizioniPunto di affondamento del peschereccio. In basso a Alcune delle Unità Navali impiegate nel recupero dellesinistra la prima immagine sonar del relitto realizzata salme a 370 m di profondità. In alto a destra l’assettodal AUV HUGIN 1000 in dotazione a Comfordrag ROV Pegaso di Comsubin.suddivisa in più fasi, che avrebbe portato al meteomarine nell’area del naufragio, han-recupero del peschereccio e di tutte le vit- no condizionato la continuità delle attivitàtime di questa immane tragedia. La prima di ricerca e di recupero concedendo ridottifase ha visto operare numerose Unità Na- e frammentari spot temporali d’intervento.vali minori che hanno supportato il team Questo fattore, abbinato al fatto che la di-del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) namica di affondamento del relitto avevanell’operazione di recupero delle salme di- distribuito le salme su di una vasta area,sperse sul fondale nell’intorno al relitto. ha causato il protrarsi delle operazioni su-Predisposte le procedure operative e sanita- bacquee fino al 14 dicembre 2015. Duranterie da seguire durante i recuperi subacquei, questa prima fase, con la collaborazione delil 29 giugno 2015 Nave Leonardo, Nave Corpo militare della Croce Rossa, sono stateGaeta e Nave Gorgona raggiunsero la zona recuperate un totale di 169 salme che era- 48
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